BIOGRAFIE

Mu


MUD BOY & the NEUTRONS

Jim Dickinson è un personaggio attivissimo nella musica statunitense dell'ultimo quarantennio: tra gli altri, ha collaborato con Aretha Franklin, Bob Dylan, Rolling Stones, Tav Falco, Replacements, Big Star, Alex Chilton e non sono che alcuni dei nomi che si potrebbero citare, ma chiudiamo, tanto per stupire, con Primal Scream e Mudhoney. Nato nel 1941 a Little Rock, Arkansas (la città di Bill 'non ho fatto nulla' Clinton), James Luther Dickinson è un tastierista, chitarrista, cantante e produttore attivo sin dall'inizio degli anni '60 a livello musicale. Mud Boy & the Neutrons nascono nel 1973, con Jim Dickinson (chitarra, tastiere e voce), Sid Selvidge (chitarra acustica), Lee Baker (chitarra elettrica) e Jimmy Crostwhait alla washboard (la tavola da bucato, strumento tipico del bluegrass). La stessa formazione (con l'aggiunta di session-men, chiaramente) ha inciso il debutto su album, Known felons on drag, pubblicato dalla francese New Rose nel 1986 (e contenente una fantastica versione di Bo Diddley, la cover presente in Play New Rose for me - Rose 100).

Il gruppo incise il seguito nel 1993, Negro Streets at dawn, ma nel 1996, in seguito all'omicidio di Lee Baker, Mud Boy & the Neutrons sciolsero le fila. They walk among us, pubblicato negli Stati Uniti, è una raccolta che unisce il meglio dei due album. Mud Boy & the Neutrons si sono riuniti nel 2005, ma con quale formazione è impossibile saperlo. Jimmy Dickinson è presente anche nella raccolta Rockabilly psychosis and the garage disease, con un brano in coppia con i Cramps.

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MUDHONEY

Preistoria dei Mudhoney

Mr. Epp

Una storia lunga e ancora in corso quella dei Mudhoney, giunti alla soglia del primo ventennio della loro carriera, ma sulla strada e sui palchi, per quanto riguarda Mark "Arm" McLaughlin, da più di venticinque anni. Mark McLaughlin (classe 1962) formò i Mr. Epp and the Calculations (dal nome di un loro professore di matematica) nel 1980, con alcuni compagni di scuola di Bellevue, periferia di Seattle. All Music Guide attribuisce la fondazione del gruppo, in due diversi articoli, a Mark McLaughlin da una parte e a Jo Smitty (pure lui cantante) dall'altra. Smitty e gli amici McLaughlin e Darren Morey (in arte Darren Mor-X), registrarono alcune canzoni nella stanza da letto di quest'ultimo, con l'aggiunta di altri tre ragazzi, il fratello di Morey, Todd (in arte Todd Why?), Tom Wolf e Peter Wick.

Il gruppo registrò una canzone basata su una storia scritta da Peter Wick, The pigeon in the fountain bed e la spedì ad una radio che prometteva di trasmettere tutti i nastri inviati. Il dj radiofonico, dopo aver trasmesso la canzone, dichiarò che Mr. Epp era la "peggior band del mondo", un riconoscimento (!?) che accompagnò il gruppo sino allo scioglimento, nel 1984. Questa era la formazione del primo concerto di Mr. Epp, tenuto l'8 ottobre 1981 come supporto degli Student Nurse: Mark McLaughlin (chitarra e voce), Jo Smitty (voce, chitarra e sassofono), Todd Morey (basso) e Randy Rubato (batteria, in sostituzione di Darren Morey, che prenderà il suo posto dal concerto successivo). Ad aiutare Mr. Epp nel loro esordio discografico fu il batterista degli Student Nurse, John Rubato, che produsse l'EP a sette pollici Of course I'm happy, why?, cinque canzoni pubblicate nel 1982 da Pravda Records. La storia del gruppo continuò con partecipazioni a varie raccolte e con l'attività dal vivo, compreso un concerto come supporto di Nina Hagen, una serata trasferita su nastro e pubblicata in cassetta, accanto a un'esibizione registrata durante una festa di capodanno, con il titolo di Live as all get out! (Deus Ex Machina/Dog Tapes 1983; la Dog Tapes era l'etichetta di Jo Smitty).

All'inizio del 1983, Smitty si unì a Verna Doherty e Steve Turner per formare i Doggs with Dreddloxx, mentre McLaughlin e Todd Morey suonarono con Jack Klugman and the Ice Picks, impegni che non impedirono ai Mr. Epp di continuare la loro attività (il gruppo partecipò a sei raccolte in quell'anno, tra le quali, Seattle syndrome II). La fama di Mr. Epp crebbe tra gli ambienti musicali più alternativi, sino al punto in cui fu loro chiesto di aprire un concerto dei Dead Kennedys. In quel periodo, Steve Turner si aggiunse al gruppo come secondo chitarrista. Turner proveniva dai Ducky Boys (dove suonava con un certo Stone Gossard, futuro protagonista anche in questa storia) ed era diventato amico di McLaughlin per una conoscenza in comune, Alex Vincent. Il 3 febbraio del 1984, Mr. Epp aprirono una serata dei Malfunkshun di Andrew Wood, con la batterista Talya Christian: fu il loro ultimo concerto. McLaughlin e Turner, oltre a tutto questo, suonarono assieme sin dal 1981 in un gruppo chiamato Limp Richerds, sciolto anch'esso, come i Mr. Epp, nel 1984. Peter Wick, Jo Smitty e Darren Morey formarono i Lapses In Grammar Afforded To Avoid Sexism.

