BIOGRAFIE

Lea


LEATHER NUN

I Leather Nun nascono all'inizio del 1978 a Göteborg, Svezia, con questa formazione: Jonas Almqvist (voce), Bengt 'Aron' Aronsson (chitarra), Freddie Wadling (basso, dal 1979 al 1982), Gert Claesson (batteria), Anders Ohlsson (basso, dal 1982), Nils Wohlrabe (chitarra). Il nome, secondo una fonte, deriverebbe da quello di una spogliarellista londinese. La data di formazione dei Leather Nun non può che ascriverli come uno dei primi esempi (se non il primo in assoluto) di musica pop (nel senso più ampio del termine) svedese al di là degli Abba (gruppo che i Leather Nun ripresero, sfregiando due loro canzoni in un 45 giri del 1986, Gimme gimme gimme). Il debutto discografico del gruppo fu un EP inciso nel dicembre del 1978 e pubblicato quasi un anno dopo (novembre 1979, con aggiunte di quest'ultimo periodo) dalla Industrial Records dei Throbbing Gristle: Slow death fu registrato dalla formazione citata qualche riga sopra, meno il chitarrista Nils Wohlrabe (e con il basso di Freddie Wadling).

Live at Scala Cinema uscì solamente su cassetta, ma in che data non si sa. Una versione extended di Slow death, su etichetta Criminal, fu pubblicata nel 1984, dopo una serie di 45 giri, mentre un paio d'anni prima Freddie Wadling aveva lasciato i Leather Nun per accasarsi presso i Blue For Two (1982), gruppo con più di qualche contatto con i connazionali Sator di Chip Kiesbye. Il primo album giunse nel 1985, Alive (dopo la firma con la Wire Records), un disco dal vivo con materiale inedito, registrato in Danimarca nell'ottobre del 1985 e pubblicato nel dicembre successivo. Lust games, un mini-LP del 1986, fu votato miglior album dell'anno dalla rivista tedesca Spex e ottenne lusinghiere recensioni anche in Italia. Nell'agosto 1987 fu il momento, finalmente, del primo album di studio e di lunghezza canonica per il gruppo svedese: Steel construction (prodotto da Aronsson e pubblicato dalla Wire) ottenne cinque stellette (il massimo) dal magazine inglese Sounds. In Italia, il Guglielmi che aveva incensato il precedente Lust games, distrusse in poche righe il disco, mentre Celora, sul Buscadero, impiegò qualche parola in più, ma la stroncatura fu la medesima. In quello stesso 1987, i Leather Nun parteciparono alla colonna sonora del film Dudes, con un brano tratto da Lust games (Jesus came driving alone), mentre la IRS, affiliata alla Wire per il mercato statunitense, pubblicò l'antologia Force of habit.

Il successivo International heroes, vide Aronsson abbandonare la produzione e il gruppo affidarsi nelle sapienti mani di Kim Fowley. L'album fu registrato nei dintorni di Washington DC e pubblicato nel 1988 e non fu l'ultimo del gruppo ad essere prodotto da un grande personaggio del music-biz: il successivo Nun permanent vide al mixer Mick Ronson, ex-Mott the Hoople e collaboratore di grandi personaggi quali David Bowie e Lou Reed. Il lavoro di Ronson con i Leather Nun fu tra gli ultimi della sua vita: il chitarrista morirà nell'aprile del 1992 (l'album uscì sul mercato nel novembre del 1991). Nun permanent, secondo il sito del gruppo, rischiò di diventare il grimaldello per il successo dei Leather Nun, ma problemi vari impedirono al disco di arrivare nei negozi in quantità sufficiente (sembra che le sole prenotazioni arrivassero a 50.000, ciò che avrebbe fatto dell'album un disco d'oro svedese). La storia dei Leather Nun dovrebbe concludersi a questo punto.


