BIOGRAFIE
Pre
Dalla città svedese di Uppsala, dove si formarono nel 1983, provengono i Preachers: le poche informazioni biografiche disponibili sui Preachers, sono ricavabili dalle schede delle compilation A real cool time e Declaration of fuzz. La formazione comprendeva Michael Wallin (voce, chitarra), Per Vesterlund (chitarra solista), Anton Malmberg (basso), Clemens Lindström (organo farfisa) e Erik Holmblad (batteria, percussioni). Il gruppo ha inciso un unico LP, Real gone, pubblicato nel 1988 e ha partecipato a varie raccolte edite negli anni precedenti.
I Prefab Sprout si formarono in tre diverse città, secondo le fonti rintracciate dal sottoscritto (e mi sono fermato dopo le prime tre...): a Consett o Witton Gilbert, nella contea di Durham o nella più nota e sempre citata parlando del gruppo, Newcastle. Escluso che i ragazzi avessero il dono dell'ubiquità, c'è qualcosa che non torna. In ogni caso, era il 1976 o 1977 quando Patrick Joseph 'Paddy' McAloon, cantante, chitarrista, tastierista e compositore e il fratellino Martin, bassista, decisero di formare un gruppo. Il nome fu la prima incombenza e McAloon ne voleva uno che fosse misterioso e incomprensibile al tempo stesso: Broccoletti (o Germogli) Prefabbricati gli sembrò perfetto. Nulla si sa della prima parte di carriera, dato che quasi tutte le fonti saltano a piè pari pure l'anno di formazione e cominciano dall'esordio discografico e quelle che parlano della nascita, pure. Con Wendy Smith da affiancare alla voce di Paddy e il batterista Michael Salmon, i Prefab Sprout giunsero all'esordio su singolo con Lions in my own garden (Exit someone), pubblicato nel luglio del 1982 dall'etichetta del gruppo, la Candle.
Una fonte c'informa che Wendy Smith non faceva parte della formazione all'epoca dell'esordio su singolo. La buona accoglienza dell'esordio portò i nostri verso una sussidiaria della CBS, la Kitchenware Records, che ristampò il primo singolo nell'aprile del 1983. Alla fine di quello stesso anno i Prefab Sprout bissarono con The devil has all the best tunes, seguito dal primo album, Swoon (1984), con la batteria di Graham Lant. A proposito di Swoon sono da registrare e riportare due giudizi critici diametralmente opposti. La biografia riportata da Yahoo Music (firmata Stewart Mason, di All Music Guide) parla di un album difficile, ma sorprendente, con più idee in ogni singolo verso che in ogni altro disco da classifica del 1984. Per contro, Piero Scaruffi, nel suo sito, parla di musica leggera di scarsa fattura, riferendosi ai primi singoli e poi arriva all'album: "Alcune canzoni di Swoon erano ancora più banali". Subito dopo la pubblicazione di Swoon, ci fu l'ennesimo cambio alla batteria, con l'arrivo di Neil Conti. Il secondo album, Steve McQueen, fu prodotto dall'esperto in marchingegni elettronici Thomas Dolby, ma il piglio restò quello 'carino' e leggero del gruppo.
Acquistai quell'album all'epoca e sono ancora sorpreso di quanto mi piacesse: riascoltato da poco tempo, l'ho trovato a dir poco deprimente e noioso, ma questo è un mio problema. Vidi il gruppo durante il tour promozionale di Steve McQueen e dal vivo i Prefab Sprout si confermarono in tutta la loro inconsistenza, letteralmente surclassati dal gruppo di spalla, gli amici Hurrah!. Per la cronaca, la versione statunitense di Steve McQueen dovette essere pubblicata con il titolo di Two wheels good, per le proteste degli eredi dell'attore. Nell'estate del 1985, i Prefab Sprout registrarono un album da pubblicare in edizione limitata, ma il pacchetto di canzoni rimase nel cassetto per qualche anno: Protest songs uscì nel 1989 (Scaruffi: "Ascoltandolo, si capisce perché rimase inedito"). Steve McQueen, nel frattempo, si dimostrò un album dall'onda lunga. Trascinato dal singolo When love breaks down, che già era uscito in quattro momenti differenti senza alcun successo, l'album cominciò a scalare le classifiche verso la fine dell'anno, comprese quelle italiane. Scaruffi permettendo, sembra che la decisione di rimandare l'album già registrato fosse dovuta alle vendite in corso di Steve McQueen (difficile crederlo).
