BIOGRAFIE
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David Thomas (classe 1953, nato a Miami, Florida) era un critico rock (con lo pseudonimo di Crocus Behemoth) immerso nell'ambiente intellettuale di Cleveland, Ohio, quando si ritrovò a fare il cantante di una formazione locale, i Rocket From the Tombs (1974): quando questi si sciolsero, David Thomas e Peter Laughner presero la strada che interesserà il presente pezzo biografico, mentre Cheetah Chrome, chitarra, Craig Bell, basso e Johnny Blitz, batteria, aggregarono a loro il cantante Stiv Bators e formarono i Dead Boys. David Thomas (voce) e Peter Laughner (chitarra) formarono nel 1975 i Pere Ubu, dal nome di un tiranico personaggio teatrale della commedia Ubu Roy (l'antesignana del teatro dell'assurdo), dello scrittore francese Alfred Jarry. A Thomas e Laughner si unirono il chitarrista Tom Herman, il bassista Tim Wright, il batterista Scott Krauss e il tastierista (sintetizzatori) Allen Ravenstine. Il gruppo debuttò su 45 giri prima ancora che su un palco, nel settembre del 1975, con 30 seconds over Tokyo (Hearthan Records). Da una fonte, ricavo le regole metodologiche dell'avventura Pere Ubu:
(1) Non fare mai audizioni.
(2) Non cercare qualcuno in particolare.
(3) Non ricercare il successo.
(4) Scegli la prima persona che ti capita di ascoltare.
(5) Prendi la prima idea che ti gira per la testa.
(6) Metti assieme le persone uniche, singolari. Le persone dalle caratteristiche singolari suoneranno in maniera singolare una volta unite o non sapranno come suonare.
(7) Ritarda il più possibile il Fattore di Distruzione Centrifuga e poi premi il bottone.
Il gruppo debuttò dal vivo il primo gennaio del 1976 e subito dopo, Ravenstine fu sostituito da Dave Taylor. Seguì lo spostamento logistico a New York (sulla scia dei cugini Dead Boys), per una serie di concerti al Max's Kansas City. Al primo singolo fece seguito Final solution (marzo 1976) e una serie di concerti nei locali di Cleveland a fianco dei Tin Huey, un gruppo di Akron (Ohio). Peter Laughner, nel frattempo, decise d'intraprendere la strada verso l'autodistruzione e nel giugno del 1976, con l'approvazione di Thomas e Wright, lasciò i Pere Ubu: morirà nel giugno del 1977 per una pancreatite acuta, distrutto dall'alcool e dalla droga. La band cercò di reclutare il chitarrista Alan Greenblatt, ma questi non volle lasciare il suo gruppo blues per unirsi ai Pere Ubu, con la prospettiva della fame (suonerà in una sola canzone, Untitled, inserita nell'antologia inglese Datapanik in the year zero, 1978). Tim Wright lasciò i Pere Ubu per unirsi ai DNA e al suo posto arrivò Tony Maimone, nel periodo in cui tra i membri si discuteva sul dilemma, 'Due chitarristi o uno solo?'. Nello stesso periodo fu anche il ritorno di Ravenstine, che riprese il suo posto lasciato a Taylor.
Per un lungo periodo Thomas e compagni suonarono in un locale chiamato Pirate's Cove, mentre al responsabile Artisti e Repertorio della Mercury, Cliff Burnstein, capitò tra le mani il terzo singolo del gruppo, Street waves. Non potendo usare l'etichetta principale per una band così al di fuori degli schemi, Burnstein creò la Blank Records e pubblicò l'esordio su album dei Pere Ubu, The modern dance (febbraio 1978), prodotto da Ken Hamann, uno dei dischi fondamentali di quegli anni (o di sempre?). Il secondo album, Dub housing (Chrysalis), fu pubblicato nel novembre del 1978, ma dopo un tour europeo e il successivo ritorno a casa, i Pere Ubu si ritrovarono con un chitarrista insoddisfatto e frustrato: Tom Herman se ne andò in tournée con John Otway e lasciò i Pere Ubu. Il gruppo registrò e pubblicò il terzo album, New picnic time (settembre 1979, Chrysalis), prima della dipartita di Herman. Nell'orbita della band gravitava già da qualche tempo il chitarrista dei Red Crayola, Mayo Thompson, che dall'album successivo, The art of walking (Rough Trade 1980), entrò a tutti gli effetti nella formazione.
