BIOGRAFIE

Ni


NICO

Quando e dove è nata Christa Päffgen, in arte Nico? Le date variano dal 1938 al 1943, passando per il 1941 e la città, a seconda delle fonti, Colonia o Budapest (a onor del vero, qualche fonte cita le varie possibilità). Misteriosa dall'inizio alla fine questa donna, nata in pieno periodo nazista, che ha visto il padre partire per un campo di concentramento e non tornare mai più e cresciuta con la madre nella zona statunitense di Berlino. Dopo aver lasciato la scuola, a 13 anni Christa iniziò a lavorare come venditrice di lingerie e poco tempo dopo, trovò le prime opportunità come modella. A 16 anni, in trasferta per un servizio fotografico nell'isola spagnola di Ibiza, conobbe il fotografo Herbert Tobias, colui che la battezzò Nico in ricordo di Nico Papatakis, regista d'origine greca nato in Etiopia. A Parigi, Nico diventò una delle modelle più richieste e poi, comparve in una manciata di film, come La tempesta, di Alberto Lattuada (1958) e For the first time (in Italia Come prima), di Rudolph Maté, con Mario Lanza.

Soprattutto, Nico apparve ne La dolce vita di Federico Fellini (1959) e in seguito, si trasferì a New York per studiare nella famosa scuola di recitazione di Lee Strasberg, l'Actors Studio. Nel 1963 Nico ebbe il ruolo principale in un film di Jacques Poitrenaud, Strip-tease e per l'occasione, ebbe anche la possibilità di debuttare nel mondo discografico, registrando il tema del film con la produzione di Serge Gainsbourg, ma il 45 giri non fu mai pubblicato. Nel 1962 Nico ebbe un figlio da Alain Delon (Ari), ma l'attore negò per molti anni la paternità. Il vero esordio discografico è datato 1965, quando la bionda Christa incontrò Brian Jones dei Rolling Stones e incise il 45 giri I'm not sayin', pubblicato dalla Immediate, l'etichetta del manager del gruppo, Andrew Loog Oldham. Dopo aver conosciuto Bob Dylan, Nico cominciò a lavorare ai film sperimentali di Andy Warhol e Paul Morrissey e con l'occasione, l'artista tedesca conobbe l'ammasso umano della Factory di Warhol e nel mezzo di questo, i Velvet Underground. Poche storie: Nico è stata un'artista validissima, tenace, sensuale e rocciosa allo stesso tempo (questa è l'idea che mi ha sempre dato), ma il suo nome è legato per sempre al disco d'esordio dei Velvet Underground.

The Velvet Underground & Nico (Verve 1967) è uno dei capolavori assoluti della storia del rock e in copertina ha stampigliato il nome d'arte di Christa Päffgen (imposto da Andy Warhol, dopo aver superato le iniziali resistenze dei Velvet), nonostante la tedesca partecipi a quattro sole canzoni su undici: in All tomorrow's parties, Femme fatale e I'll be your mirror come voce solista e al coro in Sunday morning. In quello stesso periodo, Nico esordì in proprio con l'album Chelsea girl, lo stesso titolo di un film di Andy Warhol e Paul Morrissey al quale lei stessa aveva partecipato. La canzone che titola l'album (pubblicato dalla Verve) fu scritta da Lou Reed e Sterling Morrison e tra gli altri autori, compaiono Jackson Browne, la coppia Lou Reed/John Cale, Bob Dylan, Tim Hardin e ancora Lou Reed in solitario. Si vocifera anche su un consistente aiuto di Jim Morrison, ma non è sicuro. In quel periodo di fine anni '60, Nico ebbe delle storie d'amore con numerosi personaggi del mondo musicale, come Lou Reed, John Cale, Jackson Browne, Jim Morrison, Brian Jones, Tim Buckley e Iggy Pop. Dopo l'Exploding Plastic Inevitable Tour della primavera del 1967, Nico e i Velvet Underground presero strade separate (per motivi da primedonne, ma lasciamo da parte la questione).

