BIOGRAFIE
Lov
Gruppo di Leonardo, New Jersey, formato da Alexis 'Lex' Lehman (basso), Bob Pantella (batteria), Timo Scott (percussioni e voce), Steve Smyth (chitarra e voce) e Layonne Holmes (cori), noto quasi esclusivamente per la partecipazione alla colonna sonora del film Clerks (con due brani, Clerks e Berserker), diretto da Kevin Smith e vincitore di premi al Sundance Film Festival e al Festival di Cannes (regia e settimana della critica, rispettivamente). Love Among Freaks, secondo le poche notizie rintracciate, erano attivi già da qualche anno quando la colonna sonora li rese famosi in tutti gli Stati Uniti e li fece arrivare al Festival di Woodstock del 1994. Representin' planet Earth è l'unico album che ho trovato attribuito al gruppo, pubblicato nel 1999 dalla Home Skillet Records.
I Love and Rockets (moniker ricavato da un fumetto di Jaime e Gilbert Hernandez, al quale fu cambiato nome in Love and Rockets X dopo la nascita di diverse band che lo usarono) si formarono dopo lo scioglimento dei Bauhaus e il disinteresse del cantante e leader Peter Murphy in una loro riunione (Peter Murphy, in quello stesso periodo, darà vita ai Dali's Car, in coppia con Mick Karn dei Japan). Con il dissolversi dei Bauhaus, alla fine del 1983 (o inizio 1984), Daniel Ash (chitarra, sassofono e voce) e Kevin Haskins (batteria e sintetizzatori) diedero vita ai Tones On Tail e poi, nel 1985, con l'altro ex-Bauhaus David J (basso e voce), formarono i Love and Rockets. Il gruppo esordì con una cover di un classico Motown, scritto da Berry Gordy e inciso dai Temptations nel 1970, Ball of confusion (Beggars Banquet, come quasi tutta la loro produzione, 1985), alla quale seguì dopo poco tempo il primo album, Seventh dream of teenage heaven (1985).
Al primo album seguirono, in successione, Express (1986), Earth, Sun, Moon (1987) e Love and Rockets (1989), album dal quale fu tratto il singolo So alive, un sorprendente successo da terzo posto negli Stati Uniti. Impegnati in tour continui in giro per il mondo, i Love and Rockets tornarono nei negozi nel 1994, con l'album Hot trip to heaven, dopo che l'etichetta statunitense del gruppo, la RCA, aveva sciolto il contratto (l'album fu pubblicato dall'American Recordings di Rick Rubin). Gli ultimi due album furono Sweet F.A. (1996) e Lift (Red Ant 1998) e dopo quest'ultimo, il trio si sciolse. I Love and Rockets fanno parte del capitolo 1985 della serie The Indie Scene, con il loro esordio Ball of confusion.
Di Bill (William) Lovelady, classe 1945, non si sa praticamente nulla, se non che è un chitarrista classico e che si trova in questa pagina per la sua partecipazione alla raccolta Music and rhythm, con un brano in coppia con Shankar.
Gruppo di Baltimora (Stati Uniti) sul quale, in rete, mancano stranamente informazioni dettagliate, manco fosse un combo oscuro perso nel tempo. I Love Nut dovrebbero essersi formati poco prima della metà degli anni '90, composti dai due chitarristi e cantanti Max Mueller e Andy Bopp (quest'ultimo anche compositore principale), dal bassista Dave Vespoint e dal batterista Tom Sabia. Nel 1995 il gruppo firmò un contratto con la piccola etichetta locale Merkin e pubblicò l'album d'esordio: in seguito al buon successo di Bastards of melody (parliamo di qualche decina di migliaia di copie), i Love Nut passarono alla Interscope Records, l'etichetta che ripubblicò l'esordio nel 1996, ma senza soddisfare i responsabili della casa discografica. Dopo il cambio alla batteria (con l'arrivo di Joe Parsons), i Love Nut, che avevano firmato un contratto per la realizzazione di tre album, cominciarono a lavorare all'opera seconda.
La Interscope suggerì Ed Stasium come produttore (personaggio molto noto per i lavori con Living Colour, Ramones e Soul Asylum, ma solo per citare i dischi presenti nella mia discoteca), una scelta che al gruppo, pur avendo già inciso le canzoni, andò bene. Il disco fu registrato nuovamente, ma il successo di compagni d'etichetta come Bush e No Doubt, mise i Love Nut in un angolo. I quattro chiesero all'etichetta di sciogliere il contratto e passarono alla Big Deal Records. Secondo un'altra fonte fu il passaggio della Interscope alla Warner Bros Records a creare il problema, ma la sostanza non cambia. Baltimucho! (1998), dalle poche notizie che si è riusciti a reperire, è l'ultimo album dei Love Nut: nient'altro si è riusciti a sapere su questo gruppo che è presente nella raccolta Interscope Records.
