BIOGRAFIE

Rob


ROBBIE ROBERTSON

Dalla nascita alla Band

Jaime Robert Klagerman è nato a Toronto, Canada, il 5 luglio del 1943, da padre ebreo e madre della tribù Mohawk. Morto il padre, la madre si sposò con un gioielliere, James Robertson, che adottò il piccolo Jaime e gli diede il proprio cognome. I Robertson si trasferirono da Cabbagetown a Scarborough, nelle vicinanze di Toronto. Il primo impatto musicale del giovanissimo Robbie, fu reso possibile grazie alle origini materne e alle musiche tribali dei Mohawk, ascoltate ogni estate quando la madre portava il bimbo nel suo luogo di nascita, la Six National Reservation di Brantford, Ontario. Prendendo lezioni da un insegnante, Jaime, a dieci anni, imparò a suonare la chitarra e ben presto, compose le sue prime canzoni. Jaime, ora diventato Robbie, fondò il suo primo gruppo nel 1956, i Rhythm Chords (poi mutati in Robbie and the Robots) e in seguito si unì alla Pete Traynor Band e ai Thumper and the Trambones.

The Hawks

Nel 1959 Robbie incontrò il rocker dell'Arkansas Ronnie Hawkins e la sua band, gli Hawks e diventò un grande amico del batterista e cantante Levon Helm, di tre anni più vecchio. Un anno più tardi entrerà a far parte degli Hawks come bassista, quando il gruppo si trasferì in Canada.

Levon Helm (nato Mark Lavon Helm il 26 maggio 1940 a Marvell, Arkansas, Stati Uniti) prima di entrare negli Hawks di Ronnie Hawkins, era stato chitarrista nei Jungle Bush Beaters. Fu con il suo reclutamento negli Hawks, ancora giovanissimo (1957), che Levon Helm suonò per la prima volta la batteria.

Con l'arrivo di Rick Danko, Robbie Robertson fu promosso alla chitarra solista.

Richard Clare 'Rick' Danko nacque il 29 dicembre 1942 a Simcoe, stato dell'Ontario, Canada, da una famiglia di origini ucraine (e canadesi). All'età di 14 anni Rick lasciò la scuola e cominciò a lavorare come macellaio, ma già dall'età di dodici anni suonò in vari gruppi adolescenziali. A 17 anni, più o meno, Rick Danko si unì agli Hawks di Ronnie Hawkins, dopo aver aperto un loro concerto (sembra in solitario, ma non è chiaro). Danko entrò negli Hawks come chitarrista ritmico, ma dopo la partenza di Rebel Payne, imparò a suonare il basso, permettendo a Robbie Robertson di passare alla chitarra.

Nel 1961 al gruppo si unì il pianista e cantante Richard Manuel.

Nato il 3 aprile 1943 a Stratford, stato dell'Ontario, Canada, Richard Manuel arrivò negli Hawks provenendo dai Rockin' Revels, una band della stessa Stratford che una fonte definisce come composta di hardcore rockers. Richard Manuel era un cantante e pianista, ruolo, quest'ultimo, che lo stesso musicista definiva come ritmico, essenziale e senza ghirigori solisti.

L'ultimo arrivo che c'interessa è quello di Garth Hudson, il matusa della compagnia che si stava formando.

Eric Garth Hudson, nato il 2 agosto 1937 a Windsor, stato dell'Ontario, Canada, cominciò a suonare il sax già da bambino, all'interno di una famiglia con un padre batterista (e sassofonista, clarinettista e flautista) e una madre cantante, fisarmonicista e pianista. Prima di unirsi agli Hawks, Hudson guidò il gruppo Paul London and the Kapers, originario della città di London, Ontario e autore di un 45 giri per l'etichetta Checkmate di Detroit. Un'altra fonte designa la band semplicemente come Capers, con la C e la confusione aumenta pensando che nel gruppo, secondo la prima fonte, militava per davvero un Paul London (e qualche riga prima la stessa fonte, per spiegare il significato del nome, chiamava in causa la città di London). All'interno di un gruppo come gli Hawks, così giovane, ma formato da eccellenti musicisti, l'arrivo di Garth Hudson fu definito da Levon Helm, non proprio l'ultimo arrivato a livello tecnico, "una grande giornata, perché nessuno poteva e sapeva suonare come Garth, da qualunque parte venisse". Hudson suonava principalmente i fiati e le tastiere, ma nessuno strumento gli era precluso e secondo Levon Helm, fu con il suo arrivo (poco prima del Natale 1961) che gli Hawks diventarono un gruppo professionale. In effetti, Garth Hudson fu assunto inizialmente per dare lezioni di musica ai membri del gruppo e in seguito, con il tempo, diventò un membro permanente degli Hawks.

