BIOGRAFIE

Sex


SEX GANG CHILDREN

Gruppo di rock gotico inglese, nato intorno al cantante Andi Sexgang all'inizio del 1981 e formato con Dave Roberts (basso), Terry MacLeay (chitarra) e Rob Stroud (batteria). Il nome del gruppo, tratto da un testo di William Burroughs e che finì in una canzone dei Bow Wow Wow di Malcolm McLaren, doveva essere usato da Boy George: il femmineo cantante, infatti, fece parte per breve tempo dei Bow Wow Wow e quando ne uscì, intenzionato a fondare una band, scartò uno dei nomi possibili, Sex Gang Children e scelse Culture Club, donando il moniker all'improvvisamente comparso Andi (nel senso che non si capisce quale rapporto avesse con Boy George, coi Bow Wow Wow e con Malcolm McLaren; anzi, non ho scoperto nemmeno come si chiama veramente). Il debutto dei Sex Gang Children fu una cassetta live intitolata Naked (1982), registrata al Clarenden Ballroom di Hammersmith. In breve, il gruppo firmò un contratto con l'etichetta Illuminated e pubblicò l'EP Beasts (agosto 1982). Nonostante i problemi dovuti alla copertina (dove compariva uno scatto della famosa fotografa Diane Arbus, ma senza la necessaria autorizzazione), l'EP scalò la classifica indie britannica sino al numero otto.

Il singolo successivo, Into the abyss (ottobre 1982), fu prodotto da un altro famigerato personaggio della musica inglese, Tony James (principalmente Generation X - ma non solo - e soprattutto, i detestabili e non dico di più, Sigue Sigue Sputnik). L'album d'esordio giunse nella primavera del 1983, Song and legend, primo posto nella classifica indipendente per due settimane (preceduto da un altro live, Live, appunto, registrato a Glasgow e Londra e pubblicato nel maggio del 1983). Al termine del contratto con l'Illuminated, all'inizio dell'estate 1983, furono numerose le compagnie discografiche che si contesero i nostri, ma nella convinzione che ci fosse sempre qualcosa di meglio dietro l'angolo, i Sex Gang Children temporeggiarono troppo e andarono verso la dissoluzione. Rob Stroud se ne andò, sostituito da Steve Harle e poi dall'ex Theatre of Hate Nigel Preston e con questa formazione, il gruppo pubblicò un singolo per l'etichetta Clay (Mauritia Mayer, settembre 1983). L'ultimo arrivato, Nigel Preston, se ne andò ben presto e con un vecchio compagno dei Theatre of Hate, Billy Duffy, entrò a far parte della lunga saga dei Cult, dalla quale arrivò il sostituto, Ray Taylor-Smith.

Il nuovo membro durò poco, giusto qualche mese, fino a quando i Sex Gang Children, di ritorno dal loro primo tour statunitense, scoprirono che il batterista, nativo della Sierra Leone, era immigrato illegalmente in Inghilterra: Taylor-Smith fu espulso dal paese e subito dopo, Dave Roberts lasciò il gruppo. I due membri rimanenti tennero in vita il nome ancora per qualche mese e per la Illuminated registrarono il singolo Draconian dream (luglio 1984), con la nuova sezione ritmica formata da Cam Campbell (basso) e Kevin Matthews (batteria). Il gruppo si sciolse dopo poco tempo. Del tour statunitense fu pubblicata una testimonianza live, registrata al club Danceteria di New York il 3 dicembre 1983, Ecstasy and vendetta over New York (1984). A questo punto bisognerebbe capire la psiche dei biografi del gruppo (pochi, in ogni caso): All Music Guide, che fornisce la stessa biografia a decine di altri siti (dev'essere proprio difficile scrivere di propria mano), si ferma al 1984, mentre Wikipedia sbriga la pratica in quattro righe, ma nella discografia cita titoli degli anni '90 e 2000. Secondo lo spazio apposito di My Space, il gruppo è ancora vivo e vegeto, con una formazione che comprende Kevin Matthews, Andi Sexgang, i chitarristi Adrian Portas e Matthew Saw, il bassista Carl Magnusson e il violinista Martin Olofsson.

