BIOGRAFIE
Fle
Di origini ungheresi e irlandesi, Michael Balzary è nato a Burwood, periferia di Melbourne, Australia, il 16 ottobre 1962. Il padre di Michael, Mick, era un funzionario doganale, trasferito nel 1967 a New York, con annessa famiglia (il piccolo Michael, la sorella Karen e la moglie Patricia). Il matrimonio dei Balzary si frantumò nel 1971, Patricia se ne andò a vivere con un bassista jazz, Walter Urban jr. e trascinò con sé i due figli. Con il padre Mick tornato in Australia, il piccolo Michael fu immerso nell'ambiente del nuovo marito della madre, Urban, organizzatore di jam session casalinghe con altri amici jazzisti. A nove anni, dopo essersi appassionato alla batteria, Michael iniziò a suonare la tromba. Nel 1973 la nuova famiglia si trasferì a Los Angeles, con Michael sempre più immerso nel jazz e lontano dal rock. La situazione familiare, con il patrigno alcolizzato e sempre più violento, spinse Michael a passare gran parte del tempo fuori casa e ad avvicinarsi alla droga. Arrivato alla Fairfax High School, Michael Balzary fece amicizia con Keith Barry, noto in seguito come Tree, chitarrista, ma anche suonatore di viola. I due entrarono nella banda della scuola, ma fu in quel periodo che Michael, per la prima volta in vita sua, cominciò ad avvicinarsi alla musica rock.
Il paragrafo precedente è stato copiato di sana pianta dalla scheda dei Red Hot Chili Peppers. Per la storia della band nei minimi dettagli (compresi, ovviamente, quelli riguardanti Flea), si rimanda alla stessa scheda. Qui di seguito si riassumeranno le attività principali del bassista al di fuori della band. Nel periodo di poco precedente alla nascita dei Red Hot Chili Peppers, Flea entrò a far parte dei Fear, il gruppo punk di Lee Ving, uno dei più estremi dell'epoca, sia a livello musicale sia per quanto riguarda le provocazioni liriche (per non parlare della violenza immancabile suscitata dai concerti). I Fear si erano formati nel 1977, con Lee Ving alla voce, Derf Scratch al basso e Philo Cramer alla batteria, parteciparono a un'epocale Saturday Night Live per volere di John Belushi (loro grande fan) e furono filmati dalla cinepresa di Penelope Spheeris nel film The decline of western civilization. Con la partenza di Scratch, il basso fu preda di Eric Drew Feldman, già con la band di Captain Beefheart, una soluzione chiaramente provvisoria. Flea, amico di un amico del nuovo batterista dei Fear, Spit Stix, si propose a Lee Ving e dopo un'audizione che convinse ampiamente la band, trovò la sua prima grande occasione come bassista. La biografia Fornication - La storia dei Red Hot Chili Peppers, scritta da Jeff Apter, parla di un periodo di due anni passati da Flea nei Fear (1982/1983), per un totale di una ventina di concerti e nessuna registrazione ufficiale.
In quel periodo, Flea partecipò al film Suburbia, sorta di seguito in forma di fiction del documentario The decline of western civilization. Dopo aver lasciato i Fear, Flea fece il custode di un obitorio per animali, ma spinto dall'amico Spit Stix, continuò a coltivare la passione per il basso e con il ridotto bagaglio di esperienze maturate, ma un'energia incontenibile, arrivò a sostenere un'audizione per entrare nei PIL di John Lydon. L'audizione ebbe lo stesso esito di quella precedente per il gruppo di James White (che Flea aveva sostenuto con Hillel Slovak): il batterista dei PIL, Martin Atkins, era entusiasta del minuto bassista, ma fu lo stesso Flea a declinare l'invito, consapevole del ruolo marginale che avrebbe avuto la sua presenza nella band di un personaggio come John Lydon. Flea tornò dai suoi vecchi amici della Fairfax High School: i Red Hot Chili Peppers stavano per nascere. Il bassista non si lasciò mai pregare e negli anni, già a partire dal 1985, partecipò a numerose incisioni di altri artisti e nel 1989 imbastì un gruppo dedito a cover, H.A.T.E., con Angelo Moore dei Fishbone alla voce, John Frusciante alla chitarra e Nik Alexander alla batteria. Tra le pubblicazioni di Blood sugar sex magik (1991) e One hot minute (1995), il bassista fu attivissimo come ospite in dischi altrui e tra le altre cose, partecipò come solista alla raccolta A small circle of friends, tributo ai Germs di Darby Crash, con una delle prestazioni migliori.
