BIOGRAFIE

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STRAIGHT FACED

Gruppo hardcore punk statunitense (si presume), formato da Dave Tonic (chitarra solista), Kevin Norton (basso), Johnny Miller (voce), Damon Beard (chitarra ritmica) e Ron Moller (batteria). Notizie poche e frammentarie sul gruppo, proveniente forse da New York e debuttante nel 1996 con l'album Guilty (Lethal Records). A seguire, la cassetta Broken (Fearless Records 1996), Conditioned (Epitaph/Ada 1998) e Pulling teeth (Epitaph/Ada 2000), con il nuovo bassista Jeff Hibben e l'uscita senza rimpiazzo di Damon Beard. Altro non si è riusciti a scoprire. Il gruppo compare nella raccolta Punk-o-rama III.


STRANGELOVES

Gli Strangeloves nacquero a New York nel 1964, ma la storia non è così semplice. Bob Feldman e Jerry Goldstein cantavano già da bambini agli angoli delle strade di New York e giovanissimi, cominciarono a scrivere canzoni in coppia, centrando il primo successo con il pezzo Big beat, ancor prima dell'inizio degli anni '60. La canzone verrà in seguito usata dal disc-jokey Alan Freed per un suo programma televisivo. Goldstein e Feldman registrarono alcuni 45 giri nel 1960, con il nome di Bob and Jerry, ma senza alcun riscontro commerciale e fu in quel periodo che il duo incontrò Richard Gottehrer, nativo del Bronx e come loro, autore di canzoni. Il trio compositivo scrisse pezzi di discreto successo per artisti quali Dion, Pat Boone, Bobby Vee e altri ancora. Il primo botto vero e proprio della loro carriera, giunse nel 1963 con il pezzo My boyfriend's back, salito sino al numero 1 della classifica di Billboard nella versione degli Angels. L'anno successivo il trio decise di creare dal nulla un gruppo... australiano!

Feldman, Goldstein e Gottehrer, diventarono Niles, Miles e Giles Strange, figli di Wilmot Strange e moglie, proprietari in Australia di un allevamento di pecore dal pelo lungo, una strana razza brevettata, con il nome di Gottehrer, dalla Feldman-Goldstein Company, un successo genetico che aveva portato la famiglia alla ricchezza e che aveva permesso ai figli di dedicarsi alla musica. Gli Strangeloves (gli Stranamori, dal film di Stanley Kubrick) diedero in pasto alla stampa la loro storia inventata e pubblicarono il singolo Love love love (Swan Records), fallendo l'impatto sul pubblico. La scalata alla classifica giunse con il successivo I want Candy, dopo il passaggio alla Bang Records, numero 11 di Billboard e a questo seguirono altri tre 45 giri da classifica: Cara-Lin (1965, numero 39), Night time (1966, numero 30) e Hand jive (1966, numero 100). Il loro unico album (1966) entrò in classifica e fu, in pratica, l'ultimo atto del trio. I tre diventeranno produttori e scrittori di successo, più di quanto lo erano stati prima degli Strangeloves (la strafamosa Hang on sloopy dei McCoy's) e in particolare, Richard Gottehrer mise mano agli album d'esordio di Richard Hell & the Voidoids (l'epocale Blank generation) e poi Blondie, Go-Go's, Joan Armatrading e molti, molti altri, non mancando di fondare, con Seymour Stein, l'etichetta Sire Records. Strangeloves furono inseriti da Lenny Kaye nella straordinaria raccolta Nuggets (con il pezzo Night time).


