BIOGRAFIE
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Davvero poche le notizie disponibili sui Geezers e d'altra parte, il gruppo ebbe vita brevissima e poco travagliata. Questo è quanto raccolto tra le poche righe riservate loro dalle note della compilation Rockabilly psychosis and the garage disease e un unico sito Internet che ci fornisce qualche informazione e un file. Il gruppo nacque come Grant & the Geezers all'inizio degli anni '80 (1981, probabilmente) e proveniva da Tempe, Arizona (USA). La formazione era composta da Grant Cleaver (voce), Kevin Daly e Chuck Holder (chitarre) e Mark Fridlund (batteria). Uno dei due chitarristi sarà stato il bassista, ma le note della raccolta non lo specificano (e il sito ci viene in aiuto: il bassista era Chuck Holder). Quella formazione pubblicò il 45 giri Monster stomp/Space cruise, autofinanziato e cominciò ad esibirsi al Mad Garden (abbreviazione di Madison Square Garden) di Phoenix, Arizona. Come racconta lo stesso Grant Cleaver in una breve intervista, i Geezers volevano essere un gruppo rockabilly, ma un bel (brutto) giorno, passeggiando in un bosco, alcuni membri (...) furono brutalizzati (buttfucked, inculati, tanto per usare le parole di Grant) da un orso e da quel momento i Geezers diventarono buttfuck-abilly.
Svolto l'angolo della storia e delle gentilezze, Grant continua dicendo che all'epoca i Geezers suonarono spesso al Cathay De Grande di Los Angeles, a fianco di nomi come Black Flag, Social Distortion, Misfits e compagnia punk varia. Nel 1982, la band si autofinanziò un tour europeo e durante la permanenza in terra britannica, registrò alcuni pezzi per l'etichetta Big Beat Records, uno dei quali, Folsom Prison, finì nella raccolta citata. La loro discografia è tutta qui, il singolo e la raccolta e la storia del gruppo terminò in meno di due anni, nel 1983. Questo è quanto. Monster stomp è scaricabile all'indirizzo del sito citato (clicca qui): trattasi di puro e semplice rockabilly, veloce quel tanto che basta e registrato sorprendentemente bene e ciò che non guasta, la voce del nostro Grant è proprio niente male.
Howard Gelb è nato a Wilkes Barre, Pennsylvania (USA), verso la metà degli anni '50 (dovremmo essere nel 1957). All'età di quindici anni, nel 1972, Howard e la famiglia si trasferirono a Tucson, Arizona, in fuga da una catastrofica inondazione che aveva investito il luogo natìo. A Tucson abitava il padre, che si era risposato. Dopo essere tornato in Pennsylvania, Howard (Howe per gli amici) Gelb cominciò i suoi primi esperimenti musicali, dei quali non resta quasi alcuna traccia, se non nelle parole criptiche dello stesso Gelb. Alla fine degli anni '70, Gelb si fece attirare dal ricordo del deserto e tornò a Tucson, dove ritrovò Rainer Ptacek, un tedesco della Germania Est conosciuto durante la sua precedente permanenza. I due diedero vita ai Giant Sandworms (gruppo rimasto in poco tempo esclusiva di Gelb) e alla Band of... the Blacky Ranchette. Dopo alcune incisioni primordiali, i Giant Sandworms diventarono Giant Sand, gruppo che avrebbe raggiunto una notevole notorietà mondiale (anche se chiamarlo gruppo sembra eccessivo: il padre-padrone è sempre stato Howe Gelb).
Rimandando alla scheda dei Giant Sand per la storia dettagliata del gruppo, dobbiamo dire che, secondo All Music Guide, Howe Gelb esordì come solista nel 1998, con l'album Hisser (V2; l'anno prima era morto il suo grande amico di sempre, Rainer Ptacek): non si capisce, allora, che fine faccia Dreaded brown recluse, pubblicato in Germania (da Houses In Motion: appassionati di Talking Heads?) e USA (Restless) nel 1991 (da qualche parte il disco viene datato al 1993). A livello solista il nostro aveva già inciso una cassetta nel 1983, Incidental music (pubblicata da Left for Dead Tapes). Nel 1998 Gelb diede alle stampe anche (Upside) Down home, un live pubblicato da Ow Om (l'etichetta personale di Gelb) per riempire le tasche di qualche soldo. Down home 2000 (Ow Om 2000) comprende materiale inedito, per la maggior parte inciso dal solo Howe Gelb. Il vero nuovo album fu Confluence (Thrill Jokey in USA e Loose in UK, 2001), seguito da Lull (Some piano) (Ow Om 2001), una raccolta di prestazioni dal vivo del nostro, concentrata sulla tastiera.
