BIOGRAFIE
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Chiitra Neogy è un'ugandese di origini indiane, laureata in psicologia e lingua inglese, attrice e ballerina, suonatrice di sitar e autrice di un unico album (questo è quanto si ricava dalle poche informazioni disponibili), The perfumed garden, pubblicato nel 1968 dalla Gemini. Un breve pezzo strumentale, Leilla, compare nell'antologia The best of & the rest of British psychedelia.
I New Bomb Turks si formarono all'inizio degli anni '90 a Columbus, Ohio, dove i quattro ragazzi della formazione originaria frequentavano corsi di inglese alla Ohio State University. Questi i quattro: Eric Davidson, voce, Jim 'Motherfucker' Weber, chitarra, Matt Reber basso e Bill Randt, batteria. La prima prova dei quattro riguardò una canzone dei Ramones, il primo concerto, la sostituzione dei Lazy Cowgirls, resisi indisponibili. Il debutto discografico dei New Bomb Turks fu un 45 giri split, condiviso con i concittadini Gaunt e pubblicato dalla Datapanik: le due canzoni dei New Bomb Turks s'intitolano Tail crush e Out of my mind. Il debutto guadagnò al quartetto l'attenzione della stampa specializzata e qualcuno arrivò a scrivere che "c'è qualcosa di magico nel punk quando questa musica suona come se fosse registrata in una latrina" (Brian Long, Rockpool Magazine, maggio 1992). Per un cantante easy-listening o una boy-band o vedete voi chi, il parere potrebbe non entusiasmare, ma il gruppo, che si definiva punk (e non hardcore, come ci tenevano a precisare i ragazzi), accolse la recensione più che positivamente.
Dopo la partecipazione con tre brani alla raccolta Bumped by karaoke: Datapanik greatest hits vol. II (1992), i New Bomb Turks arrivarono all'esordio solista vero e proprio, l'EP a sette pollici So cool, so clean, so sparkling clear, quattro canzoni, due originali e due cover (Just head dei Nervous Eaters e Do the pop dei seminali Radio Birdman, dal loro esordio del 1977, Radios appear). L'etichetta tedesca Crypt Records offrì ai quattro New Bomb Turks l'opportunità di incidere un album e i ragazzi partirono per New York, dove in nove ore registrarono i sedici brani di !!Destroy-oh-boy!! (1992), con una cover dei Wire (Mr. Suit, dall'esordio Pink flag). Saltando a piè pari i numerosi singoli della loro carriera, continuiamo con l'elenco degli album, una produzione instancabile come vedremo. Cominciamo da un 10 pollici del 1993, pubblicato dalla Engine Records, Drunk on cock (con una cover dei Queers e che una mia fonte cartacea intitola Wonderful virus drunk on cock) e proseguiamo con Information highway revisited (Crypt Records 1994), Live '93 (12 pollici del 1995, Anyway Records), Pissing out the poison, singles & other swill, (doppio album antologico riguardante brani apparsi solo su 45 giri e EP, pubblicato dalla Crypt Records nel 1995; tra le cover troviamo Rolling Stones, Modern Lovers, Billy Childish - area Milkshakes - New York Dolls e Hawkwind).
L'album Scared straight (1996) segnò il passaggio alla Epitaph Records e fu seguito da At rope's end (Epitaph 1998) e dall'EP Beruhren Meiner Affe (Overcoat Recordings 1999). Altra raccolta nel 1999, The big combo - More singles and other swill 1994-98 (Dropkick Records) e nuovo album nel 2000, Nightmare scenario (Epitaph Records), con la novità del nuovo batterista Sam Brown a sostituire Bill Randt. Rush finale: The blind run (10 pollici, Epitaph Records 2000), The night before the day the Earth stood still (Gearhead Records 2002) e Switchblade tongues, butterknife brains (Gearhead Records 2003). Le trasmissioni, per il momento (fine marzo 2008), si fermano al 2003. I New Bomb Turks compaiono nelle raccolte Punk-o-rama vol. 2 e Punk-o-rama III, edite dalla Epitaph Records.