Morey, in seguito, si unì agli Steel Pole Bath Tub, mentre il fratello Todd passò per i Dead In Baltimore e i Fred's Crashshop. L'etichetta di Jo Smitty, cambiato nome in Box Dog, pubblicò le canzoni di Mr. Epp nella raccolta Tapes from the dead (1990), alla quale seguì Ridiculing the apocalypse (1996, pubblicata dalla Box Dog in collaborazione con Super Electro, l'etichetta di Steve Turner). Delle successive imprese di Mark McLaughlin (Mark Arm) e Steve Turner si occuperà il resto di questa scheda.

Preistoria dei Mudhoney

Green River

(pezzo presente anche nelle biografie della lettera G)

Mark McLaughlin, detto Arm (e che verrà designato così da ora in poi) e Steve Turner, si unirono all'amico comune Alex Vincent, batterista, alias Alex Shumway (con Turner, in precedenza, negli Spluii Numa) e al bassista Jeff Ament, giunto da poco a Seattle dal Montana con i Deranged Action; ai quattro si aggiunse, verso la fine del 1984, il chitarrista Stone Gossard, già nominato come facente parte dei Ducky Boys (con Steve Turner). I cinque diventarono Green River, nome che non ha alcun collegamento con la celeberrima canzone dei Creedence Clearwater Revival, ma che si riferisce a un serial killer della zona, tale Gary Ridgway (nessuna parentela con Stan, presumo), che sarà arrestato solo due decenni più tardi. Le due chitarre di Turner e Gossard, permisero a Mark Arm di concentrarsi esclusivamente sulla voce: il gruppo debuttò in concerto in breve tempo e nel 1985 partecipò alla raccolta Deep six (pubblicata da C/Z) con due brani, 10,000 things e Your own best best friend.

Alla raccolta parteciparono nomi come Soundgarden, Melvins, Malfunkshun, Skin Yard e U-Men: a parte gli ultimi (famosi per essere stati tra gli iniziatori del movimento di Seattle, ma dimenticati dai più), buona parte della futura scena musicale della città del nord è racchiusa tra quei solchi. Il debutto dei Green River, Come on down, EP registrato a New York e pubblicato dalla Homestead nel 1985, può essere considerato a ragione il primo disco dell'intera scena conosciuta in seguito come grunge; il termine, coniato da un giornalista proprio in riferimento ai Mudhoney oggetto di questa scheda, verrà usato dal sottoscritto con molta parsimonia, per ragioni che sarebbe inutile esporre in questa sede. Steve Turner lasciò i Green River subito dopo la pubblicazione dell'EP, sembra per divergenze sulla quantità metallica insita nella musica dei gruppo; Turner fu sostituito da Bruce Fairweather, proveniente anch'egli dai Deranged Action di Jeff Ament. Il secondo prodotto dei Green River fu l'EP Dry as a bone, registrato nel 1986 e pubblicato dalla Sub Pop nel 1987, prodotto da uno dei santoni della prima musica di Seattle, Jack Endino (a sua volta musicista e leader degli Skin Yard). La storia dei Green River si concluse all'inizio del 1988 con la pubblicazione del mini-album Rehab doll (Sub Pop).

Le tensioni all'interno del gruppo furono alimentate dalle voglie di successo di Ament e Gossard, desiderosi di firmare per una grande etichetta discografica, al contrario di Mark Arm, convinto della permanenza all'indipendente Sub Pop. Il sito di MusicMatch racconta l'episodio che fu la goccia finale che fece traboccare il vaso Green River. Prima di salire sul palco per un concerto a Los Angeles, Mark Arm si rese conto che tutti i pass per il backstage, che il cantante avrebbe voluto riservare agli amici, erano stati monopolizzati da Jeff Ament e distribuiti a una serie di responsabili A&R (Artisti e Repertorio) di grandi etichette discografiche. I Green River si sciolsero poco dopo, tanto che nella fondamentale raccolta Sub Pop 200, pubblicata nel 1988 dalla Sub Pop, compaiono sia i già sciolti Green River, che gli appena nati Mudhoney; di questi ultimi si occuperà il seguito della scheda. Bruce Fairweather, Jeff Ament e Stone Gossard si unirono al cantante dei Malfunkshun, Andrew Wood, per formare i Mother Love Bone, ma il gruppo scomparve dopo la morte dello stesso Wood. Fairweather si unì ai Love Battery, mentre Ament e Gossard, con il cantante Eddie Vedder, fondarono i Pearl Jam. I Green River si riunirono un'unica volta nel 1993, quando Mark Arm e Steve Turner salirono sul palco durante un concerto dei Pearl Jam.

Preistoria dei Mudhoney

Thrown Ups

(pezzo presente anche nelle biografie della lettera T)

Mark Arm e Steve Turner, già durante il periodo Green River, parteciparono ad uno strano progetto chiamato Thrown Ups, fondato da John Beezer (in arte Leighton Beezer). L'idea di base dei Thrown Ups: fondare un gruppo che avrebbe suonato dal vivo senza mai provare la propria musica e nel quale nessuno avrebbe mai scritto una canzone (è facile capire tutto questo ascoltando il pezzo dei Thrown Ups inserito in Sub Pop 200). Il gruppo esordì dal vivo nel febbraio del 1985, come spalla degli Hüsker Dü e data la reazione positiva del pubblico, continuò le sperimentazioni, con una formazione composta da Steve Turner alla chitarra, Mark Arm alla batteria, l'artista grafico Ed Fotheringham alla voce e Leighton Beezer al basso. Il primo cantante, però, all'epoca della fondazione del gruppo, nel 1984, fu Steve Mack, in seguito emigrato in Inghilterra ed unitosi ai That Petrol Emotion.

