BIOGRAFIE
Gu
Formati nel 1983 a Feltham, Middlesex (Inghilterra), i Guana Batz si sono distinti come uno dei migliori gruppi di quella particolare forma di rockabilly che prese il nome di psychobilly. La formazione iniziale comprendeva il cantante Pip Hancox, voce straordinaria (ne sa qualcosa anche il sottoscritto, che ha assistito a un loro concerto londinese) e corpo completamente tatuato, Stuart Osborne (chitarra), entrambi bykers, Dave 'Diddle' Turner (batteria) e Mick Wigfall (contrabbasso). Dopo poco tempo, Mick Wigfall manifestò la sua preferenza verso il basso elettrico e fu sostituito da Mick White prima e da Sam Sardi poi (nel 1984). Il debutto su EP, pubblicato dalla Big Beat Records (che li inserirà nella raccolta Rockabilly psychosis & the garage disease), è datato 1983 (You're so fine). Dopo la partecipazione alla compilation Stompin' at the Klub Foot, i Guana Batz firmarono un contratto con ABC/ID Records e registrarono il loro primo album, Held down to vinyl... at last! (1985). Loan sharks fu il secondo album (1986), seguito nel 1987 da Live in London e nel 1988 da Rough edges.
Fu a quel punto che il batterista Dave Turner mollò i compagni e fu sostituito da Johnny Bowler. La nuova formazione registrò Electra glide in blue (1990, World Service). Il cambio di contrabbassista (Mark Pennington) servì solamente per i tour successivi, ma in seguito il gruppo si sciolse. La riunione obbligatoria giunse nel 1998, segnata da un album di sole cover, Undercover (appunto, 1999). Per ora è tutto. I Guana Batz, tra le altre raccolte in mio possesso, oltre a quella già citata, fanno parte delle pattuglie di Crazy Nouveaux, raccolta italiana del 1989 e di Psychomania vol. II.
Trio londinese che autodefinisce la propria musica punk melodico, un ritorno al suono "potentissimo delle chitarre basato sul rock'n'roll". I Guitar Gangsters si formarono sulle ceneri di un gruppo scolastico, gli Embryo, nato ai tempi della high-school dall'iniziativa dei fratelli Ley, Phil (basso) e Pete (chitarra e voce). Dovremmo essere alla fine degli anni '70. Oltre ai fratelli Ley gli Embryo comprendevano un fan dei Rolling Stones, un teddy boy con una voce decente e un appassionato dei Queen, ma dopo un anno e mezzo di prove ed alcuni concerti (feste scolastiche e pub), i fratelli Ley si ritrovarono soli e tramite un annuncio sul Melody Maker, raccattarono il batterista Steve Brewer e il cantante Simon Hart, due compagni di scuola di Dartford. La band, con l'ultima formazione citata, registrò un demotape e un 45 giri per la propria etichetta (Rampant), I'm different. Gli Embryo, suonando ciò che suonavano, pensarono che il loro nome non fosse adeguato e diventarono Jump Squad (1985) e poi Untouchables. Dopo una serie di vicissitudini, gli Untouchables virarono in Under the Gun e poi tornarono al moniker Embryo.
A quel punto, Steve Brewer si chiamò fuori, in un periodo in cui il gruppo includeva una sezione fiati, un suono vicino al soul e dimentico del punk degli esordi. I fratelli Ley registrarono un paio di canzoni per una raccolta della Link Records, Underground rockers, con il batterista dei Business, Micky Fairbairn e Pete Ley per la prima volta alla voce solista. La buona accoglienza dei due pezzi spinse la coppia di fratelli a registrare altre otto canzoni con il batterista Spencer Holman, ex dei metallari Angel Witch e da questo pacchetto uscì l'esordio dei Guitar Gangsters, Prohibition (1989). Dopo l'uscita dell'album, Steve Brewer tornò ad occuparsi della batteria, giusto per supportare il tour britannico di ritorno dei grandi Stiff Little Fingers. I Guitar Gangsters replicarono con il secondo album nel 1992, Money with menaces (Communique Records), seguito dal terzo lavoro, Power chords for England (Cherry Red 1994). Dopo alcuni tour europei al seguito di vecchie glorie del punk, come 999, Lurkers e Vibrators, i Guitar Gangsters arrivarono al quarto album, Skweeler! (Rampant Music 1996) e sempre per la propria etichetta, nel 1998 realizzarono un disco dal vivo, Made in England - Live in Europe.
Nel 2000 giunse il quinto album, Road to reality (Captain Oi!), nel 2002 il sesto, Another day in Pleasantville. I Guitar Gangsters fanno parte della raccolta The punk generation, volumi 2 (Nasty, nasty) e 3 (Heat of the street).
