BIOGRAFIE
Fo
Compositore, musicista, produttore, sovvertitore sonoro e artista tra i più attivi degli ultimi decenni. James Thirlwell nasce a Melbourne, Australia ed emigra a Londra nel 1978, dove fonda una propria etichetta, la Self Immolation, per la quale pubblica il proprio esordio assoluto, il singolo OKFM/Spite your face. L'album Deaf esce poco dopo, attribuito a You Got Foetus On Your Breath, una caratteristica, quella dei nomi diversi ai quali assegnare i propri prodotti, che continuerà nel tempo (con Foetus come punto fermo: Foetus Under Glass, Foetus Over Frisco, Phillip & His Foetus Vibrations, ad libitum). Il secondo album di Foetus segue a breve distanza di tempo, nel 1982 (Ache); in quel periodo, l'artista australiano inizia a collaborare con Roli Mosimann (in seguito negli Swans) e pubblica una selva di EP, con la ciliegina di un nuovo album (Hole, 1983, pubblicato come Scraping Foetus Off the Wheel), dopo il quale, emigra a New York. Con Mosimann registra un EP a nome Wiseblood (Dirtdish, 1984) e Nail come solista.
Nella metropoli statunitense Foetus si lega artisticamente e sentimentalmente a Lydia Lunch, ma l'attività del nostro non si ferma e continua sempre più frenetica: ancora un paio di EP nel 1987, l'album Thaw nel 1988 e un doppio dal vivo nel 1989 come Foetus Corruptus, un gruppo comprendente membri di Prong e Swans. Nel 1988 giunge sul mercato il risultato della collaborazione con Lydia Lunch, l'EP Stinkfist, in un periodo in cui la coppia sta correndo verso la separazione. Nel 1991, con uno pseudonimo che per una volta abbandona la sigla Foetus, Steroid Maximus, Thirlwell pubblica l'album strumentale Quilombo, seguito nel 1992 da Gondwanaland (titolo omonimo di un gruppo australiano). Gash, nel 1995, viene pubblicato dalla Columbia Records e contiene la canzone che compare nella raccolta Big Cat collection (la devastante Verklemmt). L'attività si diluisce verso la fine degli anni '90 (York è un album dal vivo, pubblicato nel 1997, che rappresenta la colonna sonora di uno spettacolo teatrale di Thirlwell e Lydia Lunch). Un nuovo album di Foetus esce nel 2001, Flow, seguito a brevissima distanza dal gemello Blow. La saga Steroid Maximus viene aggiornata nel 2002 con l'album Ectopia.
Steve Forbert, nato (nel 1954) e cresciuto a Meridian, città del Mississippi (USA), è famoso per il successo conseguito da una sua canzone nel 1979/1980, Romeo's tune. Forbert imparò a suonare la chitarra grazie a un lontano cugino di Jimmie Rodgers, uno dei padri della musica country, nativo di Meridian come il nostro. A 21 anni Steve Forbert pensò di lasciare la propria cittadina sonnolenta e di trasferirsi a New York, portando con sé una manciata di canzoni scritte di proprio pugno. La Grande Mela, a quel tempo, 1975, stava vivendo un'esplosione artistica straordinaria a livello di musica rock, una scena molto lontana dalle attitudini cantautoriali del nostro Steve. Dopo aver fallito un'audizione al CBGB's, Forbert cominciò a suonare dal vivo in altri piccoli locali, trovò un'etichetta disposta a credere in lui, la Nemperor Records (sussidiaria della Columbia) e pubblicò il suo esordio solista, Alive on arrival (1978).
Il repertorio, ma soprattutto la voce di Steve Forbert, spinsero la critica a creare l'ennesimo nuovo Dylan, un'etichetta che solitamente, a livello commerciale, porta una sfiga tremenda (vedi la prima parte della carriera discografica di Bruce Springsteen e l'intera storia di Elliott Murphy, solo per fare due esempi). Jackrabbit Slim, pubblicato nel 1979, fu il più grande successo nella carriera del cantautore: l'album arrivò tra i primi venti della classifica di Billboard, mentre il singolo Romeo's tune entrò nei primi dieci. I successivi Little Stevie orbit (1980) e Steve Forbert (1982), restarono talmente al di sotto delle aspettative commerciali dell'etichetta, che un quinto album (ancora senza titolo) fu rifiutato dai responsabili della casa discografica. Nel periodo di stallo, senza alcuna uscita prevedibile (Forbert non voleva lasciare la casa discografica e questa non voleva saperne dei suoi dischi), l'artista registrò altre canzoni per un ulteriore album non pubblicato all'epoca; i due dischi, infine, saranno editi nel 2001 e 2002 come Young guitar days e More young guitar days.
