BIOGRAFIE
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Dopo una presentazione scarna e richiamante la correttezza e la stringatezza delle biografie musicali, il sito usato come fonte iniziale per questo pezzo conclude così l'introduzione: "Tutti i nomi non sono stati cambiati per proteggere gli innocenti". È un piacere vedere l'ironia usata nella giusta maniera e con la dovuta leggerezza, ma la strada delle buone intenzioni è irta di ostacoli (in parole povere, a un certo punto ho dovuto abbandonare la fonte per rivolgermi a Wikipedia, data la confusione assoluta e la contradditorietà di dati e notizie). La storia inizia da Gary Marx e Anne Marie Hurst, in fuga rispettivamente da Sisters of Mercy e Skeletal Family e conoscenti sin dal 1984, quando il gruppo della seconda supportò in concerto la band del primo. Fu Anne Marie (voce) a contattare Gary Marx (chitarra), con la proposta di formare un gruppo che sapesse togliere le tossine dei rispettivi combi di provenienza. Hurst e Marx cominciarono a pensare all'idea di formare un supergruppo: i due erano piuttosto noti e provenivano da due nomi altrettanto famosi, il secondo (Sisters of Mercy) addirittura a livello internazionale.
L'idea cominciò a concretizzarsi con il reclutamento di Steve Smith, batterista proveniente dai Red Lorry Yellow Lorry e fu affossata con l'arrivo di Etch, bassista senza grandi esperienze musicali alle spalle (e che, in effetti, fu una specie di session-man). Tra la fine del 1985 e l'inizio del 1986, il gruppo registrò una serie di demotape con le canzoni che finiranno nei primi 45 giri ed EP ed esordì dal vivo con alcuni concerti londinesi. In quel periodo i Ghost Dance aggiunsero un chitarrista alla formazione, Richard Steel (detto Steely Riff), assunto dopo un viavai con Paul Southern, un altro ex-Red Lorry Yellow Lorry, ma allo stesso tempo persero il batterista Steve Smith. Tutto questo, però, conta poco, dato che il singolo d'esordio, il 12 pollici River of no return (aprile 1986), fu registrato senza batterista e con l'ausilio di una drum-machine, Pandora, stessa sorte toccata a Heart full of soul (luglio 1986, con la presenza sporadica del batterista Steve Smith alla chitarra e ai cori) e a The grip of love (Suite in D minor) (ottobre 1986), con l'unica novità della seconda chitarra del già citato Richard Steel.
Tutti e tre i primi singoli furono pubblicati dalla Karbon Records, come l'EP A word to the wise (agosto 1987), il primo prodotto dei Ghost Dance con un batterista in carne e ossa, John Grant, reclutato dopo vicissitudini che non sto qui a raccontare. A word to the wise raggiunse un successo inaspettato, soprattutto considerando l'etichetta indipendente e la non capillare disponibilità del disco. Per concludere il contratto, la Karbon pubblicò l'album Gathering dust (febbraio 1988), una raccolta dei brani usciti sino a quel momento nei vari formati minori. Il gruppo firmò un contratto con la Chrysalis Records e pubblicò il singolo Down to the wire (giugno 1989), entrato nei primi 40 della classifica britannica. Il primo e unico album dei Ghost Dance, Stop the world, fu pubblicato, nel settembre del 1989, da un gruppo già sulla strada del disfacimento, a causa delle sempre maggiori tensioni interne. Dopo il disastroso risultato commerciale del singolo Celebrate, i Ghost Dance suonarono l'ultimo concerto ad Amsterdam, il 4 dicembre 1989 e si sciolsero. Il gruppo compare nella raccolta Flesheaters - The return of the undead.
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