Con Mack e Beezer, all'inizio, ci fu il chitarrista Mike Faulhaber e dopo la partenza del cantante, fu il turno di Fotheringham e del batterista Scott Schickler. Dopo l'abbandono di Faulhaber, che se ne andò pure lui in Inghilterra e di Schickler, al gruppo si unirono Turner e Arm. I Thrown Ups furono il primo gruppo scritturato dalla Amphetamine Reptile Records, un'etichetta fondata da Tom Hazelmeyer e nata per pubblicare i lavori del gruppo del suo fondatore, gli Halo of Flies. Prodotto da Jack Endino, i Thrown Ups pubblicarono il singolo Felch (fine 1986 o inizio 1987), seguito da altri due 45 giri, Smiling panties (fine 1987) e Eat my dump (1988). Da queste session uscì anche la canzone inserita nella raccolta Sub Pop 200, You lost it. Il gruppo registrò un album nel 1989, Melancholy girlhole, prodotto da Endino e pubblicato dalla tedesca Glitterhouse (in Germania) nel 1990. Sembra che negli Stati Uniti l'album sia uscito (a cura della Amphetamine Reptile) sotto forma di tre 45 giri.

I Mudhoney, a quel punto, non solo erano già nati, ma erano diventati il gruppo principale della scena in piena espansione di Seattle e per questo, Turner e Arm furono sempre più distaccati nei confronti dei Thrown Ups. Beezer pensò allora di sciogliere il sodalizio, avendo esso raggiunto (secondo il suo fondatore) la massima aspettativa di vita possibile e in seguito fondò band come El Grand Conquistador e Stomach Pump. Nel 1997 uscì una raccolta di tutti i brani registrati dal gruppo, Seven years gold (Amphetamine Reptile Records).

Storia dei Mudhoney

Durante il passaggio Thrown Ups, Steve Turner sentì il bisogno di un gruppo canonico, che provasse la propria musica e che scrivesse, realmente, le proprie canzoni. Con Mark Arm alla voce, alla coppia si unirono il batterista Dan Peters, proveniente da Bundle of Hiss e Feast e il bassista Matt Lukin, che aveva lasciato i seminali Melvins quando questi si erano trasferiti dallo stato di Washington in California. I quattro scelsero come nome del gruppo il titolo di un classico film erotico tettoso di Russ Meyer, che nessuno di loro aveva mai visto, Mudhoney. Per trovare il primo successo (con le virgolette) di quella che diventerà la scena dominante del rock mondiale negli anni successivi, bisogna rivolgersi agli esordi dei Mudhoney pubblicati dalla Sub Pop: prima degli sfracelli mondiali di Alice In Chains, Soundgarden e soprattutto, Nirvana, furono i Mudhoney a dominare la musica di Seattle di fine anni '80, anche se, ironicamente, il gruppo fu anche tra i pochi nomi a mantenere (malgrado loro) uno status da oggetto cult, che non scalò mai le classifiche al pari dei propri colleghi di quel periodo o di altri nati in seguito.

Senza alcun bisogno di pezze d'appoggio (che ci sono e quasi unanimi), non ho alcun dubbio nell'affermare che il primo mini-LP e il primo album dei Mudhoney, non solo sono tra i capolavori di quell'intera scena, ma assieme a pochi altri titoli, possono rappresentare in tutto e per tutto il magma sonoro che ha sconvolto le classifiche mondiali per anni e anni nella prima parte dei nineties (con i dovuti distinguo, naturalmente). Dopo lo scioglimento dei Green River e con la strana storia dei Thrown Ups in corso, i quattro Mudhoney partirono dalla formula base degli stessi Green River e dei Melvins (veri e propri anticipatori preistorici del suono di Seattle, assieme ai gruppi di Mark Arm e Steve Turner). Già nel 1988, il gruppo debuttò con un singolo pubblicato dalla Sub Pop, Sweet young thing ain't sweet no more, con un lato B che diventerà in seguito una delle canzoni simbolo del movimento, Touch me I'm sick (o lati B e A invertiti, vedete voi). Il gruppo fu inserito nella raccolta Sub Pop 200 con il brano The rose, in compagnia dei già defunti Green River e dei Thrown Ups, tre gruppi che comprendevano la coppia Mark Arm e Steve Turner, tra i dominatori della scena di Seattle di quel periodo. Il primo mini-LP dei Mudhoney fu pubblicato in quello stesso 1988, il seminale e straordinario Superfuzz Bigmuff.

Come racconta la biografia di All Music Guide, la fama dei Mudhoney e di conseguenza, quella dell'intero movimento cittadino di Seattle, usufruì del successo presso le radio dei college di gruppi come Replacements e Big Black, creando un circuito benefico per tutta una serie di band alla ricerca di locali per concerti e di promozione radiofonica. Tutto questo, collegato all'attività frenetica della Sub Pop, contribuì a creare quella che allora era definita la musica di Seattle o meglio, the Seattle sound, in seguito trasformato in grunge. Il termine grunge fu inventato da un giornalista che vide i Mudhoney in concerto (o durante un'intervista, non ricordo bene): colpito dai loro vestiti sbrindellati e stracciati, dai loro capelli lunghissimi e facendo ipotesi non peregrine sulla loro scarsa igiene personale, lo scribacchino pensò a un termine come grunge (di scarsa qualità, ciarpame, robaccia), termine che poi verrà associato ad uno stile (moda) che riempirà le boutique di costosissimi capi d'abbigliamento stracciati a regola d'arte.