Il successore di Steve McQueen arrivò dopo ben tre anni, a vendite ormai concluse si suppone, ma non fu la volta dell'album inedito, bensì dell'insipido (scusate...) From Langley Park to Memphis (1988). A seguire, Protest songs (1989), di cui si è già scritto, pubblicato solo in Gran Bretagna. Jordan: the comeback (1990, Epic) fu un progetto ambizioso, in forma di concept-album, che pochi capirono e infatti, fu un fallimento commerciale. Neil Conti lasciò il gruppo, facendo supporre che i Prefab Sprout fossero alla frutta o alla verdura, dato il nome. Sembra che da quel lavoro del 1990, al successivo targato 1997 (Andromeda heights, Columbia), Paddy McAloon abbia scritto e registrato diversi album, tutti abortiti prima della pubblicazione. Le fonti non parlano di un batterista sostituto di Neil Conti. Wendy Smith lasciò i compagni alla fine del millennio, dopo la nascita del suo primo figlio e i fratelli McAloon si ritrovarono soli soletti. I due firmarono un contratto con la EMI nel 2000 e registrarono un nuovo concept-album all'inizio del 2001, The gunman and other stories, la cui pubblicazione fu rimandata di molti mesi a causa di una patologia che rese Paddy McAloon parzialmente cieco e per il momento è tutto. I Prefab Sprout fanno parte del capitolo 1983 della serie The Indie Scene.
Gruppo formato nel 1962 a San Gabriel, California, dai fratelli Perez, John, batteria e Lawrence, chitarra, ai quali si aggiunsero George Delgado alla chitarra e Frank Zuniga al basso. I quattro cominciarono a provare nel cortile sul retro di casa Perez, radunando sempre più curiosi e poi iniziarono la classica trafila di feste private e matrimoni, con un abbigliamento che richiamava le gang delinquenziali giovanili. Lawrence raccontò che nessuno di loro faceva parte di simili ambienti, ma alla gente piaceva quel modo di vestire. Dopo aver trovato un nome, Premiers (le brevi presentazioni di un film), su idea della mamma dei Perez, il quartetto contattò un manager piuttosto noto nella loro zona di East Los Angeles, Billy Cardenas, colui che li spinse a cambiare immagine e a vestirsi nello stesso modo, per avere l'opportunità di suonare in locali eleganti come il Paramount Ballroom e il Rainbow Garden, dove i nostri supportarono artisti del calibro di Johnny 'Guitar' Watson e Chris Montez. Tramite Cardenas, i Premiers registrarono una canzone di Don & Dewey, Farmer John, un pezzo che inizialmente non piaceva al gruppo.
Dopo molte prove, alcuni ritocchi all'arrangiamento e la decisione di unire le due voci di John Perez e di George Delgado (ritenendo di non avere un cantante solista abbastanza valido e potente), i Premiers cambiarono idea e furono entusiasti del risultato finale. Farmer John fu registrata agli Stereo Masters di Hollywood e non dal vivo al Rhythm Room di Fullerton, come credono molti: l'effetto live fu creato da un sottofondo composto dalle voci delle ragazze di un club automobilistico, Chevelles Car Club (in effetti, sembra che nel piccolo studio si stesse svolgendo una festa). Sull'etichetta del 45 giri (pubblicato nel 1964), su idea di Eddie Davis, proprietario dell'etichetta Faro, finirono le facce dei membri del gruppo, un'idea originale imitata da innumerevoli altri artisti in seguito. Davis riuscì a far ingaggiare il gruppo dalla Warner Brothers, per usufruire di una migliore distribuzione e organizzazione e la major, per massimizzare l'investimento, spinse per ottenere un intero album. Il disco fu registrato con la stessa tecnica di registrazioni dal vivo fittizie, scontentando Lawrence Perez, ma anche l'album, come il 45 giri (salito sino al numero 19 di Billboard nell'estate del 1964), scalò la classifica sino alle prime venti posizioni (1964).
