BIOGRAFIE
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I Flaming Lips nacquero nel 1983, quando Wayne Coyne ebbe finalmente a disposizione i 60 dollari necessari per acquistare una chitarra. Dopo aver saputo che il fratello Mark era stato ad una festa senza essere invitato, a casa di Michael Ivins, Coyne andò in quell'abitazione il giorno successivo con un batterista: aveva sentito che Ivins possedeva un basso (per il fatto che quattro corde sembrarono a Ivins più semplici da suonare che non sei), perché non formare un gruppo assieme? Con il fratello Mark alla voce, Wayne Coyne e combriccola incisero un demotape e decisero di chiamarsi Flaming Lips ("Era sembrata una buona idea ed era migliore di Tijuana Toads. D'altra parte, eravamo dell'idea che l'avremmo potuto cambiare in ogni momento"). Il tutto accadeva a Oklahoma City. I quattro cominciarono subito a suonare dal vivo, con un repertorio costituito praticamente da due canzoni, una delle quali era il tema di Batman. I batteristi cambiarono velocemente in quei primi tempi (il primo, trentenne rispetto ai loro vent'anni, si arruolò nelle forze armate), sino a quando non giunse, nel 1984, Richard English.
I concerti come spalla a gruppi del calibro di Hüsker Dü, Minutemen e Black Flag, crearono un certo interesse intorno al manipolo di pazzoidi, che in quel periodo, insospettabilmente, avevano dei problemi ad ammettere di amare in ugual misura gli stessi Black Flag e i Led Zeppelin (più a nord, a Seattle, si sarebbero trovati magnificamente con gente come i Melvins); in ogni caso, durante le loro esibizioni, i Flaming Lips suonavano anche un paio di pezzi degli Who. L'esordio autoprodotto, pubblicato all'inizio del 1985 dalla LSD (che dire...?), è un EP senza titolo e registrato per "farci prendere sul serio dalla gente". Mark Coyne abbandonò il gruppo per un breve periodo, causa impellente matrimonio e il fratello Wayne prese le redini vocali, ma la situazione si cristalizzò: Mark, dopo aver bagnato il biscotto, non riuscì più a riprendere i ritmi di vita precedenti. Nel 1986, dopo un concerto a Los Angeles, i Flaming Lips furono contattati dalla Restless Records di San Francisco e firmarono un contratto. Con i cinquemila dollari ricevuti e in un paio di giorni, registrarono il primo LP vero e proprio, Hear it is, seguito nel 1987 da Oh my gawd.
La reputazione del gruppo crebbe sempre più, per i dischi, ma soprattutto per i concerti. Telepathic surgery (1988) nacque su alcune idee estreme, come l'occupare un'intera facciata con un'unica canzone o il registrare dopo trenta ore senza sonno. La prima idea fu abbandonata (Hells angels cracked factory sarebbe poi finita nell'edizione cd; chi possiede solamente la copia in vinile, come il sottoscritto, non può ascoltare ciò che qualcuno ritiene uno dei massimi capolavori degli anni '80), la seconda, chi lo sa? Richard English, il batterista, non riuscì a coinvolgersi a pieno in quegli esperimenti e in breve lasciò il gruppo. Nel 1989 la band partecipò al progetto benefico The bridge, onorando Neil Young con una devastante versione di After the gold rush. Per il successivo In a priest driven ambulance (1990), il trio ridiventò un quartetto (già rodato dal vivo durante il tour dell'album precedente), con l'arrivo di Nathan Roberts alla batteria e l'aggiunta della chitarra di John Donahue dei Mercury Rev. I problemi con la Restless Records si acuirono sino alla rottura, ma il periodo fu proficuo perché anche un gruppo così particolare arrivasse ad essere contattato da una major: i Flaming Lips firmarono un contratto con il colosso Warner Bros e pubblicarono Hit to death in the future head (1992).
Roberts e Donahue lasciarono il gruppo subito dopo la pubblicazione dell'album, ripetendo la situazione del 1988, quando, con un disco appena uscito sul mercato, i Flaming Lips si trovarono senza una formazione completa per il tour successivo. Steven Drozd e Ronald Jones sostituirono Roberts e Donahue e il gruppo pubblicò Transmissions from the satellite heart (1993), ma l'attenzione nei loro confronti era ormai scesa. Grazie a un successo propiziato da un dj di Oklahoma City, la notorietà di Coyne e compagni crebbe inaspettatamente, sino ai concerti di Lollapalooza del 1994 e alle apparizioni tv in fiction e talk-show; in quello stesso 1994, i Flaming Lips parteciparono alla colonna sonora del film Love & A .45. Nel 1995 fu registrato e pubblicato Clouds taste metallic; il lungo tour successivo vedrà per l'ultima volta il gruppo esibirsi come quartetto. Ronald Jones lasciò il gruppo per contrasti con Steven Drozd e dopo il rinnovo del contratto con la Warner Bros, arrivò il nuovo album Zaireeka (1997), un esperimento arduo: un box di quattro cd da suonare contemporaneamente!
Nel 1999 fu la volta di The soft bulletin', un disco nato praticamente dal lavoro e dagli esperimenti dei due anni precedenti. Il successo di critica fu strepitoso, tanto che numerosi magazines musicali, come il New Musical Express, lo nominarono disco dell'anno. Lo stesso magazine inglese porrà i Flaming Lips al quindicesimo posto tra i gruppi rock più influenti di sempre. I tre continuarono a lavorare a progetti personali e collaterali, ma nonostante questo, arrivarono alla registrazione di Yoshimi battles the pink robots (2002), dedicato sin dal titolo alla batterista dei Boredoms. L'ultimo album è del 2006, At war with the mystics, accolto in maniera straordinaria dalle classifiche di entrambe le sponde dell'Oceano Atlantico: numero 6 in UK e numero 11 in USA, di gran lunga il loro più grande successo di sempre, a quasi venticinque anni dalla loro formazione.