Tra le principali collaborazioni di Flea in quel periodo tormentato per la sua band: Ball hog or tug-boat?, lo straordinario album di Mike Watt del 1995, Wandering spirit di Mick Jagger, Jagged little pill di Alanis Morissette (con Dave Navarro), un brano della colonna sonora di Don Juan De Marco maestro d'amore, in team con Tori Amos, Michael Stipe e Dave Navarro e poi ancora dischi di Sir-Mix-a-Lot, Weirdos, Jon Hassell, Pigface, Cheikha Remitti, Bam e Street Military. Flea fu l'unico Peppers a mantenere i contatti con John Frusciante, durante la sua discesa all'inferno (e risalita) negli anni successivi al suo abbandono della band. Flea, l'ex batterista dei Jane's Addiction, Stephen Perkins e Frusciante, suonavano ogni tanto come Three Amoebas, ma quando un articolo-intervista di Robert Wilonsky, del New Times LA, descrisse il suo disfacimento fisico e mentale, il chitarrista ne restò impietrito. Forse fu proprio leggendo di sé stesso (quel sé stesso) in quei termini, che Frusciante decise di tentare di risalire la china. Gli infortuni di Kiedis e Chad Smith del 1997, che resero impossibili una serie di concerti già programmati, propiziarono il coinvolgimento di Dave Navarro e Flea in un tour dei rinati Jane's Addiction, in occasione della pubblicazione dell'antologia Kettle whistle.
Lusingato dal possibile avvio di una carriera solista, Flea vi rinunciò quando si trattò di rimettere insieme i cocci dei Red Hot Chili Peppers, sull'orlo del disfacimento nel momento dell'abbandono di Dave Navarro. Dopo il ritorno di John Frusciante (reso possibile proprio da Flea) e lo straordinario successo di Californication, il bassista e il chitarrista si esibirono in concerto come cover-band dei Joy Division (con un amico di Frusciante, Josh Klinghoffer). Nel periodo di pausa tra il tour del 2000 e il nuovo album dei Red Hot Chili Peppers, Flea passò molto tempo nella località di Congo, in Australia, dove si costruì una casa. Nel 2001 il bassista cominciò ad accarezzare un progetto datato e che ora sembrava realizzabile, una scuola di musica della quale essere il testimonial famoso e il finanziatore e da affidare a un vecchio compagno della Fairfax High school e frequentatore per molto tempo del giro Red Hot Chili Peppers, Keith 'Tree' Barry. Il Silverlake Conservatory of Music iniziò la sua attività nel dicembre del 2001. I Red Hot Chili Peppers sono attualmente in pausa di riflessione (oggi, 1 giugno 2008), impegnati in altre attività professionali e personali.
I Fleetwood Mac si formarono lungo un percorso musicale che partì dai Bluesbreakers di John Mayall, il bluesman inglese che svezzò alcuni tra i migliori musicisti folgorati sulla strada della musica nera. Peter Allen Greenbaum fu il chitarrista che, all'interno dei Bluesbreakers, sostituì Eric Clapton, in marcia verso i Cream. A detta di molti suoi colleghi, Peter Green, come sarà conosciuto, è uno dei migliori chitarristi blues bianchi di sempre. Con John Mayall and the Bluesbreakers, Green registrò l'album A hard road (Deram 1967) e in seguito, fece sostituire il batterista della band, Aynsley Dunbar, con un suo vecchio compagno di gruppo, Mick Fleetwood (con cui aveva suonato nei Peter B & the Looner's e nei Shotgun Express, nei quali militava il giovanissimo cantante Rod Stewart). Con l'arrivo di Fleetwood, i Bluesbreakers comprendevano Peter Green, il nuovo batterista e il bassista John McVie. I tre registrarono cinque canzoni senza il loro capo, tra le quali un pezzo strumentale intitolato Fleetwood Mac.