Gruppo inglese fondato da Justin Sullivan nel 1980 a Bradford, Yorkshire e riprendente il nome del movimento antireazionario di Oliver Cromwell, metà del 1600. Collegandosi a Cromwell, il leader, cantante e chitarrista Sullivan, coniò per sé stesso il nome di Slade the Leveller, riferimento (i Levellers) ad una fazione radicale dello stesso movimento New Model Army. I concetti rivoluzionari e proletari, per i quali i New Model Army diventeranno piuttosto famosi, nacquero dal rapporto (anche amoroso) di Sullivan con Joolz Denby, poetessa, scrittrice e artista di recital dal vivo. Ai due si aggiunsero il bassista Stuart Morrow e il batterista Rob Heaton, ultimo di una lunga serie iniziale e in seguito, compagno ideale di Sullivan anche dal punto di vista compositivo. Joolz seguì inizialmente il gruppo come manager e in seguito, come autrice delle copertine e corista estemporanea.
Per due anni i New Model Army suonarono dal vivo nello Yorkshire, sino al debutto discografico datato 1983, il singolo autoprodotto Bittersweet. In breve tempo firmarono un contratto con la indie Abstract, per la quale debuttarono con il secondo singolo, Great expectations, seguito dal primo album, Vengeance - The independent story (1984). Un nuovo singolo non compreso nell'album, The price, fece rizzare le orecchie alla EMI, che ingaggiò il gruppo e portò il disco successivo, No rest, tra i primi trenta della classifica britannica all'inizio del 1985 (il primo di una lunga serie). Ancor prima della pubblicazione del secondo album, No rest for the wicked (1985), Stuart Morrow lasciò il gruppo. Sullivan e Heaton registrarono un EP essenzialmente acustico (Better than them) e poi aggregarono a loro il diciassettenne Jason 'Moose' Harris. Il terzo album dei New Model Army, The ghost of cain, prodotto dal celebre Glyn Johns nel 1986, contiene un pezzo fortemente critico sui rapporti tra Gran Bretagna e Stati Uniti, emblematico sin dal titolo: 51th state (Cinquantunesimo stato) fu un grande successo.
Un EP senza titolo del 1987 risultò il più grande successo commerciale della band, poco prima che il trio diventasse un quartetto per l'aggiunta del chitarrista ritmico Ricky Warwick, andatosene poco dopo per fondare gli Almighty. Il quarto album dei New Model Army, Thunder and consolation (1989), fu prodotto da un altro nome celeberrimo, Tom Dowd (Eric Clapton, Rod Stewart e Lynyrd Skynyrd alcuni dei nomi passati tra le sue mani). Per il tour successivo, ai New Model Army si unì ancora una volta un secondo chitarrista, Chris McLaughlin, poco prima dell'abbandono di Harris, sostituito da Peter Nelson. Il nuovo album Impurity (1990) vide l'ennesimo secondo chitarrista in formazione, Adrian Portas. Il doppio album dal vivo Raw melody men (1991), chiuse il rapporto tra la EMI e i New Model Army, accasati da quel momento presso la Epic, ma per un solo album, The love of hopeless causes (1993). Il gruppo si prese una lunga pausa, durante la quale furono pubblicati numerosi dischi contenenti esibizioni dal vivo, rarità, inediti e registrazioni radiofoniche, mentre Sullivan e Joolz formarono un collettivo chiamato Red Sky Coven, proponente musica, commedia, poesia e recital.
I New Model Army rinacquero nel 1998, con Sullivan, Heaton, Nelson e due chitarristi/tastieristi, Dave Blomberg e Dean White. La nuova formazione registrò l'album Strange brotherhood (1998), pubblicato dalla indie Eagle. Durante il successivo tour europeo fu registrato un doppio album dal vivo, ... & nobody else, pubblicato nel 1999 da un'altra indie, la Attack Attack, licenziataria anche del nuovo album di studio, Eight (2000), il primo senza il batterista Rob Heaton, sostituito da Michael Dean: Heaton morirà nel novembre del 2004 per un cancro al pancreas. L'ultimo titolo dei New Model Army è datato 2005, l'album Carnival. I New Model Army compaiono nelle raccolte Flesheaters - The return of the undead (volume uno) e The Indie Scene, capitolo dedicato al 1983.