Difficile districarsi nelle carriere di certi personaggi alla Don Fleming, cantante, chitarrista e compositore. Leader dei Velvet Monkeys di Washington DC, Don Fleming ha intrecciato rapporti con tizi quali Jad Fair (Half Japanese) e Kramer, col quale formerà i B.A.L.L. I dissidi con Kramer porteranno allo scioglimento dei B.A.L.L. e dopo una breve reunion dei Velvet Monkeys, Fleming darà vita ai Gumball. Il primo album è Special kiss, del 1991 (Primo Scree), con un seguito nello stesso anno, Light shines through (Paperhouse). Dopo un altro album all'insegna dell'alleggerimento del suono (Super tasty, Sony 1993), i Gumball arrivano all'epitaffio nel 1994, Revolution on ice (Columbia 1994). Nel 1996 una loro canzone fu inserita nella compilation che rende omaggio a Darby Crash e ai Germs, A small circle of friends.
→GUN CLUB←
Jeffrey Lee Pierce, californiano di Montebello, nato il 27 giugno del 1958, fu un grande appassionato di blues, a livelli maniacali, tanto da dare inizio ad una collezione di dischi d'epoca, 78 giri compresi. L'altra mania di Jeffrey e motivo per cui si ossigenerà i capelli, era Debbie Harry, la cantante dei Blondie: Jeffrey diventerà anche presidente di un fan club dedicato alla bionda (pure lei ossigenata...) cantante. Un'altra attività importante per Jeffrey fu la scrittura, in qualità di giornalista musicale per la fanzine Slash, tra le cui pagine il nostro sfogò tutta la sua conoscenza in merito a blues e rockabilly, non disdegnando di parlare pure di reggae, con lo pseudonimo di Ranking Jeffrey Lea. Alla fine degli anni '70 Pierce intraprese anche un viaggio in Giamaica, dove conobbe Winston Rodney, alias Burning Spear e altri reggaers. La fonte di queste notizie si augura che tutto ciò possa finalmente smentire le accuse di razzismo rivolte a Jeffrey Lee Pierce e ai Gun Club, infondate e senza alcun senso, tra l'altro, tenendo conto che sia Pierce che Kid Congo Powers sono (era, il primo) per metà di origine messicana.
Era il 1979 quando Jeffrey Lee Pierce incontrò un tizio di nome Brian Tristain e insieme formò una band. Brian Tristain, inizialmente, pensava a sé stesso come a un cantante, ma Pierce rifiutò decisamente l'ipotesi, proponendo per il ruolo tale Pleasant Gehman e suggerendo allo stesso Tristain di prendere in mano una chitarra. Tristain non possedeva una chitarra e non sapeva nemmeno suonarla e fu così che Pierce gliene prestò una, con un amplificatore e alcuni dischi (dalle Slits a Bo Diddley) per imparare. Con cotanto metodo, Brian Tristain si costrinse a diventare un chitarrista (episodio raccontato dallo stesso Brian). Il gruppo suonò il primo concerto con una formazione composta dalle chitarre di Jeffrey Lee Pierce e Brian Tristain, dalla voce di Pleasant Gehman e dalla sezione ritmica fornita dal basso di Don Snowden e dalla batteria di Brad Dunning. Il primo nome scelto fu Cyclones. Il cantante Pleasant Gehman lasciò il gruppo dopo un solo concerto, affidando le sorti vocali a Jeffrey Lee Pierce. I Cyclones cambiarono nome in Creeping Ritual e suonarono per un certo periodo come supporto di band quali X e altre, all'interno della scena punk californiana.
Venuto a noia il nome Creeping Ritual, Jeffrey rietichettò il gruppo come Gun Club, nome che cerca di raffigurare "il lato negativo, la parte nascosta dell'America". Gun Club fu suggerito dall'allora compagno d'appartamento di Pierce, Keith Morris, a quel tempo cantante dei Black Flag e in seguito, fondatore e cantante dei Circle Jerks. La sola possibilità di ascoltare questa primissima formazione dei Gun Club, con Tristain ancora in formazione, è prerogativa di coloro che possiedono una specie di bootleg ufficiale, un album dal vivo pubblicato dalla ABC nel 1983 e registrato nel 1980: The birth, the death, the ghost è penalizzato da una registrazione indecente, ma posso assicurarvi che tra quei solchi c'è un pezzo di storia della musica rock statunitense degli anni '80. Tra l'altro, una fonte assicura che quel gruppo non si chiamava ancora Gun Club, ma Creeping Ritual; non so se sia vero (non ne parla nessun'altra fonte consultata), ma cercherò altre informazioni a riguardo. Don Snowden e Brad Dunning abbandonarono il gruppo, alla ricerca di "lavori più opportuni" e furono sostituiti, in blocco, da una sezione ritmica proveniente dai punkers Bags, costituita dal basso di Rob Ritter (da Detroit, Michigan, anche chitarrista) e dalla batteria di Terry Graham (texano di Dallas).