STRANGLERS

Gli Stranglers si formarono nel 1974 dall'iniziativa di quattro individui dalle più svariate personalità e/o attività. Hugh Alan Cornwell (nato nell'agosto del 1949 a Londra, Inghilterra) si era laureato in biochimica all'università di Bristol e risiedeva a Goteborg, in Svezia, impegnato nella ricerca (scientifica...). Con due statunitensi e uno svedese, Cornwell formò un gruppo chiamato Johnny Sox, come chitarrista e cantante. Convinto da due dei propri compagni di band (meno il batterista) e d'altro canto, disilluso dall'ambiente della ricerca scientifica, Cornwell si trasferì a Londra nel 1974 per tentare l'avventura musicale. Jet Black (nato Brian Duffy a Ilford, Essex, Gran Bretagna, classe 1938!) in quel periodo era già stato un uomo d'affari di successo, ma aveva perso interesse nella noiosa routine dell'ambiente. Essendo già stato batterista nei suoi anni giovanili, Black acquistò un nuovo kit e poi lesse un annuncio sul Melody Maker pubblicato dai Johnny Sox. Black si unì al gruppo e convinse gli altri tre compagni a trasferirsi in un negozio di liquori, eredità della sua fase affaristica, a Guildford, sud-ovest di Londra.

Jean-Jacques (JJ) Burnel, nato nel 1952 a Londra, entrò in contatto fortuitamente coi Johnny Sox, anche se le sue precedenti esperienze musicali riguardavano la chitarra classica: le sue passioni erano il karate e le motociclette e il suo sogno, un viaggio in Giappone. Subito dopo l'incontro fortuito, i Johnny Sox si sciolsero e Burnel fu reclutato come bassista, strumento che imparò a suonare in breve tempo. Alla fine del 1974 a Cornwell, Burnel e Black, si unì il chitarrista Hans Warmling, uno svedese amico di Cornwell e il gruppo cominciò a suonare nella zona di Guildford con diversi nomi: in quel periodo le notizie provenienti dagli Stati Uniti riguardavano un serial killer soprannominato Boston Strangler e il nome fu trovato, The Guildford Stranglers, poi semplificato in Stranglers. Warmling, deluso dall'andamento delle cose, tornò in Svezia e tramite il solito annuncio sul Melody Maker, i tre trovarono il tastierista Dave Greenfield (nato David Paul Greenfield nel 1949, a Brighton, Inghilterra), una nutrita esperienza musicale alle spalle. Alla fine del 1976, con la scena punk in esplosione, il gruppo firmò un contratto con la United Artists e cominciò una carriera discografica lunghissima, ancora in corso. L'esordio su 45 giri fu (Get a) Grip (On yourself), 1977, arrivato al numero 44 della classifica britannica, seguito da una serie di altri singoli dal successo mai meno che ottimo.

Citiamo quelli arrivati tra i primi dieci della classifica: il secondo del gruppo, Peaches (n° 8), il terzo, Something better change (n° 9) e il quarto, No more heroes (n° 8), tutti pubblicati nel 1977. Dopo una serie di piazzamenti, gli Stranglers tornarono tra i primi dieci nel 1982, con Golden brown (n° 2) e Strange little girl (n° 7) e nel 1983 con European female (n° 9); e infine, nel 1988 con All day and all of night (n° 7). Nel 1977 il gruppo pubblicò due album, l'esordio di Rattus norvegicus (A&M Records) e il bis di No more heroes (United Artists), seguiti da Black and white (1978), The raven (1979), The meninblack (Liberty Records 1981) e La folie (1981). I primi anni del gruppo furono senz'altro i più turbolenti, a causa del gusto per la provocazione (e il loro nome parla chiaro da questo punto di vista) e per i testi delle canzoni, accusati di razzismo e di sessismo, a causa dei quali furono anche arrestati (in Francia, se non ricordo male). Questi gli altri album sino alla fine degli anni '80: Feline (Epic 1983), Aural sculpture (1984), Dreamtime (1986) e 10 (1990). Considerata finita la spinta creativa della band, ma anche a causa degli scontri con JJ Burnel, Hugh Cornwell lasciò il gruppo nell'estate del 1990. Gli Stranglers aggregarono alla formazione due nuovi componenti, il chitarrista John Ellis, già nei Vibrators e il cantante Paul Roberts.