L'album del 1969, The marble index (Elektra Records), fu composto musicalmente con John Cale e scritto interamente, per quanto riguarda i testi, dalla stessa Nico. Nel disco compaiono solamente Nico (alla voce e harmonium) e John Cale (che si sbizzarrisce alla viola elettrica, piano, basso, chitarra elettrica, glockenspiel e altri strani strumenti). Il terzo album di Nico, Desertshore (Reprise 1970), fu prodotto da John Cale e Joe Boyd e suonato, come il precedente, dai soli Nico e John Cale. Gli altri due dischi degli anni '70: The end (Island 1973), ancora prodotto da John Cale, ma con la partecipazione di un trio di musicisti comprendente lo stesso Cale, Brian Eno e Phil Manzanera (all'epoca entrambi nei Roxy Music, anche se il primo se ne stava andando per la propria strada o se n'era già andato); e June 1, 1974 (Island 1974), un album dal vivo dove a Nico si affiancano, di volta in volta, personaggi del calibro di John Cale, Brian Eno, Robert Wyatt, Kevin Ayers, Mike Oldfield e altri ancora. Nico scomparve dalle scene per molti anni e tornò solamente nel 1979 con un concerto al CBGB's di New York e un successivo tour statunitense. Il ritorno discografico fu Drama of exile (1981), pubblicato da Aura e prodotto da un musicista reggae della Corsica, Philippe Quilichini.

L'ultimo album di Nico è datato 1985, Camera Obscura, pubblicato da Beggars Banquet e prodotto da John Cale. L'artista era una tossicodipendente sin dalla metà degli anni '60, con periodi alterni, ma dopo la metà degli anni '80 era riuscita a liberarsi dalla dipendenza e a seguire un regime fisico e alimentare di tipo salutista. Il 18 luglio del 1988, in vacanza con il figlio Ari a Ibiza, Nico cadde durante un giro in bicicletta e battè la testa: trasportata all'ospedale, la sua condizione peggiorò in seguito a un'emorragia cerebrale e nel giro di poche ore, morì. Le ceneri di Christa Päffgen furono sepolte a Berlino, accanto alla tomba della madre, mentre i pochi amici presenti, con un piccolo mangiacassette, spandevano nell'aria le note di Desertshore. Nico compare nella raccolta Flesheaters - The return of the undead.

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NIGEL and the CROSSES

Nigel and the Crosses nacquero per caso, a Chicago, quando Peter Holsapple coinvolse alcuni amici per un concerto benefico al Cubby Bear. Con Holsapple, vengono forniti due nomi per quel concerto, Peter Buck, chitarrista dei REM, (Holsapple era un assiduo collaboratore del gruppo di Buck e Stipe, tanto da essere spesso definito come il quinto REM e al tempo di Out of time, 1991, sembrava lo dovesse diventare per davvero) e Robyn Hitchcock. Dovremmo essere nel 1987, il concerto di Chicago non ebbe un seguito immediato, ma nel 1989, Nigel and the Crosses registrarono un pezzo per la raccolta Time between - A tribute to the Byrds e suonarono qualche altro concerto, a Londra e negli Stati Uniti. Gli altri musicisti coinvolti (nei concerti o nella registrazione): Billy Bragg, Glenn Tilbrook (Squeeze), Mike Mills (il tuttofare dei REM, meglio noto come bassista), Andy Metcalfe (bassista e tastierista, già con i Soft Boys e gli Egyptians di Hitchcock) e Morris Windsor (batterista, altro ex-Soft Boys). Oltre al brano registrato per la compilation tributo ai Byrds, di Nigel and the Crosses non esistono altre registrazioni, se non a livello di bootleg.

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NIGHTINGALES

1976: Robert Lloyd (voce), il fratello Alan Lloyd (chitarra) e Paul Apperley (batteria... e il basso?) formano i Prefects, il primo gruppo punk di Birmingham, Inghilterra. I Prefects suonarono durante il White Riot Tour dei Clash, girarono la Gran Bretagna anche in compagnia di Buzzcocks, Slits, Damned, Fall e altri ancora e registrarono due John Peel session. Durante la loro breve vita, i Prefects non pubblicarono nulla e questo fece di loro una specie di mito. La Rough Trade diede alle stampe un singolo postumo del gruppo e recentemente, nel 2004, l'etichetta newyorkese Acute Records ha pubblicato Amateur wankers, un'antologia e da qualche parte è uscito anche Live in 1978. Nel 1979 i Prefects si trasformarono in Nighingales, cambiando orientamento sonoro e ruotando attorno ai fratelli Lloyd, con il contributo di diverse formazioni. La prima, oltre ai due Lloyd e a Paul Apperley, vide ai nastri di partenza Joe 'Motivator' Crow alla chitarra e Eamonn Duffy al basso. Il singolo di debutto fu Idiot strenght, seguito da altre tre pubblicazioni in formato minore, sino al primo album, Pigs on purpose (Cherry Red 1982).