Per dovere di cronaca riporto i titoli citati da Wikipedia: Blind (1992), Medea (1993) e Bastard art (2002), ma bisogna notare che il sito ufficiale del gruppo (che non contiene una biografia, come accade spesso), cita Blind come uscito nel 1985 e poi nel 1992 (e una scorsa dei titoli delle canzoni, lo farebbe apparire come un album a tutti gli effetti, ma come esserne sicuri?). Ringrazio i biografi per la loro chiarezza. Sex Gang Children compaiono nella raccolta Fleshaters - The return of the undead.


SEX MUSEUM

Gruppo spagnolo di Madrid, formatosi nel 1985 e tra i combattenti della quarta Battle of the garages. Il gruppo ha una storia folta e nutrita alle spalle ed è nato dall'iniziativa di Miguel e Fernando Pardo (voce e chitarra rispettivamente), Marta Ruiz (tastiere), Pablo Rodas (basso) e Roberto Loza (batteria). Il loro esordio è datato 1987, Fuzz face: da allora il gruppo spagnolo è autore di una decina di album e attivo ancora oggi, dopo un'evoluzione che ha portato i cinque verso l'hard-rock dal garage-punk iniziale (ultimo album conosciuto, Fly by night, 2004).


SEX PISTOLS

Sui Sex Pistols potrei scrivere un'enciclopedia, un ammasso di date, nomi, versioni differenti, lunghi discorsi pseudo-ideologici, litigi, merda, anarchia e quant'altro. Visto che questa dovrebbe essere una semplice scheda biografica e che i dati e le fonti sono praticamente infiniti/e, userò una divisione schematica e cronologica, cercando nel contempo di essere breve.

Inverno 1972/1973

Zona di Shepherd's Bush, Londra. Tre ragazzi decidono di formare un gruppo musicale. Steve Jones (classe 1955), Paul Cook (1956) e Warwick Nightingale (più o meno coetaneo, ma del quale non conosco l'anno di nascita), hanno frequentato la stessa scuola da ragazzini e in quel periodo, sobillati dal primo dei tre, ne combinano di tutti i colori.

Per raccattare l'equipaggiamento necessario a un gruppo musicale, tanto per fare un esempio, i tre, entrando gratis ai concerti grazie ai mille sotterfugi di Steve Jones, rubano di tutto dietro le quinte di personaggi come Rod Stewart e Roxy Music e dalle case di Keith Richards e David Bowie. Il vero animatore e sostenitore dell'idea del gruppo musicale, è Warwick Nightingale, chitarrista in grado di suonare qualche nota compiuta. Amanti della scena mod (Shepherd's Bush era la patria del movimento), i ragazzi si lasciano affascinare dall'eccesso visivo e musicale del glam e da gruppi come Mott the Hoople e New York Dolls.

1973

Il gruppo, grazie all'equipaggiamento rubato, prende forma e anche un nome, Strand (da una canzone dei Roxy Music): Warwick Nightingale (chitarra), Paul Cook (batteria), Steve Jones (voce), Stephen Hayes (basso) e Jim Mackin (organo). Nel giro di qualche mese, Hayes e Mackin lasciano gli altri al loro destino, per non tornare mai più e gli Strand si riducono a un trio. Il più risoluto nel continuare sulla strada della musica, a questo punto, è Steve Jones, nel tentativo di evitare una futura vita da galeotto: nel 1973, a diciotto anni, è già stato accusato di violazione di domicilio, scasso e furto. Un luogo di ritrovo per sfuggire alla noia, è il Let It Rock, un negozio di abbigliamento di King's Cross gestito da Malcolm McLaren. Jones tormenta McLaren per un paio di mesi, alla ricerca di una sala prove per il suo gruppo e il futuro manager alla fine cede e affitta per i tre il Covent Garden Community Center. Quando McLaren sente gli Strand per la prima volta, questi sanno imbastire un'unica canzone e in maniera disastrosa.

Come bassista i tre avevano chiamato il cugino di Paul Cook, Del Noones, assolutamente inadatto nel ruolo (e qui non si sta parlando di tecnica musicale, penso sia chiaro). McLaren pensa a uno studente che lavora come commesso nel suo negozio, Glen Matlock, classe 1956, già conoscente di Paul Cook e in possesso di una parvenza di esperienza musicale. Con Matlock, nettamente il più dotato a livello strumentale, il repertorio di prova degli Strand si allarga sempre più, anche se le deficienze tecniche sembrano indubbiamente insormontabili.