I Love Pushers, di Hoboken, New Jersey (USA), erano guidati dal giornalista Jim Testa (e con un altro giornalista coinvolto, ancor più famoso, Jim DeRogatis, alla batteria). Il gruppo (del quale non si riesce a scoprire quasi null'altro) registrò una manciata di canzoni (o anche meno) che finirono in raccolte varie, tra le quali Hanging out at... Midnight. Altro non sono riuscito a scoprire, anche per colpa dello stesso Jim Testa, che racconta qualcosa sui Love Pushers, ma evita di fare qualunque nome. Dal poco che si riesce a carpire, nel gruppo ci fu una donna 'dai capelli rossi', direttrice dei programmi della radio WPRB-FM (l'emittente dell'università di Princeton), in qualità di bassista e cantante. Il batterista (sconosciuto, ovviamente), che militava anche in un altro gruppo, portò con sé la canzone Radio girl, presente nella raccolta della Midnight già citata, anche se il pezzo, che non piaceva a Testa, fu rivoluzionato dallo stesso sia a livello di musica che di testo.
Questa storia (parlo della canzone Radio girl), secondo Jim Testa e io sono d'accordo, sarebbe dovuta finire con un nuovo titolo, già scelto dal giornalista, Lunch with Hüsker Dü, ma gli altri compagni non furono d'accordo. Dalle poche righe dedicate al gruppo dalla scheda di Hanging out at... Midnight, si viene a sapere che dei Love Pushers facevano parte anche Mick London dei Mod Fun (nei quali si esibiva alla chitarra e voce) e Howard Wuelfing, pure lui giornalista musicale e membro degli storici e dimenticati Slickee Boys (al basso) e dei trascurabili Howard & Tim's Paid Vacation. È poco, ma per quanto mi riguarda, è tutto.
Di origine serba (padre) e britannica (madre) e nata a Detroit, Michigan (USA): Lili-Marlene (non scherzo...) Premilovich, classe 1949, si trasferì in Inghilterra, nella città di Hull (la stessa di Everything But the Girl, Housemartins e altri), con la madre e i tre fratelli, in fuga dal padre mentalmente instabile. Nel 1968 Lili-Marlene arrivò a Londra, dove frequentò la scuola d'arte e tra le altre cose, lavorò come danzatrice del ventre. Tra le altre curiosità di una vita piena di lavori diversi e viaggi, Lene Lovich (non è dato sapere a quando risale il nome d'arte), oltre a cantare in teatro, a prestare la sua voce per le urla di film horror, a girare in tour con il gruppo soul West Indian e a lavorare per la star francese della disco-music Cerrone, fu tra le migliaia di persone che nel 1972, al Lanchester Arts Festival, 'collaborarono' con Chuck Berry alla registrazione di My ding-a-ling, l'unico 45 giri numero uno nella classifica statunitense del grande rocker (e numero uno pure in UK).
Come avevo supposto nella mia recensione e come confermato da Wikipedia, il pubblico fu istruito durante quella serata e il risultato corale (ascoltare per credere) fu sensazionale. Wikipedia, inoltre, scrive che data la natura della registrazione, My ding-a-ling può essere considerato il debutto discografico di Lene Lovich! Teoria bizzarra, ma lo è in maniera tale, che in qualche modo mi sento di appoggiarla. Nel 1975 l'artista si aggregò ai Diversions, un gruppo funky autore di diversi singoli e di un album e nel 1978, grazie allo storico del rock'n'roll e dee-jay Charlie Gillett, firmò un contratto con la Stiff Records. L'esordio discografico di Lene Lovich (a parte Chuck Berry) fu un 45 giri pubblicato nel 1978, con una cover di Tommy James and the Shondells, I think we're alone now (la canzone presente nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1978), seguito dal primo album, Stateless (1978), contenente anche Lucky number, l'altra canzone presente nella già citata raccolta (capitolo 1979, anche se i due brani furono pubblicati nel 1978: Lucky number, addirittura, fu il lato B del primo 45 giri, ma forse uscì successivamente in un altro singolo, anche se non ne esiste traccia nelle discografie trovate dal sottoscritto).
Seguirono gli album Flex (1979), No man's land (1982) e March (Pathfinder 1989), prima di un silenzio durato sino al 2005, l'anno del ritorno con Shadows and dust (Stereo Society). Tra le molte collaborazioni di Lene Lovich, da ricordare quella con Nina Hagen e la prestazione alla voce in un pezzo dei Residents.
I Lovin' Spoonful nacquero verso la metà degli anni '60, furono guidati da John Sebastian e presero il loro nome da una riga del testo di Coffee blues, una canzone del bluesman Mississippi John Hurt: secondo John Sebastian, la Cucchiaiata d'Amore si riferisce a un cunnilingus, mentre altri dicono sia la quantità media di sperma espulsa da un uomo durante l'atto sessuale. John Besson Sebastian Jr., newyorkese, nato nel 1944, militava in un gruppo folk, i Mugwumps, che allo scioglimento generarono due tra i gruppi più celebri dell'estate dell'amore e dei fiori, i Lovin' Spoonful e The Mamas and the Papas: da una parte John Sebastian, armonica e Zal (Zalman) Yanovsky (nato nel 1944 a Toronto, in Canada), chitarrista e cantante, a formare i Lovin' Spoonful e dall'altra la coppia formata da 'Mama' Cass Elliot e Denny Doherty, che diedero vita ai celebri The Mamas and the Papas.