Il secondo lavoro, Hysterics (Ink/Red Flame 1983), fu registrato con i nuovi Peter Byrchmore al basso (al posto di Eamonn Duffy) e John Nestor alla chitarra (subentrato a Joe Motivator Crow). Altro cambiamento prima del terzo album, Just the job (Vindaloo 1984), Nick Beales al posto di John Nestor, ma lo stesso Beales se ne andò per unirsi (o formare) i Pig Bros e fu sostituito da Howard Jenner. Durante il 1985, un anno in cui i Nightingales pubblicarono solo un paio di 45 giri, se ne andarono Andy Lloyd (sostituito da Maria Collins) e Paul Apperley (rimpiazzato da Ron Collins). In the good old country way (Vindaloo 1986) fu l'ultimo album prima dello scioglimento. What a scream (1980-1986) è un'antologia pubblicata da Mau Mau Records nel 1990 e un'altra raccolta è Pissed & potless - The best of Nightingales (Cherry Red 2001). I Nightingales si sono riformati nel 2004 con questa formazione: Robert Lloyd (voce), Alan Apperley (chitarra), Daren Garratt (batteria), Matt Wood (chitarra) e Ste Lowe (basso). Come si può notare, l'unico membro originale è Robert Lloyd, quindi, perché chiamarsi Nightingales? Un nuovo album, a vent'anni giusti dall'ultimo, è uscito nell'ottobre del 2006, Out of true (Iron Man Records). I Nightingales compaiono nel capitolo 1983 della serie The Indie Scene.


NIGHTMARES IN WAX

Peter Gezzepe Burns, inglese di Port Sunlight, fu uno dei protagonisti della turbolenta scena musicale di Liverpool di fine anni '70. Con Julian Cope (futuro Teardrop Explodes e solista) e Pete Wylie (futuro Wah!), Burns formò le Mystery Girls, gruppo che suonò un solo concerto e si sciolse (1978). Nel 1979, Pete Burns (voce) fondò i Nightmares In Wax, con Mick Reid (chitarra), Martin Healy (tastiere), Paul Hornby (batteria, in seguito, tra gli altri numerosi gruppi di cui ha fatto parte, nei Dogs D'Amour) e Walter Ogden (basso). Nel breve periodo di vita del gruppo, passarono tra le fila della formazione, tra gli altri, anche Peter Lloyd (basso), Phil Hurst (batteria) e Ambrose (basso). Il gruppo, secondo molte fonti, pubblicò un unico disco, l'EP Birth of a nation (lo stesso titolo del celebre film di David Wark Griffith del 1915), licenziato nel 1979 da Inevitable Records, ma una fonte segnala anche un 12 pollici successivo, Black leather (1980).

La stessa fonte segnala (e non so come sia possibile, ma mi dicono che nulla è impossibile) che il gruppo, nei circa quindici mesi di vita (febbraio 1979 - maggio 1980), cambiò qualcosa come trenta (30!) formazioni, in soldoni, una media di una ogni quindici giorni. Dire che i Nightmares In Wax si trasformarono nei Dead Or Alive, il gruppo successivo di Pete Burns, alla fin fine, è un po' una forzatura: diciamo pure che Pete Burns cambiava musicisti come cambiava le mutande o il fard, è più realistico. Nightmares In Wax fanno parte del capitolo 1980 della raccolta The Indie Scene.