Gruppo francese di Nantes, all'opera dal 1982 e composto dai fratelli Boisseau (Alain, voce e chitarra e Laurent, batteria), Roger Bardy (chitarra), Serge Sornay (basso) e Jean-Philippe André (organo). Il loro esordio è costituito da un EP del 1984 pubblicato dalla Surfin' Birds, Shining, dopo il quale, partecipano a svariate compilation, tra le quali, Raw cuts, il primo volume dedicato al garage francese, Best off e Battle of the garages, il quarto capitolo, dedicato al garage europeo. Lo scioglimento è arrivato ancor prima della pubblicazione dell'ultima raccolta citata.
I Flamin' Groovies nacquero a San Francisco nel 1965, dapprima come Chosen Few, cambiato in Lost & Found e infine, nel 1968 circa, con la denominazione definitiva. La formazione originale (del periodo Chosen Few e Lost & Found) comprendeva i due fondatori e compositori Cyril Jordan (chitarra solista) e Roy A. Loney (voce; i due si conobbero a un concerto dei Rolling Stones), il batterista Ron Greco, il chitarrista ritmico Tim Lynch e il bassista George Alexander. Con il cambio di nome in Flamin' Groovies, il batterista Ron Greco fu sostituito da Danny Mihm e con questa formazione il gruppo debuttò con un EP autoprodotto e venduto quasi esclusivamente ai concerti, Sneakers (Snazz Records 1968). Il risultato commerciale fu lusinghiero, tanto che la Epic s'interessò alla band e fece uscire il primo album, Supersnazz (1969), penalizzato da una promozione pressochè inesistente. Il breve rapporto con la Epic si concluse e il gruppo si spostò a New York, dove firmò un contratto con l'etichetta Kama Sutra. Il risultato del trasferimento e del nuovo contratto, furono due album nel breve volgere di un anno, Flamingo (fine del 1970) e Teenage head (1971).
Già dopo Flamingo Tim Lynch, invischiato in problemi di droga e pure arrestato, aveva lasciato il gruppo (si unirà per breve tempo agli Hot Knives e poi scomparirà dal mondo musicale). Dopo Teenage head, anche Roy Loney decise di andarsene, al termine di un conflitto ormai insanabile con Cyril Jordan. Tramite il giornalista Andrew Lauder, loro ammiratore e boss della United Artists, i Flamin' Groovies superstiti, con le nuove chitarre di Chris Wilson (che diventò anche il nuovo cantante solista) e James Farrell, riuscirono a farsi finanziare un tour europeo e una permanenza in Inghilterra (1972), che frutterà una serie di registrazioni prodotte da Dave Edmunds. I singoli prodotti dalle registrazioni avrebbero dovuto precedere un album che aveva già un titolo, Bucket of brains, ma le vendite risibili (anche a causa del testo di Slow death, che fu boicottato dalle radio) fecero saltare tutto e il gruppo tornò negli Stati Uniti. Le session prodotte da Dave Edmunds usciranno su cd nel 1995, con il titolo di I'll have a... bucket of brains. Ad interrompere il silenzio discografico (a parte i singoli citati), ci pensò l'etichetta olandese Skydog, con l'EP Grease (1974), dopo che i Flamin' Groovies avevano perso Danny Mihm, sostituito prima con Terry Rae e infine con Danny Wright.
Del periodo successivo poco si sa, ma nel 1976 i Flamin' Groovies, quasi a rivendicare il proprio ruolo di gruppo fondamentale sulla lunga strada che portò al punk, pubblicò Shake some action, edito dalla loro nuova casa discografica, la Sire. Le vendite incoraggianti spinsero alla pubblicazione di altri due album, Now (1978) e Jumpin' in the night (1979). Gli ultimi due titoli videro il cambio di chitarra tra Farrell e Mike Wilhelm (ex-Charlatans). Chris Wilson lasciò nel 1981 per unirsi ai Barracudas e alla batteria arrivò Brittly Black, ex-Crime. Nella formazione di quel periodo, anche un tastierista, Mark Dunwoody. Altri cambi di formazione in un periodo di silenzio discografico e caratterizzato da una minima attività live: il ritorno di Danny Mihm alla batteria (1981) e l'abbandono di Wilhelm, sostituito alla voce da Autumn Eyles (1982). Nel 1984 dei Flamin' Groovies originali non restavano che Cyril Jordan e George Alexander, affiancati da Jack Johnson (chitarra e voce) e Paul Zahl (batteria). La formazione registrerà un nuovo album nel 1987, One night stand (AIM Records).
Nel 1989 fu pubblicata un'antologia che copre l'intera carriera dei Flamin' Groovies, Groovies' greatest grooves e nel 1993, da quanto se ne sa da queste parti, l'ultimo album del gruppo, il primo (scusate il bisticcio) con materiale originale da tredici anni a quella parte: Rock juice, ve lo dice un tizio che se lo è ascoltato più volte, è un disco di qualità a dir poco infima, una vera tragedia per le orecchie. I titoli usciti negli ultimi anni del millennio dovrebbero essere antologie e dischi dal vivo e per gli anni più recenti, tutto tace. I Flamin' Groovies aprono il capitolo 1977 della serie The Indie Scene.
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