Nel 1981 fu Scott Krauss a scuotere la testa e ad abbandonare, sostituito da Anton Fier (Feelies, Golden Palominos e non solo) e con questa formazione, si giunse a "Songs of the bailing man" (Rough Trade 1982) e subito dopo, i Pere Ubu si sciolsero. David Thomas continuò con una carriera solista di grande intensità produttiva e nel 1988 trasformò quella che era la sua band nei nuovi Pere Ubu, con i vecchi Krauss, Maimone e Ravenstine, Jim Jones (chitarra) e Chris Cutler (batterista pure lui, come Krauss). Due album si susseguirono nel 1988 (The tenement years, Fontana) e 1989 (Cloudland, Fontana). Ravenstine decise di averne abbastanza con la musica e lasciò. Worlds in collision (Fontana 1990) fu registrato con la nuova formazione senza Ravenstine e Cutler e con il nuovo tastierista Eric Drew Feldman. Per Story of my life (Fontana 1993) la formazione si ridusse a quattro (Thomas, Jones, Maimone e Krauss), ma in un continuo stravolgimento, il successivo Raygun suitcase (Cooking Vinyl 1995, prodotto da David Thomas) vide l'entrata di Robert Wheeler (tastiere), Michele Temple (basso) e Scott Benedict (batteria), anche se in alcuni pezzi compare ancora Krauss (Maimone aveva lasciato definitivamente).
Pennsylvania (Cooking Vinyl 1998) vide il ritorno del chitarrista Tom Herman e un nuovo batterista, Steve Mehlman e con la stessa formazione si arriva al 2002 di St. Arkansas (Glitterhouse). L'ultimo album è datato 2006, Why I hate women (Smog Veil), con il nuovo chitarrista Keith Molinè. I Pere Ubu compaiono nelle raccolte IndieWorld e Urgh! A music war.
Nato nel 1936 nel villaggio di St. Mary's (o Kendal), Rainford Hugh Perry è senza ombra di dubbio uno dei personaggi centrali e insostituibili nella storia della musica giamaicana. Lee Perry (solo uno dei tanti nomignoli attribuiti all'artista) entrò nel mondo della musica alla fine degli anni '50, lavorando per la star dello ska Prince Buster e vendendo dischi per il sound system di Clement 'Coxsone' Dodd. Perry, soprannominato Little all'epoca, per la sua statura minuscola, cominciò a lavorare allo Studio One di Dodd. Dopo quelle prime esperienze, Perry passò alla Whirl Records di Joe Gibbs, ma dopo aver abbandonato pure quella, fondò una propria etichetta, la Upsetter (siamo nel 1968). La carriera di Perry, come raccontato da una fonte, è stata un susseguirsi di connubi artistici seguiti da rotture, dopo le quali difficilmente il nostro ha fatto un passo indietro: l'esordio discografico di Lee Perry, pubblicato dalla Upsetter, fu un 45 giri (People funny boy) rivolto ad attaccare in maniera diretta proprio l'ex principale Joe Gibbs.
Il 45 giri riuscì a vendere molto bene, ma ancor più importante fu la portata musicale del suono di Perry, un mattone fondamentale nella costruzione del nascente fenomeno reggae. La carriera di Lee Perry continuò in un susseguirsi ubriacante di lavori in proprio (coi nomi più diversi: Jah Lion, Pipecock Jakxon, Super Ape e molti altri ancora), di produzioni per altri artisti (le prime canzoni di Bob Marley, solo per fare un nome) e di collaborazioni (come i lavori con King Tubby, il primo sperimentatore della tecnica oggi nota come dub). Perry aprì un proprio studio di registrazione per sviluppare le tecniche di manipolazione dei suoni: fu allo studio Black Ark che Perry produsse le prime canzoni di Bob Marley coi Wailers, integrando la formazione con la sua band personale, gli Upsetters. La storia non finì nel migliore dei modi, con un Perry che, impegnato a monetizzare il tutto, si sbarazzò dei nastri registrati vendendoli alla Trojan Records (all'insaputa di Marley e soci) e in seguito, con la firma dei Wailers per la Island di Chris Blackwell.