Risolta con la scissione del contratto la disputa con la Columbia, Steve Forbert si trasferì a Nashville e firmò per la Geffen, riuscendo finalmente a dare un seguito ai suoi primi quattro lavori: Streets of this town (1988, prodotto da Garry Tallent della E-Street Band) e The american in me (1992). Trasferitosi dalla Geffen alla Giant Records (sussidiaria della Warner Bros), Forbert continuò il suo percorso con Mission of the Crossroad Palms (1995) e Rocking horse head (1996), per poi chiudere il vecchio millennio con i due live Here's you pizza (1997) e Be here you again: solo live (1998) e l'album canonico Evergreen boy (Koch Records 2000). L'ultimo lavoro di studio, lasciando perdere le antologie e gli album dal vivo, è datato 2002, Any old time, raccolta di cover del concittadino Jimmie Rodgers. Steve Forbert compare nella raccolta Let your feelings show.
Fortes Mentum, dalle poche informazioni disponibili, dovrebbe essere un progetto di un produttore dei Morgan Studios di Londra, Danny Beckerman. Il gruppo produsse tre singoli, pubblicati dalla Parlophone tra il 1968 e il 1969, uno dei quali, Saga of a wrinkled man, è presente nella compilation The best of & the rest of British psychedelia.
Gruppo formato in Oklahoma dall'emigrato greco Basile Kolliopoulos (voce e chitarra) e completato dal fratello (forse...) Miho (chitarra), dal bassista Victor 'V-Roy' Goetz e dal batterista Mike Newberry. La storia dei Fortune Tellers è raccontata da un vecchio articolo dell'Oklahoma Gazette, datato 1988, l'unica fonte rintracciata in rete. Cercheremo di capirci qualcosa. Basile Kolliopoulos fuggì con la famiglia negli Stati Uniti, dopo il colpo di stato militare dei colonnelli greci (1968) e si stabilì a Oklahoma City. Alla fine degli anni '70 formò un gruppo con un certo Wayne, i Fenzics. Miho Kolliopoulis, a quel tempo, finiva gli studi di architettura in Francia, a Parigi e non volendo tornare nella Grecia fascista, volò negli Stati Uniti e si unì ai Fenzics. L'amico Wayne, il cantante del gruppo, a un certo punto si rifiutò di prestare la sua voce (era anche chitarrista) e nei Fenzics arrivò Joe Thompson, cantante e autore. A Thompson si presentò la possibilità di stabilirsi a New York per un paio d'anni e Basile Kolliopoulis lo seguì nella Grande Mela. Basile si unì ai Senders, un gruppo rhythm'n'blues, come chitarrista.
Gli eccessi all'interno dei Senders, ma soprattutto, la morte per overdose dell'amico Joe Thompson, fecero tornare Basile in Oklahoma, dove si riunì ai Fenzics (o Fensics: si decidesse l'articolista...). Tramite la conoscenza di Dino Lee, i Fenzics arrivarono alla New Rose e cambiarono nome in Fortune Tellers. Il gruppo esordì con l'album Fortunes told for free (1986), prodotto da Dino Lee, seguito da Music without tears (1987) e Lively up! (1990). La biografia, per il momento, si conclude a questo punto. I Fortune Tellers parteciparono alle celebrazioni del numero 100 del catalogo New Rose, lo splendida raccolta in doppio album Play New Rose for me - Rose 100.
I milanesi Four By Art nacquero nel 1979 come Four By Ice. I membri della prima formazione, di cui conosco soltanto i nomi, si chiamavano Demetrio (batteria), Michele (chitarra) e Dario (basso) e a questi si aggiunsero Filippo (chitarrista che passò al basso con la partenza di Dario) e Geppo (voce). Infine, nel 1982 arrivò Michele (Pingitore, l'unico cognome rintracciato, tastierista). L'esordio a 45 giri fu pubblicato nel 1982 e poi, il gruppo partecipò alla raccolta principe del movimento neo-sixties italiano, Eighties colours. In quello stesso 1985, Four By Art esordirono con l'album omonimo e bissarono l'anno successivo con Everybody's an artist with... Four By Art (entrambi pubblicati dalla Electric Eye Records). Dopo questo secondo titolo, dalle poche informazioni raccattate, i Four By Art si sciolsero.