Intensa l'attività di Howe negli ultimi anni: The listener, l'album del 2003 pubblicato da Thrill Jokey, un altro capitolo di Down home (Down home 2002, Ow Om 2003), un'altra raccolta di prestazioni pianistiche, Ogle some piano (Ow Om 2004), The listener's coffee companion (Ow Om 2004), presumibilmente, una raccolta d'inediti e scarti del periodo The listener (ma non è chiara la natura del lavoro, formato da pezzi audio e video). Ennesimo capitolo Down home nel 2004 (Down home 2004 - Year of the monkey, Ow Om), seguito da un lavoro casalingo stampato in sole 100 copie, Ballad of the Tucson 2 e dall'ultimo album vero e proprio del nostro Howe (a tutt'oggi, 17 aprile 2007), 'Sno angel - Like you (Thrill Jokey 2006). Howe Gelb compare nella raccolta allegata al numero 2 della rivista trimestrale Il Mucchio Extra.
I Gene Loves Jezebel dei gemelli Michael e Jay Aston (cantanti entrambi) nacquero da un gruppo di nome Slav Aryan, originario della loro città natale, Porthcawl, nel sud del Galles (Gran Bretagna). Con il chitarrista Ian Hudson e una drum machine, i Gene Loves Jezebel emigrarono a Londra nel 1981 e firmarono un contratto con la Situation Two (sussidiaria della Beggars Banquet). Ai tre si aggiunsero la bassista Julianne Regan e il tastierista Jean-Marc Lederman, ma entrambi durarono poco: la Regan andò a formare gli All About Eve, lasciando il basso nelle mani prima di Ian Hudson, poi di Jay Aston e infine, di Peter Rizzo (1984), mentre del belga Lederman si conoscono i numerosi gruppi di cui farà parte in futuro (i belgi Front 242 e la collaborazione con Fad Gadget tra gli altri). Il gruppo esordì con l'EP Screaming (1982, forse), seguito dal primo album Promise (1983) e dal seguito Immigrant (1984), buoni successi nella classifica indipendente britannica. Ian Hudson lasciò la band nel 1985 e fu sostituito dall'ex-Generation X James Stevenson e poco dopo, nel 1986, i Gene Loves Jezebel firmarono un contratto con la Beggars Banquet, per la quale esordirono con Discover (1986).
Con The house of dolls, il gruppo (diventato un quintetto con l'aggiunta di un batterista in carne e ossa, Chris Bell) raggiunse il massimo successo della carriera. Nel 1989 Michael Aston lasciò il gruppo per intraprendere la carriera solista, mentre il gemello Jay continuò la saga dei Gene Loves Jezebel con gli album Kiss of life (1989) e Heavenly bodies (1992). Nel 1995 i due fratelli si ritrovarono per registrare un paio di nuove canzoni da inserire in un'antologia dei Gene Loves Jezebel (con i soliti Stevenson, Bell e Rizzo), alla quale seguì un tour nel 1997. La riunione ebbe breve durata, in quanto, a dispetto dei luoghi comuni sull'amore reciproco dei gemelli, Jay citò in giudizio Michael per il possesso del nome Gene Loves Jezebel. Michael vinse la causa, Jay sembrò accettare, ma dopo un album solista, realizzò una serie di lavori come Gene Loves Jezebel, VII (1999), The Thornfield sessions (2002) e Accept no substitute (2003). Non si sa come possa essere possibile, ma anche il gemello Michael pubblicò una serie di album come Gene Loves Jezebel, Love lies bleeding (1999), Live in Voodoo City (1999), Giving up the ghost (2001) e Exploding ghost (2003).
Il casino lo lasciamo districare ai due amorevoli gemelli. I Gene Loves Jezebel compaiono nelle raccolte The Indie Scene (capitoli 1983 e 1985) e Flesheaters - The return of the undead (volumi 2 e 3).
General Trees, alias Anthony Edwards, nasce a Kingston, capitale della Giamaica, nel 1955. Negli anni '80, assunto il nome d'arte, General Trees si guadagnò la fama di dee-jay e rapper tra i più popolari dell'isola. L'ispirazione principale di Edwards fu rappresentata dal rapper inglese Phillip Papa Levi, ma General Trees creò uno stile personale sin dal primo disco, Mi God, mi king, già un successo nella classifica giamaicana. Dopo una serie continua di altri successi, il rapper arrivò a Mini bus del 1986, nominata canzone dell'anno dall'Associazione Radiofonica Giamaicana. Dall'inizio degli anni '90, dopo una carriera che nella seconda parte degli anni '80 sembrava non conoscere cadute, General Trees cominciò a non centrare le classifiche come un tempo. La produzione del rapper giamaicano è a dir poco sterminata, dal primo album, Exterminator presents (1986), a Tiki lounge (2004), passando attraverso una trentina di titoli, molti dei quali (la maggior parte) antologie, raccolte di remix e minutaglia varia. Da una fonte raccolgo quelli che sarebbero i due album più rappresentativi dell'artista, Nuff respect (1987) e Ragga ragga ragamuffin (1994, antologie pure queste, in ogni caso). General Trees compare nella raccolta Feel the reggae.
