BIOGRAFIE
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Non posso che ripetere ciò che ho scritto qualche mese or sono in sede di recensione: questi Lucyfix, presenti con la canzone Jonestown nella raccolta Flesheaters - The return of the undead, raccolta, beninteso, datata 1996, sono presenti con la stessa canzone, nella stessa versione, in un'altra tripla raccolta, The sixties to seventies in search of space, ma con il nome di Snagrom. In questi mesi (dalla recensione del pezzo presente in Flesheaters - The return of the undead, alla stesura di questa biografia) dev'essere successo qualcosa, perché sembra che dietro ai Lucyfix si sia rivelato un nome, tale Simon Says, ma del tizio e del suo gruppo (dalla voce femminile, questo dice la canzone Jonestown presente in Flesheaters) non ci viene svelato nulla; e nemmeno del mistero citato all'inizio, degli Snagrom datati al 1974 e che sono gli stessi Lucyfix di Flesheaters. Dalle poche notizie raccolte, i Lucyfix hanno pubblicato solamente canzoni inserite in raccolte di artisti vari, e sempre in ambito gotico (vampiri, draculi e sanguinacci vari).
Di ipotesi in ipotesi, un tizio rammenta come Snagrom non sia altro che un bifronte (o meglio, lettura a rovescio) di Morgans (o Morgan's), altro gruppo di ambiente gotico fondato da un tale di nome Morgan; questo tizio (quello che rammenta...) non collega, però, i Lucyfix agli Snagrom (o viceversa). E senza tener conto che la voce dei Lucyfix assomiglia a quella dei Morgans, e che questa voce dovrebbe (potrebbe) appartenere a Chlöe Le Fay, altra artista e cantante di rock gotico: un casino inestricabile.
Quasi impossibile tracciare un profilo di Christian Lunch, artista che dovrebbe provenire da Los Angeles e che ha girato per il mondo armato di un registratore portatile. Nel 1980 Lunch partecipò alle registrazioni di The witch trials, un EP inciso in un appartamento londinese da Jello Biafra con East Bay Ray (dei Dead Kennedys) e Adrian Borland, lo scomparso cantante dei Sound. Dopo l'elezione di Ronald Reagan (fine 1980) Christian Lunch decise di andarsene dagli Stati Uniti, con l'intenzione di farvi ritorno solo alla fine del mandato: i mandati di Reagan, ahimè, furono due e dunque, Christian Lunch dovrebbe essersene rimasto lontano (sembra a Berlino, inizialmente) per un bel pezzo e senza tener conto che il successore di Reagan, il Bush vecchio, poteva essere considerato tranquillamente alla stessa stregua. Chissà se il nostro Lunch sarà stato contento di Bill Clinton... L'unica altra informazione discografica su Christian Lunch, è la pubblicazione di un EP per la Alternative Tentacles, Unreliable sources (1988). Lunch è tra i nomi della raccolta Let them eat Jellybeans (Alternative Tentacles 1981).
Nata Lydia Koch a Rochester, stato di New York, Lydia Lunch fondò i Teenage Jesus and the Jerks all'età di sedici anni, nel 1976, in combutta con James Chance (White). L'esordio discografico di Lydia fu proprio con i Teenage Jesus, il 45 giri Babydoll, pubblicato da Lust/Unlust e seguito da altri quattro singoli, tutti datati 1979. Nello stesso periodo, Lydia fondò anche i Beirut Slump, gruppo che pubblicò un solo singolo, ma registrò materiale per un intero album (che non si sa quale fine abbia fatto). Queen of Siam è il debutto solista, datato 1980 e pubblicato dalla ZE Records. Sempre 1980 per la nuova creatura della no-wave newyorkese, Eight Eyed Spy, con Lydia Lunch, Jim Sclavunos alla batteria (uno dei tanti batteristi della prima fase dei Sonic Youth), Pat Irwin alla chitarra e George Scott al basso. Il nuovo gruppo debuttò nel 1980 con il 45 giri Diddy wah diddy, seguito nel 1981 dall'album senza titolo (entrambi pubblicati da Fetish Records). Lasciata New York per Hollywood, la Lunch incise il secondo album solista, 13.13 (Ruby Records), con alcuni componenti dei Weirdos.
