BIOGRAFIE

Lon


BRAD LONG

Da Logansport, Indiana, un tizio di cui sono disponibili pochissime informazioni (oltre alla sua presenza nella prima Battle of the garages con una cover di Tell me, uno dei tre originali presenti nel primo album dei Rolling Stones, l'unico firmato Jagger/Richards. Brad Long era il proprietario di un negozio di dischi e occasionale vergatore di notizie sui fogli di una fanzine. La cover di Tell me sembra sia stata l'unica incursione vera e propria di Brad Long nel mondo della musica.


LONG RYDERS

Sid Griffin, nativo del Kentucky, si trasferì a Los Angeles nel 1977 e cominciò a suonare in varie cover-band di musica punk, anche se il suo grande amore erano i Byrds. Dopo l'incontro con Shelley Ganz, Griffin, nel 1979, entrò negli Unclaimed, gruppo di totale ispirazione sixties garage-punk. Nel 1981 Griffin lasciò gli Unclaimed, stanco della monomania di Shelley Ganz per gli anni '60 e formò un nuovo gruppo con Steve Wynn alla chitarra, Barry Shank al basso e Greg Sowders alla batteria (proveniente da una band ska di Los Angeles, i Boxboys). Le posizioni di Griffin e Wynn arrivarono a scontrarsi in pochi mesi e all'inizio del 1982, la scissione portò alla nascita dei Dream Syndicate da una parte (dopo varie vicissitudini) e di un nuovo gruppo per Sid Griffin, Barry Shank e Greg Sowders, dall'altra. I due reclutarono il chitarrista Stephen McCarty, musicista della scena locale di country & western, tramite un annuncio su un giornale locale. Dopo poco tempo, Barry Shank tornò a scuola e fu rimpiazzato dall'inglese Des Brewer.

Il nome del gruppo fu tratto dal titolo di un film che i nostri amavano alla follia, The long riders (di Walter Hill, in Italia I cavalieri dalle lunghe ombre, 1980), con una sola, piccola variazione: Long Ryders in luogo di Long Riders, in omaggio al gruppo preferito di Griffin, i Byrds, che trasformarono la parola birds in omaggio ai Beatles, che bisticciarono sul termine beetles. Dopo un paio di apparizioni in raccolte, il gruppo debuttò nel 1983 con il mini-LP 10-5-60, prodotto da Earle Mankey, chitarrista degli Sparks e già ingegnere del suono dei Beach Boys, pubblicato da PVC Records e ristampato da Demon/Zippo nel 1987 (con una canzone in più). Des Brewer lasciò a quel punto e fu sostituito dal nativo dell'Indiana Tom Stevens, tra le altre cose, candidato per un programma spaziale della NASA a Houston. Dopo aver firmato un contratto con la Frontier Records, nel 1984 i Long Ryders registrarono e pubblicarono il primo album, Native sons (con la produzione di Henry Lewy, già al lavoro con Flying Burrito Brothers, Barbra Streisand, Van Morrison e Joni Mitchell). Un tour europeo del 1984 e le buone recensioni (Melody Maker definì Native sons "un classico americano moderno" e New Musical Express dedicò al gruppo una propria copertina), i Long Ryders, nella classifica indie britannica del periodo, furono secondi solamente agli Smiths.

Dopo la firma per la Island Records, i Long Ryders bissarono con State of our Union (1985), il disco che per quattro settimane svettò nella classifica Alternative/College Radio statunitense; il singolo Looking for Lewis & Clark, d'altro canto, riuscì a entrare nella classifica canonica, impresa non proprio semplice per un gruppo dalle tali caratteristiche (la posizione raggiunta, purtroppo, rimane sconosciuta). Commenti lunsinghieri da parte di alcuni colleghi (come i REM) e una popolarità sin eccessiva in Spagna, dove suonarono come gruppo principale in un Festival trasmesso alla radio, davanti a centomila persone (100.000!), sembrarono presagire un grande futuro per la band di Griffin; a Toronto, per fare un altro esempio, qualcuno diceva che i Long Ryders erano la miglior cosa successa al rock dai tempi della Band: un giudizio che potrebbe schiantare chiunque. Il terzo album, Two-fisted tales (Island 1987), fu prodotto da Ed Stasium (Ramones, Soul Asylum e Smithereens, tra i tanti) e accolto in maniera controversa dalla critica, ma nondimeno, il gruppo fu invitato dagli U2 per aprire i concerti del tour nordamericano di The Joshua Tree.

Le cose andarono diversamente: Tom Stevens annunciò, in quella stessa estate 1987, di voler abbandonare la vita on the road per dedicarsi alla famiglia e fu rimpiazzato velocemente dal tecnico delle chitarre del gruppo (per onorare gli impegni dal vivo già nel loro ruolino di marcia). La defezione che diede il colpo di grazia al gruppo, però, arrivò nel periodo di Natale 1987, quando fu Stephen McCarthy ad annunciare la sua intenzione di mollare i Long Ryders. Il 15 settembre 1987, i Long Ryders suonarono il loro ultimo concerto a Los Angeles: le successive pressioni di Griffin e Sowders su McCarthy non ebbero alcun effetto. La Island Records chiese a Sid Griffin e Greg Sowders un ulteriore album dei Long Ryders, ma i due non se la sentirono di continuare con quel nome senza i compari di tante esperienze. Il gruppo si sciolse, com'era giusto che fosse, mi viene da aggiungere.

In quello stesso 1987, i Long Ryders comparvero tra i nomi della compilation Acres for cent, ma solo perché la Zippo Records si era appena aggiudicata i diritti per la pubblicazione del loro esordio su mini-LP. Una coda discografica, Metallic BO, un titolo pubblicato solo su cassetta nel 1988 (e poi reso disponibile negli altri formati) e contenente rarità, stranezze, cover e interviste e un'occasionale riunione nel 2004, a 17 anni dallo scioglimento, chiudono la storia dei Long Ryders, anche se non è detta l'ultima parola...

Torna dai Long Ryders

Torna da Sid Griffin

Torna da Danny & Dusty


Riepilogo biografie della e nella pagina

Band


Dream Syndicate

Brad Long - Long Ryders

Van Morrison


Ramones


Smithereens - Soul Asylum


Unclaimed - U2


Steve Wynn

Torna all'indice Biografie

Torna alla "prima pagina" musicale