1974

McLaren aggrega un socio alla proprietà (sua e della moglie) del negozio Let It Rock, Bernard Rhodes, uno dei personaggi centrali del punk inglese. Nello stesso tempo, McLaren, in crisi con la moglie Vivienne Westwood, in generale e con sé stesso, se ne va a New York (novembre) per circa sei mesi, durante i quali diventa l'ultimo manager delle New York Dolls, non mancando di rimanere profondamento colpito da altri personaggi dell'ambiente del CBGB's (Richard Hell soprattutto), il piccolo club attorno al quale si sta sviluppando una scena musicale straordinaria. A Londra, in quel periodo, tira da matti il pub rock, un ritorno all'energia del rock'n'roll primordiale innestato sulla carica della musica dal vivo in piccoli locali: è una delle radici dalle quali nascerà il punk. Prima di tornare a Londra, McLaren cerca di persuadere Richard Hell a diventare il leader del suo gruppo (definiva già così la band di Jones e soci), ottenendo un rifiuto.

1975

Tornato a Londra, McLaren trasforma il suo negozio, che diventa Sex. Gli Strand, nel frattempo, avevano continuato a provare sotto la guida di Rhodes e nel maggio del 1975 (o giù di lì) debuttano dal vivo al Salter's Café di King's Road. McLaren e non solo lui, si rende conto che Steve Jones è un cantante terribile e che Warwick Nightingale è inadeguato per ciò che ha in mente. Con la spinta di McLaren, Nightingale viene escluso dal gruppo e la chitarra passa nelle mani di Steve Jones. Un tentativo di reclutare Nick Kent (futuro giornalista musicale, all'epoca impegnato in vari gruppi) come cantante, si scontra con l'opposizione dei ragazzi, ma sembra che qualcosa, con il nome di Swankers, sia scaturita dall'esperienza. Da tempo il negozio Sex viene frequentato da un gruppo di quattro amici, tutti di nome John, capitanato da un lungagnone magrissimo che risponde quando lo si chiama Sid, ma è un altro John a colpire Bernard Rhodes, quando lo vede con una maglietta dei Pink Floyd strappata e riadattata con una scritta al di sopra del nome del gruppo: I hate..., Io Odio... Pink Floyd.

Il ragazzo si chiama John Lydon (classe 1956), ha i capelli verdi, i denti marci e non parla mai. Una meningite contratta a otto anni gli ha 'regalato' una vista difettosa e l'abitudine di spalancare gli occhi, caratteristica che si ritroverà in numerose foto che diventeranno simboli dell'immaginario punk. La malattia, inoltre, ha cancellato parte dei ricordi della sua vita precedente del ragazzo. L'altro John, l'amico alto e allampanato, si chiama John Simon Ritchie (1957), diventato prima Beverley, il cognome del secondo marito di sua madre e poi, per tutti, Sid Vicious: Sid era il criceto del cuore di John Lydon e Vicious, da quel che se ne sa, deriva dal titolo della canzone di Lou Reed. Su suggerimento di Rhodes (o direttamente, secondo un'altra fonte), McLaren chiede a Lydon di fare il cantante per il gruppo. Riluttante, Lydon viene provato nel negozio, con l'accompagnamento del jukebox, sulla musica di Eighteen di Alice Cooper: timidamente, Lydon accenna qualche verso della canzone e poi comincia a improvvisare, suscitando sconcerto negli altri del gruppo, ma vivida ammirazione in McLaren. Con il reclutamento di Lydon, il gruppo assume la sua forma classica: John Lydon (poi Rotten, a causa dei denti marci, dirà Jones, un nomignolo che Lydon non ha mai amato) alla voce, Steve Jones alla chitarra elettrica, Glen Matlock al basso e Paul Cook alla batteria.

Le proposte per il nuovo nome da dare al gruppo sono molteplici, ma alla fine viene scelto Sex Pistols, per la sua natura violenta, ambigua, maschilista (la pistola del sesso non può che essere il cazzo) e quant'altro, non ultimo, un riferimento al negozio di Malcolm McLaren, Sex. La miriade di problemi che affliggono il gruppo portano Paul Cook sul punto di abbandonare, ma McLaren non ne vuole sapere di mollare quella che ormai ritiene la sua creatura. Invece di un batterista, il manager pubblica un annuncio sul Melody Maker per trovare un chitarrista: il gruppo insorge e si ricompatta. I Sex Pistols debuttano dal vivo il 6 novembre 1975 in un college londinese, il Saint Martins, dove suonano cinque canzoni. Adam Ant, componente del gruppo principale della serata, i Bazooka Joe, ne resta sconvolto.

