BIOGRAFIE
Sou
Nati nel 1981 come Loud Fast Rules (Dan Murphy, chitarra, Dave Pirner, batteria e Karl Mueller, basso), i Soul Asylum iniziano la propria carriera nel 1984, in quel di Minneapolis (Minnesota), anche grazie a un certo Bob Mould (Hüsker Dü). Con il cambio di nome, Pirner passa alla chitarra ritmica e voce, mentre alla batteria si siede Grant Young. L'esordio dal lungo titolo, Say what you will, Clarence... Karen sold the truck, viene pubblicato nel 1984 dalla Twin Tone, ma il gruppo viene inserito nella pletora di nomi che seguono semplicemente le imprese di Replacements, Hüsker Dü e compagnia indipendente varia. Per vedere nei negozi il secondo album (e il terzo subito a ruota), bisognerà attendere un paio d'anni, ma Made to be broken e While to were out (entrambi pubblicati nel 1986) impongono il nome Soul Asylum presso la critica. Hang time (1988) si avvale della produzione di due nomi altisonanti come Ed Stasium (Living Colour e Ramones, tra i tanti nomi) e Lenny Kaye (il celeberrimo compilatore di Nuggets, chitarrista del Patti Smith Group e non solo) e il buon successo porta il gruppo a firmare per la major A&M.
Nel 1989 il gruppo partecipa alla compilation benefica The Bridge, omaggio a Neil Young e supporto per la scuola per bambini cerebrolesi fondata dallo stesso Young assieme alla moglie. And the horse they rode in del 1990 è solo il primo passo verso il successo vero e proprio, obiettivo raggiunto con il successivo Grave dancers union (dopo il passaggio alla Columbia: 1992): l'album arriva a vendere milioni di copie e i Soul Asylum entrano nel gotha commerciale del rock. Dopo aver suonato alla festa d'inaugurazione del primo mandato Clinton (o poco prima), Grant Young abbandona il gruppo e viene sostituito da Sterling Campbell. Nel 1994 i Soul Asylum sono tra i nomi che compongono la splendida colonna sonora del film Clerks. Il disegno della parabola discendente della loro carriera (a livello artistico), è completato da Let your dim light shine (1995), ennesimo ammorbidimento sonoro lungo la strada del successo, che però scontenta un po' tutti. Pirner, nel frattempo assunto al ruolo di rockstar, è più noto per le sue imprese sentimentali (una storia d'amore con Wynona Ryder) che non per la musica, ma con accanimento terapeutico, porta la band ad incidere un altro album, Candy from a stranger (1998), dopo il quale giunge benedetto lo scioglimento.
Dall'Illinois a Seattle
Il primo contatto tra i futuri Soundgarden è datato 1981, quando Kim Thayil e Hiro Yamamoto vivevano a Park Forest, Illinois, frequentavano la stessa scuola ed ebbero le prime esperienze musicali con gruppi scolastici. Thayil era vissuto a Seattle (dov'è nato il 4 settembre 1960, da genitori dello stato indiano di Kerala) sino all'età di cinque anni. Dopo aver conseguito il diploma alla Rich East High School di Park Forest, Kim Thayil si trasferì all'Evergreen State College di Olympia, la capitale dello stato di Washington (1980). Hiro Yamamoto, nato il 13 aprile 1961 a Park Forest, Illinois, seguì l'amico Thayil nel freddo nord-ovest degli Stati Uniti, prima a Olympia e poi, a Seattle. Nella metropoli, Thayil s'iscrisse all'University of Washington, dove avrebbe conseguito la laurea in filosofia. Chris Cornell (Christopher John Boyle), nato il 20 luglio del 1964 a Seattle, iniziò la sua carriera come batterista, ma ben presto si rese conto di volere qualcosa di più dalla musica di un sellino, qualche piatto e un paio di rullanti.