Ronnie Hawkins and the Hawks, nelle varie incarnazioni, incisero nove 45 giri e due album, una produzione che vede presente in tutte le incisioni, tra i futuri protagonisti della Band, il solo Levon Helm. Robbie Robertson e Rick Danko parteciparono alle registrazioni degli ultimi tre singoli, Richard Manuel degli ultimi due e Garth Hudson dell'ultimo. I cinque lasciarono Ronnie Hawkins unitamente ad altri due membri degli Hawks, il sassofonista Jerry Penfound e il cantante Bruce Bruno. Sembra che la separazione sia stata generata da un clima d'insoddisfazione della band verso il leader, pigro abbastanza, racconta una fonte, da non esibirsi nei primi tre o quattro giorni della settimana. Al poco denaro disponibile, si aggiunse una condotta di ferro di Hawkins verso i componenti del gruppo, sino alla goccia che fece traboccare il vaso di Rick Danko, già da tempo ai ferri corti con il cantante: Hawkins comminò una multa di cinquanta dollari a Danko per aver portato la sua ragazza in un club dove il gruppo doveva esibirsi. Danko si rifiutò di pagare e la sera successiva, in accordo con gli altri membri, "diede le due settimane" (come raccontato dalla fonte) a Hawkins. Il gruppo ricominciò come Levon Helm Sextet, raggranellando più soldi in due settimane che negli ultimi due mesi con Hawkins. Levon Helm Sextet (non è chiaro il motivo del sestetto, dato che dovrebbero essere sette i fuggitivi) diventò Levon and the Hawks.

Dopo la separazione, nel 1964 gli Hawks esordirono con un 45 giri attribuito ai Canadian Squires, Uh-uh-uh/Leave me alone (pubblicato dall'etichetta newyorkese Ware e in Canada, nel 1965, dalla Apex Records). The stones I throw (Will free all men)/He don't love you (And he'll break your heart), il secondo 45 giri, fu pubblicato nel 1965 dalla Atco, con il moniker Levon and the Hawks, dopo la partenza dal gruppo di Penfound e Bruno. Le quattro canzoni furono tutte firmate da Robbie Robertson. Levon and the Hawks pubblicarono un solo altro 45 giri, Go go, Liza Jane/He don't love you (Atco 1968). Gli Hawks si trasferirono a New York alla ricerca di un contratto discografico e suonando al Tony Mart's Club, conobbero un'assistente del celebre talent scout e manager Albert Grossman. Mary Martin, questo il nome dell'assistente di Grossman, era alla ricerca di qualcuno in grado di lavorare con Bob Dylan: gli Hawks e Dylan s'incontrarono e ben presto cominciarono ad esibirsi sugli stessi palchi da concerto. Era il periodo rock per il folker Dylan, contestato per la sua scelta elettrica un po' ovunque, tanto che Levon Helm, a un certo punto, si stancò, lasciò i compagni e se ne tornò nella natìa Arkansas. Nel 1966 Bob Dylan, gli Hawks e un'altra quindicina di musicisti, registrarono il capolavoro Blonde on blonde e poi partirono in tour, con Levon Helm sostituito da Micky Jones.