La decisione di mascherare l'album come una registrazione live, oltre a richiamare un effetto Beatles, nacque dalla stessa considerazione che aveva spinto John Perez e George Delgado ad unire le voci: non avendo un cantante nel vero senso della parola, il casino di sottofondo serviva a nascondere le deficienze. La band partì per un tour itinerante con molti altri artisti, il Caravan of Stars di Dick Clark: con i Premiers, Diana Ross and the Supremes, Bobby Freeman, Fabian, Major Lance, Gene Pitney, Brian Hyland e le Crystals. In seguito, i ragazzi (ancora adolescenti) aprirono concerti per Rolling Stones, Kinks, Zombies e Dave Clark Five. Un tour nel sud degli Stati Uniti, dove vigeva ancora la segregazione razziale nei luoghi pubblici, creò dei problemi ai ragazzi: con la loro natura chicana (persone di origine messicana nate negli Stati Uniti), cos'avrebbero dovuto scegliere, i cessi per i bianchi o quelli per i neri? Da aggiungere alla formazione, i numerosi sassofonisti che passarono per le fila del gruppo, Phil Ruiz, Joe Whiteman (che suonò in Farmer John), John Urzua (il sassofonista dell'album) e Tony Duran (colui che li accompagnò in tour). Durante il secondo tour, Zuniga fu chiamato alle armi e partì per il Vietnam (assegnato all'artiglieria) e fu sostituito da Billy Watson, proveniente dai Rhythm Playboys.
Nel 1968, anche Lawrence Perez fu spedito in Vietnam, ponendo fine alla storia dei Premiers. Nei decenni successivi, i membri del gruppo si sono incontrati saltuariamente per alcuni concerti e nel 2001, si sono riuniti in maniera stabile, con i fratelli Perez e George Delgado. I Premiers fanno parte della raccolta in doppio vinile Nuggets.
Milanesi, i cinque Pression X parteciparono alla storica raccolta neo-garage Eighties colours, pubblicata dalla Electric Eye Records nel 1985 e l'anno successivo esordirono su album per la stessa etichetta (Pression X). Nient'altro si è riuscito a scoprire.
Classe 1951, Chrissie Hynde è nata a Akron, Ohio, la patria dei Devo. Chrissie frequentò la Kent State University durante il periodo caldo delle manifestazioni ed era una studente universitaria di quel campus il 4 maggio 1970, quando, durante una manifestazione di protesta contro l'occupazione statunitense della Cambogia, la Guardia Nazionale dell'Ohio sparò e uccise quattro studenti, ferendone altri nove. Nel 1973 Chrissie si trasferì a Londra, dove cominciò a scrivere articoli e recensioni per il New Musical Express, vivendo in maniera intensa tutto il primissimo periodo del punk inglese: lavorò al negozio Sex di Malcolm McLaren, rischiò di entrare a far parte dei Damned e dei Sex Pistols, nel 1975 entrò nei Masters of the Backside e nei Moors Murdered e alla fine del 1977, infine, fondò i Pretenders, grazie a Tony Secunda, manager degli Steeleye Span. Chrissie registrò un primo demo di The phone call con Fred Berk (meglio noto come Johnny Moped) al basso e Nigel Pegrum (degli Steeleye Span) alla batteria, occupandosi personalmente di canto e chitarra.