Shemps
Un bel giorno, dovremmo essere nel 1983, Chris rispose all'annuncio di un chitarrista che cercava un cantante per la sua band. Il chitarrista si chiamava Matt Dentino, era il compagno di stanza di Kim Thayil e la sua band, Shemps, comprendeva anche Hiro Yamamoto come bassista. Non è chiaro se Cornell fungesse anche da batterista negli Shemps, ma sembra proprio di sì. Yamamoto si stancò del gruppo e fu sostituito da Kim Thayil, propiziando, dunque, il primo incontro tra il futuro chitarrista e Chris Cornell. Kim Thayil ricorda che Cornell gli sembrò un ragazzo in procinto di arruolarsi in Marina, capelli corti e vestiario da giovanotto per bene. Thayil ricorda anche un'altra caratteristica della nuova conoscenza, la sua voce straordinaria, anche se il repertorio degli Shemps era "merdoso". Dentino, infatti, era ossessionato dalla gente morta e per questo il repertorio degli Shemps era costituito da cover di Buddy Holly, Jimi Hendrix, Doors, Otis Redding e altri musicisti passati a miglior (o peggior o nulla) vita. Non contento, Dentino dedicò l'unica canzone originale della band a Marilyn Monore. Thayil e Cornell conobbero in quel periodo Matt Cameron e Ben Shepherd.
Matt Cameron (Matthew D. Cameron), originario di San Diego (dov'è nato il 28 novembre 1962), era il batterista dei Feedback, un gruppo che con il tempo sarebbe diventato Skin Yard. Ben Shepherd (Hunter Benedict Sheperd, nato nella base statunitense di Okinawa, in Giappone, il 20 settembre 1968), era invece il chitarrista dei March of Crimes, un gruppo che, come riferisce una fonte, visse il proprio momento di gloria quando riuscì a vendere una manciata di cassette di un proprio demotape in Finlandia; e senza dimenticare che conobbero Jello Biafra, al quale piaceva il loro nome. Nel 1984 gli Shemps si sciolsero e Cornell, alla ricerca di un compagno di stanza adeguato, andò a vivere con Hiro Yamamoto. I due, formando una sezione ritmica completa, decisero di fondare un gruppo e con questo obiettivo, provarono numerosi chitarristi. Alla fine, fu la vecchia conoscenza Kim Thayil ad unirsi a loro. Alla ricerca di un nome, il trio plasmò quello di una zona di Sand Point, Sound Garden, Giardino del Suono, un parco con una serie di sculture cave che nelle giornate ventose producono dei suoni particolari (e a Seattle, da quel che so, il vento non manca mai).
Soundgarden
I Soundgarden cominciarono a suonare dal vivo come trio, con Chris Cornell alla batteria e voce: il primo concerto fu come supporto al gruppo newyorkese Three Teens Kill Four e il secondo, come apertura di Melvins e Hüsker Dü. Per liberare la voce di Cornell dall'incombenza della batteria, il trio reclutò Scott Sundquist e con la formazione a quartetto, i Soundgarden registrarono le loro prime canzoni. Tre di queste, Heretic, Tears to forget e All your lies, finirono nella raccolta Deep six, pubblicata dalla CZ Records nel marzo 1986. Compagni del gruppo nella raccolta, U-Men, Malfunkshun (il gruppo di Andrew Wood), Melvins, Green River e Skin Yard (con Matt Cameron alla batteria). Come dire, il primo e forse fondamentale mattone della futura rivoluzione musicale di Seattle. Deep six fu ristampata nel 1994 dalla stessa CZ Records, in collaborazione con la major A&M. Scott Sundquist, sposato e con prole, lasciò il gruppo per trovare un 'lavoro serio' e al suo posto arrivò il già noto Matt Cameron.
Screaming life
Il quartetto firmò un contratto con l'etichetta che avrebbe stravolto la scena sotterranea di Seattle, la SubPop Records di Jonathan Poneman e Bruce Pavitt e in quello stesso 1987 (ottobre), uscì l'esordio su EP, Screaming life, registrato ai Reciprocal Studios di Seattle sotto la sapiente produzione di Jack Endino (con il gruppo co-accreditato). L'EP fu preceduto dal debutto assoluto dei Soundgarden, il 45 giri Hunted down/Nothing to say (giugno 1987) e seguito da un altro EP, Fopp, contenente due versioni del brano che lo titola (una cover degli Ohio Players), una versione di Swallow my pride, forse il primo autentico classico dell'intera scena di Seattle, firmato dai Green River e da un unico brano originale, Kingdome of come. I primi due EP furono in seguito riuniti e ristampati in un unico cd.