Da quel che ne so, i Mudhoney e gli altri gruppi della primissima scena di Seattle, indossavano quegli stracci perché erano realmente squattrinati, affermazione lapalissiana pensando alle loro condizioni di studenti o ex-studenti, che vivevano in qualcosa di simile agli squatter inglesi, alla giornata e sfruttati dai proprietari dei locali dove si esibivano dal vivo. Affermazione lapalissiana, scrivevo, ma che per qualcuno non lo è affatto. Il gruppo affrontò il primo tour statunitense e dopo poco tempo, le prime date europee, quando il loro nome era ancora virtualmente sconosciuto in patria. Grazie ai Sonic Youth, grandi fans dei Green River, i Mudhoney suonarono alcune date inglesi, creando interesse presso la stampa musicale britannica e propiziando la scalata di Superfuzz Bigmuff nella classifica indie UK. A proposito di Sonic Youth, da ricordare un 45 giri split in comune con i Mudhoney, con un gruppo impegnato a interpretare una canzone dell'altro e viceversa: i Sonic Youth ripresero Touch me, I'm sick, mentre i Mudhoney offrirono una versione di Halloween.

Con la pubblicazione del primo album, Mudhoney (1989), il nome del gruppo riempì le pagine delle recensioni rock di qualunque magazine minimamente interessato al rock: Mudhoney diventarono le star (con le virgolette, ancora una volta) di quel movimento proveniente dal profondo nord-ovest degli Stati Uniti, che sfornava già allora gruppi su gruppi e che sembrava inarrestabile, ma ancora a un livello di culto per appassionati smaliziati e attenti alle nuove proposte, per quanto riguardava vendite e classifiche. Alle spalle del gruppo di Arm e Turner, infatti, si stavano muovendo vecchi compagni di viaggio all'interno della stessa scena, come Soundgarden e Melvins, nuovi combi come Tad, Fluid, Nirvana e cani sciolti come gli Screaming Trees, altrettanto antichi come storia e formazione. In seguito al successo inaspettato di un gruppo nuovo come Alice In Chains (Facelift, primo disco d'oro - 500.000 copie - dell'intera scena), il movimento di Seattle cominciò ad assumere un aspetto differente: gruppi come Soundgarden (che approdarono alla A&M dopo essere transitati dalla Sub Pop alla SST) e soprattutto Nirvana (arrivati alla Dgc della Geffen dopo un esordio per la Sub Pop), aprirono le cateratte di quella che diventerà la scena dominatrice del rock d'inizio anni '90 e non solo, a livello critico (inizialmente: le vendite stratosferiche cambieranno la situazione, come sempre successo), ma soprattutto, a livello commerciale.

I Mudhoney, in tutto quel marasma, furono come dimenticati, pur trovando sulla loro strada un contratto con una major (come successe a tutti i gruppi di Seattle o quasi), nel loro caso, la Warner Bros, tramite la sussidiaria Reprise. Prima dell'approdo al grande mondo delle major discografiche, i Mudhoney pubblicarono il secondo album, ancora per la Sub Pop, Every good boy deserves fudge (1991), un lavoro che non riuscì a colpire l'immaginario di coloro che avevano imparato ad amare i Soundgarden o gli Alice In Chains. Il contratto con la Warner Bros arrivò dopo il successo mondiale di Nevermind dei Nirvana, l'album che fu il reale spartiacque tra la musica commerciale (che vende) di prima e tutto ciò che succederà dopo. Misteri della psiche, gli appassionati che compravano qualunque prodotto sembrasse collegato alla scena di Seattle, major o indie che fosse, non accettarono di buon grado il passaggio dei Mudhoney ad una multinazionale del disco e il loro esordio per la Reprise (Piece of cake, 1992) fu tra i pochi fiaschi commerciali di quel periodo e di quella scena.

Quanto scritto può sembrare logico e misterioso allo stesso tempo, ma il diavoletto che macina dentro il sottoscritto non può non tener conto del fatto che Piece of cake, dopo un capolavoro come Mudhoney e un seguito già deficitario come Every good boy deserves fudge, è un tonfo non da poco e sto parlando di musica e ispirazione, non di dati di vendita. Mi si potrà dire che in quel periodo e negli anni successivi, qualunque ciofeca arrivasse da Seattle e dintorni vendeva come il pane e su questo non posso che essere d'accordo: per qualche strano motivo, i Mudhoney sono rimasti esclusi da tutto il ben di dio commerciale che piovve su Seattle. In quel 1992 di Piece of cake, i vecchi compagni di Arm e Turner nei Green River, Jeff Ament e Stone Gossard, dopo la tragica esperienza Mother Love Bone, erano già riemersi come Pearl Jam e sfondarono in tutto il mondo con il loro vendutissimo esordio, Ten: e i Mudhoney, ancora una volta, non poterono che stare a guardare dal basso delle classifiche. Per il seguito di Piece of cake, bisognerà attendere tre anni, sino alla pubblicazione di My brother the cow (1995), preceduto da un EP del 1993, Five dollar Bob's Mock cooker stew.