Nel 1982 l'artista divise un EP con i Birthday Party, The agony is the ecstasy (in collaborazione con Steve Severin, chitarrista di Siouxsie and the Banshees), pubblicato dalla 4AD e continuando sulla stessa via, collaborò con Rowland S. Howard, il chitarrista degli stessi Birthday Party, per un altro EP, Some velvet morning (4AD 1982). Seguirono singoli ed EP in collaborazione con i tedeschi Die Haut e Einsturzende Neubauten e con i danesi Sort Sol (con questi ultimi, anche un album, Dagger & guitar, 1983). Il partner successivo fu Thurston Moore, fondatore ed anima dei Sonic Youth, per l'album In limbo, attribuito alla sola Lydia Lunch, ma in realtà, pare, scritto quasi completamente dallo stesso Moore. La Lunch ricambierà offrendo la sua collaborazione ad una delle più compiute scorrerie sonore dei Sonic Youth, il brano Death Valley 69 che chiude l'album Bad Moon rising dei Sonici (uscì anche su singolo nel 1984). Impossibile citare tutte le collaborazioni di Lydia Lunch, devo ammetterlo. Nel 1986 conobbe e cominciò a collaborare con quello che diventerà il suo compagno per molti anni, l'australiano James Thirlwell, alias Foetus, col quale imbastirà, tra gli altri, il progetto Clint Ruin.
Nel 1989 Lydia Lunch formò un trio femminile, Harry Crews, con Kim Gordon (Sonic Youth) al basso e la batterista Sadie Mae (un album pubblicato da Widowspeak nel 1989, Naked in garden hills). Dopo tante collaborazioni, giunse anche un album solista per Lydia, Shotgun wedding (Triple XXX 1991), con l'aiuto di Rowland S. Howard. Perso tra tutti i titoli e le provocazioni della nostra, giungo all'ultimo album conosciuto di Lydia Lunch, Smoke in the shadows, Atavistic 2004. Adieu. Lydia Lunch compare nella raccolta Flesheaters - The return of the undead, volume 1.
Gruppo punk londinese, formato nell'estate del 1976 da Pete Stride (chitarra), Pete Edwards, detto Plug (voce), Nigel Moore (basso) e Manic Esso (Pete Haynes, batteria). Alla fine del 1976 la voce passò a Howard Wall, mentre Plug continuò a seguire la band come roadie e come occasionale armonicista. Il primo concerto del gruppo fu come supporto al misterioso Screaming Lord Sutch e poco prima del debutto londinese al Roxy, Moore lasciò per unirsi agli Swank e fu sostituito da Arturo Bassick (al secolo Arthur Billingsley). Dopo aver registrato e fatto girare un demotape con quattro canzoni, i Lurkers firmarono un contratto con la neonata etichetta Beggars Banquet, in origine un semplice negozio di dischi, che si assunse il management della band e creò la casa discografica proprio per supportare i prodotti della band. Il singolo Shadow/Love story fu la prima pubblicazione in assoluto della Beggars Banquet. Dopo il secondo 45 giri, Freak show (fine 1977), Arturo Bassick lasciò il gruppo per formare i Pinpoint.
Ain't got a clue (inizio 1978), il singolo che arrivò al numero 45 della classifica UK (e che portò i Lurkers a Top of the Pops), fu registrato (forse, la questione non è chiara) con il contributo del basso di Kim Bradshaw, ex membro dei Saints, ma dopo poco tempo, Nigel Moore ritornò nel gruppo per completare la più classica formazione dei Lurkers. Il 45 giri I don't need to tell her conquistò i top 50 britannici come il precedente, mentre l'album d'esordio, Fulham fallout, fece un'apparizione nelle parti basse della classifica UK (numero 57) alla fine dell'estate 1978. Il titolo dell'album, contrariamente alla credenza generale, non si riferiva alla provenienza dei membri (il solo Arturo Bassick proveniva da Fulham), ma al grosso seguito che i Lurkers avevano in quella località. Il 45 giri successivo, Just thirteen, pubblicato all'inizio del 1979, confermò il seguito da zoccolo duro dei Lurkers, che riuscivano a radunare anche 1500 persone per i loro concerti. La band partì per gli Stati Uniti, per registrare il secondo album ai Muscle Shoals Studios, in Alabama.
God's lonely men, pubblicato nel 1979, non soddisfece i nostri, principalmente, secondo una fonte, per la natura secca dell'Alabama: scoprire che in quello stato era difficile bere una pinta di birra, portò i nostri verso frizioni interpersonali. Dopo il tour britannico successivo alla pubblicazione dell'album, i nostri pensarono alla limitata pesantezza del loro suono live e così, aggiunsero un secondo chitarrista, Honest John Plain e con questa formazione, registrarono il nuovo singolo New guitar in town (1979). La scena punk, però, era profondamente cambiata, divisa tra le frange politicamente estremiste e profondamente disillusa rispetto alla spirito genuino del 1976 (è un parere dei nostri). I Lurkers, delusi e pesantemente indebitati verso la casa discografica, si sciolsero alla fine del decennio. L'antologia Last will and testament (1980) chiuse la prima parte, la più importante, della storia dei Lurkers. Nel 1982 il gruppo risorse per iniziativa di Pete Stride e Nigel Moore: con il batterista Dan Tozer e il cantante Mark Fincham, i nuovi Lurkers incisero l'album This dirty town (Audio Clay 1983).