LEAVES

Gruppo garage fondato nel 1965 (una fonte dice 1963), nella San Fernando Valley (California), dal bassista Jim Pones, classe 1943, all'epoca studente alla Cal State Northridge. Ispirato dai primi dischi dei Beatles che giunsero negli Stati Uniti, Jim Pones e i primi compagni di band, fondarono i Rockwells, diventati in seguito Leaves. Da quel che si può intuire, coloro che datano la fondazione della band al 1963, probabilmente parlano dei Rockwells, diventati Leaves nel 1965 e senza tenere conto di un'ulteriore fonte che parla del 1964! È quest'ultima la più completa, dato che ci fornisce la formazione dei Rockwells (e non solo): Robert Lee Reiner (chitarra), Jim Pons (basso), Bill Rinehart (chitarra) e Jimmy Kern (batteria). Dei Rockwells non viene citata una voce solista, probabilmente perché il gruppo era orientato verso pezzi strumentali di musica surf. Alla fine del 1964, al gruppo si unì la voce di John Beck, mentre Kern fu rimpiazzato da Tom Ray all'inizio del 1965. I Rockwells vinsero un'audizione per rimpiazzare le ormai star nazionali Byrds al club Ciro's di Los Angeles, sul Sunset Strip: fu con questa vittoria che il nome cambiò in Leaves.

Guadagnato un contratto con l'etichetta Mira, i Leaves debuttarono con il 45 giri Too many people/Love minus zero (settembre 1965) e con il secondo vinile, iniziarono una saga (senza esagerare...) che li porterà al più grande successo della loro carriera, il principale motivo per cui sono ricordati ancora oggi (3 luglio 2007). Hey Joe, where you gonna go/Be with you fu pubblicato nel novembre del 1965 e non ebbe un grande impatto, tanto che Rinehart, nel febbraio del 1966, lasciò i Leaves e fu sostituito da Robert (Bobby) Arlin (già nei Catalinas di Leon Russell). La nuova formazione incise i 45 giri You better move/A different story (1965), una nuova versione di Be with you (il lato B di Hey Joe, where you gonna go), stavolta come lato A (con Funny little world sul lato B, 1966) e infine, la seconda Hey Joe, col titolo accorciato e con Girl from the East sul lato B (1966). La terza versione di Hey Joe (con Funny little world sul lato B) fu quella giusta, registrata subito dopo l'arrivo di Arlin, che aggiunse alle versioni precedenti la sua chitarra dai toni fuzz. Il 45 giri raggiunse il numero 31 di Billboard, restò per nove settimane in classifica e dominò la classifica locale di vendite.

Qualche cenno sulla canzone, Hey Joe, oggetto di una grande controversia in quel periodo. Il pezzo, reso famosissimo, che dico, eterno, dalla versione di Jimi Hendrix, in quegli anni fu ripreso da chiunque provasse in un garage o in una cantina statunitense. Billy Roberts, un artista californiano, la firmò come propria nel 1962, ma secondo alcuni, come Tim Rose, non fece che adattare una vecchia canzone folk che lo stesso Rose ascoltava da bambino. Tim Rose ne registrò una versione lenta nel 1966 e a questa s'ispirò Hendrix quando decise di farne il debutto discografico della Jimi Hendrix Experience. Chi si ritrova una Hey Joe in un album della propria discoteca, scopre con sorpresa che la canzone può essere firmata alternativamente B. Roberts o C. Powers. Il sottoscritto, solo per fare un esempio nell'ambito di una collezione limitata, trova la canzone interpretata dai Seen (nella raccolta Declaration of fuzz, 1986, firmata Powers), dai Leaves oggetto di questa scheda (dalla raccolta Nuggets, firmata Powers), da Tim Rose (1967, dalla tripla compilation The sixties to seventies in search of space: l'artista la firmò come propria), da Bevis Frond (dall'album Triptych, firmata T.Rad, qualunque cosa voglia dire), dai Byrds di Fifth dimension (1966, firmata Powers), con il titolo allungato, Hey Joe (Where you gonna go), come la prima versione dei Leaves, dal Jimi Hendrix straordinario di Are you experienced? (1967, firmata Roberts), dai Music Machine di Turn on (1966, firmata Roberts) e da Nick Cave (dall'album Kicking against the pricks, firmata Roberts).