La nuova formazione pubblicò gli album Stranglers in the night (Psycho 1992), About time (When! 1995), Written in red (1997) e Coup de grace (1998). Con il vecchio millennio alle spalle e il nuovo chitarrista Baz Warne in formazione (i metallari Spartan Warrior al suo attivo, oltre a numerosi altri nomi), il gruppo continuò il proprio percorso con Laid black (2001, disponibile solamente tramite Internet), Norfolk Coast (EMI 2004) e Suite XVI (2006). Gli Stranglers compaiono nelle raccolte The Indie Scene (capitoli 1977 e 1978) e Flesheaters - The return of the undead.

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STRESS of TERROR

Gruppo australiano dalla storia misteriosa, nel senso che questo nome è assolutamente sconosciuto nell'oceano internetiano. Le poche informazioni si ricavano dalle note della raccolta Hard to beat, dedicata ai canguri che lavorano di mano di fronte ai dischi degli Stooges e che vede i nostri partecipare con una versione di Not right. Stress of Terror sarebbe stato unicamente un progetto di studio di un presunto genio dal nome di John Murphy, militante, secondo la scheda citata, in almeno altri sei gruppi. Tutto qua per ora e forse, per sempre.


JOE STRUMMER & the MESCALEROS

Una storia lunga quella di Joe Strummer, conclusasi anzitempo nel 2002 e segnata da esperienze ordinarie e straordinarie. John Graham Mellor nacque il 21 agosto 1952 nella capitale turca, Ankara, dove il padre svolgeva il suo lavoro di diplomatico della corona britannica. All'inizio degli anni '70, dopo aver abbandonato la scuola d'arte londinese che frequentava, John si trasferì in Galles e cominciò a farsi chiamare Woody, dalla sua grande passione per Woody Guthrie e tra un girovagare per l'Europa e l'altro, entrò in contatto con i personaggi che l'avrebbero coinvolto nelle sue prime esperienze musicali, culminate nel gruppo pub-rock 101'ers. Con un paio d'anni intensi di concerti dal vivo e un 45 giri all'attivo (Keys to your heart), i 101'ers si costruirono un seguito nutrito d'innamorati del sound grezzo e roccioso della band, tanto da poter suonare come gruppo principale aperto da una spalla: una di queste, un bel giorno del 1976, il 3 aprile per la precisione, si chiamava Sex Pistols. Il vecchio Woody, ora Joe Strummer, restò fulminato dal concerto o quello che era, dei Sex Pistols, capì che stava sbagliando tutto, in poco tempo abbandonò i 101'ers e si mise alla ricerca di altre opportunità nell'ammasso in ebollizione del pianeta punk.

Attraverso una storia lunga e complicata, nacquero i Clash, importanti non solo per la storia del punk, ma per tutta la musica britannica e non solo. Il gruppo visse poco più di sei anni d'intensità dolorosa e straordinaria e con l'ultimo album della formazione classica, Combat rock, trasformò i quattro vecchi punkers in stelle della musica pop famose in tutto il mondo. I contrasti tra Joe Strummer e Mick Jones, causarono la spaccatura e i Clash vissero qualche altro anno deprimente guidati dallo stesso Strummer, con Paul Simonon e qualche carneade per completare la formazione. Cut the crap chiuse ingloriosamente la storia dei Clash, nel periodo in cui Joe toccò la celluloide, interpretando una manciata di ruoli al cinema e regalando alcune brevi comparsate (difficile da scacciare dalla memoria quella in Ho affittato un killer, di Aki Kaurismäki, tra i pochi momenti non silenziosi del film). Nel 1989 arrivò il primo album solista di Joe Strummer, Earthquake weather, accompagnato dai Latino Rockabilly War (Epic). Gli anni successivi furono segnati da cinema e musica, colonne sonore e collaborazioni, comparsate come ospite, produzioni e apparizioni sui palchi (come il tour con i Pogues del 1991). In quel periodo nacque una disputa con la Sony, il colosso nippo-statunitense che aveva rilevato l'etichetta dei Clash, la CBS.

