BIOGRAFIE
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I Lifter si formarono nel 1992 a Los Angeles, California, con Mike Coulter (voce e chitarra), Jeff Sebelia (basso) e John Rozas (batteria). Dopo gli esordi discografici con etichette indipendenti come Fingerpaint e Triple XXX, i Lifter firmarono un contratto con la Interscope Records e debuttarono su album con Melinda (Everything was beautiful and nothing hurt), un titolo che faceva riferimento alla storia d'amore tossica di Mike Coulter. Il gruppo riuscì a raccogliere un piccolo successo con il singolo 402, non sufficiente per la continuazione della storia dei Lifter, che scomparvero senza lasciare traccia. I Lifter compaiono nella raccolta Interscope Records.
Link Protrudi & the Jaymen nacque come progetto momentaneo, in attesa della rinascita dei Fuzztones virtualmente sciolti. Si era nel 1986 quando Elan Portnoy e Ira Elliott lasciarono i Fuzztones per formare gli Headless Horsemen e Deb O'Nair se ne andò a formare i Das Furlines, con Wendy Wild dei Mad Violets. Da quanto racconta il sito ufficiale dei Fuzztones, il priapico Rudi Protrudi in quel periodo si era intortato la ragazza di Elan Portnoy e in questo modo si fece mandare a quel paese sia dal chitarrista che da Deb O'Nair, che figurava, oltre che come tastierista dei Fuzztones, anche come sua compagna. Rimasto solo con il bassista Michael Jay, Rudi si diede da fare per sostituire i fuggitivi, tra i quali, come detto, figurava anche il batterista Ira Elliott. Alla fine, Protrudi e Jay trovarono un picchiatore fenomenale, Mike 'Mad' Czekaj, in quel periodo impegnato con gli Stratford Survivors. Protrudi conosceva il batterista da diversi anni e molte volte lo aveva corteggiato per convincerlo a unirsi al suo gruppo. Nel 1986 gli Stratford Survivors si sciolsero e Czekaj si unì agli ancora provvisori Fuzztones.
Frustrati dalla formazione ancora incompleta, i tre cominciarono a provare dei pezzi esclusivamente strumentali, in massima parte di Link Wray e spinti dai commenti entusiasti di coloro che bazzicavano la sala prove in quei giorni, decisero di dare ufficialità al trio. Rudi si ribattezzò Link, in onore del suo eroe e massimo ispiratore in questo caso, Link Wray e al posto dei Raymen (o Wraymen, inghippo non ancora risolto), nacquero i Jaymen, dal cognome del bassista Michael Jay. Il trio, con Rudi Protrudi alla chitarra, registrò materiale per due album (o qualcosa meno...) su un registratore quattro piste e poi partì per un tour canadese. L'esordio di Drive it home fu pubblicato dalla tedesca Music Maniac nel 1988, mentre il seguito Missing links, riempito per una facciata del materiale rimanente registrato nelle stesse session dell'esordio e per l'altra (a 45 giri) con una versione dal vivo di Batman tranquillamente dispensabile, fu edito da Skyclad nel 1989. Dopo un tour europeo (1988, che mi vide tra gli entusiasti spettatori di un loro concerto), Protrudi e compagni furono pronti per la nuova versione dei Fuzztones. Nel 1990 Link Protrudi riemerse con due nuovi compagni, Chris Harlock, bassista proveniente dai Tommyknockers e Chris Crass, batterista, rimpiazzato in seguito dal solito Mike Mad Czekaj.
Il trio registrò Slow grind (Music Maniac 1990) e l'album dal vivo Drive it live! (Skyclad 1992, date di registrazione sconosciute). Seduction (Music Maniac 1994) fu registrato da Rudi con Jordan Tarlow al basso (in realtà un chitarrista, già membro di Outta Place, Morlocks e Fuzztones), Jason Savall (dei Fuzztones) alle tastiere e Brian Keats alla batteria. Gli ultimi due prodotti, sui quali mancano le pur minime informazioni, sono un EP registrato durante il tour europeo del 1994 (5 songs EP, Skoda) e Hit and run (Get Hip 1998). Link Protrudi & the Jaymen compaiono nella raccolta Gimmick.
Quintetto di Hollywood che tra le proprie fila annoverava un Chris Bailey, batterista omonimo del cantante degli australiani Saints e che si fece produrre l'esordio, Head first, da Brett Gurewitz dei Bad Religion (che pubblicò l'album, nel 1989, per la propria etichetta, la Epitaph Records). Oltre a Bailey, la formazione comprendeva il cantante Bernie Bernstein, il bassista Tom Wright e i chitarristi Gore Verbinski (anche co-produttore) e Nick Ferrari. Tutto lascia pensare che il gruppo sia scomparso dopo quell'unico album. I Little Kings compaiono nella colonna sonora del film Dudes.
Gruppo inglese dalla vita breve e travagliata, tacciato sin dall'esordio di non essere altro che una copia dei Dire Straits (come se Mark Knopfler...). Pochissime le notizie sul gruppo, nato a Londra nel 1979 e guidato dal chitarrista e cantante Mike Edwards, con il bassista Jeremy Meek, il batterista German Gonzales e l'altro chitarrista Chris Cutler (nulla a che vedere con l'omonimo batterista degli Henry Cow). Dopo l'album di debutto Pick it up (A&M 1979), Cutler fu sostituito da Simon Boswell (proveniente dagli Advertising). Boswell diventò anche il produttore del gruppo e impose le scelte sonore dei successivi No fright (A&M 1980) e Changes made (A&M 1981). Il gruppo si sciolse dopo il terzo album, senza lasciare alcuna traccia di sé stesso. I Live Wire compaiono nella raccolta Steppin' into the '80s.
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