SubPop 200
Per dare ufficialità alla scena che stava ribollendo nelle cantine di Seattle, non mancava che la giusta compilation: SubPop 200, pubblicata nel dicembre del 1988 in formato di triplo EP, fu una fotografia perfetta dei suoni e dei nomi emergenti di quello che non era ancora chiamato grunge. I Soundgarden parteciparono con Sub Pop Rock City (non uno dei loro capolavori), ma con loro trovarono posto tra i solchi Tad, Fluid, Nirvana, Fastbacks, Green River, Mudhoney, Screaming Trees, Walkabouts, Beat Happening, Girl Trouble e qualche esperimento bizzarro e/o inconsueto.
Ultramega OK
Corteggiati dalla major A&M, i Soundgarden preferirono debuttare su album tramite la principale indie statunitense di quegli anni, la SST di Greg Ginn, ma l'appuntamento con la grande casa discografica sarà rimandato solo di qualche tempo. Ultramega OK (SST, novembre 1988) irruppe come un tuono nella già turbolenta scena musicale di quegli anni e ad accorgersene non furono solamente gli addetti ai lavori e qualche appassionato: l'album ricevette la nomination ai Grammy Award nella categoria metal e fu un buon successo commerciale, nonostante l'etichetta indipendente. Tra i brani dell'album, una sola cover canonica (Smokestack lightning, il classico di Howlin' Wolf) e due bizzarre: One minute of silence di John Lennon (in originale, Two minute of silence), sulla quale i nostri si sbizzarrirono nel creare motivazioni e facezie (la più seria, quella di Chris Cornell: "Il vero motivo della nostra scelta? Non c'erano problemi di diritti: non può esserci il copyright sul silenzio") e la ripresa originale (definiamola un sample) di Death Valley '69, la canzone straordinaria che chiude l'album Bad Moon rising dei Sonic Youth, co-scritta e co-cantata da Lydia Lunch. Per concludere, dall'album d'esordio del gruppo fu tratto un unico singolo, Flower, titolo anche del primo video.
Louder than love
I Soundgarden si trasferirono armi e bagagli alla major A&M, segnando un capitolo fondamentale nell'evoluzione (o involuzione, vedetela come volete) del suono di Seattle e cominciarono subito a lavorare al secondo album, dal titolo provvisorio di Louder than fuck. Louder than love, questo il titolo finale, uscì il 5 settembre 1989, preceduto dal 45 giri Loud love (e seguito da un altro 45 giri, Hands all over, con una cover di Come together dei Beatles sul lato B). L'album scalò la classifica di Billboard sino al numero 108, vendendo a tutt'oggi (9 giugno 2007) 400.000 copie. Per il tranquillo Hiro Yamamoto era già troppo: desideroso di tornarsene ai suoi studi, nell'autunno del 1989 il bassista lasciò il gruppo (il sottoscritto aveva avuto il tempo di vedere i Soundgarden dal vivo, con Hiro Yamamoto, la primavera precedente, in una minuscola palestra friulana). Ben Shepherd, vecchia conoscenza, fu subito additato come il membro giusto per sostituire Yamamoto (tra l'altro, Shepherd, statunitense nato in Giappone, prendeva il posto di Yamamoto, giapponese nato negli Stati Uniti), ma il ragazzo non conosceva le canzoni del gruppo e il tour promozionale dell'album era ormai imminente.
