BIOGRAFIE

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LOU REED

Lewis Allen 'Lou' Reed nasce a Freeport, Long Island, stato di New York, il 2 marzo 1942. Le prime esperienze musicali di uno dei grandi poeti del rock (e non solo), si possono far risalire ai tempi della high school, quando con compagni di scuola e coetanei formò una serie di gruppi (come i C.H.D., inizialmente Dry Hump Club). Dopo aver frequentato l'Università di Syracuse (dove fece parte di altri gruppi, come i L.A. and the Eldorados), nel 1965 Reed tornò a New York, profondamente influenzato dalla conoscenza dello scrittore e poeta Delmore Schwartz, suo professore. Da Syracuse, inoltre, Reed si portò a New York la passione per il jazz e la musica sperimentale. Le sue prime esperienze musicali, in ogni caso, come già scritto, datano alla fine degli anni '50. L'esordio discografico assoluto di Lou Reed avvenne all'interno dei Jades, con il 45 giri Leave her for me (Time Records), pubblicato nel 1958. Nel 1962, con lo stesso produttore dei Jades, Bob Shad, Lou Reed incise il primo disco solista, attribuito a Lewis Reed (il 45 giri Your love).

Trasferitosi nella Grande Mela, l'artista trovò impiego come autore per la Pickwick Records, pagato per scrivere canzoni e una di queste, The ostrich, solleticò i suoi datori di lavoro, che misero in piedi un gruppo, i Primitives e la registrarono (Pickwick Records, dicembre 1964). Dei Primitives faceva parte un gallese trasferitosi negli Stati Uniti, John Cale, alle prese in quel periodo con la musica sperimentale di LaMonte Young e John Cage. John Cale rimase colpito dalle composizioni già scritte da Lou Reed, compresa la celeberrima Heroin e gli propose di lavorare assieme. Altri nomi/gruppi di quel periodo che videro l'impegno di Lou Reed come autore o come membro: All Night Workers (1965, con un brano co-firmato Reed/Cale e altri due autori, Why don't you smile now, che rappresenta la prima collaborazione conosciuta tra i due), Intimates, Roberta Williams, Donnie Burkes, Foxes, Four Seasons, Ronnie Dove e Irma Thomas e un album di artisti vari, Soundsville!, comprendente tutte canzoni composte da Lou Reed con il team della Pickwick Records.

Lou Reed (voce e chitarra) e John Cale (voce e basso), andarono a vivere in un appartamento sulla Lower East Side, a New York e con un vecchio compagno di Lou alla Syracuse University, Sterling Morrison (chitarra) e il batterista Angus MacLise (del giro di LaMonte Young), formarono i Warlocks, poi mutati in Falling Spikes. Il nome definitivo fu Velvet Underground, dal titolo di un libro sul sadomasochismo di Michael Leigh. MacLise lasciò il gruppo per protesta contro il pagamento di un compenso, a seguito di un concerto: secondo il batterista, con l'arte non si doveva guadagnare. MacLise fu sostituito da Maureen 'Moe' Tucker e poco dopo, Andy Warhol diventò il manager del gruppo. Circondati dall'ambiente esplosivo della Factory di Andy Warhol, i Velvet Underground incisero due tra gli album fondamentali della storia del rock, The Velvet Underground and Nico (registrato nel 1966 e pubblicato nel marzo del 1967 dalla Verve Records), con la cantante tedesca Christa Päffgen, alias Nico e White light/White heat (gennaio 1968, Verve Records). Dopo la pubblicazione di quest'ultimo lavoro, il rapporto tra Lou Reed e John Cale arrivò alla rottura, anche per la condotta poco corretta del primo, che aveva rimaneggiato le tracce del disco in maniera autonoma.

L'ultima session del gruppo con John Cale, si tenne nel febbraio del 1968 e poco dopo, il gallese lasciò il gruppo. Il basso passò nelle mani di Doug Yule e la band registrò il terzo album, The Velvet Underground (MGM Records 1969). In quel periodo furono registrate numerose canzoni, apparse in seguito in VU, il famoso quarto album perduto dei Velvet Underground, pubblicato nel 1985 dalla Verve Records. Altre canzoni tratte dalle session, comprese quelle del febbraio 1968, le ultime con John Cale, finiranno in Another view (Verve 1986). Un'epurazione degli artisti aventi in qualche modo a che fare con la droga o con il movimento hippie, voluta dal presidente della MGM, Mike Curb, costrinse i Velvet Underground a cercare un'etichetta per il loro quarto album, Loaded, pubblicato dalla Cotillion Records, una sussidiaria del colosso Atlantic (settembre 1970). Un mese prima, Lou Reed aveva già preso la decisione di abbandonare il gruppo, lasciando a Doug Yule mano libera nella rifinitura e nella stesura finale del lavoro, compresi alcuni tagli e modifiche che amareggeranno non poco l'autore. Lou Reed, in seguito, dirà di essere rimasto sorpreso nel vedere l'album nei negozi.