Scusate per l'elenco, ma era per dare un'idea della confusione e per porre una domanda: chi cacchio è William C. Powers, l'altro autore citato come firma in alcune versioni? Niente altri che il chitarrista che diventò famoso come Dino Valenti (o anche Valente), all'anagrafe Chester William Powers jr., membro dei Quicksilver Messenger Service. Valenti era amico di David Crosby, all'epoca nei Byrds, gruppo che proponeva Hey Joe in concerto (e la registrò in un album, come abbiamo visto), ma la canzone era notissima e ripresa da molti in ambito losangeleno e fu registrata nel 1965 dai Surfaris, un gruppo surf (Lapalisse) californiano di Glendora. Secondo un sito dedicato appositamente alla canzone, la versione dei Leaves (la prima delle tre), fu la seconda a essere pubblicata, dopo quella dei Surfaris: questi ultimi la intitolarono Hey Joe, where are you going?, i Leaves, come abbiamo visto, Hey Joe, where you gonna go. La terza Hey Joe dei Leaves fu pubblicata nel maggio del 1966 e dopo aver scalato la classifica di Billboard, diventò popolare presso qualunque garage-band del paese (e in quel periodo, 1966-1967, le garage-band statunitensi erano letteralmente migliaia). Concludiamo dicendo che non è chiaro perché la canzone sia accreditata spesso al fantomatico C. Powers, alias Dino Valenti e nemmeno il sito apposito riesce a spiegare il mistero (non fa che citare l'amicizia tra Valenti e Crosby).

Torniamo ai Leaves e al loro primo album, Hey Joe (nessuna sorpresa), pubblicato all'inizio dell'estate 1966 e arrivato sino al numero 127 di Billboard, con una permanenza di cinque settimane in classifica. Il gruppo comparve in qualche show televisivo, in un film hollywoodiano (The cool ones) e poi, firmò un contratto con la Capitol Records, per la quale pubblicò il secondo e ultimo album, All the good that's happening (1967). Jim Pons se ne andò ancor prima di finire le session di registrazione, Ray fu cacciato dal produttore e Beck, tanto per concludere in letizia, se ne andò pure lui, disgustato dalla situazione, lasciando Arlin solo soletto: l'album fu un disastro commerciale. Un tentativo di riesumare la band come New Leaves, con Beck, Arlin, Buddy Sklar (basso) e Craig Boyd (batteria), si rivelò infruttuoso e il nome cadde nell'oblìo sino alla pubblicazione di Nuggets (1972). I New Leaves senza Beck continuarono come Hook, ma fu Jim Pons a segnare dei punti in carriera, facendo parte dei Turtles e delle Mothers of Invention di Frank Zappa.


LEAVING TRAINS

"I Leaving Trains si formarono nell'annoiata disperazione suburbana di Los Angeles", scrive (presumo) lo stesso Falling James nel sito ufficiale del gruppo: era il 1980 quando Falling James (voce), Manfred Hofer (chitarra) e il fratello di quet'ultimo, Tom (basso), pensarono a un nuovo gruppo dopo aver sciolto i Mongrels, punk band durata un paio d'anni. Il primo batterista ufficiale (definiamolo così) fu Hunter Crowley, ma la girandola di nomi che passò su quel sellino fu ubriacante: Hilary Laddin, Raoul Endara, Chris Koval, Terry Graham (Bags e Gun Club), Jason Kahn (Universal Congress Of) e sono solo alcuni (non è chiaro se i gruppi citati tra parentesi fossero la provenienza o le successive esperienze dei personaggi citati). Della prima partita faceva parte anche Sylvia Juncosa con le sue tastiere. L'esordio assoluto dei Leaving Trains è datato 1981, all'interno di una raccolta della Happy Squid Records, Keats rides a Harley, con il brano Virginia City.