I New Order non sono altro che i Joy Division senza il suicida e cantante Ian Curtis. Ian Curtis si suicidò il 18 maggio 1980, in un periodo di crisi del suo matrimonio e di depressione personale. I tre membri rimanenti dei Joy Division, non poterono far altro che guardare il singolo Love will tear us apart scalare la classifica britannica, nell'estate di quell'anno, fino al numero 13, il loro più grande successo in piccolo formato. Nel luglio era stato pubblicato il secondo album del gruppo, Closer, schizzato in poco tempo al numero sei della classifica UK, un caso non infrequente di successo dovuto alla morte di un personaggio musicale (Closer è un album eccellente, sia chiaro). Bernard Sumner (nato Bernard Dicken nel 1956, voce, chitarra e sintetizzatori), Peter Hook (basso e batteria elettronica) e Stephen Paul David Morris (batteria e sintetizzatori), decisero di continuare, in nome, sembra, di un patto che i quattro Joy Division avevano fatto tempo prima: se uno qualunque dei membri se ne fosse andato dal gruppo, gli altri tre avrebbero continuato cambiando nome e genere musicale (notizia che traggo dal sito di Onda Rock, ma che altre fonti biografiche non citano).
I tre cercarono un nuovo cantante e poi decisero che Sumner, pur tra molte complicazioni (la presenza scenica non all'altezza rispetto a Ian Curtis e la difficoltà nel cantare e suonare allo stesso tempo), avrebbe potuto sostenere il ruolo di frontman. Una prova, in effetti, fu fatta con il cantante Kevin Hewick (una canzone registrata), ma il tentativo cadde nel vuoto. Al trio si aggiunse la fidanzata di Morris, la tastierista e chitarrista Gillian Gilbert e il quartetto, con il nome di New Division, debuttò dal vivo (o forse i New Division sono precedenti all'arrivo della Gilbert). Il nome New Order è attribuito al manager del gruppo, Rob Gretton, una scelta che suscitò qualche critica per la sua vicinanza a una certa ideologia di estrema destra (il nuovo ordine del Terzo Reich, citato nel Mein Kampf di Hitler), ma gli stessi Joy Division carpirono il loro dalla stessa (chiamiamola) fonte; e quante volte ho letto di Ian Curtis come di un fascistello insopportabile. I New Order esordirono con il singolo Ceremony, contenente le ultime due canzoni scritte con la collaborazione di Ian Curtis (e pubblicato nello stesso periodo, autunno 1981, dell'uscita del terzo e ultimo album dei Joy Division, Still).
Con il primo album Ceremony (Factory - come tutti i successivi - 1981, 30° posto nella classifica UK), i fans e la critica si resero conto che, nonostante la vicinanza ovvia del suono con quello del vecchio gruppo, i New Order si stavano già allontanando verso territori più elettronici e ballabili. Dopo l'EP Dreams are over (1982), il gruppo tornò con Power, corruption & lies, carpiato netto rispetto al passato dei tre membri principali: i New Order entrarono di diritto tra i prìncipi delle discoteche (e delle classifiche: 4° posto in UK). Seguirono Low-life (1985, 7°), Brotherhood (1986, 9°) e la raccolta Substance (1987, 3°), comprendente il meglio dei primi singoli e una manciata di rarità e inediti. Tecnique (1989) chiuse gli anni '80 dei New Order con un trionfale primo posto nella classifica britannica e il primo risultato ragguardevole raggiunto negli USA (n° 32). All'inizio degli anni '90 il gruppo si concesse una pausa, durante la quale uscirono Peel session 1 (1990) e BBC Radio One live in concert (1992). Il ritorno nei negozi con un nuovo prodotto è datato 1993, con l'album Republic (pubblicato, come i successivi, dalla nuova etichetta del gruppo, London) e ancora un primo posto nella classifica UK, incorniciato da un 11° in USA.
Nonostante il successo continuo e duraturo, la band in pratica si sciolse e i membri si dedicarono ai propri progetti laterali. I New Order tornarono nel 1998 con un'esibizione al Festival di Reading, ma per un nuovo album bisognerà attendere il 2001: Get ready, dopo otto anni dal precedente Republic, guadagnò comunque la sesta posizione in UK. Waiting for the siren's call è l'ultimo titolo dalle lande dei New Order, pubblicato dalla London nel 2005 (5° posto in UK). Nel 2004 il musicista di studio Phil Cunningham, che già aveva collaborato con il gruppo, si unì ufficialmente ai New Order, mentre nel 2001 Gillian Gilbert, da tempo sposata con Morris, lo aveva lasciato. I New Order compaiono nelle raccolte The Indie Scene, capitolo 1983 e The sampler - Peel sessions.
