BIOGRAFIE
Sai
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La preistoria dei Saints comincia a Brisbane, Australia, con tre ragazzi che si uniscono con il nome di Kid Galahad and the Eternals: il chitarrista Ed Kuepper, tedesco emigrato in Australia, Ivor Hay, bassista e tastierista e alla fine, batterista dei successivi Saints e il cantante Chris Bailey. I primordi della band si possono ascoltare in una raccolta pubblicata negli anni '90 dall'etichetta di Ed Kuepper, la Hot Records: The most primitive band in the world contiene registrazioni dei Saints datate 1974! Nel 1974, infatti, Kid Galahad and the Eternals cambiarono nome in Saints, con la semplice aggiunta della batterista Laurie Mysterio (alias Laurie Cuff), sostituita alla fine di quell'anno da Jeffery Wegener. Nel 1975, con il passaggio di Ivor Hay alla batteria, il basso fu preso da Doug Balmanno e infine, nel 1976, da Kym Bradshaw. Dopo un anno di prove e concerti, la band fu pronta per la prima incisione, il 45 giri (I'm) Stranded/No time. Nessuna casa discografica volle avere a che fare con un tale assalto sonoro e così, il gruppo autofinanziò la stampa di cinquecento copie e creò un'etichetta per la pubblicazione, la Fatal Records.
Le poche copie stampate girarono l'Australia, arrivando alle radio e ai magazine musicali, ma nessuno dimostrò un minimo interesse verso la proposta sonora dei Saints, in anticipo sui tempi a livello mondiale e ancor di più in Australia. Bailey e compagni provarono a spedire il singolo in Gran Bretagna, dove una piccola etichetta, la Power Exchange, lo pubblicò nel 1976. Dovendo essere pignoli e tenendo conto che l'Australia è sotto lo scettro della regina d'Inghilterra, (I'm) Stranded dovrebbe essere considerato il primo singolo e primo disco in assoluto, del punk inglese, anticipando, dunque, New Rose dei Damned; e senza tener conto che la canzone è un capolavoro assoluto del punk...! Il disco ricevette lusinghiere recensioni dai fogli inglesi (Sounds lo fregiò del titolo di disco della settimana). Come racconta il sito della NKVD Records, usato come fonte per questa biografia, all'epoca per avere il 45 giri bastava spedire due dollari alla Eternal Productions, a Oxley, Australia, mentre oggi non basterebbero i soldi necessari per acquistare un'automobile nuova. Tramite la sussidiaria australiana, i Saints furono ingaggiati dalla EMI, anche se, come ricorda Bailey, per il gruppo tutto questo sembrava uno scherzo.
Dopo aver ripubblicato il singolo d'esordio, la EMI spinse i ragazzi a registrare alcuni demotape, ma quei demo diventarono uno dei capolavori assoluti del punk di ogni tempo, l'album (I'm) Stranded (febbraio 1977). Il lavoro fu registrato durante le ultime settimane del 1976 e subito dopo un tour australiano, i Saints si trasferirono in Inghilterra, dove rimasero fino al 1980. Prima di lasciare il paese, i ragazzi suonarono alcune date a Sydney e Melbourne, tra i pochi concerti suonati dal gruppo al di fuori di Brisbane, nello stesso periodo in cui la EMI pubblicava il secondo singolo, Erotic neurotic. In una di quelle occasioni, i quattro suonarono a Sydney con i Radio Birdman, l'altra icona australiana della scena underground di allora. Per i due anni successivi, i Saints condivisero l'esplosiva scena punk albionica con i colleghi inglesi. Il terzo singolo del gruppo, This perfect day, riuscì a vendere settantamila copie e a raggiungere la posizione numero 34 della classifica britannica, il più grande successo di sempre per il gruppo australiano. Nell'estate del 1977, Bradshaw lasciò i compagni, sostituito da Alisdair (Algy) Ward e nell'autunno dello stesso anno, i nostri registrarono il secondo album, Eternally yours, anche se la pubblicazione non giunse prima del maggio 1978.