L'ultimo titolo pubblicato per la Reprise fu Tommorrow hit today (1998), al quale seguirà un tour, la conclusione del contratto con la major e la dipartita di Matt Lukin, stanco della vita on the road. La pubblicazione dell'antologia March of fuzz (Sub Pop 2001) fece pensare che l'esperienza del gruppo fosse conclusa, ma in quello stesso periodo, i Mudhoney tornarono a suonare dal vivo con il nuovo bassista Steve Dukich. La buona accoglienza del pubblico, convinse i tre membri principali del gruppo ad insistere sulla strada intrapresa tredici anni prima. Con un altro bassista al posto di Dukich, Guy Maddison, proveniente dai Lubricated Goat e componente di uno dei tanti progetti laterali di Mark Arm, i Bloddloss e dopo il ritorno ufficiale alla Sub Pop, i Mudhoney pubblicarono un nuovo album, Since we've become translucent (2002). Il loro ultimo titolo sino a questo momento (oggi: 14 ottobre 2006), Under a billion suns (Sub Pop 2006), secondo Wikipedia, è anche il loro album più venduto di sempre. A proposito di progetti laterali, la coppia eterna Mark Arm e Steve Turner è stata coinvolta anche nei Monkeywrench. La lunga storia di un gruppo, che ha contribuito, volente o nolente, a cambiare il corso della musica rock, si conclude a questo punto... per ora. Bye.

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DOMINIC MULDOWNEY

Nato a Southampton, Inghilterra, nel 1952, Dominic Muldowney ha cominciato a comporre musica sin dall'età di 14 anni. Dopo gli studi musicali degli anni '60 e '70, nel 1975 Muldowney diventò l'assistente di Harrison Birtwistle, direttore musicale del Royal National Theatre. Nel 1981 il compositore succedette a Birtwistle e tenne la carica sino al 1997. L'amore per l'arte teatrale di Bertold Brecht e per le musiche di Kurt Weill, portò l'artista a partecipare alla straordinaria raccolta Lost in the stars, prodotta da Hal Willner e pubblicata nel 1985: Muldowney vi compare con un brano in coppia con Sting. Dominic Muldowney è autore musicale per opere radiofoniche, film TV, film per le sale cinematografiche (l'edizione su pellicola di 1984, il classico di George Orwell, portato nelle sale da Michael Radford e interpretato da Richard Burton e John Hurt), oltre che compositore classico e vincitore d'innumerevoli premi.


MULTI COLOURED SHADES

Gruppo garage-punk tedesco, formato all'inizio degli anni '80 a Dortmund e sul quale latitano le informazioni. Possiamo dare giusto qualche indicazione, come questa formazione dell'epoca di Ranchero!, l'album del 1989: Pete Barany (voce), Eddie Wagner (chitarra), Hansi Gralke (basso), Bernd Gremm (batteria) e Peter Sauermann (tastiere). All'epoca di Sundome City exit, l'esordio del gruppo per la Virgin (1987), del gruppo faceva parte anche Heinz-Werner Maleike, ma non si sa con quale ruolo. L'anno prima, 1986, era uscito un mini-album (forse mini, forse no) per la Last Chance Records, House of wax. Questo è tutto ciò che sono riuscito a raccattare. Il gruppo compare nella raccolta Crazy Nouveaux.


MUNGO JERRY

Gruppo fondato da Ray Dorset (Raymond Edward Dorset), rocker inglese del Kent nato nel 1946. Già a undici anni, influenzato dai rocker a stelle e strisce, Dorset formò la sua prima band, The Blue Moon Skiffle Group. All'inizio degli anni '60, Dorset fece parte dei Buccaneers, gruppo nel quale militavano Dave Hutchins e Derek 'Degs' Sirmon, la sezione ritmica (basso e batteria rispettivamente) che in seguito registrerà la celeberrima Jack the Ripper con Screaming Lord Sutch. I Buccaneers diventarono Conchords, un gruppo che registrò un demo costato dieci sterline (pagate dal fratello di Ray Dorset) e che suonò per un periodo al The Station Hotel di Richmond ogni venerdì e sabato, alternandosi con una giovane band che suonava il giovedì e la domenica, i Rolling Stones. Suonando al Tramps Club di Londra, i Conchords diventarono Tramps e i Tramps, in seguito, mutarono nome in The Sweet and Sour Band, un gruppo prodotto da tale Jimmy Miller (vedi i suoi lavori con i Rolling Stones).

Dopo tutta questa sequela di nomi e gruppi, Dorset rispose ad un annuncio di Melody Maker dei manager dei Savoy Brown e dei Chicken Shack, Barry Murray e Harry Simmonds, alla ricerca di una band in stile Doors/Love. Il gruppo di Ray Dorset si rinominò Camino Real e poi Memphis Leather. I Memphis Leather firmarono un contratto per tre album con la Saga Records e dopo qualche tempo, la band cambiò ancora nome in Good Earth. I Good Earth, che comprendevano, oltre a Ray Dorset, il tastierista Colin Earl, debuttarono con l'album It's hard rock & all that e dopo altri cambiamenti di formazione, reclutarono Joe Rush al contrabbasso e al washboard (la tavola da lavare, strumento tipico del bluegrass) e cambiarono nome per l'ennesima volta (The Good Earth Rock'n'Roll Band). La Saga Records perse le speranze su una possibilità, anche remota, di successo del gruppo e lo mollò (se ne pentirà amaramente...). Paul King entrò a far parte della band (come banjoista e chitarrista), nel periodo in cui questa firmò un contratto con la Pye Records, l'etichetta che spinse i nostri a cambiare nome ancora una volta.