A Los Angeles, in quel periodo, arrivò da New York un gruppo che lì si era formato, i Cramps, alle prese con i problemi esistenziali del proprio chitarrista, Brian Gregory. Alla ricerca di un sostituto, s'imbatterono in Brian Tristain, che cambiato nome in Kid Congo Powers si unì a loro. Il sostituto di Tristain nei Gun Club, il californiano Ward Dotson, per ironia della sorte, aveva sostenuto un'audizione per quello stesso ruolo nei Cramps. Altra storia da prendere con le pinze e raccontata da Ward Dotson. Dotson portò in seno alla band una chitarrista di nome Annie che andava più che bene agli altri ragazzi, ma che Jeffrey Lee Pierce accettò (dice Dotson) unicamente per poterla impalmare. Quando il leader dei Gun Club si rese conto che ciò non sarebbe stato possibile, Annie fu rispedita per la sua strada. Il primo album dei Gun Club, Fire of love, fu registrato in breve tempo (un paio di giorni), prodotto in parti uguali da Chris D. (personaggio fondamentale della musica californiana di quel periodo) e Tito Larriva (dei Plugz e poi nei Cruzados), pubblicato nel 1981 dalla Slash, diventata nel frattempo anche etichetta discografica e guidata in gran parte dallo stesso Chris D. L'album fu recensito in termini più che positivi da tutti i fogli che parlavano di musica come priorità principale (e un po' meno di parrucchieri e boutique).
L'attenzione verso i Gun Club interessò anche diversi musicisti, tra i quali Lou Reed e Ray Manzarek (a quel tempo impegnato con le produzioni degli X), ma soprattutto, per quanto riguardava Jeffrey Lee Pierce, Debbie Harry e Chris Stein. Quest'ultimo aveva appena fondato un'etichetta discografica, la Animal Records e i Gun Club (con Iggy Pop e James White) furono tra i primi artisti scritturati (dopo un addio non privo di acredine alla Slash). Stein, inoltre, si occupò pure della produzione del secondo album (alcune voci davano come possibile il coinvolgimento di Lou Reed). Miami uscì nel 1982, con alcuni cameo vocali di Debbie Harry e un po' di confusione sul ruolo di bassista: una mia fonte dice che Rob Ritter aveva già lasciato prima delle registrazione, sostituito da Mitch Easter (a quei tempi nei db's e già in odore di REM, dei quali sarà il produttore dei primi tre lavori, un mini-LP e due album), un'altra conferma il ruolo di bassista di Ritter, che se ne andrà subito dopo la pubblicazione per unirsi ai 45 Grave col nome di Rob Graves (sul retro-copertina di Miami, infatti, la formazione è già a tre). Una cosa è sicura: dopo l'uscita di Miami, Dotson e Graham se ne andarono per manifesta incompatibilità con Jeffrey Lee Pierce.
Prima di andarsene, Ritter aveva istruito sulle linee di basso la sua ex-compagna nei Bags, Patricia Morrison, un'eroina autentica del rock degli ultimi trent'anni (Bags, Legal Weapon, Gun Club e poi Damned, dove conoscerà e sposerà Dave Vanian). La nuova formazione fu completata dal chitarrista Jim Duckworth, proveniente dai Panther Burns di Tav Falco e dalla batteria di Dee Pop, direttamente dai Bush Tetras di New York. La formazione durò pochissimo, qualche mese, il tempo di approfittare delle registrazioni dell'album dei Tex and the Horseheads, il gruppo della donna di Pierce, Texacala Jones e pubblicare l'EP Death Party (1983, con il basso di Jimmy Joe Uliana, un amico di Dee Pop: l'EP fu registrato a New York e Patricia Morrison era rimasta a Los Angeles). Dee Pop fu rimpiazzato dal ritorno alla batteria di Terry Graham. Graham e Duckworth si rifiutarono di salire sull'aereo che avrebbe portato i Gun Club in Australia per un tour (questioni monetarie) e così, Pierce e Patricia Morrison suonarono i concerti con membri dei Johnnys, il gruppo locale che doveva supportarli, ma il problema fu la mancanza di un buon chitarrista. Pierce ricontattò Kid Congo Powers e i due vecchi compagni si riunirono, propiziando l'allontanamento di Duckworth.
