BIOGRAFIE

Nu


NUBILES

Poco da dire sui Nubiles, gruppo australiano di Melbourne irrintracciabile in rete. L'unico dato certo è la loro presenza nella raccolta Also used and recommended by..., con un brano uscito anche su singolo (Goin' to the country).


GARY NUMAN

Gary Anthony James Webb è nato l'8 marzo 1958 ad Hammersmith, West London, Inghilterra. Gary entrò diciannovenne nei Mean Streets, gruppo che partecipò alla raccolta Live at the Vortex con la canzone Bunch of stiffs. Lasciati in malo modo i Mean Streets, Webb fece un'audizione ed entrò come chitarrista solista nei Lasers, dove incontrò il bassista Paul Gardiner. Webb e Gardiner lasciarono i Lasers e formarono i Tubeway Army, con lo zio dello stesso Webb, Jess Lidyard, alla batteria. Tralasciando la storia dettagliata dei Tubeway Army (vedi scheda apposita), citiamo le pubblicazioni discografiche. Esordio su 45 giri nel febbraio del 1978, That's too bad, pubblicato in 4000 copie da Beggars Banquet, seguito da Bombers (luglio 1978) e dall'album Tubeway Army (novembre 1978). Con l'uscita dell'album, il nome di Webb cambiò in Gary Numan, carpito, sembra, da una pubblicità letta sulle pagine gialle. Seguirono il 45 giri Down in the park (marzo 1979), l'album Replicas (1979), il 45 giri numero 1 in UK Are friends electric? (maggio 1979) e la chiusura della fase Tubeway Army. Gary Numan esordì da solista con il 45 giri Cars, ancora un numero uno britannico (e numero 9 USA), con il basso di Paul Gardiner, le tastiere di Chris Payne e la batteria di Cedric Sharpley.

L'album The pleasure principle (settembre 1979), con Gardiner, Payne, Sharpley e interventi di Billy Currie al violino e Garry Robson ai cori, conquistò un altro numero uno britannico. Dall'esordio solista fu tratto un altro 45 giri, Complex (numero 6), mentre i concerti del The Touring Principle raccolsero ovunque folle da tutto esaurito. Il momento magico di Numan continuò con il secondo album, Telekon (settembre 1980, ancora un numero uno britannico), preceduto dai singoli We are glass (maggio 1980, #5 in UK) e I die: you die (agosto 1980, #6 UK e #106 USA). Rispetto alla formazione precedente, il gruppo di Numan (Gardiner, Sharpley e Payne) s'ingrandì con Rrussell (sic) Bell (chitarre) e Denis Haines (sintetizzatori). Il periodo si concluse con il 45 giri This wreckage (dicembre 1980, numero 20 in UK). Il Teletour del 1980/1981 continuò lo stillicidio di folle dei concerti precedenti, ma il poco più che ventenne Numan, cominciò a lamentarsi della dispendiosità dello spettacolo e annunciò il suo ritiro dalla scena live. Nella sua autobiografia, Gary Numan racconta che alla fine dei concerti da tutto esaurito che chiusero il tour alla Wembley Arena dopo l'annunciato ritiro, il suo pensiero fu tanto chiaro quanto drammatico: "Cosa cazzo ho fatto?".

Attribuire a un semplice annuncio la transumanza del pubblico verso altri artisti, mi sembra riduttivo e semplicistico, ma sta di fatto che quella decisione, poi rientrata, ebbe un qualche effetto negativo sul prosieguo della carriera dell'ancora giovanissimo artista. Il primo album dopo il ritiro fu Dance (settembre 1981, numero 3 in UK), preceduto dai live Living ornaments 1979 e Living ornaments 1980 (aprile 1981). La discesa commerciale continuò con I, assassins (settembre 1982, numero 8) e Warriors (settembre 1983, #12), a conclusione del lungo rapporto con la Beggars Banquet. Fu a quel punto che Numan ritornò sulla sua decisione di un paio d'anni prima e intraprese un tour britannico di quaranta date. L'artista fondò la propria etichetta Numa, per la quale esordì con Berserker (novembre 1984), numero 45 della classifica britannica, nell'anno della morte per overdose di eroina del vecchio compagno d'avventure musicali Paul Gardiner (coetaneo di Numan e dunque, ventiseienne). The fury (settembre 1985) migliorò leggermente le quotazioni (#24, l'ultimo album di Numan a salire nelle prime 30 posizioni), il successivo Strange charm (ottobre 1986, n° 59) le peggiorò. Gli album di quel periodo, così, tanto per un'annotazione, presentavano una folla di musicisti e ospiti, arrivando tranquillamente alla quindicina cadauno.