"I Fourgiven si formarono sulle ceneri degli Unclaimed", scrive Rich Coffee in un sito. Il gruppo nacque prima della metà anni '80, proprio dai contrasti tra Rich Coffee e Shelley Ganz, che anzichè continuare con gli Unclaimed in quelle condizioni, preferì egli stesso abbandonare la propria creatura musicale. I restanti Unclaimed, Ray Flores (basso e voce), Matt Roberts (batteria) e Rich Coffe (chitarra e voce), si rinominarono Thee Fourgiven. Il gruppo registrò canzoni per un paio di compilation (tra le quali, la terza Battle of the garages) e un album, It ain't pretty down here (1985), prodotto e pubblicato da Lee Joseph (tramite la propria etichetta Dionysus Records; Joseph era sicuramente un personaggio importante per quella scena). Citando ancora Rich Coffee, Matt Roberts lasciò il paese "per un paio di settimane" e non ritornò che dopo diversi anni, cosa che lasciò i Fourgiven senza batterista. Venne reclutato un amico di Ray Flores, Bela Horvath e con questa formazione i Fourgiven registrarono il secondo album, Thee Fourgiven testify (1987).
Dopo Salvation guaranteed, terzo e ultimo LP per la Dionysus Records (pubblicato nel 1988), alla formazione si aggiunse il chitarrista Mojo Jones. Qualche altra pubblicazione, altre partecipazioni a compilation e la band si sciolse all'inizio del 1989.
Gruppo internazionale fondato dall'inglese Haggis (Stephen Harris), noto come Kid Chaos, membro fondatore di Zodiac Mindwarp and the Love Reaction e per un breve periodo, bassista dei Cult. Dopo aver lasciato i Cult all'inizio del 1988, Kid Chaos cambiò nomignolo in Haggis e con l'aiuto del boss Rick Rubin fondò i Four Horsemen, nei quali suonò sia il basso che la chitarra. Con Haggis la voce di Frank C. Starr, la chitarra di Dave Lizmi, il basso di Ben Page (nominato da molte fonti come Ben Pape, ma probabilmente l'errore è alla sorgente di quelle fonti, la biografia di All Music Guide; d'altronde il nome potrebbe essere proprio Pape, chi lo sa?) e la batteria di Ken 'Dimwit' Montgomery (già Skulls, Subhumans e forse D.O.A.). Sembra che il fatto di essere in cinque e di chiamarsi i Quattro Cavalieri, non abbia creato alcun problema ai nostri. Orientati verso la rinascita di un certo tipo di suono sudista, che alla fine degli anni '80 prese piede negli Stati Uniti, i Four Horsemen esordirono nel 1991 con l'EP omonimo e con l'album Nobody said it was easy, prodotto da Rick Rubin e pubblicato dalla sua etichetta, la famigerata Def American.
Il cantante Frank C. Starr ebbe continui problemi con la legge, a causa della sua scurrilità sul palco e forse per altro ancora, tanto che nel 1992 fu incarcerato. Con il gruppo intento a lavorare al secondo album, dopo la scarcerazione di Starr, il batterista Dimwit morì per overdose di eroina. Haggis decise di mollare, seguito dal bassista Ben Page. La rivoluzione portò i cinque Quattro Cavalieri a diventare quattro, finalmente: accanto a Starr e Limzi, arrivarono il bassista Pharoah e il batterista Chuck Biscuits, un'esperienza di lunga data sin dagli esordi canadesi con i D.O.A. (allora era un quattordicenne). L'album fu finalmente sul mercato nel 1996, Gettin' pretty good at barely gettin' by, pubblicato da Magnetic Air Records e con il batterista Randy Cooke accreditato nelle note per problemi contrattuali. Prima della pubblicazione dell'album, il sempre inquieto Frank C. Starr, completamente ubriaco, si andò a schiantare con la propria auto, restò in coma senza mai risvegliarsi e morì nel giugno del 1999. Per il tour promozionale, i Four Horsemen si aggregarono il cantante dei Little Caesar, Ron Young e poi si sciolsero nel 1998. I Four Horsemen compaiono nella raccolta Til Def us do part.
I Fowler Brothers, figli del dottor William L. Fowler, autore di una ventina di trattati musicali e musicista jazz egli stesso, secondo il loro sito hanno partecipato a qualcosa come cinquecento (500!) dischi e hanno accompagnato in tour artisti come Billy Cobham, Frank Zappa, Captain Beefheart, Diana Ross, Brian Setzer e molti altri. I cinque stilati dal sito ufficiale sono Steve (sassofono), Bruce (trombone), Thomas (basso), Walt (tromba) e il compositore Ed. I Fowler Brothers compaiono nella raccolta Lost in the stars, dedicata alla musica di Kurt Weill dal curatore e produttore Hal Willner.
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