Robin George è chitarrista, cantante, produttore, session-man e compositore, transitato per gruppi come Quartz (1983), Magnum (1983, circa) e per la band di David Byron, uno dei tentativi solisti dell'ex-cantante degli Uriah Heep (1981). Il primo gruppo fondato da Robin George fu Life, con il tastierista Mark Stanway, l'ex-bassista dei Trapeze Pete Wright e il batterista Dave Holland (in seguito nei Judas Priest). L'esordio dei Life fu il singolo Too late (Media 1980), al quale, secondo la discografia del sito ufficiale, seguì l'album Cocoon del 1997 (Now & Then). L'esordio solista, come Robin George, fu pubblicato nel 1983 dalla Arista (il singolo History, con Dave Holland, Mark Stanway e un bassista non specificato o forse fu lo stesso George ad occuparsi dello strumento). Il primo album solista del chitarrista risale al 1985, Dangerous music, registrato con una serie di ospiti di grido, tra i quali Phil Lynott (dei Thin Lizzy) al basso. Per il tour promozionale George fondò un gruppo dal nome Dangerous Music, come l'album, con Phil Soussan al basso, Kex Gorin alla batteria, Eddie George alle tastiere e Huw Lucas alla seconda chitarra.
Dopo alcuni cambi di formazione, Robin George fu coinvolto nel nuovo progetto dei riformati Thin Lizzy, con Phil Lynott e il batterista Brian Downey, ma il tutto saltò per lo spiacevole inconveniente della morte di Lynott. Abbandonata momentaneamente la carriera solista, George si unì al cantante dei Diamond Head, Sean Harris, per formare i Notorius, ma l'album già pronto per l'uscita fu abortito per problemi di casa discografica (o qualcosa di simile). Arriviamo agli anni '90, con il nostro impegnato come sempre nelle produzioni e come solista in concerto, con il nome di Robin George's World, con il bassista John Wetton (già membro di decine di gruppi o quasi, tra i quali Wishbone Ash, Asia, Uriah Heep e King Crimson, ma solo per citarne alcuni), il batterista Carl Palmer, ex-Emerson, Lake and Palmer e il tastierista ex-Rainbow Don Airey. Dopo aver lavorato con Robert Plant per Now and zen e aver rischiato di entrare nei Def Leppard dopo la morte di Steve Clarke, George resuscitò i Life (l'album già citato, Cocoon, 1997), con il cantante Nick Tart, il bassista Chris Cliff e il batterista Bill Rudolph.
Nel 2000 George pubblicò un altro album solista, Rock of ageist (Zoom Club) e chiudiamo con il progetto nato nel 2005, Damage Control, con il bassista ex-UFO Pete Way e il batterista Chris Slade, già transitato per una pletora di gruppi, quali AC/DC, Uriah Heep, Asia, Manfred Mann e Firm. Robin George compare nella raccolta The metal box (volume 2).
Un trio del Kansas (USA), riunitosi durante l'università frequentata a Lawrence, all'inizio degli anni '80. I tre, Marc Koch, chitarra e voce (in seguito nei Cryin' Out Load), Frank Loose alla batteria e Lisa Wertman al basso, si spostarono a Chicago per iniziare la loro breve carriera, che fruttò due album, Action reaction (Fever 1984) e Swimming with sharks (Restless 1986). Nel 1985 furono tra i nomi presenti nella raccolta The Enigma variations.
Geza è il vero nome di questo personaggio di origine ungherese, che di cognome dovrebbe fare Gedeon, la cui X del nome d'arte sembra provenga da Malcolm X (in suo onore, insomma). Geza X è stato principalmente un produttore, anche se non ha mancato di segnare diversi progetti come musicista, a cominciare da una delle prime band punk di Los Angeles, i Deadbeats, autori di un singolo su Dangerhouse Records (dovrebbe essere Kill the hippies, 1978). Geza X diventò ingegnere del suono del club punk Masque, uno dei centri principali del movimento losangeleno. Come produttore, alla fine degli anni '70, il nostro lavorò al singolo d'esordio dei Germs, Lexicon devil e allo straordinario Holiday in Cambodia dei Dead Kennedys, senza dimenticare Black Flag, Avengers, Weirdos e l'impegno come strumentista con le Bags. Come solista, Geza X iniziò a pubblicare i propri lavori all'inizio degli anni '80, inizialmente all'interno di raccolte (Rodney on the ROQ, compilata dal celebre dee-jay Rodney Bingenheimer nel 1980 e Let them eat Jellybeans, pubblicata dalla Alternative Tentacles nel 1981).
Il singolo We need more power dovrebbe essere l'esordio solista su singolo, pubblicato nel 1981 ancora dalla Alternative Tentacles, mentre l'album You goddam kids fu edito nel 1982 da Final Gear (e ripubblicato in seguito dalla Dyonisus Records di Lee Joseph). In seguito Geza X (voce, chitarra e produzione) fondò i Mommymen, con Josie Cotton (voce, forse...), una pletora di batteristi, tra i quali D.J. Bonebrake (X), Brendan Mullen e Don Bolles (Germs e 45 Grave) e il tastierista Paul Roessler (Screamers tra gli altri). Con lo scemare della scena punk di Los Angeles, Geza X lasciò la città per risolvere i propri problemi di tossicodipendenza e in seguito lavorò come recensore del magazine Spin e come ingegnere del suono degli studi Paramount. Alla fine degli anni '80 Geza tornò nel mondo della musica come produttore e tra gli altri, fu il responsabile di un disco milionario di Meredith Brooks (Bitch).
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