Metal rhythm, pubblicato dalla IRS nel settembre del 1988, segnò il cambio di casa discografica dell'androgino inglese con un numero 48, propiziando i litigi tra etichetta e artista sin dai primi giorni. Il rapporto tra Miles Copeland (boss della IRS) e Numan, si concluse con Outland (marzo 1991), salito sino al numero 39. Machine + Soul (ottobre 1993), pubblicato dalla Numa, concluse un lungo periodo segnato da una lenta e continua discesa nei favori commerciali del pubblico (#42). La svolta di Sacrifice (Numa, ottobre 1994) coinvolse anche la futura moglie di Numan, Gemma, che lo incoraggiò a sviluppare temi quali l'ateismo e le religioni. Il disco fu quasi interamente suonato da Gary Numan (eccettuati alcuni interventi alla chitarra e basso di Kipper e alla voce di T.J. Davies). Sacrifice, va da sé, non entrò nemmeno nella classifica britannica, forse la prima volta, se non vado errato, per quanto riguarda gli album ufficiali di Numan. Con la nuova etichetta Eagle Records alle spalle, Gary Numan continuò a stupire la critica con Exile (ottobre 1997, numero 47 in UK), con Mike Smith alle tastiere e Rob Harris alla chitarra e Pure (novembre 2000, #58), con Steve Harris e Rob Holiday alle chitarre, Richard Beasley alla batteria e Monti alla batteria e tastiere.

Il nuovo album fu supportato da un tour statunitense, i primi concerti di Numan dalla fine degli anni '80 (catturati in Scarred, Eagle Records, gennaio 2003). Nel 2002 Numan, ora un artista rispettato, dopo anni di sberleffi e citato da numerosi artisti quale influenza primaria, tornò nelle posizioni alte della classifica dei 45 giri britannici con Rip (#29), seguito da Crazier (2003), salito sino al numero 13. L'ultimo titolo dallo studio di Gary Numan a tutt'oggi (30 giugno 2007), è Jagged (marzo 2006), numero 59 in UK, pubblicato da Cooking Vinyl e inciso con una formazione di dieci elementi. Gary Numan compare nella doppia raccolta in vinile Urgh! A music war.


NUSRAT FATEH ALI KHAN

Nato nel 1948 a Faisalabad, nel Punjab pakistano, Nusrat Fateh Ali Khan è ancora oggi il più conosciuto esponente della tradizione Qawwali, la musica sacra dei sufi Cishtiyya, nata in Afghanistan intorno al 1300. La tradizione Qawwali era da generazioni l'occupazione principale della famiglia di Nusrat, anche se il padre del futuro artista avrebbe preferito per il figlio una carriera come medico (i performer di Qawwali erano tradizionalmente considerati come facenti parte degli strati più bassi della società pakistana). La carriera di Nusrat cominciò nel 1964, poco dopo la morte del padre (che gli fece visita in sogno e lo esortò a cantare), anzi, la sua prima esibizione si tenne proprio al funerale del genitore. Sotto la guida di uno zio, nel 1965 Nusrat diventò il leader del gruppo familiare, Nusrat Fateh Ali Khan, Mujahid Mubarak Ali Khan & Party. L'artista fu il primo dell'Asia meridionale ad imporsi presso il pubblico occidentale, anche grazie agli album pubblicati dalla Real World, l'etichetta di Peter Gabriel.

Secondo alcune stime, Nusrat Fateh Ali Khan avrebbe pubblicato non meno di 125 album, oltre alle collaborazioni con musicisti occidentali, come Eddie Vedder, il cantante dei Pearl Jam (per la colonna sonora di Dead man walking). Bisognoso di un trapianto di reni, Nusrat Fateh Ali Kahn morì per arresto cardiaco il 16 agosto 1997, al Cromwell Hospital di Londra. L'artista pakistano compare nella raccolta Music and rhythm.


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Peter Gabriel

Nubiles - Gary Numan - Nusrat Fateh Ali Khan

Tubeway Army

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