Grazie a Secunda, Chrissie trovò un ingaggio con la Real Records, una neonata etichetta fondata da Dave Hill. Hill presentò a Chrissie il batterista Gas Wild, che a sua volta portò alla ragazza un vecchio amico, il bassista Pete Farndon, reduce da un'esperienza con il gruppo folk australiano Bushwackers. Dopo alcune session di prova, fu chiaro che Gas Wild non poteva essere il batterista ideale per la band che Chrissie Hynde aveva in mente. Hynde e Farndon (che ebbero anche una storia d'amore in quel periodo) tentarono di reclutare il batterista dei Motörhead, Phil 'Philty Animal' Taylor: con la scusa delle audizioni per un ulteriore chitarrista, i due fecero sedere Taylor alla batteria, ma per rendere il tutto credibile, cercarono un chitarrista quantomeno decente per l'audizione. Pete Farndon pensò a un suo amico di Hereford, la sua città natale, James Honeyman-Scott. Il giochetto andò male, Taylor restò con i Motörhead, ma i due furono impressionati da Honeyman-Scott. Quest'ultimo lo fu molto meno e se ne tornò a Hereford. In quel periodo il gruppo ebbe un batterista a cottimo, Gerry Mackleduff, pagato dieci sterline a seduta. Farndon tentò di reclutare nuovamente Honeyman-Scott e questi accettò di suonare una session per cento sterline e "il pieno di speed".
Chrissie Hynde, Pete Farndon, James Honeyman-Scott e Gerry Mackleduff registrarono quattro canzoni nell'estate del 1978, ma subito dopo, il chitarrista se ne ritornò ancora una volta a Hereford. Intenzionata ad avere Honeyman-Scott a tutti i costi, Chrissie seppe del suo amore incondizionato per i Rockpile e per Nick Lowe, personaggio esemplare e importante della musica inglese di quel periodo e sua vecchia conoscenza: spedì un demo a Lowe e gli chiese di produrre il loro primo singolo. Quando Lowe accettò l'incarico, Chrissie informò Honeyman-Scott della cosa e questi ritornò di corsa a Londra. Il primo singolo della band, Stop your sobbing, una cover di quei Kinks che Chrissie amava da impazzire, fu registrato e pubblicato nel 1979. La saga della cittadina di Hereford continuò per la ricerca di un batterista che sostituisse lo stipendiato a cottimo Mackleduff. Farndon e Honeyman-Scott chiamarono un loro amico comune, Martin Chambers e i Pretenders furono finalmente formati: un gruppo di tre uomini e una donna, guidato da quest'ultima, non era cosa da tutti i giorni. La foto sul retro-copertina di Stop your sobbing vede la formazione con Martin Chambers, ma solo perché il cambio avvenne proprio nei giorni della pubblicazione del singolo.
Stop your sobbing riscosse un notevole successo, tenendo conto che si trattava dell'esordio di un gruppo sconosciuto: numero 34 nella classifica britannica e numero 65 in quella di Billboard. Il primo album, Pretenders (Sire Records, prodotto da Chris Thomas), pubblicato nel gennaio del 1980 e il terzo singolo, Brass in pocket (preceduto da Kid, numero 33 in UK), fecero ancora meglio, anzi, furono i più grandi successi in assoluto del gruppo: il singolo salì sino al numero uno britannico e sino al numero 14 in USA, mentre l'album scalò sino al nono posto statunitense e salì in vetta in Gran Bretagna. Dopo l'EP del 1981, contenente ancora un buon successo, Message of love (numero 11 inglese), i Pretenders uscirono dalla lunga gestazione del loro secondo capitolo nell'estate del 1981, quando fu pubblicato Pretenders II: prodotto ancora da Chris Thomas, l'album non riuscì a bissare il successo dell'esordio, pur raccogliendo un settimo posto in UK e un undicesimo in USA. Nonostante i problemi tossici di Farndon e Honeyman-Scott, la band riuscì a portare a termine il tour mondiale nell'aprile del 1982. Il gruppo decise a quel punto di cacciare il già barcollante Pete Farndon, ma due giorni dopo essere diventati un trio, il 16 giugno 1982, James Honeyman-Scott morì per un attacco cardiaco dovuto a un'intolleranza (improvvisa?) alla cocaina.