Sempre a cura della Happy Squid, il gruppo esordì in proprio con un 45 giri del 1982 (Burning down the house), con la formazione ridotta a Falling James e i due fratelli Hofer (e uno tra i tanti batteristi citati). Il primo album, Well down blue highway (Bemisbrain/Enigma), non arrivò prima del 1984, co-prodotto da David Roback, a quel tempo coinvolto nei Rain Parade e forse per questo anche i Leaving Trains furono inseriti nel calderone del Paisley Underground. Dall'album d'esordio sarà tratta la canzone (Leaving Trains) inserita tra le 26 proposte di The Enigma variations. Risolto il problema batterista, con l'entrata ufficiale di Jason Kahn, fu il tempo per il secondo album, Kill tunes, pubblicato nel 1986 dalla SST. Il lavoro cambiò la direzione sonora del gruppo e su quella (più dura e incancrenita) fu orientato anche il terzo (ancora SST, come tutti i successivi fino al 1997), dal titolo gentile di Fuck (1987). La formazione fu rivoluzionata dopo Kill tunes, con il solito e inamovibile Falling James, il batterista Jason Kahn e i nuovi Mike Barnett (chitarra) e Eric Stringer (basso), un quartetto che durò giusto il tempo di un paio di concerti.

Fuck fu registrato con Sam Merrick alla chitarra e Bruce Gunnell alla batteria. Ancora cambiamenti per l'album del 1989, l'eccellente Transportational d-vices (SST), ma solo per quanto riguarda la batteria, passata nelle mani di Dennis Carlin. Sleeping underwater survivors (SST 1990) vide all'opera il nuovo chitarrista Bobby Belltower, punto fermo, con Falling James, del successivo The lump in my forehead (1992) e dell'EP Loser illusion, part zero (1991), mentre i nuovi arrivati si chiamano Whitey Sims (basso) e Lenny Montoya (batteria). Il 1993 fu un anno di pausa a livello discografico, ma non per i cambiamenti di formazione all'interno dei Leaving Trains. Il nuovo chitarrista Mo-Ron Donovan (arrivato già nel 1992) durò poco, ma fece in tempo a registrare alcune canzoni dell'album successivo e dopo la sua dipartita, durante un tour, fu Falling James a prendersi la responsabilità della chitarra, in un trio ancora una volta completamente rivoluzionato (Chaz Ramirez al basso e il vecchio Dennis Carlin alla batteria). Il tanto agognato The big Jinx fu finalmente pubblicato nel 1994 da Falling James (che probabilmente avrà suonato le parti di chitarra e basso ancora restanti) e Dennis Carlin.

In quel periodo (tra il 1993 e il 1994) alla band aderì Gwynne Kelly delle Pandoras (al basso, poi sostituita da Jimmy Green; io so che la Kelly era una tastierista). L'elemento femminile continuò ad aumentare all'interno dei Leaving Trains (presumendo, dalle foto disponibili, che Jimmy Green sia una donna, ma sembra proprio che sia un uomo). Nel 1996 la chitarra passò nelle mani di Melanie 'Sweet Potatoes' Vammen (altra ex-Pandoras), mentre il nuovo batterista (il milionesimo o giù di lì), si chiama Allen Clark II. Quest'ultima è la formazione che diede alla luce il nuovo album Smoke follows beauty (SST 1997). Dal 1997 al nuovo millennio l'unica novità è la nuova bassista Miss Koko Puff ed è con la formazione invariata da vari anni che i Leaving Trains arrivano ad Emotional legs (Steel Cage Records 2001), il primo album pubblicato dopo il divorzio dalla SST e la difficile ricerca di una nuova etichetta (durata anni, secondo il leader) e l'ultimo, sino ad ora, dell'immarcescibile Falling James. Amplified pillows conclude la storia, anche se trattasi di una lunga antologia pubblicata nel 2004.

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Gun Club


Jimi Hendrix

Leather Nun - Leaves - Leaving Trains

Pandoras


Rain Parade - Lou Reed - Tim Rose


Sator - Seen


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