NIGHTS and DAYS

Creatura musicale del chitarrista e cantante Rob Vasquez, già attivo nell'area di Seattle dalla metà degli anni '70 con gruppi quali Feelings e Look. Nel 1985 Vasquez decise di fondare un proprio gruppo, nel quale coinvolse inizialmente Jerrat O'Bryan, tizio assolutamente a digiuno di musica (Vasquez era un grande appassionato di garage-punk e di punk tout-court...): essendo stato bassista in precedenti esperienze musicali, Vasquez insegnò i segreti dello strumento a O'Bryan. Tenendo per sé stesso i ruoli di chitarrista, cantante e autore, Vasquez trovò un batterista nella persona di Matthew Jones (già con i Body Bags) e i Nights and Days nacquero. In seguito, il leader decise di aggiungere al gruppo un percussionista (Jesse Sunval), con l'intento, sembra, di distinguersi dalla massa montante di band che si stavano dirigendo verso quello che sarà conosciuto come grunge. Sunval lasciò i Nights and Days poco dopo la decisione sul nome della band, sostituito da Brendan Shriane.

Il gruppo esordì su 45 giri nel 1988, con Garbage can (Regal Select Records) e in quello stesso periodo, tramite Jonathan Poneman della Sub Pop, i quattro furono inseriti nella fondamentale raccolta Sub Pop 200. Un secondo 45 giri, These days, fu pubblicato nel 1989 ancora dalla Regal Select Records, mentre nel 1990 i Nights and Days contribuirono con un brano alla realizzazione di una compilation della stessa Regal Select, Puget power. I contatti con la Sub Pop portarono alla registrazione di alcuni brani per un album futuro, prodotti da Jack Endino e alla proposta di un tour, ma Matthew Jones, impiegato da poco in una banca, non se la sentì di lasciare il proprio lavoro 9 to 5 e mollò i compagni. Dopo l'infruttuosa ricerca di un sostituto del batterista, Vasquez sciolse i Nights and Days nel 1991 e i brani registrati per l'album, restarono (dove sono ancora oggi, 24 marzo 2007) in un cassetto della Sub Pop. Un EP postumo, intitolato Live above the steel room, uscì per la Rekkids in quello stesso 1991, anche se un'altra fonte lo nomina Full-blast (EP a sette pollici con quattro canzoni registrate, probabilmente, nel 1986, "o giù di lì", specifica la fonte).


NIPS

I Nipple Erectors videro tra le loro fila una coppia dai nomi simili, Shane (McGowan) e Shanne (Bradley). Il primo penso sia conosciuto un po' da tutti. Nato il 25 dicembre 1957 a Kent, in Irlanda, Shane è il figlio di una nota cantante e danzatrice di traditional irlandesi e con i genitori, visse in Irlanda sino all'età di sei anni, quando si trasferì con la famiglia a Londra. Nel 1976, Shane vide i Sex Pistols dal vivo e come una gran parte dei ragazzi inglesi e non, ne rimase fulminato. In quel periodo Shane McGowan comparve per la prima volta su tutti i giornali, quando a un concerto dei Clash una ragazza gli sfregiò un lato della testa con un coccio di bottiglia. Un fotografo immortalò la testa completamente insanguinata del giovane Shane, la cui immagine, "perfetta" per quel periodo, fu preda dei giornali. A quei tempi, McGowan si faceva chiamare Shane O'Hallistan, lavorava in un negozio di dischi, fondò una fanzine di nome Bondage ed entrò a far parte di una band chiamata Nipple Erectors (gli Erettori di Capezzoli, un nome davvero carino) fondata dall'amica Shanne Bradley (futura componente dei The Men They Couldn't Hang).

Fu Captain Sensible, il bassista e gentiluomo dei Damned, a insegnare a Shanne Bradley i segreti del basso. I Nipple Erectors esordirono con un 45 giri nel 1976, King of the bop, pubblicato da Soho Records. Tra le fila dei Nipple Erectors passarono numerosi musicisti, ma le fonti non sono chiare da questo punto di vista. La prima formazione del gruppo, probabilmente, era composta da Shane McGowan (voce, chitarra e composizione, ancora come Shane O'Halligan), Shanne Bradley (basso, voce e composizione), Roger Towndrow (chitarra) e Arcane Vendetta (batteria). Dopo il primo singolo, il gruppo prese la saggia decisione di cambiare nome, stante l'impossibilità di essere trasmessi per radio come gli Erettori di Capezzoli (numerose stazioni si rifiutarono di trasmettere il singolo e il problema riguardò anche i locali per concerti). Diventati Nips, Vendetta e Towndrow se ne andarono per la loro strada e il resto della storia, come già scritto, passò con continui cambiamenti di formazione. Tra i musicisti transitati dalle parti dei Nips, James Fearnley (chitarrista, in futuro nei Pogues come fisarmonicista), Grinny, in futuro batterista degli Skrewdriver e Jon Moss, altro batterista, in futuro nei Culture Club (!) e nei Damned (!!).

