BIOGRAFIE

Lee


DINO LEE

Il tizio in questione (il cui nome dovrebbe essere Bobby Bird, dal cognome della madre, cantante di nightclub a Los Angeles) dovrebbe provenire da Austin, Texas (USA) e dovrebbe avere all'attivo (i condizionali sono d'obbligo in un pezzo di questo tipo) una manciata di dischi, a partire da King of white trash (New Rose 1985). Dino Lee, dopo l'infatuazione punk (una band all'attivo, i Whirlybirds), negli anni '80 plasmò su sé stesso l'immagine di un Elvis impazzito incrociata con un James Brown mutante trasandato (ho tradotto alla bell'è meglio un periodo non proprio semplice di una fonte) e formò una big-band di nove elementi. La stessa recensione presa in considerazione (dell'album citato qui sopra), dice che Beer party fu un 'quasi successo' e che in Blood diner, Jackie Kong (un tizio definito ex-direttore porno), durante la sua performance vocale, sembra stia trombando una vacca. Sembra anche (pare, si dice...) che la fama di Dino Lee sia dovuta ad un articolo locale scritto da Michael Hall, giornalista musicale, ma a quei tempi anche leader dei Wild Seeds (provenienti anch'essi da Austin, come facilmente intuibile).

Con la New Rose Dino Lee pubblicò altri tre dischi, l'EP Everybody get some (1986), l'album The new Las Vegan (1987) e il live Messin' with my thang (1989, attribuito ai Luv Johnson). In seguito ad alcuni episodi/scontri con il pubblico di Austin, Dino Lee sciolse la band e si trasferì a Los Angeles (1988), dove scrisse sceneggiature e fu impegnato come attore in pellicole di serie B (e l'immagine del personaggio si adattava perfettamente, nulla da dire). Fu in quel periodo che Dino Lee si esibì in gruppo come Luv Johnson (anche se la fonte New Rose sembra attribuire al nome la consistenza di una persona fisica, ma lasciamo perdere volentieri), con le chitarre di Billy White e Bobby Rock e una sezione fiati composta da vecchi membri degli Earth, Wind & Fire. Nel 1992 Dino Lee tornò ad Austin, invogliato dal rumore provocato dai Luv Johnson, ma non trovò un ambiente favorevole e si ritirò dalla musica, concentrandosi su un film basato su una sua sceneggiatura (Jonah: a hero's life). Il 1995 segnò il ritorno alla musica di Lee, propiziato dal direttore di un locale di Austin, il Cedar Street, che sul ricordo di Dino Lee intendeva lanciare delle serate domenicali dedicate ai classici di Frank Sinatra.

Al Cedar Street l'artista veniva chiamato The Fabulous Dino Lee, ma l'associazione con quel nome non gratificava l'artista (a livello di ricordi spiacevoli, immagino) e fu così che Dino Lee diventò Mr. Fabulous (una specie di Buster Poindexter di provincia, da quel che si può capire: Buster Poindexter è l'alter ego elegante e classico di David Johansen, usato per esibirsi in concerti lontani sia dagli eccessi delle New York Dolls, come dalla normalità del Johansen solista e che, alla fine, si trasformò nel più grande successo, di gran lunga, nella carriera dello straordinario cantante - e anche attore, tanto per trovare un'altra coincidenza con Dino Lee). Diciamo pure che è tutto. Dino Lee fa parte della raccolta Play New Rose for me - Rose 100.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Earth, Wind & Fire

Dino Lee

New York Dolls


Wild Seeds

Torna all'indice Biografie

Torna alla "prima pagina" musicale