La tenzone, durata otto anni, si risolse con un accordo tra le parti, che consentì a Joe Strummer di incidere con chicchessia come solista, fermo restando che eventuali reunion dei Clash si sarebbero dovute celebrare sotto l'egida della Sony. Durante gli anni '90, Joe lavorò anche come dee-jay per la BBC World Service, conducendo un programma di mezz'ora dal titolo esplicito e pieno di ricordi, London Calling. Nella seconda metà degli anni '90, Joe Strummer fondò i Mescaleros, un gruppo formato dal leader alla voce e chitarra, Antony Genn alla chitarra, Scott Shields al basso, Martin Slattery alla chitarra, tastiere, flauto e sassofono, Pablo Cook alle percussioni e Steve 'Smiley' Barnard alla batteria. L'idea Mescaleros nacque dal trio Strummer, Cook e Richard Norris, autori di un paio di colonne sonore e di una canzone, Yalla Yalla, mixata da Antony Genn. Genn si aggregò al trio come musicista, con il batterista Ged Lynch, sostituito in breve tempo da Smiley. Shields e Slattery completarono l'organico (Scott Shields era stato un batterista, fu reclutato come bassista e poi deviato alla chitarra, mentre Genn, sebbene in grado di suonare la chitarra, non lo era abbastanza per fare il solista e per questo arrivò anche Slattery).

Il primo concerto dei Mescaleros fu tenuto a Sheffield, terra natìa di Genn, il 5 giugno 1999 e fu seguito da un tour che occupò i sei mesi successivi e dalla pubblicazione del primo album, Rock art and the x-ray style, pubblicato dalla statunitense HellCat Records e prodotto da Antony Genn e Richard Norris. I Mescaleros intrapresero un tour britannico e nordamericano, includendo nella scaletta numerosi pezzi dei Clash. Nel 2000, al gruppo si unì Tymon Dogg, violinista e amico di vecchissima data di Joe. Il primo tour con Tymon Dogg, vide i Mescaleros supportare l'ennesima reunion degli Who, con John Blackburn e Jimmy Hogarth (penso non insieme...), a rimpiazzare il basso dell'assente Scott Shields. Con la partenza di Genn e Smiley, Shields passò alla chitarra, Simon Stafford prese in mano il basso e Luke Bullen la batteria. Nell'estate del 2001, Pablo Cook lasciò i Mescaleros per unirsi al gruppo di Moby. Global a go-go era già stato pubblicato alla fine di luglio, con la produzione di Strummer, Shields, Slattery e Richard Flack. Nella canzone che titola il disco, compaiono le voci di Roger Daltrey e Pete Townshend. Il tour successivo coprì la Gran Bretagna, l'Irlanda e il Nordamerica e dopo essere stati il soggetto di un documentario diretto da Dick Rude, Let's rock again!, pubblicato nel 2006, i Mescaleros suonarono il loro ultimo concerto il 22 novembre 2002, a Liverpool.

In un concerto di qualche giorno precedente (il 16 novembre), Mick Jones raggiunse sul palco Joe Strummer per la prima volta dopo vent'anni. Durante le registrazioni del terzo album dei Mescaleros, Joe Strummer morì per attacco cardiaco, dopo essere rientrato a casa da una passeggiata con il suo cane: era il 22 dicembre del 2002. Streetcore, pubblicato quasi un anno più tardi, il 20 ottobre del 2003, fu completato da Shields e Slattery, con la co-produzione di Danny Saber e Rick Rubin. Non è chiaro quanto lavoro fosse stato completato da Joe Strummer, ma tenendo conto che tra l'ultimo concerto del tour e la morte, trascorse un solo mese, è ipotizzabile che del nostro fossero disponibili alcune prove e forse qualche traccia definitiva. Joe Strummer & the Mescaleros fanno parte della raccolta Il Mucchio Extra n° 3, allegata in edicola all'omonimo magazine trimestrale.

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Go-Go's


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Spartan Warrior

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Pete Townshend


Vibrators


Who

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