In quello stesso 1966 Robbie Robertson, durante un viaggio in Francia, incontrò Dominique Bourgeois, la giornalista che sarebbe diventata sua moglie. Con l'incidente motociclistico di Bob Dylan, il tour mondiale in programma fu cancellato e una volta rimessosi il grande autore, i sei si riunirono (con il ritorno di Levon Helm) e registrarono le session che sarebbero diventate celebri come Basement tapes, dalle quali scaturì anche l'esordio su album del gruppo di Robbie Robertson, Music from big pink. Robertson e compagni, nel frattempo, avevano cambiato nome al proprio gruppo: in quel periodo di discussione e contestazione in merito all'intervento statunitense in Vietnam, Hawks (Falchi) poteva creare qualche fraintendimento sulle posizioni politiche dei nostri (la divisione tra falchi e colombe in merito alla condotta di guerra). Alla ricerca di una nuova ragione sociale, i cinque si arresero e si tennero il nome con il quale erano conosciuti un po' da tutti: la band di Dylan. The Band era nata.

The Band

Robertson si sposò nella primavera del 1968, nel periodo in cui uscì l'esordio della Band (Music from big pink, pubblicato dalla Capitol come i successivi e numero 30 di Billboard). Nel 1969 il gruppo replicò con The Band (numero 9, prodotto da John Simon, colui che tentò di lavorare con i Big Brother & the Holding Company di Cheap thrills) e suonò per la prima volta con il nuovo nome a San Francisco, al Winterland Ballroom e poi al festival di Woodstock. Nel 1970 uscì il terzo album della Band, Stage fright, con la produzione dell'intero gruppo e la presenza, come ingegneri del suono, di Todd Rundgren e Glyn Johns. Il quarto e ultimo album canonico della prima fase del gruppo, fu pubblicato alla fine del 1971: Cahoots (un insuccesso commerciale e di critica) fu seguito dal live Rock of ages (1972), registrato tra il 1971 e il 1972 durante vari concerti alla New York City's Academy of Music e da Moondog matinee (1973), una raccolta di classici interpretati dai nostri. L'anno successivo la Band fu impegnata nel Bob Dylan and the Band 1974 Tour, dal quale scaturì Before the flood, un doppio album dal vivo pubblicato in quello stesso anno dalla Asylum (numero 3 di Billboard e numero 8 in UK).

Nel 1975 uscirono i celeberrimi Basement tapes (Columbia Records), registrati nel 1967 dalla Band con Bob Dylan. Il nuovo album di studio della Band, a quattro anni da Cahoots, fu Northern lights - Southern cross (Capitol 1975), registrato nei nuovi studi californiani Shangri-la, di proprietà del gruppo. L'ultimo album della Band, Islands, fu pubblicato nel marzo del 1977, ma il gruppo aveva già suonato il concerto d'addio quasi un anno prima: il 25 novembre 1976 la Band salutò il mondo della musica con un concerto straordinario, organizzato da Bill Graham al Winterland di San Francisco e comprendente una serie di ospiti e amici da far girare la testa. Martin Scorsese ne approfittò per girare un film, The last waltz, l'Ultimo walzer che titola anche il triplo album dal vivo che funge da colonna sonora. Alcuni dei nomi presenti tra gli amici e gli ospiti: Paul Butterfield, Eric Clapton, Neil Diamond, Dr. John, Emmylou Harris, il vecchio leader degli Hawks, Ronnie Hawkins, Joni Mitchell, Van Morrison, Ringo Starr, Muddy Waters, Ron Wood, Neil Young e naturalmente, Bob Dylan. Film e triplo album furono pubblicati all'inizio del 1978, a gruppo ormai sciolto.

Robbie Robertson

Nel 1979 Robbie Robertson debuttò come attore, nel film Carny (del quale fu anche il produttore), diretto da Robert Kaylor, con Gary Busey e Jodie Foster. Continuando nell'ambito cinematografico e nel rapporto personale strettissimo con Martin Scorsese, l'artista produsse la colonna sonora di The king of comedy (1982), la pellicola diretta dal newyorkese e interpretata da Robert De Niro e Jerry Lewis. Robertson, per l'occasione, incise il brano Between trains, con la partecipazione dei vecchi compagni di Band Richard Manuel e Garth Hudson. Gli anni successivi furono trascorsi in famiglia, lontano dal mondo musicale e nemmeno una reunion della Band riuscì a staccarlo dalla moglie e dai figli, sebbene non sia mancata la sua approvazione per il progetto dei suoi ex compagni. Il 1985 fu l'anno di un parziale ritorno di Robertson alla musica, con la produzione di un brano dell'album Southern accents di Tom Petty & the Heartbreakers. Il 1986, invece, fu l'anno dei lutti, con la morte di Albert Grossman, il manager della primissima Band e di Richard Manuel, impiccatosi dopo un concerto del gruppo a Winter Park, in Florida.

