BIOGRAFIE

Sha


SHABBA RANKS

Rexton Rawlston Fernando Gordon nasce a Sturgetown, St. Ann, Giamaica, nel 1966. All'età di otto anni si trasferisce con la famiglia a Trenchtown, nella capitale Kingston e negli anni dell'adolescenza si appassiona ai nomi più in voga del circuito dei sound system, tra i quali i dj Charlie Chaplin, General Echo e soprattutto, Josey Wales. All'inizio degli anni '80 inizia a lavorare come toaster sotto la guida di Admiral Bailey, con il nome di Co-Pilot, con il quale incide il suo primo 45 giri, Heat under sufferer's feet (1985). In seguito, Rexton cambia il suo nome d'arte in Shabba Ranks e si fa notare dal suo idolo Josey Wales, che lo porta ad incidere con il produttore King Jammy (il singolo d'esordio come Shabba Ranks, Original fresh) e poi collabora con un altro toaster, Chaka Demus, incidendo una serie di 45 giri, ma senza trovare la strada verso il successo. Verso la fine degli anni '80, Shabba Ranks cambia produttore, passando sotto le ali di Bobby Digital e dell'etichetta Digital B, riscuotendo un enorme successo nell'isola natìa. La produzione di singoli negli anni successivi è enorme, come il successo puntualmente riscontrato.

I primi album solisti sono Best baby father e Rappin' with the ladies, nel quale il toaster duetta con una serie di artiste reggae femminili. Ai primi lavori seguirà il debutto sulle scene inglesi e un album in coabitazione con Cocoa Tea e Home T, che finirà al numero uno della classifica, ma la discografia di artisti di questo tipo è sempre intricata e difficile da seguire, soprattutto per quanto riguarda gli esordi (non ci sono due fonti che concordino sulla successione dei titoli e sugli anni di pubblicazione: in questo caso, abbiamo una fonte, il sito di VH1, che nella scheda biografica parla di un album che poi non risulta nella discografia della stessa scheda e questo è solo un esempio). Nel 1991 Shabba Ranks firma un contratto con la Epic Records e registra l'album As raw as ever, comprendente un paio di duetti dal grande successo, con Maxi Priest (Housecall) e KRS-One (The jam). Il titolo guadagna il Grammy per il miglior disco reggae, il primo a essere vinto da un artista proveniente dalle sale da ballo e dai sound system. Seguono, tra gli album, X-tra naked (1992, comprendente un duetto con Queen Latifah), con un altro Grammy portato a casa e due raccolte dei primi lavori giamaicani, salite sino ai vertici della classifica USA.

Nel 1994 il toaster partecipa alla colonna sonora del film sulla Famiglia Addams, con una cover di Family affair di Sly & the Family Stone e nel 1995 pubblica l'album A mi Shabba, senza riuscire a ripetere il successo dei precedenti. Ritornato in Giamaica, Shabba Ranks registra Get up stand up (1998, Artists Only! Records), ma la sua stella sembra definitivamente tramontata. Shabba Ranks compare nella raccolta Feel the reggae.


SHADOWS of KNIGHT

Il gruppo nacque ad Arlington Heights, periferia di Chicago, da un precedente combo chiamato High School Surf Band. Wayne Pursell (basso), sostituito nel 1965 da Joe Kelley, Warren Rogers e Norm Gotsch (chitarre), Jim Sohns (voce) e Tom Schiffour (batteria), formarono gli Shadows nel 1964, in breve firmatari di un contratto con la neonata Dunwich Records, una sussidiaria dell'Atlantic Records. Prima di entrare in studio per le prime registrazioni, Jerry McGeorge sostituì Gotsch alla chitarra e con questa formazione, gli Shadows registrarono il singolo d'esordio, una versione di Gloria dei Them di Van Morrison: il disco salì sino al decimo posto della classifica di Billboard. In quel periodo (inizio del 1966), Warren Rogers e Joe Kelley si scambiarono i rispettivi ruoli di chitarrista e bassista. Fu la casa discografica ad informare i ragazzi che il rocker inglese Cliff Richard aveva una band di supporto di nome Shadows e così, il gruppo allungò il proprio in Shadows of Knight (dopo aver scartato Tyme). Nel giro di sei mesi il gruppo pubblicò due album, Gloria e Back door men (entrambi 1966) e subito dopo, il tastierista session-man Dave 'The Hawk' Wolinski prese il posto di Rogers al basso.