Blackwell è un giamaicano bianco e per questo Lee Perry, al termine della vicenda, accusò il proprietario della Island di imperialismo culturale e Marley di complicità. Perry, tra i molti altri, lavorò anche con i Clash, suoi grandi fans, ma il risultato finale non soddisfece le due parti. Uno dei suoi nomignoli, Madman, uomo pazzo, fu alimentato dal massiccio uso di stupefacenti, che resero per davvero l'uomo mentalmente instabile. Una delle leggende circolanti, racconta che un giorno Perry bevve una bottiglia di liquido per la pulizia delle testine dei registratori. Un'altra storia, vera in questo caso, fu l'incendio che distrusse gli studi Black Ark, evento che Perry attribuì all'impianto elettrico difettoso, ma che molti sospettano possa essere stato causato da un trip acido, che avrebbe convinto il nostro della natura diabolica di quel luogo; in ogni caso, dopo quell'episodio, Lee Perry lasciò la Giamaica. Siamo nei primi anni '80, quando Perry, lasciata la sua isola, cominciò a peregrinare tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, continuando a registrare i propri dischi, a produrre altri artisti e avviando collaborazioni fruttuose, principalmente con Adrian Sherwood e Neal Fraser (noto col nome di Mad Professor).
Compiuti settant'anni nel 2006, Lee Perry vive ora in Svizzera con la moglie e i due figli e continua a lavorare alla propria idea di reggae: nel 2003 ha vinto un Grammy per il miglior album reggae, Jamaican ET. L'ultimo titolo dovrebbe essere Alive, more than ever (2006). Lee Perry compare nella raccolta Feel the reggae.
Nata nel 1965 a Springfield, Massachusetts, Linda Perry viene definita da tutte le fonti cantante, compositrice, musicista e produttrice. Linda cominciò come solista, suonando in solitario nei bar e nei club dell'area di San Francisco e nel 1990, entrò a far parte dei 4 Non Blondes come cantante. Il gruppo firmò un contratto con la Interscope Records e nel 1992 pubblicò l'album Bigger, better, faster, more!, un successo mondiale, anche grazie al tormentone What's up (due palle così, se posso esprimermi). Nel 1994 Linda Perry fece la prima apparizione discografica solista, nell'album tributo A celebration: the music of Pete Townshend and the Who. Secondo la scheda di Wikipedia, il tanto sofferto secondo album dei 4 Non Blondes divise il gruppo in due fazioni: da una parte Linda Perry, desiderosa di un approccio più sperimentale (cosa voglia dire non si sa) e dall'altra il resto della band, orientato verso i suoni commerciali (cosa voglia dire si sa) che li avevano resi famosi in tutto il mondo. No comment, no parolacce (soprattutto, ascoltando la Linda Perry solista nella raccolta Interscope Records).
Linda Perry lasciò il gruppo, il quale si sciolse dopo un'altra sola canzone pubblicata (una cover dei Led Zeppelin!). La Interscope abbandonò al loro destino (gramo) i 4 Non Blondes e ingaggiò Linda Perry come solista. Il debutto arrivò nel 1996, In flight (l'album dal quale è tratta la canzone di cui si diceva e niente da dire, grande esempio di musica sperimentale, come potrebbe concepirla Cristina D'Avena; in soldoni, non si è ancora capito cosa voglia dire, secondo la nostra, musica sperimentale, ma forse non lo ha capito nemmeno lei). Nel 1997 la nostra avventuriera produsse un film (Pink as the day she was born), nel quale appare, in un cameo, Les Claypool dei Primus. In quello stesso anno, oramai introdotta nei meandri dei meccanismi del biz musicale, Linda Perry fondò l'etichetta Rockstar Records (bel nome, a proposito di musica sperimentale... qualunque cosa ciò voglia dire). Il secondo album solista della tuttofare, uscì nel 1999, marchiato Rockstar Records, After hours, con l'assistenza, per il tour successivo, della ex bassista e fondatrice dei 4 Non Blondes, Christa Hillhouse.