Il gruppo diventò Mungo Jerry (da un personaggio di T.S. Eliot), con questa formazione: Ray Dorset (voce, autore), Mike Cole (contrabbasso), Paul King (chitarra), Joe Rush (washboard, ma forse se n'era già andato) e Colin Earl (tastiere). Su insistenza di Barry Murray, i Mungo Jerry registrarono una canzone di Dorset, In the summertime e ne ricavarono uno dei maggiori successi di sempre nella storia della musica popolare: il singolo (anzi, un maxi-single per la precisione) conquistò la prima posizione della classifica britannica nel maggio del 1970 e vi restò per ben sette settimane. In the summertime arrivò sulla vetta della classifica dei 45 giri di venti paesi, vendendo in totale più di trenta (trenta!) milioni di copie (anche se i dati sono discordanti a seconda delle fonti) e risultando, inoltre, il più veloce successo francese di sempre: 75.000 copie vendute in un solo giorno! L'album di debutto, Mungo Jerry (1970), deluse un po' tutti, salendo solo fino al quattordicesimo posto, mentre il gruppo girava in tour con gruppi come Black Sabbath, Traffic e Grateful Dead, questi ultimi, ai loro primi concerti britannici. Al ritorno dal primo tour statunitense, fu chiesto a Mike Cole di lasciare il gruppo e il contrabbassista fu sostituito da John Godfrey (basso).

Il seguito di In the summertime, lungamente atteso, arrivò nel 1971: Baby jump entrò al numero 32 della classifica UK, ma poi conquistò il secondo numero 1 della band, mentre il secondo album, Electronically tested, salì sino al numero 13. Il singolo successivo, Lady Rose, arrivò fino al numero 4, ma poi fu censurato dalla BBC per il retro, Have a whiff on me (canzone tossica, secondo i censori). Il 45 giri fu ritirato dal mercato, la canzone sostituita con un altro pezzo del secondo album e il disco arrivò ancora al numero 1, il terzo consecutivo (anche se non tutti concordano: Wikipedia lo piazza al quinto posto). Dopo il singolo You don't have to be in the army to fight in the war (canzone pacifista censurata in Australia per presunta sovversione) e il terzo album dallo stesso titolo, la sorpresa arrivò al ritorno da un trionfale tour in Oceania: Ray Dorset estromesso dai Mungo Jerry, a causa, sembra, dei suoi problemi con la droga, ma dopo l'intervento della Pye Records, furono Paul King e Colin Earl ad andarsene (cacciati). Dopo la rivoluzione e la restaurazione, Mungo Jerry restarono appannaggio di Ray Dorset e John Godfrey, con il sostegno di musicisti di studio e fu con questa situazione che registrarono il primo singolo del dopo bufera, Open up, numero 21.

Il nuovo album, il quarto a nome Mungo Jerry, arrivò nel 1972, Boot power, con una formazione comprendente Ray Dorset (anche chitarra, presumo), John Godfrey, Tim Reeves (batteria) e Jon Pope (tastiere). Il disco è considerato, unanimemente, il migliore di sempre dei Mungo Jerry. I manager spinsero per una nuova formazione, comprendente gli ex Chicken Shack Bob Daisley (basso) e Paul Hancox (batteria). Alright alright alright, singolo del 1973, fu capace di raggiungere ancora una ragguardevole terza posizione, mentre in quel periodo, alla batteria ci fu un cambio tra due ex Chicken Shack, Paul Hancox via, Dave Bidwell dentro e un nuovo arrivo, Johnny Cook alle tastiere. Long legged woman dressed in black, l'album del 1974, vide un nuovo tastierista all'opera, Ian Milne e l'arrivo di un quinto elemento, il chitarrista Dick Middleton, ma le formazioni diverse si susseguiranno senza sosta: sino al 1990, saranno trentacinque i musicisti transitati tra le fila della band.

Il passaggio dalla Pye alla Polydor non portò alcunchè ai Mungo Jerry, che fallirono l'appuntamento con le classifiche. Da allora il nome Mungo Jerry si trascina stancamente con questi album: Impala Saga (1975), Ray Dorset & Mungo Jerry (1977), Lovin' in the alleys and fightin' in the streets (1978), Six a side (1979), Together again (1980), Boogie up (1982) e altri titoli, antologie e quant'altro, sino ai tempi recenti della Mungo Jerry Blues Band (l'album Adults only, 2003). Mungo Jerry e la loro In the summertime, compaiono nella raccolta Here comes summer.


MUSE

Gruppo inglese formato all'inizio degli anni '90 al Teignmouth Community College, nella contea di Devon. L'idea di un gruppo si formò quando Matthew Bellamy, chitarrista, sostenne con successo un'audizione per entrare nella band di Dominic Howard, batterista. Quando il secondo chitarrista del gruppo, Phys Vandit, decise di mollare i compagni, Bellamy e Howard chiesero all'amico Chris Wolstenholme d'imparare a suonare il basso e cominciarono a provare come trio. I tre cambiarono nome numerose volte (Gothic Plague, Carnage Mayhem, Fixed Penalty e Rocket Baby Dolls), prima di approdare al definitivo Muse. Come Rocket Baby Dolls, nel 1994, il trio vinse una battle of the bands, con un'immagine (e anche la musica, presumo) orientata verso il glam. Dopo la vittoria, il trio decise di abbandonare l'università e di tentare l'avventura nel mondo del business discografico. Diventati Muse, i tre debuttarono dal vivo sui palchi londinesi e si costruirono una discreta base di seguaci. Il primo EP, Muse, fu pubblicato nel 1998 dalla Dangerous Records e fu seguito da un altro EP, Muscle Museum (1999), col quale attirarono l'attenzione del giornalista Steve Lamacq di NME.