La soluzione fu trovata in Jason Everman, il bassista/chitarrista che c'è e non c'è: Everman era comparso sulla copertina dell'esordio dei Nirvana, Bleach, per il semplice motivo che fu lui a pagare il conto dello studio di registrazione (poco più di 600 dollari), ma in quel disco non c'è una sola nota proveniente dal suo strumento. Con i Soundgarden, Everman suonò negli Stati Uniti e in Europa, compreso un tour con Voivod e Faith No More. Louder than live fu pubblicata dalla A&M su videocassetta, come testimonianza del tour, accompagnata (la videocassetta) da un cd promozionale dallo stesso titolo, comprendente, in massima parte, canzoni non presenti nel video (1990). Il 19 marzo 1990, Andrew Wood, grande amico di Chris Cornell (i due erano compagni di stanza in quel periodo) e di molti altri protagonisti della scena di Seattle, morì per quella che Wikipedia definisce un'overdose di eroina accompagnata da un'emorragia cerebrale. La morte di Wood, già cantante dei Malfunkshan e a quel tempo impegnato con i Mother Love Bone, colpì come un maglio gli amici e gli ancora pochi ammiratori (nei giudizi dell'epoca, se c'era qualcuno destinato al successo e alla fama mondiale, questi non era che Wood). Cornell e Thayil pensavano che nessuno potesse pareggiarlo e sembra che l'ingaggio di Ben Shepherd, un'idea di Chris Cornell, fosse dovuto a una certa vicinanza caratteriale con il già scomparso Wood.
Chris Cornell, però, volle omaggiare l'amico scomparso in maniera ancora più concreta, fondando un progetto a breve termine, Temple of the Dog. Dopo la morte di Wood, Cornell scrisse due canzoni in memoria dell'amico, Say hello 2 heaven e Reach down e contattò Stone Gossard (chitarra ritmica) e Jeff Ament (basso), membri dei Mother Love Bone, per registrarle e pubblicarle su un 45 giri. Il gruppo fu completato dal batterista dei Soundgarden, Matt Cameron e dal chitarrista solista Mike McCready. Le session di registrazione si allargarono, comprendendo alcune canzoni dei taccuini di Gossard, Ament e Cameron e una manciata di nuove composizioni e il 45 giri iniziale diventò un intero album, Temple of the Dog (A&M, 16 aprile 1991). Già impegnati nel tentativo di costruire una nuova band, i due ex-Mother Love Bone, Ament e Gossard, oltre a coinvolgere Mike McCready, fecero partecipare alle session dell'album anche un cantante sconosciuto proveniente da San Diego, Eddie Vedder: i quattro, con il batterista Dave Krusen, daranno vita in quei giorni alla prima formazione dei Pearl Jam.
Dal successo immediato dei Pearl Jam, che sfondarono subito con il loro primo album, Ten, il disco dei Temple of the Dog riceverà nuova linfa: la A&M ripubblicò il singolo Hunger strike e grazie anche al video, l'album scalò la classifica di Billboard sino ai primi dieci e diventò di platino (più di un milione di copie vendute). Da notare, infine, che Matt Cameron, dopo lo scioglimento dei Soundgarden, è diventato il batterista dei Pearl Jam. Ben Shepherd debuttò come membro dei Soundgarden con un singolo a tiratura limitata, riservato ai membri del club SubPop Single of the Month e stampato in 5000 copie, Room a thousand years wide/HIV baby. Il lato A del 45 giri, che sarebbe apparso nel terzo album della band, è in una versione diversa da quella nota (SubPop 1990). Lo stakanovista Matt Cameron, in quello stesso periodo, pubblicò un album con la sua band, Tone Dogs, un progetto fondato nel 1987 con il sassofonista Amy Denio e molto vicino al jazz, secondo una fonte. Con Matt Cameron alla batteria e voce, i Tone Dogs pubblicarono nel 1991 Ankety low day (CZ Records o Spoot Music, a seconda della fonte).