I nuovi Bluesbreakers crearono non pochi problemi a John Mayall, a causa delle tendenze alcooliche di McVie e Fleetwood: il leader pensò che due bevitori incalliti nella stessa band fossero un po' troppo. Mick Fleetwood fu invitato ad andarsene e dopo poco tempo, fu seguito da Peter Green (che nei Bluesbreakers sarà sostituito da un futuro Rolling Stones, Mick Taylor). Fleetwood e Green avrebbero voluto McVie come bassista, ma questi fu restìo ad abbandonare la paga sicura dei Bluesbreakers. I due fecero le prove generali del gruppo futuro con il chitarrista slide Jeremy Spencer e il bassista Bob Brunning, la formazione che debuttò dal vivo nell'estate del 1967, poco prima dell'arrivo di John McVie. Il primo nome del gruppo fu Peter Green's Fleetwood Mac, una sigla che accorpa i tre fuoriusciti dai Bluesbreakers, in seguito accorciato in Fleetwood Mac. La band firmò un contratto con la Blue Horizon e pubblicò il primo album, Fleetwood Mac (febbraio 1968, con una canzone che testimonia della breve permanenza di Brunning al basso). Il buon successo del disco (4° posto in UK) spinse i quattro a registrare un paio di singoli, compresa la prima versione di quella Black magic woman, firmata Peter Green, che diventerà un classico assoluto del blues-rock bianco.
Il secondo album, Mr. Wonderful, come consueto in quel periodo, arrivò dopo qualche mese, nell'agosto del 1968 (10° in UK). A differenza del primo lavoro, Mr. Wonderful ospita numerosi musicisti esterni, tra i quali la tastierista Christine Perfect, che in seguito entrerà ufficialmente nei Fleetwood Mac. Dopo il secondo album, il gruppo aggiunse un terzo chitarrista alla formazione, Danny Kirwan, proveniente dai Boilerhouse. La prima registrazione con Kirwan fu il singolo Albatross, grande successo in molti paesi europei. Nel 1969, pubblicato dalla Epic per il mercato statunitense, uscì English Rose, album che raccoglie parte di Mr. Wonderful, le canzoni di alcuni singoli e altre canzoni sparse in diverse realizzazioni. Pious bird of good omen, il terzo album per il mercato europeo, fu pubblicato con una logica simile a English Rose: trattasi di una raccolta di brani apparsi su singolo, integrata da alcuni pezzi registrati durante le sessioni con il produttore Joe Boyd. Dopo il singolo Man of the world, pubblicato dalla Immediate Records nel 1969, il gruppo si trovò al centro di una contesa discografica: nonostante l'offerta dell'etichetta dei Beatles, la Apple Records, i Fleetwood Mac si accasarono presso la Warner Bros, la loro etichetta definitiva.
Nel settembre del 1969 uscì l'esordio per la nuova etichetta, Then play on (6° in UK, vicino ai primi 100 in USA), il primo distacco netto dal blues-rock dei primi album. La loro vecchia etichetta, la Blue Horizon, pubblicò in quel periodo i due volumi di Blues jam in Chicago, testimonianza delle jam session che i Fleetwood Mac suonarono negli studi della Chess Records, con mostri sacri quali Otis Spann, Muddy Waters, Willie Dixon e Buddy Guy. La salute mentale di Peter Green, però, a dispetto del successo sempre crescente del gruppo (o a causa di quello), cominciò a vacillare, anche per l'uso massiccio di LSD. Il suo allontanamento dal gruppo, di cui era il leader indiscusso, fu dovuto ad un contrasto sull'uso del denaro guadagnato: Peter Green era intenzionato a donare tutto ad opere di carità, cosa sulla quale gli altri membri non furono d'accordo (e come stupirsene?). L'ultimo concerto di Peter Green con i Fleetwood Mac è datato 20 maggio 1970. Sebbene all'inizio riluttante, il gruppo decise di continuare senza Peter Green e registrò l'album Kiln house (estate 1970), di gran lunga l'album ufficiale meno popolare dall'inizio della loro carriera.
Dopo la pubblicazione di Kiln house (precisamente nel febbraio del 1971), Jeremy Spencer abbandonò il gruppo per unirsi alla setta religiosa dei Bambini di Dio (Children of God), nella quale è impegnato ancora oggi. A causa dell'abbandono di Spencer, il gruppo chiese aiuto a Peter Green per la conclusione del tour di Kiln house. Wikipedia c'informa che l'intero set di quel periodo fu stravolto e che le parti di Spencer furono sostituite da improvvisazioni di 90 (novanta!) minuti sul tema di Black magic woman. Il ritorno di Peter Green non illuse nessuno e una volta finito il tour, Mick Fleetwood prese decisamente in mano le redini del gruppo. Con Kiln house Christine Perfect, l'ospite di un tempo, diventò a tutti gli effetti una Fleetwood Mac. La tastierista, tra l'altro, nel frattempo si era sposata con John McVie. La CBS, proprietaria della Blue Horizon, pubblicò un album contenente canzoni inedite del primo periodo del gruppo, The original Fleetwood Mac (pubblicato come Black magic woman negli USA): potrebbe essere considerato l'epitaffio finale dei Fleetwood Mac di Peter Green.