Il primo singolo dei Nips fu All the time in the world (Soho Records 1978, presente nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1978), seguito da Gabrielle (Chiswick Records 1979) e Happy song (Test Pressing Records 1981, prodotto da Paul Weller dei Jam). Only the end of the beginning (1980) dovrebbe essere un bootleg, mentre Bops, babes, booze and bower è una raccolta dei brani apparsi su singolo (1987). The tits in Soho è un cd che raccoglie dieci canzoni di studio (tratte dai singoli) e sei pezzi dal vivo, tratti dal bootleg di cui si è detto (pubblicato nel 2000 da Bovver Boot Company).

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NIRVANA

I Nirvana si formarono, geograficamente parlando, piuttosto lontani dalla Seattle alla quale sono sempre accomunati (forse anche giustamente). Ad Aberdeen, nella prima metà degli anni '80, era attivo un gruppo rock tra i tanti di una scena dello stato di Washington che nulla riuscirà a produrre in quel periodo e che sarà tra i pochi a sopravvivere sino agli anni '90 con lo stesso nome: si chiamavano Melvins e suonavano punk (più o meno), distaccandosi dagli altri musicanti di Aberdeen. I Melvins nacquero addirittura nel 1981, ma cominciarono ad esibirsi dal vivo solo un paio di anni più tardi; erano odiati da tutti, eccetto un ragazzino biondo con grossi problemi di rapporti con il mondo, Kurt Cobain. Cobain diventò una groupie dei Melvins ("Eccetto che per il sesso"), un roadie, un amico, li seguiva dovunque. Fu Buzz Osborne, il chitarrista dei Melvins, a far incontrare Kurt Cobain e Krist Novoselic, un ragazzo di origine croata proveniente da Los Angeles, di due anni più vecchio del nostro (1967 Cobain, 1965 Novoselic).

Nel 1985, con Matt Lukin, bassista dei Melvins e futuro Mudhoney, Cobain vide il suo primo concerto a Seattle: sul palco i Black Flag e Cobain ne restò folgorato. In quello stesso 1985, nacque il primo gruppo di Cobain (alla batteria) e Novoselic (alla chitarra), con un bassista di nome Steve, gli Ed, Ted & Fred, diventati nel 1986 Skid Row e poi ancora, Fecal Matter (probabilmente con l'assistenza di un Melvins, dato che, da quanto si dice, pare che il misterioso Steve sia scomparso dalla scena ben presto). Sembra che il trio (o quello che era) cambiasse nome ogni mese, ma in ogni caso, sembra anche che Cobain e compagni abbiano registrato un demo da mandare alle case discografiche nel 1986, non si sa però con quale nome lo abbiano firmato. Il nastro fu registrato con il contributo del batterista dei Melvins, Dale Crover, segno che Cobain aveva abbandonato il sellino dietro a tamburi, rullanti e piatti. È in quel periodo, fine 1986, che Cobain e Novoselic si trasferirono a Seattle e incontrarono per la prima volta Jonathan Poneman e Bruce Pavitt, i due boss dell'ancora sconosciuta e indipendente etichetta Sub Pop: il nome, nel frattempo, era mutato definitivamente e sicuramente in Nirvana e sicura è anche la loro firma per un contratto con l'etichetta.

L'esordio giunse nell'ottobre 1988, subito dopo l'arrivo di un batterista permanente, Chad Channing, e fu un singolo comprendente Love buzz (degli olandesi Shocking Blue, gruppo beat degli anni '60) e Big cheese, il tutto prodotto da Jack Endino, maestro delle consolle nella Seattle di quei tempi. Nello stesso anno, la Sub Pop mise in atto la mossa che la rivelerà al mondo intero (a livello underground e specializzato, sia chiaro), la compilation Sub Pop 200, pubblicata in cofanetto di tre vinili 12 pollici. I Nirvana parteciparono a Sub Pop 200 con la loro Spank thru, ma fu (quasi) l'intero gotha musicale della Seattle che stava esplodendo ad essere presente. La Sub Pop, impegnata nella promozione della propria raccolta, rinviò l'uscita del primo album dei Nirvana, già registrato e costato il capitale di 606 dollari e 17 centesimi (a quell'epoca, se non ricordo male i cambi, meno di un milione di lire). Bleach fu prodotto dallo stesso Jack Endino del primo singolo e presenta una formazione a quattro, comprendente anche il chitarrista Jason Everman, ma questi fu semplicemente colui che cacciò il grano che i Nirvana non avevano e che la Sub Pop non voleva anticipare. Everman non suonò una sola nota dell'album, ma partecipò al tour successivo, che interessò anche il New Music Seminar di New York e una trasvolata verso l'Europa.