Badmotorfinger
Con uno dei produttori principali della Seattle di quel periodo, Terry Date, i Soundgarden si misero al lavoro per registrare il terzo album, il primo per il nuovo bassista Ben Shepherd. Badmotorfinger, registrato ai Bad Creek Studios, a nord di Seattle e pubblicato l'8 ottobre 1991, uscì in un periodo che vide nei negozi i due Use your illusion dei Guns n'Roses e Nevermind dei Nirvana. Nonostante la concorrenza, l'album salì sino al numero 39 di Billboard, fece debuttare la band nella classifica britannica (numero 94) e alla fine, è stato venduto a tutt'oggi (9 giugno 2007) in due milioni e mezzo di copie. Risultati che nessuno avrebbe potuto ipotizzare fino a un paio di anni prima, ma proprio nel periodo della pubblicazione di Badmotorfinger, gli Alice In Chains di Facelift guadagnavano alla scena di Seattle il primo disco d'oro (mezzo milione di copie vendute), un anno dopo l'uscita. Ciò che succederà di lì a un paio di mesi, con l'esplosione inaspettata di Nevermind, cambierà definitivamente il volto della musica rock degli anni '90.
Oltre al singolo già citato (Room a thousand years wide, canzone scritta da Matt Cameron), l'album fornirà altri tre 45 giri, la pazzesca Jesus Christ pose (il cui video creò non pochi problemi al gruppo, accusato di attaccare il cristianesimo), Outshined e l'altrettanto incredibile Rusty cage, il brano che apre l'album. Il titolo Badmotorfinger, secondo una fonte, farebbe riferimento al titolo di una canzone dei Montrose, Bad motor scooter. Le session dell'album produssero molte altre canzoni destinate a rimanere inedite, pubblicate in seguito nell'edizione digitale del disco, con un cd bonus dal titolo di Satanoscillatemymetallicsonatas (o più brevemente, SOMMS), cinque canzoni, con tre cover (Devo, Rolling Stones e Black Sabbath) e due brani autografi. La serie di tour successiva fu lunghissima ed estenuante e cominciò poco dopo la pubblicazione dell'album negli Stati Uniti e in Canada, al seguito dei Guns n'Roses, continuò negli Stati Uniti al fianco degli Skid Row e in Europa come gruppo di cartello, accompagnato da Monster Magnet e Swervedriver (febbraio 1992).
Nell'estate del 1992, ancora Europa come apertura dei Guns n'Roses (con i Faith No More) e poi, Stati Uniti, per il Lollapalooza, al termine del quale, i quattro si separarono per lavorare a progetti personali e riposare. Ben Shepherd diede respiro al proprio progetto Hater, fondato nel 1990, pubblicando l'album senza titolo (A&M 1993), con Matt Cameron alla batteria, John McBain alla chitarra (ex-Monster Magnet) e Brian Wood alla voce (è proprio il fratello di Andrew Wood). Il secondo album del gruppo, 2nd, registrato nel 1995, è stato pubblicato (da Barsuk) solamente nel 2005. Dopo aver debuttato dal vivo in terra australiana, i Soundgarden si preparono a pubblicare quello che sarà il titolo della fama mondiale.
Superunknown
Superunknown fu registrato tra ottobre e novembre 1993 ai Bad Animals Studios di Seattle, prodotto da Michael Beinhorn e Soundgarden e pubblicato l'8 marzo 1994. I dati ufficiali parlano chiaro, al di là delle fisime di coloro che rifiutano per principio i dischi baciati dal successo commerciale: nessun album proveniente dall'area di Seattle, chiamiamola grunge, è riuscito ad infilare sei successi tratti dallo stesso, l'album e cinque 45 giri e scrivendo nessuno, s'includono anche Pearl Jam e Nirvana. Superunknown scalò la classifica di Billboard sino al primo posto e quella britannica sino al numero 5 (a tutt'oggi è stato venduto in sette milioni di copie). Spoonman fu il singolo che precedette l'uscita dell'album (15 febbraio 1994), seguito dalla straordinaria The day I tried to live, dal successo clamoroso di Black hole Sun (numero 9 di Billboard) e da My wave e Fell on black days, tutti successi consistenti all'interno delle classifiche rock di Billboard.