La formazione (riepiloghiamola in tutto questo casino di arrivi e partenze: Jeffrey Lee Pierce, voce e chitarra, Patricia Morrison, basso, Kid Congo Powers, chitarra e Terry Graham, batteria) pubblicò il nuovo album, il terzo, The Las Vegas story (1984). Durante il tour europeo, Terry Graham se ne andò a Parigi, stanco della condotta dittatoriale di Pierce e soprattutto, dopo aver saputo che il gruppo (Pierce) aveva intenzione di ricollocarsi a Londra, senza che lui ne sapesse nulla. Il batterista fu sostituito da un roadie della band, Desperate e alla fine del tour, i Gun Club si sciolsero. In quello stesso 1984 fu pubblicato dalla Lolita Records Sex beat 81, un album dal vivo, ma non fu l'unica operazione del genere in quel periodo. Kid Congo Powers, Patricia Morrison e Desperate formarono i Fur Bible, mentre Jeffrey Lee Pierce provò ad imbastire una carriera solista e registrò l'album Wildweed, con una formazione che comprendeva membri di Cure e Theatre of Hate e la nuova ragazza di Jeffrey alla chitarra, la giapponese Romi Mori. I Gun Club si riformarono nel 1987, con Kid Congo Powers, che negli ultimi anni, dopo i Fur Bible, si era unito ai Bad Seeds di Nick Cave (e ne faceva ancora parte), Romi Mori, passata dalla chitarra al basso e il batterista Nick Sanderson, proveniente dai Clock DVA. Jeffrey Lee Pierce, nel frattempo, stava distruggendo la sua vita con le droghe.
Con questa formazione i Gun Club incisero due album, Mother Juno (Red Rhino 1987, prodotto dal Cocteau Twins Robin Guthrie) e Pastoral hide and seek (Solid Records 1990). Nel 1991 Pierce pubblicò il suo secondo album solista, Ramblin' Jeffrey Lee with Cypress Grove and Willie Love, mentre la New Rose realizzò Divinity, l'unica registrazione live in cui appaia la batteria di Nick Sanderson. Sanderson lasciò subito dopo i Gun Club e fu sostituito da Simon Fish, il batterista della band di Jeffrey Lee Pierce (come solista intendo). Con Ahmeds wild dream (1992) Kid Congo Powers pose su vinile le ultime registrazioni come membro dei Gun Club (trattasi di un album dal vivo registrato in Olanda). Sciolti i World of Twist, Nick Sanderson tornò nei Gun Club e con Jeffrey Lee Pierce impegnato sia alla chitarra ritmica che a quella solista, il gruppo registrò l'album Lucky Jim (Triple X, 1993). Con un colpo di scena da settimanale di gossip, mentre Pierce era impegnato in altri affari, Romi Mori e Nick Sanderson si avvicinarono sempre più e alla fine fuggirono insieme, lasciando i Gun Club senza sezione ritmica e Jeffrey Lee Pierce con il cuore spezzato. Le date già programmate furono cancellate. L'ultima apparizione dal vivo di Pierce in Gran Bretagna fu sul palco dei Bad Seeds, il 20 maggio 1994.
Vivendo da più di dieci anni in Gran Bretagna, ed essendo ancora cittadino statunitense, Pierce dovette lasciare l'isola per problemi di visto e attraverso l'Olanda, se ne andò in estremo oriente, coronando il sogno di visitare il Giappone. La permanenza in Giappone, dove Pierce provò a formare una band, si rivelò alquanto dolorosa, soprattutto per il ricordo di Romi Mori e così l'artista se ne ritornò a Los Angeles, dove scrisse la sua autobiografia. Le condizioni di salute di Pierce peggiorarono a vista d'occhio, tanto che sia la famiglia che alcuni vecchi amici (come Keith Morris), provarono a convincerlo a ricoverarsi: aveva bisogno di un trapianto di fegato, ma non aveva i soldi per farlo. Tra il 1995 e il 1996 Pierce suonò gli ultimi concerti della sua vita, con una band composta da Kid Congo Powers e Mike Martt alle chitarre, una certa Elisabeth M al basso e Brock Avery, del gruppo di Wayne Kramer, alla batteria e poi decise di visitare il padre nello Utah. Durante la permanenza nello Utah, Pierce fu ricoverato in ospedale per rimuovere un coagulo di sangue nel cervello: morì il 31 marzo 1996, senza aver più ripreso conoscenza. I Gun Club compaiono nella raccolta Rockabilly psychosis and the garage disease.
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