La pubblicazione del seguito di Bleach, programmata per l'aprile 1990, fu rinviata, in quanto le poche canzoni nuove non incoraggiarono i nostri, che decisero di aspettare tempi migliori. La firma dei Soundgarden per la major A&M, fu la prima svolta verso il futuro dominio delle classifiche da parte della scena di Seattle: i primi segnali furono un'altra firma, quella degli Alice in Chains per la Columbia e un disco, il loro esordio Facelift, il primo album della scena a totalizzare più di mezzo milione di copie vendute (e di conseguenza, il primo disco d'oro della scena di Seattle). Scartato un altro santone delle produzioni di Seattle, Steve Fisk, i Nirvana si ritrovarono in studio con Butch Vig. Chad Channing, intanto, abbandonò la batteria del gruppo e fu sostituto da Dan Peters, dei Mudhoney, costretto in poco tempo a lasciare per gli impegni della sua band principale. Al suo posto arrivò Dave Grohl, un passato nei Dain Bramage e negli Scream, mentre tra i Nirvana e la Sub Pop i rapporti giunsero alla rottura. Tramite l'interessamento di Kim Gordon dei Sonic Youth, Cobain e soci contattarono la Geffen Records, che tramite una propria sussidiaria, la Dgc, s'interessava anche delle nuove proposte. Il gruppo firmò per il colosso del miliardario Geffen e la Sub Pop incassò l'indennizzo per la rottura del contratto.

Nevermind fu finalmente pubblicato nell'autunno del 1991, unitamente al primo singolo (e video) Smells like teen spirit. Le speranze più rosee parlavano di una vendita di mezzo milione di copie: con l'avvicinarsi della fine d'anno, Nevermind scalò le classifiche statunitensi prima e poi quelle di tutto il mondo e a gennaio 1992, si ritrovò al primo posto di Billboard. La bolla Seattle esplose definitivamente: Nevermind riuscì a vendere quattro milioni di copie nel giro di sei mesi. La pressione sui tre Nirvana diventò come un macigno, come l'attenzione della stampa nei confronti di un Cobain che nel frattempo si era sposato con Courtney Love, componente delle Hole. I successi delle band di Seattle continuarono con la pubblicazione di Ten dei Pearl Jam, mentre decine di gruppi firmavano per grandi etichette discografiche, spesso unicamente per la loro provenienza, sferrando il colpo di grazia alla vecchia scena cittadina. In luogo del nuovo album, i Nirvana nel 1992 pubblicarono una raccolta di lati B dei singoli, rarità, demo e cover, intitolata Incesticide, mentre i problemi esistenziali e con le sostanze di Cobain, si aggravavano con il passare del tempo.

Le session di In utero iniziarono nel febbraio del 1993, alla consolle Steve Albini, maestro dei suoni sporchi e soprattutto, responsabile di Surfer rosa dei Pixies, band amata alla follia da Cobain. L'album sarebbe dovuto uscire come I hate myself and I want to die, idea poi abbandonata, ma una canzone con quel titolo fu registrata e poi affidata alla colonna sonora di un cartone animato di MTV, pubblicata con il titolo di The Beavis and Butt-Head experience. In utero uscì nel settembre del 1993 e piombò direttamente al primo posto della classifica di Billboard. Nel novembre di quello stesso anno, i Nirvana furono l'ennesimo nome di grido invitato da MTV per registrare una session acustica dal vivo, pubblicata poi come Unplugged in New York nell'ottobre del 1994 (con loro, a suonare tre canzoni proprie, i Meat Puppets, altra band molto amata da Cobain). Seguiranno il tour europeo (con il quasi suicidio di Cobain a Roma), il reclutamento di una vecchia gloria come Pat Smear (ex-chitarrista dei Germs), i continui problemi di Cobain con la tossicodipendenza e infine, lo sparo che nell'aprile del 1994 pose fine alla sua vita e ai Nirvana. Nel 1996 uscirà un album dal vivo canonico, From the muddy banks of the Wishkah.