Nel novembre del 1995, il gruppo pubblicò l'EP Songs from the Superunknown, con tre pezzi nella versione canonica dell'album, She likes surprises in versione acustica (guarda caso, era il periodo della mania unplugged; il pezzo, per la cronaca, non figurava nella versione statunitense dell'album Superunknown) e l'inedita Jerry Garcia's finger. I nostri quattro ragazzi, in soldoni, erano diventati un fenomeno commerciale a livello mondiale, a un livello che nessuno poteva prevedere, anche dopo il successo di Nirvana e Pearl Jam. Dopo i concerti australiani e giapponesi d'inizio anno, nell'estate del 1994 i Soundgarden iniziarono la prima parte (Leg One) del tour nordamericano, con Tad e Eleven come spalla. Il Leg Two fu supportato da Reverend Horton Heat e You Am I e terminò a Seattle, a metà agosto, a fianco degli Screaming Trees. La fine del tour portò brutte nuove sulla voce di Chris Cornell: le corde vocali del cantante, estremamente affaticate, dovevano osservare un periodo di riposo forzato, pena danni futuri irreversibili (e stando ai racconti di chi lo ho visto dal vivo un qualche anno fa, sembra che questi danni ci siano stati veramente).
Il bollettino medico costrinse il gruppo ad annullare numerosi concerti e per consolarsi, Cornell e Thayil presenziarono al primo MTV Video Music Award, per ricevere il primo premio nella categoria Best Heavy Metal/Hard Rock Video per Black hole Sun. Alla fine dell'estate 1995, i Soundgarden tornarono in Europa, per una serie di festival (compreso il vergognoso concerto di Reggio Emilia, rischiarato di luce accecante dai marziani Kyuss).
Down on the upside
Nel novembre del 1995, le stelle Soundgarden cominciarono le registrazioni del quinto e ultimo album della loro storia, Down on the upside, inciso ai Bad Animals Studios e allo Studio Litho di Seattle. Il disco, prodotto dal gruppo e da Adam Kasper, fu pubblicato il 21 maggio 1996, spiazzando un po' tutti coloro che si aspettavano un Superunknown parte seconda (e gli spiazzati reagirono quasi in toto in maniera negativa). Data la fama del gruppo, l'album raggiunse comunque il numero due di Billboard, il numero sette in UK e a tutt'oggi, è stato venduto in più di due milioni di copie. Il singolo apripista, Pretty noose (marzo 1996), arrivò sino al numero 14 in USA e anche il successivo Burden my hand (luglio 1996) riscosse un notevole successo (prima posizione nella classifica rock di Billboard). L'album produsse altri due singoli, Blow up the outside world (novembre 1996) e Ty Cobb (pubblicato solo in Australia). Il tour promozionale soffrì ancora dei guai alle corde vocali di Chris Cornell e si concluse all'inizio del 1997, con incoraggianti dichiarazioni dei membri su un ritorno in studio programmato per l'autunno di quello stesso anno.
Il 9 aprile, invece, con un comunicato stampa, la band annunciò lo scioglimento, "amichevole e senza nessun disaccordo". Nel novembre di quello stesso anno, la A&M pubblicò A-sides, raccolta dei lati A dei 45 giri del gruppo (numero 63 di Billboard), con un inedito (per modo di dire: era già stato pubblicato con il mini-cd Burden my hand, Bleed together, pubblicato anche come singolo. La storia dei Soundgarden finisce a questo punto, anche se non dovrebbero mancare riferimenti alla carriera solista di Chris Cornell (gli album Euphoria morning, A&M 1999 e Carry on, Suretone/Interscope 2007), all'impegno Audioslave dello stesso cantante (gli album Audioslave, Epic/Interscope 2002, Out of exile, 2005 e Revelations, 2006), alle numerose partecipazioni del chitarrista Kim Thayil, alla carriera mai doma di Matt Cameron (oltre ai progetti già citati in precedenza, da ricordare i Wellwater Conspiracy, con il chitarrista John McBain, autori di quattro album tra il 1997 e il 2003) e infine, alle partecipazioni, ai progetti già citati e ad altri ancora, di Ben Shepherd.
Dal canto mio, avendo seguito questo gruppo, con amore musicale mai scemato, sin dai tempi di Ultramega OK e portando nel ricordo, ancora indelebile, il loro concerto del 1989 a Martignacco, non posso che rimpiangerli, un sentimento che non riesce ad abbandonarmi da dieci anni a questa parte (oggi, 9 giugno 2007).
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