David Johansen, nato a Staten Island, New York, nel 1950. John Anthony Genzale Jr., nato nel Queens, New York, nel 1952, da un padre di origini siciliane. Sylvain Mizrahi, nato al Cairo, Egitto, nel 1949. Arthur Kane, nato nel 1949 nel Bronx di New York. Billy Murcia, nato nel 1951 e infine, Rick Rivets. Kane, Rivets e Murcia formarono un gruppo dal nome di Actress, al quale si aggiunse Genzale. Sostituito Rivets con Sylvain, il gruppo cambiò nome in Dolls e con l'arrivo della voce di David Johansen (dai Vagabond Missionaires), diventò New York Dolls. David Johansen (voce), Genzale, ribattezzato Johnny Thunders (chitarra), Rick Rivets (chitarra), Arthur 'Killer' Kane (basso: il nomignolo Killer gli derivò da una recensione del primo album del gruppo, dove le sue linee di basso furono definite killer) e Billy Murcia (batteria), secondo una fonte, esordirono dal vivo il giorno di Natale del 1971, in un rifugio per senza tetto (altri dicono che Rivets non facesse già più parte della partita).
La prima occasione per la band si deve a Rod Stewart, il cantante che li invitò in Inghilterra per aprire i concerti di un suo tour, quando la loro fama nella New York sotterranea era dilagata al di fuori dei confini maleodoranti delle cantine di Manhattan. Nella formazione Rivets era già stato sostituito da Mizrahi, ribattezzato Sylvain Sylvain. Durante la permanenza in terra inglese, il 21 novembre del 1972, Billy Murcia andò in overdose durante una festa particolarmente carica (di droga e alcol) e i presenti, non sapendo che fare, non trovarono di meglio che spogliarlo e immergerlo, in stato d'incoscienza, in una vasca da bagno piena d'acqua gelata: da quel che so, Billy Murcia non sarebbe morto per overdose, ma per annegamento (anche se i diversi racconti divergono nei particolari dell'episodio). I papabili per la sostituzione di Murcia, passato a miglior vita, furono, tra gli altri, Marc Bell, futuro Ramones col nome di Marky Ramone e Richard Hell, in odore (o già in attività) di Neon Boys e poi di Television (e non ancora in possesso del nome d'arte che lo contraddistinguerà: Richard Myers, questo il suo vero nome, in realtà ha sempre suonato il basso). Alla fine il posto fu agguantato da Jerry Nolan (nato nel 1946 a New York), considerato da molti come il primo, vero e proprio batterista punk. Il debutto su album fu pubblicato dalla Mercury nel 1973 e prodotto da Todd Rundgren (New York Dolls).
Pur raccogliendo recensioni in larga parte positive, l'album salì sino al numero 116 della classifica di Billboard e poi scomparve (tra le voci più interessanti, la recensione del magazine Stereo Reviews, che paragonò le chitarre di New York Dolls a delle falciatrici). Facile affermare, col senno di poi, che le New York Dolls erano troppo in anticipo sui tempi o che, in un periodo che stava preannunciando l'esplosione del glam-rock, la loro immagine era scioccante al di là dei vestiti eccentrici e femminili, dei tacchi e del trucco pesantissimo. Come affermò una frequentatrice dell'ambiente newyorkese, dove cuoceva il brodo dal quale nacquero le New York Dolls, erano soprattutto gli uomini ad essere infastiditi dalle provocazioni del gruppo: le donne capivano subito il livello di provocazione ironica e di gioco che stava dietro il make-up dei cinque. Oltre al gioco e alle provocazioni, però, la droga, a quintali, inondò il gruppo provocando numerose vittime (dopo lo scioglimento dello stesso): la prima (Murcia) l'abbiamo già vista. Il secondo album, Too much too soon (titolo carpito dall'autobiografia dell'attrice Diana Barrymore e prevedibilmente profetico per le New York Dolls: Troppo e troppo presto), prodotto da George 'Shadow' Morton, andò ancora peggio, fermandosi al numero 167 di Billboard.
Il gruppo, se non altro, continuava a spiazzare chiunque tentasse di classificarlo: il referendum di fine anno del magazine Creem vide le New York Dolls svettare su tutti nelle classifiche 'miglior nuovo gruppo' e 'peggior nuovo gruppo'. Sono soddisfazioni e non sto ironizzando. La Mercury, che aveva pazientato per un album, non digerì il secondo fallimento e diede il benservito ai nostri e quel che è peggio, nessun'altra etichetta si dimostrò interessata a una band dalle simili qualità. Le New York Dolls decisero di accettare la proposta di un pallido inglese ebreo di origine scozzese, che già tempo prima aveva frequentato le loro cantine, alla ricerca di qualcosa di diverso dalla noiosa routine londinese: Malcolm McLaren diventò il manager della band e con le sue idee, disfò in poco tempo ciò che era rimasto (un esempio per tutti: i cinque vestiti completamente di rosso e un'enorme bandiera dell'URSS con falce e martello sul fondo del palco). Il gruppo si divise in varie fazioni, con Arthur Kane isolato e cacciato dalla band alla fine del 1974 perché alcoolizzato marcio, Thunders e Nolan che giravano in coppia alla ricerca della dose oraria da iniettarsi in vena e Johansen e Sylvain in perenne lotta per la supremazia.