L'artista si prese un periodo di riflessione sul suo futuro, incerto se continuare con la musica o se avvicinarsi ad altre forme artistiche. Alla fine del 1971, Lou Reed firmò un contratto come solista con la RCA e volò a Londra per registrare il suo primo album, sotto la guida di Richard Robinson, produttore della casa discografica (produzione a quattro mani, con lo stesso Reed). Lou Reed (maggio 1972) riuscì a scontentare tutti e a sorprendere solo per la presenza, tra gli strumentisti, di due componenti degli Yes, il chitarrista Steve Howe e il tastierista Rick Wakeman, di sicuro poco vicini al malato mondo poetico e sonoro di Reed. L'album fu un insuccesso commerciale e di critica. Nel luglio del 1972, Lou Reed tenne il suo primo concerto londinese, seguito da una serie di altri da tutto esaurito: la notorietà, pressochè nulla negli Stati Uniti (gli album dei Velvet Underground non ebbero il minimo successo commerciale), sembrò baciarlo dall'altra parte dell'Atlantico. Il secondo album, Transformer, prodotto da un suo fan, David Bowie e dal chitarrista di questi, Mick Ronson, rappresentò il primo, vero momento di gloria commerciale per Lou Reed: l'album si piazzò al numero 29 di Billboard e il singolo Walk on the wild side, salì sino al numero 16.

Il terzo album, Berlin, prodotto da Bob Ezrin e suonato da una band totalmente diversa rispetto dall'album precedente, fu pubblicato nemmeno un anno dopo Transformer (1973), ma sembrò fosse passato un secolo, tanto lontani sono quei due dischi. Berlin, soprattutto, non fu in grado di ripetere lo straordinario successo commerciale e critico di Transformer (anche se raggiunse le prime dieci posizioni in UK), l'album che aveva 'trasformato' l'artista maledetto dei Velvet Underground in una star, un possibile contrasto per una personalità contorta. I problemi furono affrontati da Reed con assunzioni sempre più massicce di droghe, dall'eroina alle amfetamine e con la separazione dalla moglie Bettye e alla fine, l'artista precipitò in un esaurimento nervoso per il quale dovette farsi ricoverare. Per arrivare alla pubblicazione di Berlin (verso la quale la RCA era assolutamente contraria), Reed firmò un impegno che lo vide costretto a realizzare i due album successivi sul metro di Transformer.

Il primo fu un live straordinario, Rock'n'roll animal, registrato all'Howard Stein's Academy of Music di New York il 21 dicembre del 1973 (e pubblicato nel 1974: numero 45 della classifica di Billboard), il secondo (ancora 1974) fu Sally can't dance, prodotto da Steve Katz e Lou Reed (la stessa coppia del live), il maggior successo commerciale dell'artista, che in seguito lo giudicò "uno schifo" (raggiunse la Top Ten negli Stati Uniti). La RCA decise autonomamente, nel marzo del 1975, di pubblicare la seconda parte di Rock'n'roll animal, Lou Reed Live, contrariando l'artista più di quanto avesse fatto Sally can't dance. La reazione fu quella del muro contro muro, contro tutto e tutti, una reazione che aveva anche un titolo, il doppio album Metal machine music (luglio 1975), una cacofonia sonora che spiazzò realmente chiunque riuscisse a reggere un ascolto. Il doppio, logicamente, fu un disastro commerciale, proprio quello voluto dall'artista. Lou Reed decise di concentrare nelle proprie mani le sorti della propria carriera e registrò l'album del ritorno all'ascoltabilità, Coney Island baby (dicembre 1975), prodotto da Godfrey Diamond e Reed. Il disco fu anche l'ultimo del rapporto di Reed con la RCA.

L'artista firmò un contratto con la Arista Records e registrò il suo sesto album di studio, Rock'n'roll heart (ottobre 1976). L'idillio con la nuova casa discografica durò poco, sino al rifiuto dell'Arista di pubblicare un album dal vivo registrato in Germania (al quale Lou Reed aveva già trovato un titolo, I wanna be black). Rimandato in studio con il suggerimento di sviluppare una canzone già scritta e che titolerà quel lavoro, Reed registrò il settimo album, considerato unanimemente uno dei suoi migliori, Street hassle (pubblicato nel febbraio del 1978 e prodotto da Reed e Richard Robinson, già dietro al mixer del primo album solista). Un doppio album dal vivo registrato durante il tour successivo a New York, Live: take no prisoners e pubblicato nel novembre del 1978, concluse un'annata più che positiva per l'artista, sugli altari della critica e premiato da vendite soddisfacenti. Bisognoso di dare una svolta alla propria vita personale, Lou Reed abbandonò il Greenwich Village e si trasferì nella campagna del New Jersey, cercando nel contempo di abbandonare le droghe. In quel periodo conobbe anche la sua futura moglie, Sylvia Morales.