John Sebastian, all'epoca nella Even Dozen Jug Band e Zal Yanovsky, membro degli Halifax Three, furono invitati a casa di Cass Elliot a vedere in tivù i Beatles, ospiti all'Ed Sullivan Show (febbraio 1964). Quell'incontro generò i Mugwumps, gruppo dalla vita brevissima e all'inizio del 1965, nacquero i Lovin' Spoonful. Sebastian (cantante, chitarrista e compositore) e Yanovsky, aggregarono a loro il batterista e cantante Joseph Campbell Butler e il bassista Steve Boone e si sistemarono nel Greenwich Village di New York. Grazie al produttore Erik Jacobsen, i Lovin' Spoonful firmarono un contratto con la neonata Kama Sutra Records e raggiunsero il successo al primo colpo, con il 45 giri d'esordio Do you believe in magic?, canzone scritta da John Sebastian. Il disco arrivò al numero nove di Billboard, mentre il primo album, con lo stesso titolo, pubblicato nel marzo del 1965, salì sino al numero 32. I 45 giri successivi confermarono l'attitudine alle vendite: You didn't have to be so nice salì sino al numero 10, mentre Daydream si fermò poco prima della vetta, al numero 2 (e lo stesso fece in Gran Bretagna), vendendo più di un milione di copie. Il secondo album, Daydream (maggio 1966), si piazzò al numero 10 in USA e al numero 8 in UK.
Did you ever have to make up your mind? fu un altro 45 giri da numero 2, mentre il successivo Summer in the city salì sulla vetta della classifica statunitense e vi restò per tre settimane: con la sua ottava posizione in UK, Summer in the city fu il secondo 45 giri dei Lovin' Spoonful da più di un milione di copie. I Lovin' Spoonful furono inseriti a 'forza' nell'esordio cinematografico di Woody Allen, What's up, Tiger Lily?, contro il volere dell'autore. Segnato da quell'episodio, Woody Allen fece di tutto, nel prosieguo della sua carriera, per avere il pieno controllo artistico e produttivo della propria arte. John Sebastian scrisse l'intera colonna sonora del film di Woody Allen, con la band impegnata nell'esecuzione strumentale, uno dei primi esempi di commento sonoro di una pellicola, registrato da un gruppo rock, che non fosse nata per un film sul gruppo stesso (il disco uscì nel settembre del 1966 e si fermò al numero 126). Il terzo album del gruppo di John Sebastian (a parte la colonna sonora), Hums of the Lovin' Spoonful (dicembre 1966), arrivò al numero 14, mentre il singolo Nashville cats (numero 8) fu l'ultimo successo da top ten statunitense (e l'ultimo britannico): il successivo Darlin' be home soon si fermò al numero 15 (e non andò oltre il numero 44 in UK).
A livello di album, nel marzo del 1967 uscì l'antologia The best of the Lovin' Spoonful, salito sino al numero 3 di Billboard, seguito da una seconda colonna sonora, You're a big boy now (marzo 1967, numero 160). Zal Yanovsky lasciò il gruppo dopo un arresto per possesso di marijuana e fu sostituito da Jerry Yester. La nuova formazione pubblicò il quarto album, Everything playing (marzo 1968), un lavoro ambizioso, registrato con un innovativo impianto a sedici piste, ma che non andò oltre il numero 118 di Billboard e non fece meglio il secondo capitolo dei best (The best of the Lovin' Spoonful, vol. 2, numero 156). John Sebastian lasciò i Lovin' Spoonful nell'ottobre del 1968 e proseguì con la carriera solista, mentre il gruppo (con il solo Butler dei membri originali) registrò l'ultimo album, Revelation: revolution '69 (marzo 1969). La formazione originale si riunì una prima volta per comparire nel film One trick pony, di Paul Simon (1980) e una seconda volta nel 1991, con Jerry Yester, Joseph Campbell e Steve Boone, che s'impegnarono in un tour mondiale di 150 date.
Nel 2000 i Lovin' Spoonful entrarono a far parte della Rock And Roll Hall of Fame. Nel 2002 Zal Yanovsky è morto per un attacco cardiaco. Il sito ufficiale del gruppo (scadente, come la maggior parte dei siti ufficiali), presenta una band in attività concertistica (oggi: 6 dicembre 2006) e con una formazione che comprende Steve Bonne, Joseph Butler, Jerry Yester e tali Mike Arturi e Phil Smith. I Lovin' Spoonful fanno parte della raccolta Here comes summer.
Riepilogo biografie della e nella pagina
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