Nel 2001, per il suo ritorno nel crudele mondo della musica, la nostra Linda cercò un contratto con una grande casa discografica, ma solo per un unico, principale motivo: essere un'artista indipendente le portava via troppo tempo tra ufficio e scartoffie (questo significa che la Rockstar Records aveva chiuso i battenti? Non si sa, qualunque cosa ciò voglia dire). Le speranze mal riposte significarono una serie di concerti (dove la nostra riproponeva in continuazione cover dei Led Zeppelin) e uno stop dal 2002 al 2005. Da tutto ciò si deduce che l'artista magnificata da Wikipedia e da una serie di altri siti, non trovava una casa discografica disposta a pubblicare le sue canzoni. Alla fine, nel 2005, una firma è arrivata, per la indie Kill Rock Stars Records (nome sospettosamente simile a un altro... e che, per di più, sembra nascondere una specie di risentimento verso il mondo tutto che non sa apprezzare le 'stelle del rock' e le 'uccide': a proposito, insomma, di musica sperimentale). L'etichetta non fece altro che pubblicare nuovamente il suo esordio di nove anni prima. Aggiungendo ridicolo a ridicolo, Wikipedia definisce la voce di Linda Perry in What's up, il tormentone dei 4 Non Blondes, simile a quella di Geddy Lee dei Rush; e con questa perla, difficilmente commentabile, chiudiamo.
Gruppo heavy-metal gallese, proveniente da Cardiff e formato nel 1979 dal chitarrista Phil Campbell, con il cantante Jon Deverill, il chitarrista ritmico Dave Bell, il bassista Nick Hughes e il batterista Razz. Alla voce, dopo il passaggio di Deverill ai Tygers of Pan Tang, giunge Carl Sentance. Nei sette anni di vita del gruppo, una serie di altri avvicendamenti e un solo album registrato, Rise up, uscito postumo nel 1986 poco dopo lo scioglimento. Nel 1984 se n'era già andato il fondatore Phil Campbell, per unirsi ai Motörhead. Il gruppo compare nella compilation metallica The best of Indie Metal.
Musicista scozzese, nato a Arbroath nel 1947, Morris Pert studiò musica e composizione all'università di Edimburgo e alla Royal Academy di Londra e in seguito, insegnò pianoforte al Trinity College di Londra. Pert iniziò a comporre sin dall'inizio degli anni '70, vincendo numerosi premi, compreso il Royal Philarmonic Award per il suo primo lavoro orchestrale, Xumbu-Ata. La carriera di Morris Pert come performer, iniziò in duo con il percussionista giapponese Stomu Yamash'ta e continuò con il gruppo sperimentale Suntreader. Pert continuò a comporre musica (per la BBC, ad esempio) e allo stesso tempo, diventò un nome celebre come percussionista nel mondo della musica rock, dove lavorò per una ventina d'anni quale session-man tra i più apprezzati (Billboard lo votò come quarto percussionista jazz e rock nel 1977). Queste le tre sinfonie all'attivo di Morris Pert, The rising of the Moon, The beltane rites e The ancient kindred, ma non è un mistero che il suo nome sia conosciuto per la militanza nei Brand X, noti per il coinvolgimento di Phil Collins dopo la metà degli anni '70. Morris Pert vive da qualche anno nel nord-ovest della Scozia, compone musica elettronica e sperimentale e sta lavorando alla sua quarta sinfonia. Morris Pert compare nella doppia raccolta in vinile Music and rhythm.
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