1976

Intorno ai Sex Pistols comincia a radunarsi un gruppo di sostenitori accaniti, che seguono il gruppo in ogni concerto e si vestono in maniera tale da sconvolgere l'ordine costituito dell'epoca. La violenza non manca, gli incidenti si susseguono e i Sex Pistols cominciano ad essere rifiutati da molte sale: la stampa musicale s'interessa al fenomeno. The Ramones, pubblicato nell'aprile del 1976, fornisce un'ulteriore spinta al movimento che sta crescendo e dilagando sulle strade inglesi, dando la stura a decine, centinaia di gruppi sulla scia dei Sex Pistols e dei Ramones stessi, che con il loro primo tour inglese, estate 1976, sbriciolano le ultime resistenze e in pratica, danno il via alla stagione punk britannica. Damned, Clash, Buzzcocks, tutti in qualche modo legati alla vicenda Sex Pistols, escono dalle cantine e dall'anonimato e diventano la prima linea del punk inglese. Il 9 luglio del 1976, secondo la testimonianza del giornalista John Ingham, i Sex Pistols diventano improvvisamente un gruppo valido e ascoltabile: "Glen fu fenomenale, Paul andava a tempo. Tutto in una notte".

Nello stesso mese di luglio i Sex Pistols registrano un nastro con sette canzoni, Anarchy in the UK, Submission, I wanna be me, Pretty vacant, Seventeen, Problems e Satellite. McLaren, con quel nastro, porta il suo attacco alle case discografiche, ma a differenza di molte band del periodo e successive, non è interessato alle etichette indipendenti, il grande e importantissimo fenomeno che scaturì dalla rivoluzione punk: il manager vuole una grande etichetta discografica. Si scatena una specie di gara al contratto discografico e alla prima pubblicazione del punk inglese, vinta, alla fine, dai Damned, sia a livello di 45 giri che di album. I Sex Pistols, intanto, impastoiati nei temporaggiamenti di McLaren, alla ricerca di un contratto il più possibile vantaggioso, scatenano un incidente che li farà bandire per sempre, assieme ad altri gruppi punk, dal 100 Club di Oxford Street. Due case discografiche si contendono la firma dei Sex Pistols, la EMI e la Polydor ed è la prima a vincere. Due giorni dopo, il 10 ottobre 1976, i Pistols entrano in studio per registrare il primo singolo, Anarchy in the UK, in un periodo in cui in terra inglese arriva un uragano sonoro dall'Australia, il singolo (I'm) stranded dei Saints, mentre in casa i Damned vincono la gara della prima pubblicazione, con il singolo New Rose (Stiff Records).

Il 26 novembre si arriva finalmente al primo singolo dei Sex Pistols, prodotto (male, secondo i protagonisti) da Chris Thomas, ma pochi giorni dopo, il primo dicembre, i quattro provocano lo scandalo televisivo per il quale sono ricordati ancora oggi. I Queen (altro gruppo della EMI) dovrebbero intervenire a un programma del tardo pomeriggio di Thames TV, Today, condotto da Bill Grundy, ma per impegni dell'ultima ora, devono essere sostituiti e la casa discografica pensa ai Sex Pistols, freschi debuttanti su singolo. Una volta in trasmissione, Bill Grundy rivolge delle domande banali ai Sex Pistols, i quali rispondono con monosillabi annoiati e assurdità varie. Il conduttore, poi, rivolge un complimento alla giovanissima Susan Janet Ballion, la futura Siouxsie Sioux, intervenuta alla trasmissione con altri estimatori del punk e Steve Jones esplode, insultando il conduttore con epiteti mai sentiti in televisione in un orario simile (e forse mai sentiti prima in assoluto). Lo scandalo finisce su tutti i giornali del giorno successivo. L'episodio verrà usato ancora nel 1989 da Thames TV per pubblicizzare i due decenni di attività. Bill Grundy viene sospeso e la sua carriera, in pratica, finisce quel giorno, anche perché la EMI è proprietaria al 50% di Thames TV.