Il lavoro successivo, il nono da solista, fu The bells (aprile 1979), seguito, dopo il matrimonio con Sylvia, da Growing up in public (aprile 1980, prodotto da Reed e Michael Fonfara). Il ritorno alla RCA aprì gli anni '80 di Lou Reed, salutati con The blue mask (febbraio 1982, prodotto con Sean Fullan), album caratterizzato dalla copertina che riprende esattamente quella di Transformer (ristretta al solo volto), ma virata in blu. Il rapporto con il chitarrista Robert Quine, presente nel precedente The blue mask (e proveniente dai Voidoids di Richard Hell), s'incrinò già con Legendary hearts (1983), un album che iniziò una serie accolta con relativa freddezza dalla critica, a cominciare dal quarto album dal vivo di Reed, Live in Italy, pubblicato solo in Europa e registrato a Roma e Verona nel settembre del 1983. Con New sensations (1984, produzione Lou Reed e John Jansen), il tredicesimo album di studio, contenente un successo su singolo da MTV, I love you Suzanne, il pubblico di Lou Reed continuò quel ricambio già avviato con l'album precedente: i vecchi fans difficilmente potevano accettare un Lou Reed trasformato in un fenomeno da video-music, mentre molti giovani adepti accolsero quel poco più che quarantenne e fecero entrare il singolo in classifica.

Dopo la partecipazione al progetto Sun City di Little Steven (Artisti Uniti Contro l'Apartheid), Lou Reed incise il suo ennesimo album, Mistrial (1986, prodotto da Reed con il bassista Fernando Saunders), considerato da molti il peggior album in assoluto dell'artista newyorkese (tenendo conto di Metal machine music?), ma nel 1987, la morte di Andy Warhol guidò una nuova svolta nella sua carriera. Registrato tra maggio e ottobre 1988 e pubblicato all'inizio del 1989, New York è uno dei capolavori assoluti di Lou Reed e degli interi anni '80, un album pensato e scritto come un libro, da ascoltare dall'inizio alla fine, proprio come si farebbe sfogliando le pagine di un romanzo; e permeato dalla figura di Andy Warhol. Prodotto da Reed e Fred Maher e suonato da una band straordinaria (Lou Reed, voce e chitarra, Mike Rathke, chitarra, Rob Wasserman, basso e Fred Maher, batteria e basso in un paio di canzoni, e con alcuni interventi di Maureen Tucker), New York fu pubblicato nello stesso anno della rinascita artistica del Bob Dylan di Oh mercy (reduce da una serie di dischi altalenanti e da uno dei suoi peggiori dischi in assoluto, Down in the groove, proprio come Reed) e del Neil Young fenomenale di Freedom (proveniente da un decennio discografico sicuramente peggiore dei suoi due colleghi).

La svolta di Lou Reed avvenne sotto l'egida di una nuova etichetta discografica, la Sire. La morte di Andy Warhol lasciò uno strascico anche in un lavoro in coppia con John Cale, il vero e proprio omaggio all'artista che tanta importanza aveva avuto nelle loro vite, Songs for Drella (Sire 1990; Drella era un soprannome di Warhol, un'unione tra Dracula e Cinderella - Cenerentola - per rappresentare i due lati estremi del suo carattere). Il successivo Magic and loss (1992), prodotto con Mike Rathke, pur non raggiungendo i livelli di New York, confermò la straordinaria stagione creativa di Lou Reed. Nel 1994 si ruppe definitivamente il matrimonio con Sylvia Morales, già in crisi da diversi anni, ma in quel periodo fu un altro il matrimonio artistico che invece rinacque in maniera insperata, quello dei Velvet Underground. Una prima riunione tra Lou Reed, John Cale, Sterling Morrison e Maureen Tucker, si era concretizzata nella tarda primavera del 1990, quando all'inaugurazione dell'Andy Warhol Exposition, in una cittadina vicino a Parigi, i primi due suonarono le canzoni di Songs for Drella e gli altri due li raggiunsero alla fine per un'esecuzione di Heroin.

I Velvet Underground si riunirono nel 1992 per un tour europeo, immortalato nell'album dal vivo Live MCMXCIII. I progetti per un tour statunitense naufragarono di fronte ai litigi tra Cale e Reed e i concerti furono cancellati. La morte di Sterling Morrison per infarto, nel 1995, pose fine alla tenzone in maniera definitiva. Set the twilight reeling (1996) fu l'album del ritorno alla carriera solista, a quattro anni da Magic and loss, con un Lou Reed affiancato sentimentalmente da una grandissima artista newyorkese, Laurie Anderson. Per chiudere il millennio, l'artista incise Ecstasy (2000), prodotto da quell'Hal Willner che con il suo progetto Lost in the stars del 1985, la riproposizione delle canzoni di Kurt Weill affidata a grandi artisti, aveva dato a Lou Reed l'opportunità di offrire una grande interpretazione di September song. Con lo stesso Hal Willner, Lou Reed darà vita al progetto forse più ambizioso della sua carriera, The raven (2003), una trasposizione in musica e poesia dell'opera omonima di Edgar Allan Poe.

Nel 2001 era uscito un album dal vivo registrato nel 1972 a New York, American poet (Get Back Records) e per contro (passato e presente ad incrociarsi), nel 2004 è uscito Animal serenade (registrato nel 2003), testimonianza live del Lou Reed 61enne di The raven. Per ora è tutto.

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