Nel 1967 fu McGeorge a lasciare gli Shadows of Knight, per unirsi agli H.P. Lovecraft, seguito in breve tempo da Kelley e Schiffour, che andarono a formare la Joe Kelley Band. Infine, Wolinski fece quasi piazza pulita della precedente formazione per unirsi ai Bangor Flying Circus. Sohns reclutò altri musicisti, mantenendo il nome e dopo essersi trasferito a New York, gli Shadows of Knight cominciarono un'attività di band di accompagnamento per altri artisti (il duo Kasenetz & Katz tra gli altri). Nel 1969 la band registrò il terzo e ultimo album, Shadows of Knight (Super K), con Jim Sohns alla voce, Woody Woodruff e Dan Baughman alle chitarre, John Fisher al basso e Kenny Turkin alla batteria. Raw'n alive at the Cellar è un album dal vivo registrato al Cellar di Chicago nel 1966 e pubblicato dalla Sundazed nel 1992. Gli Shadows of Knight compaiono nella raccolta Nuggets.


SHAM 69

Provenienti da Hersham, nel Surrey inglese, gli Sham 69 trovarono il loro nome grazie al calcio: il fondatore del gruppo, Jimmy Pursey, vide scritto sul muro di un cesso il nome della squadra di calcio della sua città, seguito dal numero 69 (l'annata migliore della squadra), con la prima parte illeggibile per qualche motivo e così, il graffito risultò sham 69. In inglese sham significa falso, fasullo e il termine, unito al 69 inteso come anno, piacque molto a Pursey, che odiava tutto ciò che puzzava di hippy. Un'altra fonte dice che il nome inizialmente era Hersham 69 e che la prima parte si perse con il tempo. La prima formazione degli Sham 69 fu questa (1976): Jimmy Pursey (voce), Neil Harris (chitarra solista), Johnny Goodfornothing (Johnny Buono a Niente, chitarra), Albie Slider (basso) e Billy Bostik (batteria). L'intento meramente proletario di Pursey, si scontrò con quello degli altri membri allo scoppiare della rivoluzione punk e all'inizio dell'estate del 1977, la formazione fu rivoluzionata e accanto all'unico superstite, il bassista Albie Slider, gli altri tre furono rimpiazzati da Dave Parsons (unico chitarrista, come si conviene a un gruppo punk) e Mark Cain (batteria).

Il gruppo fu notato da Mark Perry, ideologo del movimento punk con la sua fanzine Sniffin' Glue, leader degli Alternative TV e proprietario dell'etichetta indipendente Step Forward. Perry, diventato un grande fan di Pursey e soci, fece debuttare gli Sham 69 nell'ottobre del 1977, con l'EP I don't wanna (pubblicato nei due formati a 7 e 12 pollici). Subito dopo l'esordio, anche l'ultimo membro originario, oltre a Pursey, lasciò il gruppo e il mondo musicale: Albie Slider fu rimpiazzato al basso da Dave 'Kermit' Treganna. I concerti della band diventarono uno scontro continuo con la polizia e tra gli stessi avventori, ma in quell'autunno 1977 agli Sham 69 fu anche chiesto di apparire in TV, in un documentario riguardante la new wave musicale che stava interessando le isole inglesi. Grazie al documentario gli Sham 69 caddero nella sfera d'interesse della Polydor, per la quale firmarono un contratto. Il primo prodotto fu un singolo live, Song of the street (1977), seguito, all'inizio del 1978, da uno dei brani più famosi di Pursey e soci, Borstal breakout. Tell us the truth, comprendente un lato registrato in studio e un lato live, fu il titolo dell'album d'esordio, pubblicato nel febbraio del 1978, un buon successo come il singolo successivo, Angels with dirty faces.

In questo periodo cominciarono i problemi interpretativi sulla filosofia di Jimmy Pursey, additato col senno di poi tra i fondatori del movimento Oi! Punk: origini proletarie, cori da stadio e incitamento alla violenza (equivoco, secondo lo stesso Pursey), diedero vita a una catena di eventi che lo stesso leader cercherà di fermare, soprattutto riguardo alle accuse di razzismo. Un festival tenuto a Brixton con Elvis Costello e altri e denominato Rock Against Racism (Rock contro il razzismo), fu teatro di uno scontro con membri del National Front, il partito nazista inglese. If the kids are united, il singolo che commentò quegli avvenimenti, raggiunse il numero 9 della classifica britannica, un successo ripetuto da Hurry up Harry (con una formazione che comprendeva Jimmy Pursey, Dave Parsons, Rick Goldstein - batteria - e Dave Treganna). Il secondo lavoro, That's life (una specie di concept-album), uscì prima che il 1978 si spegnesse. "Fu una tragedia che un gruppo di così grande successo popolare e commerciale potesse essere messo in una situazione così spaventosa da una dozzina di hooligans idioti e senza cervello, ma fu così che andò". Così scrive la bella biografia che funge da fonte per questo pezzo, commentando in questo modo la situazione che portò allo scioglimento del gruppo.