Con l'abbandono di Mark Fincham il gruppo morì una seconda volta, per risorgere nel 1987, in questo caso per iniziativa di Arturo Bassick. Il bassista incontrò la punk band tedesca Die Toten Hosen e si rese conto di quanto i Lurkers fossero ancora amati: i Die Toten Hosen arrivarono addirittura a finanziare l'album del ritorno. Con Arturo Bassick ci fu il batterista Manic Esso per l'album Wild times again (Weaser 1988), ma è impossibile rintracciare le singoli formazioni che si sono susseguite negli anni successivi. Possiamo dire che gli ultimi Lurkers, attivi a tutt'oggi (6 dicembre 2006), sono formati da Arturo Bassick (basso e voce), Nellie (batteria) e Dave Kemp (chitarra) e che dopo le prime reunion, hanno inciso o pubblicato questi album: King of the mountain (Link Music 1989), Live loud/Greatest hits live (Link Records 1990), Powerjive (1990), Live in Berlin (Emotions 1991), Totally Lurkered (Dojo 1992), Non stop nitro pop (Plastic Head 1994), Ripped'n'torn (Step-1 1995), The BBC punk sessions (Captain Oi 2000), The Lurkers - 26 years (Captain Oi 2003) e Live Freak Show (Kotumba Records 2004), più un numero copioso di altre raccolte e album dal vivo. I Lurkers compaiono nelle compilation The punk generation (volumi 1, Punk rock will never die, 2, Nasty nasty e 3, Heat of the street) e The Indie Scene (capitoli 1977 e 1978).
Gruppo rap/hip-hop completamente al femminile, una rarità nel mondo musicale d'inizio anni '90. Originarie di New York City, Jill Cunniff, Gabrielle Glaser e Kate Schellenbach cominciano a frequentare i locali newyorkesi all'inizio degli anni '80 ed entrano in contatto con personaggi storici quali Grandmaster Flash. Verso la metà degli eighties, Kate Schellenbach entra nei Beastie Boys come batterista. Le Luscious Jackson nascono nel 1991, con un demo registrato da Jill (voce e basso) e Gabrielle (Gabby, voce e chitarra) e nello stesso anno, quale esordio dal vivo, aprono un concerto di Beastie Boys e Cypress Hill. Il gruppo firma un contratto con l'etichetta personale dei Beastie Boys, la neonata Grand Royal. Il debutto su EP è del 1992, In search of Manny. I concerti del periodo vedono Kate Schellenbach alla batteria e Vivian Trimble alle tastiere, la formazione che firmerà il primo album delle Luscious Jackson, Natural ingredients (1994), seguito nel 1996 da Fever in fever out (disco d'oro).
Nel 1998 Vivian Trimble lascia il gruppo, stanca della vita on the road. Il terzo album, Electric honey, è registrato dal trio rimanente ed esce nel 1999, poco prima dello scioglimento definitivo. La canzone presente nella raccolta Big Cat collection è tratta dal primo EP, In search of Manny.
Gruppo di Marostica, Vicenza, del quale è disponibile la scheda tratta dal libretto dell'edizione cd di Arezzo wave '90 (qui sotto) e qualche altra informazione. Nati nel 1984 a Marostica, i Luxure debuttarono dal vivo in quello stesso anno, nel corso di una rassegna organizzata da Rockgarage, fanzine ed etichetta discografica di Mestre (Venezia). La loro formazione comprendeva Carlo Dal Col alla batteria, Giovanni Zanchetta al basso, Massimo Vangelista alla chitarra, Andrea Maraschi alle tastiere e Giorgio Mari alla voce.
Formatisi nel 1984, hanno all'attivo 3 demotapes, Draw up your chair, Yiddish (dedicato ad Alberto Camus) e Luck, marry me, la band ha partecipato a vari festivals locali. Il loro sound è un pop fresco e ricco di contenuti, in netta contrapposizione con il suono duro di altre band già affermate. È dell'ultima ora la notizia di una rivoluzione nel repertorio dei LUXURE, con nuovi brani finalmente in italiano.
[sintassi e grammatica a cura dell'autore della scheda...].
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