Grazie alla conoscenza di un altro personaggio importante nell'economia della band, Dennis Smith, proprietario di uno studio di registrazione, i Muse trovarono anche un'etichetta creata appositamente per loro, la Taste Media. Le maggiori etichette britanniche, infatti, furono restìe ad accogliere nel proprio seno un gruppo che sembrava rifarsi in tutto e per tutto ai Radiohead (come se i cloni non abbondassero come le gocce nel mare, ma lasciamo perdere...). I Muse trovarono un'etichetta per il mercato statunitense, la Maverick Records e cominciarono le registrazioni dell'album di debutto, Showbiz, pubblicato nel 1999 e prodotto da John Leckie (forse se le cercano, ma Leckie, tra le decine di dischi eccellenti prodotti in carriera, è passato anche dalla consolle dei Radiohead). Il disco raggiunse il platino britannico (con un vertice da numero 29), vendendo settecentomila copie in tutto il mondo e fermandosi a centomila negli Stati Uniti (un piccolo fallimento, secondo una fonte). Dopo il lungo tour mondiale e ancora con Leckie alla produzione, i Muse pubblicarono il secondo lavoro, Origin of symmetry (2001), pubblicato negli Stati Uniti solamente nel 2005. L'album conquistò il disco d'oro britannico e in tutto il mondo, arrivò a un totale di un milione e mezzo di copie. Wikipedia specifica che le vendite statunitensi si fermarono a 49.000 copie, ma non ricorda, forse, che l'album era disponibile solo d'importazione.

Il disco non fu pubblicato negli USA perché la Maverick Records era convinta che la voce di Bellamy non fosse abbastanza radiofonica: l'etichetta chiese al trio di 'cambiare' alcune canzoni dell'album, i Muse si sentirono insultati da cotanta richiesta e strapparono il contratto. Il mensile Q inserì Origin of symmetry al numero 74 dei migliori cento album di sempre. In merito al loro continuo accostamento ai Radiohead, i Muse, secondo Dean Carlson di All Music Guide, sono il gruppo da ascoltare quando Thom Yorke non ha voglia di far suonare i Radiohead come Radiohead. Mi sembra molto chiaro. Hullabaloo soundtrack, album dal vivo e DVD, registrato a Parigi nell'ottobre 2001, fu pubblicato nel 2002 dalla Mushroom Records: a differenza del DVD, il doppio cd ospita un disco dal vivo e una raccolta di lati B dei singoli. Il terzo album, Absolution (2003), prodotto da Rich Costley, debuttò direttamente al numero uno della classifica britannica, raggiunse il primo posto anche in Francia e le prime cinque posizioni in altri dodici paesi: doppio disco di platino in UK (più di seicentomila le copie vendute, settantamila delle quali nella prima settimana), disco di platino europeo (più di un milione di copie), disco d'oro statunitense (più di mezzo milione di copie), dove l'album fu pubblicato sei mesi più tardi (marzo 2004) e infine, quasi due milioni e mezzo di copie vendute in tutto il mondo.

Il tour di Absolution portò per la prima volta i Muse negli stadi, un girovagare che toccò anche Stati Uniti, Canada e Oceania. Il concerto al Glastonbury Festival del giugno 2004, fu segnato dalla tragedia: il padre di Dominic Howard, presente allo spettacolo, morì di attacco cardiaco poco dopo la fine del concerto. Il trio continuò il tour e alla Earls Court Arena di Londra, fu necessario aggiungere due date per accontentare le richieste. Dopo aver vinto due MTV Europe Award, i Muse conclusero il giro mondiale negli Stati Uniti, nel gennaio del 2005. Il quarto album, Black holes and revelations, ancora prodotto da Rich Costley, è stato pubblicato nel luglio del 2006, confermando lo status di gruppo di successo dei Muse: nella prima settimana dall'uscita, l'album ha superato le vendite del precedente Absolution, toccando quota 115.000 e raggiungendo la prima posizione nelle classifiche di Australia, Belgio, Euro top 200 (disco di platino: un milione duecentomila copie), Irlanda, Svizzera e Gran Bretagna, vendendo, al gennaio 2007, due milioni e mezzo di copie. Altri piazzamenti: numero nove di Billboard, numero due in Italia (disco di platino: 130.000 copie), Olanda e Francia, raggiungendo il numero uno anche in una speciale classifica di vendite mondiale, United World Chart. E dopo questa bella sfilza di dati, ci fermiamo. I Muse compaiono nella raccolta Il Mucchio Extra n° 2, allegata all'omonima rivista trimestrale.


MUTABARUKA

Allan Hope, alias Mutabaruka (in linguaggio ruandese, Colui che è sempre vittorioso), nasce il 26 dicembre del 1952 a Rae Town, sobborgo di Kingston, Giamaica. Durante il suo impiego presso l'azienda telefonica giamaicana, Hope cominciò ad avvicinarsi al rastafarianesimo e ad una visione politica radicale. Tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, il futuro Mutabaruka fece parte del Black Awareness (Consapevolezza Nera), un movimento radicale molto vicino ad analoghi gruppi di protesta statunitensi del periodo. Allan Hope si era già fatto notare a scuola per la lettura di libri come l'autobiografia di Malcolm X (che sarebbe diventata addirittura illegale nel paese!) e Soul on ice, di Leroy Eldrige Cleaver (ministro dell'informazione del Black Panther). Il giovane si rese conto che il suo spirito rivoluzionario, ispirato dal rastafarianesimo, era molto più forte di quello di coloro che non erano rasta.