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NITS

Gruppo olandese di Amsterdam, nato nel 1974 con questa formazione: Hans 'Henk' Hofstede (voce, chitarra, tastiere e autore dei testi), Alex Roelofs (basso), Michiel Peters (chitarra) e Rob Kloet (batteria), autore dell'idea del nome (nits sono le uova di pidocchio). Secondo le fonti disponibili, i Nits s'inserirono nella scia dei suoni e delle melodie alla Beatles, con una preferenza, in questo campo, per gli swindoniani XTC. Già durante il primo anno di attività il gruppo registrò una serie di demotape, mentre il debutto discografico, autofinanziato, fu il 45 giri Yes or no (marzo 1977). Nello stesso 1977, i Nits debuttarono dal vivo. Il primo album, ancora autofinanziato, The Nits, giunse l'anno dopo, attirando l'attenzione della Columbia Records, l'etichetta del gruppo per i ventidue anni successivi. Tent (1979), New flat (1980) e Work (1981), furono prodotti da Robert Jan Stips (già con i ben noti Golden Earring e con le Supersister), colui che, secondo una fonte, modellò il suono della band. Stips, con l'album Omsk (1983, preceduto di qualche mese dal mini Kilo), sostituì Alex Roelofs al basso (attivo anche con le tastiere).

Adieu sweet Bahnhof (1984) provocò tensioni tra Michiel Peters e il produttore, Jaap Eggermont: il chitarrista se ne andò e non fu sostituito e i Nits, nel periodo successivo, lavorarono con session-men. Per il successivo Henk (1986), alla formazione si aggiunse la bassista Joke Geraets e i Nits arrivarono al grande successo di In the Dutch Mountains (1987), seguito dal mini-LP Hat (1988). I tour continui e intensi del periodo, lasciarono la testimonianza di un triplo album dal vivo, Urk (1989), un malloppo che, nonostante il formato impegnativo, diventò il disco più venduto del gruppo. Con la Geraets impossibilitata a suonare il basso per un infortunio (per sempre, dato che non tornò mai più nella formazione), i Nits continuarono ancora una volta come trio, registrando Giant normal dwarf (1990), seguito da Ting (1992) e da un album con la Radio Symphony Orchestra olandese, Hjuvi - A rhapsody in time (1992), registrato per uno special andato in onda alla televisione. dA dA dA (1994) fu il primo album dei Nits pubblicato negli Stati Uniti: il gruppo, baciato dal successo in patria, non tentò nemmeno di trovare un pubblico britannico (solo due loro dischi sono stati stampati in terra d'Albione), ma nonostante le critiche benevoli o favorevoli, dA dA dA fu un fiasco presso i mercati anglosassoni.

Dopo un album olandese pubblicato come Frits (Dankzij de Dijken, con Freek de Jonge, 1995) e l'antologia Nest (1995), i Nits tornarono con Alankomaat (1998), dopo l'abbandono di Stips, volato verso la solita e fantomatica, carriera solista. Wool chiuse il vecchio millennio (2000, con l'antologia NitsHits), mentre per il nuovo si dovrà attendere il 2003 e il ritorno in formazione di Stips (come sarà andata la carriera solista?), con l'album 1974. L'ultimo titolo a tutt'oggi (1 luglio 2007), è Les nuits (2005), mentre un nuovo album dovrebbe essere in lavorazione in questo periodo (pubblicazione prevista per la fine del 2007). I Nits fanno parte della raccolta Steppin' into the '80s.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Alice In Chains


Black Flag - Billy Bragg - Buzzcocks


Damned


Brian Eno


Fall - Steve Fisk


Jam


Melvins - Mudhoney

Nico - Nigel and the Crosses - Nightingales - Nightmares In Wax - Nights and Days - Nips - Nirvana - Nits

Mike Oldfield


Pixies


Lou Reed


Sex Pistols - Soft Boys - Sonic Youth - Soundgarden - Squeeze


Teardrop Explodes


Wah! - W.A.S.P.


XTC

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