Dopo lo spettacolo comunista, il gruppo partì per la Florida, alla ricerca della rinascita, ma dopo alcuni concerti, Thunders e Nolan tornarono a New York per la manifesta difficoltà nel procurarsi l'eroina, mentre David Johansen si stancò e mollò tutto. McLaren e Sylvain se ne andarono a New Orleans alla ricerca di nuovi musicisti, ma il tutto si trasformò in un disastro. La storia delle Bambole di New York si concluderà dopo un fallito tentativo di Johansen e Sylvain con altri musicisti (a parte la coda che meriterà un accenno): lo scioglimento ufficiale è datato 1977. David Johansen intraprenderà una carriera solista dall'andamento alterno, ma rischiarata da un formidabile album dal vivo del 1982, Live it up. Tra un disco e l'altro, il cantante s'inventerà un personaggio da cabaret, una specie di alter ego del frontman oltraggioso delle New York Dolls, Buster Poindexter. Per ironia della sorte, sarà proprio con Buster Poindexter che David Johansen raccoglierà il più grande successo della sua carriera, quando deciderà di farlo debuttare su vinile.
Johnny Thunders fonderà gli Heartbreakers, trascinando con sé il compagno di buchi Jerry Nolan e coinvolgendo Richard Hell, appena uscito dai Television. Negli anni seguenti, Thunders collaborerà con numerosi personaggi del sottobosco musicale (come Patti Palladin), ma non riuscirà mai a liberarsi dalla tossicodipendenza. Morirà il 23 aprile del 1991, per overdose, a New Orleans (il suo vicino era Willy DeVille, così, per la cronaca). Jerry Nolan, dopo l'esperienza con gli Heartbreakers, si sposò, andò a vivere in Svezia con la moglie e registrò alcuni album solisti. Il 14 gennaio del 1992, pochi mesi dopo la morte dell'amico Johnny Thunders (col quale non aveva mai perso definitivamente i contatti), Nolan fu ricoverato in ospedale per una meningite batterica associata ad una polmonite, ebbe un infarto, andò in coma e senza più risvegliarsi, tenuto in vita artificialmente, morì. L'Arthur Killer Kane post-New York Dolls fondò i Killer Kane, in compagnia del futuro fondatore dei W.A.S.P., Blackie Lawless e poi collaborò con gli Idols e i Corpse and Grinders, ma senza alcuna parvenza di un successo anche minimo.
Frustrato e demoralizzato, Kane appese il basso al chiodo e sprofondò ancor di più nell'alcool e nella droga. Dopo aver visto il suo vecchio compagno David trovare il successo come Buster Poindexter e come attore (numerosi i film interpretati da Johansen), Kane tentò il suicidio lanciandosi dalla finestra del suo appartamento al secondo piano. Dopo essere sopravvissuto al tentativo di suicidio, Kane si aggregò alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dell'Ultimo Giorno. Kane fu della partita durante il primo concerto delle New York Dolls redivive, nel 2004 a Londra, si riconciliò con Johansen e nello stesso periodo, progettò con la band un tour vero e proprio. Durante la permanenza a Londra, Kane si ammalò d'influenza e fu ricoverato in ospedale dopo il ritorno a Los Angeles. Incredibilmente, gli fu diagnosticata una leucemia, per la quale morì in un paio d'ore, il 13 luglio 2004. Sylvain Sylvain collaborò con i progetti solisti di David Johansen, ma per un periodo fece anche il tassista a New York.
Con l'ex sodale Johansen è ora impegnato nella recente reunion delle New York Dolls, propiziata dal concerto di Londra del 2004 e arrivata alla pubblicazione dell'album One day it will please us to remember even this (luglio 2006, Roadrunner Records), con una formazione completata dal chitarrista Steve Conte, dal bassista Sami Yaffa (già negli Hanoi Rocks), dal batterista Brian Delaney e dal tastierista Brian Koonin. Le New York Dolls compaiono nella raccolta Loud, proud & punk.
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