Il mese successivo, Chrissie, Chambers, il bassista Tony Butler dei Big Country e il chitarrista dei Rockpile Billy Bremner, registrarono il singolo Back on the chain gang, salito sino al quinto posto della classifica USA (e presente nella colonna sonora del film The king of comedy, di Martin Scorsese). Chrissie Hynde cercò di ricostruire la band e reclutò il chitarrista Robbie McIntosh e il bassista Malcolm Foster. All'inizio della lavorazione per il nuovo album, giunse la notizia della morte di Pete Farndon, per overdose di eroina. Il terzo album dei Pretenders, Learning to crawl, pubblicato nel 1984 e prodotto dal solito Chris Thomas, raggiunse una ragguardevole quinta posizione in USA. Con la stessa formazione del terzo album, più il tastierista Rupert Black, i Pretenders si lanciarono in un tour mondiale e parteciparono al Live Aid. In quel periodo Chrissie Hynde ebbe una burrascosa relazione con il suo idolo di gioventù, Ray Davies dei Kinks, dal quale ebbe un figlio e dopo il naufragio sentimentale, si sposò con Jim Kerr, cantante dei Simple Minds. Il gruppo, al termine del tour mondiale del 1985, sopravvisse a malapena ai cambiamenti voluti da Chrissie, sempre più padrona assoluta dei Pretenders.
Il quarto album, Get close, pubblicato nel 1986 dopo il passaggio alla Tower Records e prodotto da Bob Clearmountain e Jimmy Iovine, fu inciso ufficialmente da Chrissie Hynde, Robbie McIntosh, T.M. Stevens (basso) e Blair Cunningham (batteria), dopo la cacciata di Martin Chambers, ma in realtà, il lavoro fu tutto di Hynde e McIntosh, con l'intervento di una serie numerosa di ospiti. Get close salì sino al sesto posto della classifica britannica, trascinato dal singolo Don't get me wrong, decimo posto in entrambi i lati dell'oceano. La sempre irrequieta Chrissie variò la formazione negli anni successivi, sino al quinto album, Packed! (1990), prodotto da Mitchell Froom e inciso da un gruppo formato dalla sola Hynde più un nutrito numero di ospiti e session-man: fu il primo lavoro a nome Pretenders a rimanere lontano dalle vette di entrambe le classifiche dei due lati dell'oceano Atlantico. Dopo una lunga pausa, Chrissie Hynde provò a riformare una parvenza di gruppo che ricordasse i Pretenders e reclutò accanto a sé il chitarrista Adam Seymour, il bassista Andy Hobson e il vecchio batterista Martin Chambers. Il gruppo, più il solito e nutrito codazzo di ospiti, registrò e pubblicò The last of the independents (1994), il ritorno tra i primi dieci nella classifica UK.
Il successivo The isle of view (1995) fu registrato dal vivo agli studi Jacob Street di Londra, mentre Viva el amor (1999) allontanò ancor di più Chrissie Hynde e il nome Pretenders dalle posizioni alte delle classifiche. La natura litigiosa di Chrissie, lungi dal mitigarsi con l'età, si fece sempre più palese, nonostante la dieta vegetariana e l'impegno politico nei campi dell'ambientalismo e della non violenza. Durante un concerto a Boston, nel 1995, Chrissie gridò al pubblico, "Tutti voi fottuti mangiatori di hamburger morirete!". L'ultimo album dei Pretenders a tutt'oggi (5 settembre 2006) rimane Loose screw (Artemis Records 2002).
Di questo rapper degli anni '80/'90, stranamente, non si riesce a sapere praticamente nulla, indi per cui, la biografia si conclude senza iniziare, in attesa (ma non è detto) di tempi migliori. Pretty Tone Capone, per quanto mi riguarda, è listato in questa pagina per aver partecipato alla raccolta Til Def us do part II.
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