L'Anarchy in the UK Tour, programmato per quei giorni di fine d'anno e che comprende Sex Pistols, Clash, Damned e Johnny Thunders and the Heartbreakers, parte nel peggiore dei modi. Il concerto inaugurale, a Norwich, viene cancellato e in seguito, altre sei date subiscono la stessa sorte, per mano di direttori di sale concerto, giunte comunali e quant'altro. Dopo il primo concerto del tour, a Leeds, i Damned abbandonano il carrozzone per la disparità di trattamento rispetto agli altri tre gruppi. McLaren, invece, dice di averli cacciati personalmente, ma trovare un accordo tra le fonti su un simile episodio è difficile, se non impossibile. La EMI, intanto, sta decidendo il da farsi, mentre il singolo "Anarchy in the UK" raggiunge le prime trenta posizioni della classifica britannica, ma il gruppo è oberato dai debiti. Sex, il negozio di McLaren e Vivienne Westwood, cambia pelle e diventa Seditionaries.

1977

La notizia della rottura del contratto tra la EMI e i Sex Pistols, arriva il 5 gennaio 1977, per manifesta incapacità della casa discografica nel riuscire a gestire un gruppo simile. A McLaren vanno trentamila sterline complessive, tra anticipi e saldo finale. L'episodio Sex Pistols costerà molto caro alla EMI, che nei due anni successivi perderà mercato, personale e fiducia: nella seconda metà del 1978, il settore discografico dell'etichetta segnerà un deficit di quasi 15 milioni di sterline. McLaren è già in contatto con altre etichette, come la Polydor (in corsa per la seconda volta) e la A&M. I Damned vincono la corsa per la pubblicazione del primo album del punk inglese: Damned Damned Damned esce il 12 marzo 1977. I Sex Pistols, invece, entrano in una specie di limbo, a causa dell'ostilità generale nei loro confronti e soprattutto, per la conduzione manageriale di Malcolm McLaren. Tra la fine dell'Anarchy in the UK Tour e il successivo Secret Tour, di nove mesi dopo, i Pistols suonano solamente tre concerti sui palchi inglesi.

Le tensioni tra Johnny Rotten e Glen Matlock giungono a un punto di non ritorno e il bassista viene sostituito più da un'immagine che da un musicista, Sid Vicious: Sid, che era stato un batterista nelle sue precedenti esperienze musicali (i Flowers of Romance, in particolare), diventa il bassista dei Sex Pistols. Il gruppo firma un contratto con la losangelena A&M e subito viene predisposta un uscita come debutto su singolo: la canzone, scritta da Rotten qualche mese prima, s'intitola No future e celebra alla maniera punk il Giubileo della regina d'Inghilterra, i primi venticinque anni passati sul trono. La canzone viene registrata col titolo originale e poi riprovata sino alla versione definitiva, con il titolo di God save the Queen, lo stesso dell'inno nazionale britannico. I rapporti tra la A&M e i Sex Pistols si fanno burrascosi sin dal primo giorno e dopo un'incursione vandalica negli uffici londinesi dell'etichetta, il responsabile inglese si spaventa e decide di troncare ogni rapporto con il gruppo: McLaren, stavolta, si porta a casa settantacinquemila sterline, dopo una sola settimana. La produzione del singolo viene bloccata e i Sex Pistols sono ancora una volta al nastro di partenza, mentre Clash, Stranglers, Jam, Saints (anche se australiani) e altri, debuttano su album (e gli Stranglers, tra la sorpresa generale, raggiungono le prime posizioni della classifica UK).

Le case discografiche, dopo i due passaggi costosissimi e brevissimi dei Sex Pistols, s'intimoriscono, quando non boicottano apertamente. McLaren bussa a molte porte, tornando addirittura alla EMI, ma ottiene o rifiuti o condizioni inaccettabili dal suo punto di vista. La nuova prescelta è la Virgin, un'etichetta relativamente giovane e di primo acchito, indipendente (anche se non è proprio così), fondata dal danaroso Richard Branson nel 1972 (o 1973) per pubblicare l'esordio discografico di Mike Oldfield, Tubular bells, ancora oggi uno dei più grandi successi discografici britannici di tutti i tempi. Il 12 maggio il contratto viene firmato e subito dopo, il singolo God save the Queen viene messo in produzione, ma nel giro di pochi giorni i lavoratori dell'impianto che deve stampare il disco entrano in sciopero, contrariati dal testo della canzone. Quando finalmente il 45 giri arriva sul mercato, la BBC lo censura (a parte il programma radio di John Peel, che lo trasmette due volte), altri media rifiutano le inserzioni pubblicitarie e quel che è più importante, l'istituto che monitora i dati di vendita esclude tutti i negozi Virgin o collegati ad essa, dalla raccolta dei dati. Nonostante tutto l'ostracismo, il singolo vende 150.000 copie nella prima settimana, in prossimità del Giubileo della regina, proprio ciò che voleva Malcolm McLaren.