Nel gennaio del 1979, gli Sham 69 suonarono l'ultimo concerto (gratuito), preceduto da una vera e propria battaglia, qualche giorno prima, scatenata dal National Front, al Middlesex Polytechnic, ripresa pure dalle telecamere della BBC. Pursey se ne andò ai Caraibi in vacanza e al suo ritorno annunciò che il gruppo non avrebbe più suonato concerti. Uscirono i singoli Questions and answers e Hersham boys, quest'ultimo, il più grande successo di sempre degli Sham 69 (numero 6 nella classifica UK). L'album The adventures of the Hersham boys fu seguito da quello che doveva essere l'ultimo tour del gruppo (che toccò anche gli Stati Uniti). Jimmy Pursey si diede da fare come produttore di svariati gruppi, ma senza abbandonare la sua creatura, che nella primavera del 1980 pubblicò l'album The game: nel luglio di quell'anno il gruppo si sciolse definitivamente... sino alla reunion! Pursey formò un'estemporanea band con Paul Cook e Steve Jones, reduci dall'esperienza dei Sex Pistols, gli Sham Pistols, ma il lavoro di studio fu funestato dai rapporti tesi tra i vari membri, tanto che Cook, andandosene dalla sala d'incisione, commentò che "È peggio che lavorare con Rotten".

Gli Sham 69 rinacquero alla fine degli anni '80, senza alcun riscontro popolare, ma da questo punto la discografia e la storia si fanno a dir poco confusi. Nel 1987 uscì Live and loud!!, registrato dal vivo nel 1979 dalla migliore formazione del gruppo. L'album della reunion del 1988, Volunteer (pubblicato da Legacy Records), con Pursey, Parsons e altri membri sconosciuti, passò inosservato, mentre degli altri titoli posso fornire gli estremi e null'altro: Information libre (Rotate 1991), Kings & queen (Creative Man 1993), BBC Radio 1: live in concert (Windsong 1993), Soapy Water & Mister Marmalade (Plus Eye 1995), A files (Scratch 1997) e Direct action: day 21 (Store for Music, 2001). Sham 69 compaiono nelle raccolte The punk generation (volume quarto, Live and loud) e Loud, proud & punk.


SHANGRI-LAS

Gruppo vocale femminile nato nel Queens, a New York e formato da due coppie di sorelle, Mary ed Elizabeth Weiss e Marguerite e Mary Ann Ganser (le ultime due gemelle, due gocce d'acqua, secondo le cronache). Nonostante la formazione a quattro, le Shangri-Las apparivano spesso come trio, fatto riscontrabile sia dalle copertine dei loro dischi che dalle foto. Formato il gruppo, le quattro ragazze cominciarono ad esibirsi cantando canzoni popolari e furono notate dal proprietario della Kama Sutra Productions, Artie Ripp. Wikipedia e altri siti citano erroneamente Bon Bons come primo nome delle Shangri-Las (altri ancora ne aggiungono un secondo, Beatle-ettes): secondo il sito ufficiale, le Shangri-Las non ebbero nulla a che fare con i gruppi nominati. La prima registrazione delle Shangri-Las fu un brano dal vivo, Simon says, che uscirà però solo un anno dopo, nel 1965. Il debutto vero e proprio fu con il singolo Wishing well/Hate to say I told you so, pubblicato dalla Red Bird Records, seguito dal primo successo, Remember (Walkin' in the sand) (quinto posto nella classifica USA e 14 in UK) e dal botto di Leader of the pack, numero 1 in USA e 11 in UK.

In Gran Bretagna, Leader of the pack fu pubblicato in altre due occasioni, nel 1973 (quando giunse sino al numero 3) e nel 1976 (numero 7). Con altri due singoli (Give him a great big kiss e una cover di Shout) e il loro primo album (Shangri-Las o Leader of the pack), le quattro conclusero il 1964 (anche se sulla copertina dell'album sono in tre: la mancante dovrebbe essere Elizabeth 'Betty' Weiss). Nel 1965 le tre ragazze cominciarono a girare per promuovere il nuovo 45 giri, Out in the streets, che però non salì oltre il numero 53. Ritornate un quartetto, le Shangri-Las registrarono il loro secondo album, The Shangri-Las '65! e raggiunsero il numero 6 con il 45 giri I can never go home anymore, dischi che furono accolti anche nelle classifiche nazionali britannica, giapponese, canadese e spagnola. Dopo un ultimo singolo (Past, present and future), le ragazze, nel 1966, lasciarono la Red Bird Records e si accasarono alla Mercury Records, l'etichetta che cercò di capitalizzare sin da subito il loro arrivo pubblicando un greatest hits (Golden of the Shangri-Las). In quel periodo fu Marguerite 'Margie' Ganser a lasciare il gruppo, mentre la gemella Mary Ann ritornò in formazione.