Alla ricerca di un nuovo chitarrista che potesse sostituire i due principali costruttori del suono del gruppo, Peter Green e Jeremy Spencer, i Fleetwood Mac s'imbatterono in Bob Welch, strumentista californiano che all'epoca viveva a Parigi. I cambiamenti apportati dall'arrivo di Christine Perfect e Bob Welch furono chiari con il nuovo album, Future games, in pratica, un nuovo esordio di una band che della vecchia patina non conservava altro che il nome. L'inizio non fu dei migliori, commercialmente parlando, con l'album che raggiunse a stento le prime cento posizioni di Billboard e non entrò nemmeno in classifica in UK. Fu chiaro a tutti che i vecchi fans non approvavano quel cambiamento che aveva eliminato gli elementi blues e che i nuovi adepti dovevano ancora arrivare. Si cercò di raccattare ancora qualche vecchio affezionato, con un Greatest hits (1971) farcito (ovviamente) di canzoni di Peter Green. I Fleetwood Mac cercarono d'inventarsi uno stile proprio, a cominciare dall'album Bare trees (1972), dopo il quale un Danny Kirwan alcoolizzato e ormai inviso ai coniugi McVie e a Welch, fu estromesso dal gruppo.
Nel settembre del 1972, provenienti dai Savoy Brown, arrivarono il chitarrista Bob Weston e il cantante Dave Walker, la formazione che registrò Penguin (1973). Walker fu estromesso dal gruppo subito dopo la fine del tour. Nel giro di qualche mese da Penguin, si arrivò a Mystery to me (1973), ma senza ancora un successo chiaro e lampante. Durante il tour promozionale, Bob Weston, il chitarrista ultimo arrivato nel gruppo, ebbe una relazione con la moglie di Mick Fleetwood, Jenny Boyd Fleetwood, la sorella di Pattie Boyd, moglie di George Harrison, colei di cui Eric Clapton s'innamorò follemente e per la quale scrisse il capolavoro della sua carriera, Layla. Bob Weston, evidentemente, non fu ispirato sino al punto di scrivere un simile capolavoro, ma non riuscì nemmeno a tenere nascosta la relazione. Mick Fleetwood non volle più avere nulla a che fare con Weston e le restanti date del tour furono addirittura cancellate. In seguito successe qualcosa di davvero strano, altro che relazioni e trombate segrete: il manager del gruppo, Clifford Davis, affermando di possedere ogni diritto sul nome Fleetwood Mac, mise in piedi una band con lo stesso nome, impedendo qualsiasi attività al vero gruppo per circa un anno.
Sembra che alla base della questione ci fosse un contratto di management che Fleetwood e McVie firmarono in uno stato 'leggermente' alterato e che cedeva al manager ogni diritto sul nome. Fu in quel periodo di stasi, su pressione di Welch, che il gruppo si trasferì a Los Angeles e cominciò a muoversi per convincere la Warner Bros su chi fossero i veri Fleetwood Mac. Una volta in grado di registrare ancora col proprio nome, i Fleetwood Mac decisero di gestire autonomamente la propria carriera, senza nessun manager esterno. Heroes are hard to find (1974) fu il primo album del gruppo con un solo chitarrista in formazione. Frustrato dalle continue liti e dalla mancanza di un vero e proprio successo, Bob Welch decise di lasciare il gruppo. Tramite un ingegnere del suono, i Fleetwood Mac conobbero una canzone di un duo statunitense, Buckingham Nicks e ne furono deliziati. Lindsey Buckingham, chitarrista e compositore, fu contattato dal gruppo e accettò l'invito, a condizione che anche la sua partner di duo e compagna nella vita, Stevie Nicks (cantante), fosse coinvolta nell'operazione. Fu così che nacque la versione cosiddetta statunitense dei Fleetwood Mac (anche se gli statunitensi erano due su cinque).