Il debutto solista dell'artista arrivò finalmente nel 1987, Robbie Robertson (Geffen), un album che guadagnò all'autore tre Canadian Juno Awards, l'equivalente del Grammy statunitense: miglior cantante maschile, miglior produttore e album dell'anno. Il secondo album fu pubblicato nel 1991, Storyville (Geffen), seguito da Music for native americans, un disco composto e prodotto da Robertson con altri artisti, come colonna sonora del documentario The native americans, pubblicato come Robbie Robertson & the Red Road Ensemble: fu il primo tentativo di Robertson di tornare alle radici sonore della sua origine Mohawk. Le attività di Robertson, durante gli anni '90 e 2000, si fecero a dir poco disparate, dalla consulenza musicale per la Rock'n'Roll Hall of Fame (della quale la Band entrò a far parte nel 1994), alle musiche composte per il Whoopi Goldberg Show, fino alle numerose colonne sonore cinematografiche (tra le quali, Casino, di Martin Scorsese, nel 1996). Il quarto album solista (tenendo conto della musica dei nativi americani) arrivò nel 1998, Contact from the underworld of Redboy, con la classica e solita infornata di ospiti. Per il momento è tutto.

Torna dalla Band


TOM ROBINSON

Nato a Cambridge nel 1950, Tom Robinson cominciò a cantare da bambino in un coro, sino a quando la sua voce non maturò. In seguito, diventato adolescente, in un periodo in cui l'omosessualità in Gran Bretagna era ancora punita con la galera, Tom si sentì perduto a tal punto che tentò il suicidio (a sedici anni). La vita di Tom Robinson cambiò il giorno in cui sentì cantare Alexis Korner, uno dei grandi santoni del british-blues (o il più grande?). All'inizio degli anni '70, Robinson (piano, chitarra e basso) fondò un trio acustico, Café Society, con due amici londinesi, Raphael Doyle (voce solista, chitarra) e Hereward Kaye (voce solista, chitarra). I Café Society convinsero a tal punto il leader dei Kinks, Ray Davies, che questi ne produsse l'album d'esordio (e anche l'unico, che io sappia), Café Society, pubblicato dalla Kons nel 1975. In effetti, l'album fu prodotto da entrambi i fratelli Davies, Ray e Dave e da John Gosling, ma nonostante i nomi altisonanti, il disco vendette seicento (600!) copie. In seguito l'artista s'interessò sempre più ai problemi politici e al movimento gay.

Dopo aver visto in concerto i Sex Pistols, Tom Robinson lasciò i Café Society e fondò la Tom Robinson Band (1977), raggiungendo la top 20 britannica con il 45 giri 2-4-6-8 Motorway. La formazione comprendeva Tom Robinson al basso, il vecchio amico Danny Kustow alla chitarra, Mark Ambler alle tastiere e Dolphin Taylor alla batteria. Il primo album del gruppo, Power in the darkness (EMI 1978), fu prodotto da Chris Thomas e diventò un successo da disco d'oro britannico (raggiungendo il quarto posto in classifica), nonostante i problemi creati da una canzone del loro repertorio, Glad to be gay (Orgoglioso di essere gay). E a dispetto di ciò che si potrebbe pensare, le etichette indipendenti si comportarono peggio delle major (il punk, come amo ripetere, non aprì tutte le orecchie e nemmeno tutti i cervelli: gli uomini, che da sempre amano pensare col cazzo, quando ne sentono parlare si voltano dall'altra parte). Il successo portò il gruppo dalle stalle alle stelle nel giro di pochi mesi. Prima dell'esordio su album, comunque, la Tom Robinson Band aveva inciso un EP di quattro canzoni, Rising free, registrato dal vivo nel novembre del 1977 e contenente la già citata Glad to be gay. Mark Ambler lasciò il sodalizio dopo la pubblicazione dell'album e fu sostituito temporaneamente dal session-man Nick Plytas e definitivamente, da Ian Parker.