Durante i pochi mesi d'impiego presso l'azienda telefonica, Hope si lasciò crescere i capelli, smise di pettinarli, si fece i dreadlocks, cambiò la propria dieta e si dichiarò un rasta: gli amici ebbero timori per la sua sanità mentale. Dopo essersi licenziato, Mutabaruka lasciò Kingston con la propria ragazza, Yvonne e si trasferì nel villaggio di Potosi, nel parish di Saint James. In quel periodo, l'ancora giovanissimo Hope arringava i turisti del vicino Negril Beach Village sui problemi della Giamaica e sulla cultura dell'isola. Per Mutabaruka, il rastafarianesimo non è che una parte dell'universo spirituale dell'uomo, che può raggiungere la consapevolezza anche attraverso altre vie, come l'induismo, il buddismo o il cristianesimo; allo stesso tempo, disapprova fortemente le istituzioni religiose. Nel 1971 Hope cominciò a scrivere poesie e racconti per una rivista mensile di musica pop, Swing. Il primo contatto con la musica avvenne nel 1973, quando Hope formò il gruppo Truth, creato per accompagnare musicalmente i testi scritti sulla carta; fu in quel periodo che Allan Hope adottò il nome Mutabaruka.

L'artista trovò un pubblico per la sua raccolta di scritti Outcry, pubblicata nel 1973, ma non per i Truth. Nel 1975 il nome del nostro risaltò per un'altra opera poetica, il volume Sun and Moon, diviso con la poetessa Fabyene. Nel 1977 il poeta provò ancora una volta con le note, unendosi ai Light of Saba, coi quali registrò una versione musicata di Outcry che ottenne un grande successo in Giamaica. In seguito, Mutabaruka approdò all'etichetta High Times, del chitarrista Earl 'Chinna' Smith, il passo decisivo verso una notorietà di livello nazionale. Mutabaruka incise diversi singoli per la High Times, ma non dimenticò la carta, sulla quale scrisse il volume The book: the first poems, acclamato dalla critica. Nel 1981 il singolo Everytime a ear de soun e la partecipazione al Reggae Sunsplash, posero Mutabaruka all'attenzione internazionale. Il debutto su album è datato 1983, Check it (Alligator Records), con l'accompagnamento della chitarra di Earl Chinna Smith. In quello stesso 1983, l'etichetta Heartbeat pubblicò Dub poets dub e Word soun' 'ave power, due antologie di poeti rivoluzionari giamaicani prodotte da Mutabaruka.

Nel 1984 l'artista si legò all'etichetta Snanachie Records e pubblicò il suo secondo album, Outcry. Nel 1985 la RAS Records pubblicò Land of Africa, un disco benefico molto meno famoso dei corrispondenti Usa for Africa e Band Aid, ma ospitante diverse celebrità del reggae (Third World, Freddie McGregor, lo stesso Mutabaruka, David Hinds, le I-Three e altri ancora). Nel 1986 fu la volta del terzo album, The mystery unfolds (Snanachie Records), un disco definito "feroce" e senza alcun compromesso e per capire quanto potesse essere dura la musica e la poetica dell'artista, una fonte definisce il successivo Any which way... freedom (Snanachie Records 1989) non altrettanto rivoluzionaro, anche se valido: Any which way... freedom, la canzone, potrebbe far impallidire di vergogna un qualunque no-global o presunto tale, quindi, facciamo due conti. La qualità degli album di Mutabaruka, secondo le fonti, non è scemata nemmeno negli anni '90: The Blakk Wi Blak... K... K (1991) e The melanin man (1994, entrambi Snanachie Records) continuarono sulla stessa strada.

Nel 1994 l'artista tenne uno spettacolo radiofonico presso la IRIE-FM Station, la stessa emittente che, tempo prima, censurò una sua canzone! Negli anni successivi il poeta rasta centrò due successi per l'etichetta Exterminator, Wise up, con DJ Sugar Minott e Psalms 24, in coppia con DJ Luciano (una specie di predicatore religioso, da quanto ho capito). Nel 1998 uscirono due album dell'artista, Muta in dub (il primo disco pubblicato per la Lethal Records e il primo album propriamente dub del nostro) e Gathering of the spirits, un lavoro che ospita una quantità di famosi artisti giamaicani (tra i quali Marcia Griffiths, i Mighty Diamonds, Big Youth e altri ancora). L'ultimo album di Mutabaruka, a tutt'oggi (1 dicembre 2006), è Life squared (Lethal Records 2002). Mutabaruka compare nella raccolta Feel the reggae.


MUTTS

I Mutts sono scomparsi dalla faccia della Terra, a giudicare dalle notizie inesistenti o inconsistenti sulla loro vita. Oltre alla loro partecipazione alla terza Battle of the garages, dunque, null'altro posso scrivere.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Alice In Chains


Big Black - Big Youth - Black Sabbath - Blue Öyster Cult


Alex Chilton - Cramps - Crawdaddys


Dead Kennedys - Doors


Fluid


Grateful Dead - Green River


Nina Hagen


Melvins


Mighty Diamonds


Monkeywrench

Mud Boy & the Neutrons - Mudhoney - Dominic Muldowney - Multi Coloured Shades - Mungo Jerry - Muse - Mutabaruka - Mutts

Nirvana


Screaming Trees - Skin Yard - Sonic Youth - Soundgarden - Sting


Tad - Tav Falco & the Panther Burns - That Petrol Emotion - Traffic (1) - Traffic (2)

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