Il primo e unico singolo per la Mercury, pubblicato alla fine del 1966, fu Sweet sounds of summer, ma le ragazze si resero presto conto di quanto l'etichetta fosse poco interessata alla loro musica e nel 1968 si sciolsero. Mary Ann Ganser è morta nel 1970, all'età di 22 anni, per cause che, secondo le fonti consultate, non sono chiare (c'è chi parla di overdose di droga e chi di malattia). Le tre ragazze rimaste continuarono ad esibirsi saltuariamente dal vivo, sino a quando, nel 1978, cominciarono a lavorare ad un nuovo album con il produttore Andy Paley (Paley Brothers). Le Shangri-Las, in quel periodo, si esibirono anche al CBGB's, ma l'album, già annunciato, non uscirà mai. Il trio si esibì per l'ultima volta nel 1989. Nel 1994 a Margie Ganser fu diagnosticato un cancro al seno, la malattia che la porterà alla tomba nel 1996. Le Shangri-Las compaiono nella raccolta Here comes summer.


SHANKAR

Il nome completo del violinista indiano è Lakshminarayana Shankar, nato nel 1950 a Madras, nel sud dell'India ed esposto sin dalla più tenera età alla Carnatic Music (karnataka sangitam), definita da Wikipedia uno dei due stili della musica classica indiana (l'altra sarebbe l'Hindustani Music). Nato in una famiglia a dir poco musicale (il padre violinista, la madre suonatrice di veena, uno strumento a corde della Carnatic Music e i cinque fratelli anch'essi musicisti, tra i quali, L. Subramaniam, violinista autore di numerosi album), Shankar tenne il suo primo concerto all'età di sette anni e da quel momento, accompagnò sul palco numerose star della Carnatic Music. Dopo aver conseguito il diploma, nel 1969 Shankar si trasferì negli Stati Uniti, dove s'iscrisse al corso di etnomusicologia all'università Wesleyan di Middletown, Connecticut. Durante la sua permanenza statunitense, l'artista conobbe Ornette Coleman e John McLaughlin e con quest'ultimo, nel 1975, fondò il gruppo Shakti, uno dei primi esempi di ibrido jazz-etnico di successo considerevole.

Sciolto il gruppo nel 1978, Shankar fondò gli Epidemics e nel 1979, esordì come solista con l'album Touch me there, prodotto da Frank Zappa (e pubblicato dalla Zappa Records). Con l'album Who's to know (ECM 1980), Shankar introdusse nel mondo musicale uno strumento di propria invenzione, un doppio violino stereofonico a dieci corde, costruito da Ken Parker: lo strumento, secondo la solita Wikipedia, può coprire gli archi di un'intera orchestra, violino, viola, contrabbasso e violoncello. Numerose le collaborazioni con Peter Gabriel, col quale Shankar ha vinto un Grammy Award per Passion, la colonna sonora del film L'ultima tentazione di Cristo (anche se l'album, alla fine, si sviluppò e diventò un vero lavoro solista di Gabriel, al di là della musica da commento del film). Shankar compose assieme a Peter Gabriel tredici canzoni dell'album. In quello stesso periodo (seconda metà degli anni '80, inizio anni '90), Shankar partecipò ad altri lavori dell'ex-cantante dei Genesis, come So e Us, ma le sue partecipazioni sono davvero numerose (tra gli altri nomi, Talking Heads, Bruce Springsteen e Echo & the Bunnymen). Shankar compare nella doppia raccolta in vinile Music and rhythm, con un pezzo in coppia con Bill Lovelady.


SHARP TURN

Gruppo introvabile presso le fonti Internet e mai citato dalle mie fonti cartacee. Nulla posso dire, dunque, se non che gli Sharp Turn parteciparono alla seconda Battle of the garages.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Alternative TV


Cocoa Tea


Echo & the Bunnymen


Peter Gabriel - Genesis


Bill Lovelady


Maxi Priest - Van Morrison


Paley Brothers


Sex Pistols

Shabba Ranks - Shadows of Knight - Sham 69 - Shangri-Las - Shankar - Sharp Turn

Sly & the Family Stone


Bruce Springsteen


Talking Heads - Them


Frank Zappa

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