TRB two, il secondo album (1979), prodotto da Todd Rundgren, vide della partita anche il nuovo batterista Preston Heyman. Le registrazioni furono particolarmente difficoltose, proprio a causa del perfezionismo del lungagnone Rundgren (il cambio della guardia alla batteria fu dovuto proprio a questo). Heyman, un rimpiazzo momentaneo, comparve nella foto di copertina (o retro?), pur essendo chiaro il suo ruolo. Il nuovo batterista stabile, in ogni caso, fu un altro session-man, Charlie Morgan. Dopo il tour promozionale, Kustow lasciò il gruppo e la Tom Robinson Band finì a quel punto la sua storia (1979). Robinson (voce e chitarra) fondò i Sector 27, con Joe Burt (basso), Stevie B. (chitarra) e Derek Quinton (batteria). Sotto contratto ancora con la EMI, Robinson registrò con i Sector 27 l'album senza titolo del 1980, prodotto da Steve Lillywhite, ma la casa discografica fu scontenta a tal punto del risultato, che restituì il master del disco al leader, lasciandolo libero di farne ciò che volesse e lo sciolse da ogni vincolo. L'album fu pubblicato dalla piccola etichetta Panic, ma il successo fu risibile e dopo un concerto al Madison Square Garden come supporto dei Police, il gruppo si sciolse, lasciando Tom Robinson praticamente sul lastrico.

Inseguito dal fisco, Robinson si rifugiò a Berlino, dove suonò anche con un gruppo di musicisti della parte est. Al ritorno in patria, il 45 giri War baby (1983) scalò la classifica sino ai primi dieci posti, nel periodo in cui l'artista pubblicò il suo primo album solista, North by northwest (Panic 1982, prodotto da Richard Mazda). Seguirono gli album Hope and glory (1984), Still loving you (1986) e Midnight at the Fringe (Castle 1987, doppio album dal vivo registrato nel 1983). Durante un concerto di quel periodo, Robinson fu notato da un produttore radiofonico e fu così che cominciò la sua carriera di conduttore di programmi via etere. Come scritto da un sito, Tom Robinson, un bel giorno, vide l'uomo dei suoi sogni, peccato che fosse una donna. I due diventarono amici, amanti e poi si sposarono e generarono un figlio e tutto questo, nonostante la sensibilità sopraffina dei tabloid inglesi, notoriamente tra la peggior spazzatura si possa rintracciare tra la stampa di questo porco mondo. Il Sunday People titolò 'Il gay numero uno in Gran Bretagna innamorato di una biker': chissà quale classifica hanno consultato per assegnare a Tom Robinson il titolo di 'gay numero uno' nazionale.

Il meglio, come sempre, lo diede il celeberrimo Sun: 'Orgoglioso di essere papà', parafrasando quella canzone che procurò non pochi grattacapi a Tom Robinson qualche anno prima, Orgoglioso di essere gay (Glad to be gay). In soldoni, i pochi neuroni funzionanti di questa gente pensarono fosse uno scandalo che un gay si sposasse e avesse un figlio, invece di, chessò, essere esposto dalle autorità alla Torre di Londra in una gogna bene in vista. So che l'intelligenza non la si può inventare, ma dovrebbero esserci dei limiti anche alla stupidità, anche se mi rendo conto di quanto assurdo sia questo discorso alla luce di quanto succede ogni giorno. Pur essendosi defilato dalla scena musicale, Robinson continuò ad incidere saltuariamente. Nel 1990 l'artista pubblicò un album (We never had it so good, pubblicato da Pinnacle) come Tom Robinson e Jakko Jakszyk, alias Michael Lee Curran, chitarrista e cantante londinese che in seguito farà parte dei Level 42. Seguirono Living in a boom time (Cooking Vinyl 1992, registrato dal vivo in Irlanda), Love over rage (1994) e Having in both ways (1996), l'ultimo titolo a tutt'oggi (22 ottobre 2006) del nostro. Tom Robinson compare nella raccolta IndieWorld.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Dr. John


Kinks


Van Morrison


Police

Robbie Robertson - Tom Robinson

Todd Rundgren


Sex Pistols

Torna all'indice Biografie

Torna alla "prima pagina" musicale