Fleetwood Mac (1975), il nuovo inizio del gruppo, a otto anni dalla formazione, fu subito un centro commerciale da primo posto (per una settimana) negli Stati Uniti. Nel 1976 finirono il matrimonio tra John McVie e Christine Perfect e la relazione tra Lindsey Buckingham e Stevie Nicks, nel periodo in cui il gruppo stava costruendo uno dei successi commerciali più clamorosi di ogni tempo. L'album Rumours (1977) ha venduto, sino al 2003, diciannove milioni di copie e nel periodo dell'uscita, restò al primo posto della classifica USA per 31 settimane, più di sei mesi! E senza dimenticare il primo posto nella classifica britannica... I quattro singoli tratti da esso conquistarono ognuno le prime dieci posizioni in USA, con Dreams al primo posto e Don't stop al terzo (quest'ultima verrà usata come colonna sonora della prima campagna elettorale vincente di Bill Clinton). Il doppio album successivo, Tusk (1979), secondo molti pareri fu un tentativo fallito di Lindsey Buckingham di non fossilizzarsi sul suono milionario di Rumours. Il doppio album conquistò la prima posizione in UK, ma solo la quarta in USA. Il tour mondiale successivo durò diciotto mesi e consegnò ai negozi Fleetwood Mac live (1980).
Dopo due album solisti di Buckingham e Stevie Nicks, i Fleetwood Mac tornarono nel 1982 con Mirage, al primo posto negli Stati Uniti per cinque settimane. Dopo il tour statunitense, il gruppo si prese un periodo di pausa e tornò nel 1987 con Tango in the night (1987, primo posto per cinque settimane in UK). Lindsey Buckingham lasciò il gruppo per sfinimento e fu sostituito da un paio di chitarristi, Billy Burnette (figlio e nipote di due Burnette del Rock'n'Roll Trio, Dorsey e Johnny) e Rick Vito. Con questa formazione i Fleetwood Mac registrarono l'album Behind the mask (1990, ancora un primo posto britannico) e alla fine del tour, Christine Perfect e Stevie Nicks annunciarono i loro propositi di lasciare il gruppo, seguite da Rick Vito. Le intenzioni furono rimpiazzate dagli avvenimenti e dopo una serie di concerti e di collaborazioni, Mick Fleetwood, John McVie, Christine Perfect e Billy Burnette tornarono in studio per registrare un nuovo album come Fleetwood Mac, ma Burnette decise di mollare dopo poco tempo. Il nuovo chitarrista, a sorpresa, fu Dave Mason, ex-Traffic, mentre alla voce arrivò la giovane Bekka Bramlett, parente di Bonnie Bramlett di Delaney & Bonnie.
Con il ritorno di Billy Burnette, i Fleetwood Mac registrarono Time (1995), un insuccesso commerciale di discrete proporzioni per un gruppo simile (numero 47 in UK e nemmeno entrato in classifica in USA). Con la nuova partenza di Christine Perfect, Mick Fleetwood sciolse le righe e annunciò lo scioglimento del gruppo. In seguito ad una serie di contatti e di lavori in comune, i Fleetwood Mac di Rumours si ritrovarono per un concerto, registrato e pubblicato come The dance (1997). Christine Perfect abbandonò definitivamente, ma non per sempre (scusate l'impiccio), la musica: nel 1998 ritornò in Inghilterra, ma nel 2004 inciderà l'album solista In the meantime. La formazione di Rumours ricostituita, ma senza la tastierista, pubblicò un nuovo album nel 2003, Say you will, numero 6 in UK e numero 3 in USA. Live in Boston (2004) può essere considerato l'ultimo prodotto ufficiale dei Fleetwood Mac (senza contare le antologie). I Fleetwood Mac compaiono nelle raccolte The sixties to seventies in search of space (volume uno) e The metal box (volume due).
Le opinioni sulla prima formazione dei Fleshtones divergono da fonte a fonte, a parte l'anno della genesi, il 1976. Qualcuno dice che furono Keith Streng (chitarra, nato nel 1955) e Jan Marek Pakulski (classe 1956, basso), compagni di stanza nel Queens newyorkese, ad unirsi per primi e ad avere aggregato a loro il cantante e tastierista Peter Zaremba (classe 1954) e il batterista Lenny Calderon (nato nel 1958). Altri parlano di Streng, Zaremba e del batterista Bill Milhizer (classe 1948, saltando a piè pari Calderon). Io seguirò la prima linea, battuta dalla biografia di Wikipedia, cercando di integrare con altre notizie il tutto. I Fleshtones debuttarono dal vivo al CBGB's il 19 maggio 1976, circondati da una scena musicale d'incredibile vitalità e allo stesso tempo, diversa dal proprio sentire stilistico (garage anni '60 e dintorni).