L'album non raggiunse il pur minimo successo dell'esordio, anche perché la critica musicale non capì le innovazioni sonore apportate dai Saints. Nello stesso 1978, il gruppo registrò il terzo album, Prehistoric sounds, recensito da Rolling Stone in questi termini: "senza nessun valore". E i fans la pensarono allo stesso modo. Chris Bailey considerò seriamente l'opportunità di sciogliere la band dopo il tour europeo del 1978, ma in base a una clausola del contratto con la EMI, che prevedeva la rottura in caso di abbandono di Bailey o Kuepper, quest'ultimo pregò il cantante di continuare. Le differenze musicali e ambientali, però, si acuirono sempre più tra i quattro: Kuepper si stava sempre più orientando verso il jazz, Algy, invece, voleva suonare heavy-metal (e difatti, fondò i metallici Tank), senza contare che il cantante voleva rimanere a Londra, mentre gli altri due australiani premevano per tornare in patria. Aggiungiamoci la completa perdita d'interesse della EMI verso il gruppo e avremo un quadro completo. I Saints, in pratica, si sciolsero, anche se Chris Bailey continuò ad incidere usando il nome della band, cosa che Ed Kuepper criticò in seguito (e giustamente).
Ivor Hay e Ed Kuepper tornarono in Australia e Chris Bailey, totalmente squattrinato dopo la rottura del contratto con la EMI, restò a Londra, dormendo per un anno in case di amici (sul pavimento, da quel che racconta la fonte). Alla fine Bailey si accasò (discograficamente...) presso la neonata etichetta francese New Rose Records, che iniziò il proprio catalogo con il primo prodotto dei Saints senza Kuepper e Hay, il 12 pollici Paralytic tonight Dublin tomorrow (1980). Bailey registrò il disco con Barrington Francis alla chitarra e Mark Birmingham alla batteria (non si cita il basso, preda dello stesso Francis, presumo). Dopo un 45 giri australiano, pubblicato dalla Lost Records, l'etichetta fondata da Bailey, i Saints partirono per un tour nella terra dei canguri, con il redivivo Ivor Hay alla batteria, Janine Hall al basso e Barrington Francis e Bruce 'Cub' Callaway alle chitarre. All'inizio del 1981 arrivò il nuovo album, Monkey Puzzle. Il gruppo di Monkey puzzle fu sfaldato per il disco successivo, a parte il basso di Janine Hall: Out in the jungle fu pubblicato nel 1982 dalla Flicknife (e inizialmente dalla New Rose) e vide per la prima volta lo stesso Bailey alla chitarra e in tre canzoni, allo stesso strumento, l'appena fuoriuscito dai Damned Brian James (e il batterista Iain Shedden).
Nel 1984 uscirono il primo album solista di Chris Bailey, What we did in our holidays e un nuovo lavoro dei Saints, A little madness to be free (con Ivor Hay, Richard Burgman alla chitarra e Archie Larizza al basso). Seguirono All fools day (Polydor 1986) e Prodigal son (Mushroom 1988), l'ultimo album dei Saints della seconda fase. Bailey continuò la carriera solista con dischi sempre più acustici e intimisti (come Savage entertainment, il tremendo album del 1992) e nel 1996, resuscitò i Saints, che pubblicarono Howling (Triple X), Everybody knows the monkey (Amsterdamned 1998) e Spit the blues out (Last Call 2000). Mancando notizie sulle formazioni dei due album, posso passare all'ultimo titolo della band, targato 2005 e intitolato Nothing is straight in my house, con Bailey alla voce, Marty Willson-Piper dei Church alla chitarra, Caspar Wijnberg al basso e Pete Wilkinson alla batteria. I Saints compaiono nella raccolta Indie punk classics.
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