BIOGRAFIE
Joe
Nato William Martin Joel nel 1949, nel Bronx newyorkese, Billy Joel è uno degli artisti popolari più popolari (scusate il gioco di parole pleonastico) degli ultimi decenni, negli Stati Uniti più che altrove, ma anche questa è un'affermazione che potrebbe far contento monsieur Lapalisse. Billy entrò a far parte della sua prima band, Echoes (nome poi cambiato in Lost Souls), all'età di quattordici anni, un'esperienza seguita dal coinvolgimento negli Hassles, autori di alcuni successi locali e di ben due album alla fine degli anni '60. Abbandonati gli Hassles, Joel formò gli Attila, un duo con il batterista Jon Small, anche in questo caso con un album all'attivo. Dopo il mancato successo degli Attila, Joel sprofondò nella depressione, tentò il suicidio ingerendo un detersivo e fu salvato. Nel 1971 Joel ritornò alla carriera musicale, firmando un contratto con la Family Productions di Artie Ripp e pubblicando l'esordio solista, Cold Spring Harbor. L'album fu masterizzato alla velocità sbagliata, facendo sembrare il cantante e compositore (con le sue stesse parole) "come Alvin e i Chipmunks" (un gruppo musicale fittizio creato da Ross Bagdasarian, autore delle tre voci e protagonista di un cartone animato).
L'esordio di Joel non ebbe successo, come facile immaginare. L'artista si trasferì a Los Angeles, si sposò e suonò in un pianobar per diversi mesi con il nome di Bill Martin. Grazie a una radio di Philadelphia, che trasmise la canzone Captain Jack, tratta da un concerto dal vivo, l'album d'esordio di Billy Joel riuscì ad entrare nelle classifiche (numero 158 in quella di Billboard e 95 in quella britannica). Nonostante il contratto ancora valido con la Family Productions, Joel firmò per la Columbia, con la condizione che i successivi cinque album portassero il logo dell'etichetta di Artie Ripp (e una royalty di 25 centesimi per ogni album venduto: mica male, tenendo conto delle vendite degli album successivi). Alla fine del 1973 Joel pubblicò Piano Man, arrivato al disco d'oro (cinquecentomila copie) in breve tempo e venduto da allora in quattro milioni di copie. I successi continuarono con Streetlife serenade (1974) e dopo il ritorno a New York, con Turnstiles (1976).
La superstar Billy Joel nacque dopo il ritorno a New York: The stranger (1977), prodotto da Phil Ramone, arrivò al numero due di Billboard e ricevette una nomination ai Grammy Award per il tormentone romantico di Just the way you are (sentita nominare dal sottoscritto come la più bella canzone di tutti i tempi, alla radio, tanti anni fa: che dire, i gusti sono gusti e su questo non transigo mai). 52nd Street (1978) ha totalizzato sette milioni di copie e all'epoca, fu il primo numero uno di Billy Joel e raggranellò pure tre Grammy. Come racconta Wikipedia, Joel voleva diventare un rocker, abbandonando i toni da pianobar di Piano Man e Just the way you are: Glass houses (1980) ci provò con il successo di sempre, portando a Joel anche il primo singolo numero uno negli Stati Uniti, It's still rock & roll to me e impinguendo la bacheca del nostro di altri Grammy. Songs in the attic (1981), come recita il titolo, raccolse versioni dal vivo di canzoni d'inizio carriera dimenticate in soffitta, a beneficio di chi aveva conosciuto solo il Billy Joel dei successi. The nylon curtain (1982) fece forse il passo più lungo della gamba (ricordi delle recensioni dell'epoca) e restò lontano dal solito primo posto (numero sette). In quel periodo Billy Joel ebbe un incidente motociclistico (polso e mano sinistra fratturati).
Dopo il divorzio e il matrimonio con la top model Christine Brinkley, Joel pubblicò An innocent man (1983), tributo alla musica degli anni '50, trainato dal singolo Uptown girl, l'unico numero uno britannico del nostro. La canzone, per la cronaca, diventò un tormentone anche in Italia, seguita da un altro numero uno, Tell her about it (l'album arrivò al numero quattro). Un simile artista e compositore non può che essere beneficiato da un'antologia ben fatta o sapientemente costruita. Come riferito da Wikipedia, il greatest hits fu pensato da Billy Joel come chiusura della prima parte della sua carriera (il ruolo che spesso veniva attribuito al doppio album dal vivo). Con due nuove canzoni (il solito trucchetto per invogliare anche chi possiede tutti gli album precedenti), Greatest hits vol. 1 e 2 (un doppio album o due cd), pubblicato nel 1985, è stato venduto da allora in oltre venti milioni di copie, è il doppio album di maggior successo di tutti i tempi per quanto riguarda i solisti ed è secondo in generale al solo The wall dei Pink Floyd; per finire, è il sesto album più venduto di tutti i tempi negli Stati Uniti.
Tanto per aggiungere qualche nota di colore e anche per confermare come l'operazione di Billy Joel non sia la prima né l'ultima del genere, vediamo i primi dieci album più venduti di sempre negli Stati Uniti. Al primo posto le quasi trenta milioni di copie di Greatest hits 1971-1975 degli Eagles, pubblicato nel 1976 (lo stesso anno di Hotel California!); al secondo, i ventisette milioni di copie di Thriller di Michael Jackson (l'album più venduto di sempre, contando il resto del mondo); al terzo posto, il quarto album dei Led Zeppelin (chiamatelo come volete, non ha un titolo), coi suoi ventitrè milioni di copie, marcato da vicino da The wall dei Pink Floyd; al quinto posto Back in black degli AC/DC (ventuno milioni), seguito da Billy Joel e da Shania Twain (Come on over, venti milioni). A seguire, sino al decimo posto, Garth Brooks (Double live, venti milioni), i Beatles del doppio bianco (The Beatles, diciannove milioni) e i Fleetwood Mac di Rumours (diciannove milioni). I milioni di copie del facile greatest hits, non furono replicati dal nuovo album The bridge (1986).
A seguire un tour in Unione Sovietica (esisteva ancora), Billy Joel pubblicò il live КОНЦЕРТ, Concerto in russo (1987), seguito da Storm from the front (1989), contenente un altro singolo numero uno, We didn't start the fire e primo album di Joel a raggiungere il numero uno statunitense dai tempi di Glass houses (1980). Per concludere un pezzo già troppo lungo, il compositore pubblicò River of dreams nel 1993 e poi si ritirò coi suoi milioni di album venduti, ritornando con un concerto al Madison Square Garden nel 1999, pubblicato in seguito col titolo 2000 years: the millennium concert. Nel 2001 fu la volta di una raccolta di pezzi pianistici (Fantasies & delusions), scritti da Joel e suonati da Richard Joo. Dopo un tour con Elton John, Joel scomparve nuovamente e ritornò nei negozi con un box della Columbia, My lives, raccolta di demotape, rarità, canzoni dal vivo e quant'altro. Un tour dell'artista è partito all'inizio di questo 2006 (oggi: 19 settembre 2006), dal quale è stato già tratto un album dal vivo, 12 gardens: live. Billy Joel compare nella raccolta In harmony 2.
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