BIOGRAFIE

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IGGY and the STOOGES

Dopo due album che, col senno del poi, hanno cambiato la storia della musica rock, gli Stooges rimanevano un oggetto quasi sconosciuto per il grande pubblico: Fun house, infatti (1970), non fece meglio di The Stooges (1969) a livello commerciale. Iggy Pop decise di aggiungere alla formazione un chitarrista (James Williamson) e un tastierista (Scott Thurston), mentre il bassista Dave Alexander fu rimpiazzato prima da Zeke Zettner e poi da James Recca, ma il gruppo era devastato dalla tossicodipendenza dei membri, i concerti furono sempre più difficili da portare a termine e la Elektra decise di rompere il contratto. Gli Stooges si sciolsero, Iggy Pop se ne andò in Inghilterra dal suo nuovo amico David Bowie, trascinandosi dietro James Williamson e grazie all'artista inglese, firmò un contratto con la Columbia. Un tentativo di ricostituire gli Stooges con musicisti inglesi fallì e alla fine, Iggy Pop richiamò i fratelli Asheton, il chitarrista Ron e il batterista Scott, protagonisti della prima fase del gruppo.

Ron Asheton accettò unicamente per l'opportunità di guadagnare qualche soldo, ma non fu per nulla soddisfatto, sia della fase inglese di Iggy, sia del passaggio dalla chitarra al basso (il chitarrista principale era ormai identificato nella figura di James Williamson, anche compositore assieme al cantante). La formazione diede alle stampe l'ambiguo, contestato e fondamentale (non meno dei primi due album degli Stooges) Raw power (1973), attribuito a Iggy Pop & the Stooges, con la produzione di Iggy Pop e la mano pesante di David Bowie al missaggio. Nelle dichiarazioni postume di Iggy Pop, Raw power fu di volta in volta rovinato dalla post-produzione di Bowie o farina completa del suo sacco, senza alcun intervento dell'inglese: a seconda dell'umore, insomma. Come gli altri prodotti discografici degli Stooges, anche Raw power fu venduto in quantità misere, ma come per gli album dei Velvet Underground (sino a Loaded...), i lavori degli Stooges hanno influenzato come pochi altri il mondo della musica che stava scivolando verso l'inedia e si stava cacciando nella patata bollente chiamata punk.

Dopo una lunga tournée, Iggy Pop & the Stooges si sciolsero nel febbraio del 1974. Uno degli ultimi concerti fu immortalato nel celeberrimo Metallic K.O.: l'album dal vivo è diviso tra una parte risalente all'ottobre 1973 e una seconda, appunto, che testimonia di uno degli ultimi concerti del gruppo (qualcuno dice l'ultimo in assoluto), tenuto a Detroit il 9 febbraio 1974 (il disco fu pubblicato da Skydog). A gruppo sciolto, Iggy Pop cercò di uscire dalla tossicodipendenza e nel 1976 diede inizio alla carriera solista. Il resto è un'altra storia. Iggy Pop & the Stooges compaiono nella raccolta Flesheaters - The return of the undead.

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IGGY POP

James Jewel Osterberg Jr. nasce a Muskegon, Michigan, il 21 aprile del 1947. La carriera musicale di James iniziò come batterista in diverse band scolastiche di Ypsilanti (Michigan) e una di queste, gli Iguanas, segnò anche il suo debutto discografico, il 45 giri Mona/I don't know why, pubblicato nel 1965 in un migliaio di copie. Spostatosi a Chicago dopo aver abbandonato l'Università del Michigan, James assorbì la lezione dei bluesmen e in seguito, ritornato nel Michigan, formò gli Psychedelic Stooges, battezzando sé stesso Iggy Pop. Iggy uscì probabilmente dal ricordo degli Iguanas, mentre Pop era il cognome di un tizio che, facendo chemioterapia, aveva perso le sopracciglia: Iggy si era rasato le sopracciglia prima di un concerto e il collegamento gli suggerì il nome. Gli Psychedelic Stooges diventarono semplicemente Stooges e tra il 1968 e il 1975, (con un temporaneo scioglimento di mezzo) pubblicarono tre album ufficiali di studio (l'ultimo come Iggy and the Stooges) e numerose pubblicazioni su singolo, inedite su album, oltre a dischi semi-ufficiali come il live Metallic KO del 1976. Dopo l'ultimo concerto, nel 1974, gli Stooges si sciolsero (quasi) definitivamente.

Il primo prodotto del dopo Stooges, registrato nel 1975, ma pubblicato nel 1977, fu un album in coppia con l'ultimo socio nella band di Ann Arbor, James Williamson: Kill City, pubblicato dalla Bomp. La crisi creativa (ed esistenziale?) del nostro fu interrotta dal salvatore delle anime rock statunitensi, David Bowie, che dopo Lou Reed si prese cura anche di Iggy Pop (cosa che aveva già fatto per la fase Iggy and the Stooges). La collaborazione fruttò due album di studio pubblicati entrambi nel 1977 (The idiot e Lust for life) e un album dal vivo, T.V. eye, pubblicato nel 1978 dalla RCA, come i due precedenti. Nel 1979 Iggy Pop firmò un contratto con la major Arista e pubblicò tre album in successione, New values (1979), Soldier (1980) e Party (1981). Il passaggio alla Animal Records di Chris Stein, produsse l'album Zombie birdhouse (1982) e l'inizio di un periodo di stasi musicale, rotto nel 1986 dalla firma con la A&M, dall'album Blah-blah-blah e da una circostanza che cambiò le scarse fortune commerciali del nostro: nel 1983 David Bowie incise una versione di China girl (dall'album The idiot) per il suo album milionario Let's dance e il singolo fu un successo mondiale.

Il successivo Istinct (1988), durissimo ritorno ad antiche atmosfere (e prodotto, male, da Bill Laswell), sorprese la A&M, che si aspettava un album leggero come il precedente e il contratto fu stracciato. Brick by brick (1990) fu pubblicato dalla Virgin, come i successivi American Caesar (1993), Naughty little doggie (1995), Beat 'em up (2001) e l'ultimo Skull ring (2003). Nel 2003 Iggy Pop ha riunito gli Stooges, con i vecchi compagni Asheton e il genio del basso indipendente USA, Mike Watt. Iggy Pop compare nella raccolta Flesheaters - The return of the undead, volume 2.

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Lou Reed


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