Per promozionare il singolo, McLaren organizza un concerto da tenere su un battello da far navigare sul Tamigi, nel giorno del Giubileo elisabettiano: un episodio, l'ennesimo, che scatena un pandemonio, fermi di polizia e polemiche a non finire. God save the Queen, nel frattempo, non sale in classifica, nonostante la CBS, distributrice dei dischi Virgin, affermi di vendere due copie del singolo dei Sex Pistols per ogni copia di I don't want to talk about it, il 45 giri di Rod Stewart che capeggia la classifica di quel periodo (anche Rod Stewart era distribuito dalla CBS). Che le classifiche di vendita siano truccate diventa chiaro e lampante (posto che qualcuno avesse ancora dei dubbi). Mentre il punk sparge il proprio vetriolo e migliaia di ragazzi coi vestiti strappati e le spille da balia infilate nelle guance invadono Londra e le maggiori città del Regno Unito, i Sex Pistols sono già a un punto di non ritorno. Le battaglie coi teddy boy, inoltre, acuiscono ancor di più il clima di violenza scatenato dal punk e a rimanerne vittima sarà Johnny Rotten, aggredito e malmenato per la strada. La Virgin pubblica il terzo singolo dei Sex Pistols, Pretty vacant e subito dopo, il gruppo parte per due settimane di concerti in Scandinavia, l'ultimo momento positivo e senza problemi nella loro storia.

Mentre Malcolm McLaren continua le trattative per il suo progetto cinematografico (quello che diventerà The great rock'n'roll swindle), sul mercato esce il quarto singolo dei Sex Pistols, Holidays in the Sun (settembre 1977). La copertina del 45 giri riproduce una campagna pubblicitaria sulle vacanze della Compagnia Belga dei Trasporti e dopo la conseguente minaccia di azioni legali, viene mandata al macero e sostituita. Il 28 ottobre viene pubblicato finalmente il primo e unico album dei Sex Pistols, Never mind the bollocks... here's the Sex Pistols (prodotto da Chris Thomas), in pratica un'antologia, 'il meglio di' ciò che il gruppo aveva registrato (e pubblicato) sino a quel momento. L'unica canzone nuova è Bodies, firmata anche da Sid Vicious. Numerose catene di negozi di dischi si rifiutano di vendere il disco, ma nonostante questo, l'album schizza al numero uno della classifica albionica, anche tenendo conto delle sole prenotazioni (150.000 copie). Il consueto scandalo vede sulla sbarra degli imputati la parola bollocks, la molla che a Nottingham fa scattare la perquisizione e il sequestro, da parte della polizia, dei negozi di dischi che espongono l'album. Si parla di una legge del 1899 sulla pubblicità oscena e sull'accostamento di bollocks (testicoli o più volgarmente, coglioni) a Sex Pistols.

Al processo un professore di etimologia rivendica fieramente l'uso del vocabolo bollock, attestato nei documenti sin dall'anno 1000 e citato nella bibbia e nelle opere di numerosi scrittori e poeti (Dylan Thomas e George Orwell tra i tanti). Il gruppo viene assolto e Rotten commenta adeguatamente: "Cazzate" (Bollocks). Tra i membri del gruppo la tensione aumenta in maniera esponenziale, con Jones e Cook da una parte e Rotten/Lydon dall'altra. Dopo una mini tournée inglese, il gruppo parte per gli Stati Uniti, non senza penare per risolvere qualche problema riguardante i visti, dati i loro precedenti penali, ma alcune voci parlano di pressioni a tutti i livelli per impedire la tournée, a partire dalla Casa Bianca (guidata da Jimmy Carter). Il problema viene risolto imponendo al management dei Sex Pistols il versamento di un milione di dollari di cauzione, per gli incidenti e i danni eventualmente causati dal gruppo.