Guadagnata una reputazione invidiabile con i loro concerti, nel 1977 i Fleshtones firmarono un contratto discografico con la Red Star di Marty Thau, nota soprattutto per i Suicide e i Real Kids, newyorkesi i primi, lontani da qualunque altro gruppo circolante allora (sintetizzatori e voce e niente chitarra), bostoniani i secondi, forse avvicinabili stilisticamente ai nostri. Il debutto assoluto dei Fleshtones fu un singolo del 1978, American beat, seguito da un album, Blast off, registrato nel 1978 e che allora rimase nel cassetto (fu pubblicato in cassetta dalla ROIR nel 1982 e poi in vinile, 1987 - dalla francese Danceteria - e cd - dalla Red Star, nel 1997). Il gruppo passò alla IRS di Miles Copeland e pubblicò il primo EP, Up front (1980), con la formazione comprendente Streng, Pakulski, Milhizer, Zaremba e il sassofonista Gordon Spaeth (classe 1951, nella formazione dal 1978). Il rapporto con la IRS comprese il primo album pubblicato ufficialmente, Roman gods (1982, prodotto da Richard Mazda, salito sino al numero 174 di Billboard: rappresenta a tutt'oggi il più grande successo del gruppo), il secondo lavoro, Hexbreaker (1983, ancora prodotto da Mazda) e i due live Speed connection - Live in Paris 85 e Speed connection II: the final chapter.
Non molto prolifici a livello discografico (anche se non ho tenuto conto di tutti i 45 giri e dei vari formati minori), soprattutto tenendo conto della naturale cadenza di un gruppo agli esordi (a quell'epoca...), ma i Fleshtones suonavano e suonano ancora, centinaia di concerti all'anno, promuovendo la propria musica nell'unica maniera possibile per un gruppo lontano dai riflettori principali del grande circo del rock. A quattro anni da Hexbreaker arrivò il nuovo album, Fleshtones vs. reality, pubblicato da Emergo. Wikipedia riferisce che Pakulski lasciò i Fleshtones nel 1986, ma nell'album è ancora lui il bassista; d'altronde, la stessa Wikipedia scrive che Gordon Spaeth lasciò la band nel 1983 e questo potrebbe anche essere vero (ricordo come il suo ruolo fosse diventato sempre più quello di un ospite di studio), ma io ricordo che quando li vidi in concerto, Spaeth era regolarmente sul palco minuscolo dello Shindy di Bassano e sto parlando del 1985. Passando ad altro, ritorniamo al basso: dopo una serie di bassisti estemporanei (Robert 'Burke' Warren, Fred Smith, ex-Television e Andy Shernoff, ex-Dictators), fu Ken Fox ad unirsi stabilmente al gruppo, alla fine degli anni '80.
Nel successivo Powerstance (Big Beat 1991, registrato in Australia e prodotto dall'Hoodoo Gurus Dave Faulkner), al basso compaiono sia Shernoff che Fox. Nel 1989, la IRS chiuse il suo periodo Fleshtones con l'antologia Living legend series. Nel 1993 uscì foreverfleshtones, dapprima solo in Francia (Danceteria) e poi negli Stati Uniti, ma con il titolo di Beautiful light (1994, Naked Language: l'album è prodotto da Peter Buck dei REM). Altro giro produttivo per il successivo Laboratory of sound (1995), con la presenza alla consolle di un altro nome celeberrimo, Steve Albini. Hitsburg USA! (Telstar 1997) è il primo capitolo dedicato alle passioni antiche e sconosciute dei Fleshtones, una serie di canzoni che sarebbe troppo definire classici, provenienti dall'infanzia e dall'adolescenza dei quattro. A dire il vero, io conosco il secondo capitolo, Hitsburg revisited (Telstar 1999), ma il senso dell'operazione è il medesimo. Tra i due capitoli un album canonico come More than skin deep (1997 o 1998), mentre il presente millennio si è aperto nel 2001 con Solid gold sound! (Blood Red Vinyl) e continuato nel 2003 con Do you swing? (Yep Roc).
L'ultimo titolo dovrebbe essere datato 2005, Beachhead. Tra un titolo e l'altro, i Fleshtones hanno trovato il modo di compilare una raccolta con buona parte dei progetti laterali dei componenti, Time bomb - The Big Bang theory (Skyclad e New Rose 1988). Chiudiamo con una nota triste, la morte di Gordon Spaeth (2005). I Fleshtones compaiono nella raccolta Urgh! A music war e nella colonna sonora del film I was a teenage zombie (che prese il titolo da una loro canzone).
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