1978

Rotten e compagni arrivano negli Stati Uniti all'inizio del 1978, quando la classifica nazionale è dominata dalla colonna sonora di Saturday night fever. Le cronache sui concerti statunitensi divergono sulla qualità e le reazioni del pubblico, ma i protagonisti ne parlano come di una tortura. Dopo l'esordio ad Atlanta, al concerto di San Antonio, in Texas, ci sono incidenti, con Sid Vicious che colpisce un tizio alla testa con il suo basso e il tutto si conclude al Winterland di San Francisco, il 14 gennaio, l'ultimo concerto dei Sex Pistols. John Lydon manifesta la sua idea di abbandonare il gruppo subito dopo l'esibizione o di coalizzare le forze contro Malcolm McLaren, Sid Vicious viene salvato da un'overdose per i capelli, mentre Steve Jones e Paul Cook hanno in progetto di partire per il Brasile e incontrare Ronnie Biggs, l'autore (o uno degli autori) della più grande rapina ferroviaria del secolo (inglese). Il 17 gennaio i Sex Pistols si separano per non tornare mai più assieme (a parte le farse degli ultimi anni, ma quelle sono farse, appunto), mentre Sid Vicious viene ricoverato in una clinica di New York.

Il resto (o quasi)

McLaren riesce finalmente a portare a termine il progetto del film nel 1979: diretta da Julien Temple, la pellicola s'intitola The great rock'n'roll swindle, La grande truffa del rock'n'roll e si sviluppa su dieci lezioni tenute da un McLaren mascherato che insegna come ingannare le case discografiche e incassare anticipi e penali e cose del genere. Per la colonna sonora vengono registrate diverse canzoni con formazioni diverse, a partire dal singolo No one is innocent, cantato da Ronnie Biggs. Un altro cantante, che sembravava dovesse sostituire in pianta stabile Lydon, fu Edward Tudor-Pole, noto come Tenpole Tudor, interprete nel film di Temple e voce in tre canzoni. Il fuoriuscito già da tempo, Glen Matlock, aveva fondato i Rich Kids, Jones e Cook ci provarono con i Professionals, mentre John Lydon, abbandonato il nomignolo Rotten, iniziò l'avventura Public Image Limited. Sid Vicious ebbe travagliate vicende, sino al giorno in cui (12 ottobre 1978) la sua ragazza, Nancy Spungen, fu trovata morta nella camera d'albergo di New York (il celeberrimo Chelsea Hotel) dove stava dormendo con lui. Sid fu accusato di omicidio e uscì su cauzione, pagata da McLaren.

Il 2 febbraio del 1979 Sid Vicious s'iniettò l'ultima dose di eroina, a ventidue anni. La formazione classica, Matlock, Cook, Jones e Lydon, si è riunita per un tour nel 1996, il Filthy Lucre World Tour, con alcune code che vi e mi risparmio. I Sex Pistols compaiono nella raccolta The punk generation (il quarto capitolo, Live and loud).

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RON SEXSMITH

Classe 1964, Ronald Eldon Sexsmith è un cantautore canadese, nativo di St. Catharines, Ontario. Dopo diverse esperienze musicali (cominciate a quattordici anni, quando formò la sua prima band), Sexsmith si trasferì a Toronto, dove tra un lavoro e l'altro, riuscì ad incidere il suo primo album, Grand Opera Lane (1991). Il disco procurò al cantautore un contratto con la Interscope Records, per la quale pubblicò Ron Sexsmith (1995, prodotto da Mitchell Froom), Other songs (1997) e Whereabouts (1999). Blue boy, pubblicato nel 2001 dalla Cooking Vinyl, fu prodotto da Steve Earle. Concludono la lista Cobblestone runway (Nettwerk 2002), Retriever (Nettwerk 2004), Destination unknown (V2 2005, registrato e prodotto con Don Kerr e attribuito a Sexsmith & Kerr) e Time being (V2 2006). Ron Sexsmith compare nella raccolta Interscope Records.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Alice Cooper


Buzzcocks


Cult


Damned


Heartbreakers


Jam


New York Dolls


Mike Oldfield


Pink Floyd - Professionals - Public Image Limited


Ramones - Lou Reed


Saints

Sex Gang Children - Sex Museum - Sex Pistols - Ron Sexsmith

Stranglers


Theatre of Hate - Johnny Thunders

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