BIOGRAFIE
Ea
Earthshaker dovrebbe essere un gruppo di ragazze giapponesi, ma il condizionale è d'obbligo: di rintracciabile in Internet c'è solo il sito ufficiale della band e guarda un po', è stilato nella sola lingua madre. Gli unici dati leggibili sono la formazione attuale (2006: Kudo alla batteria, Shara alla chitarra, Marcy alla voce e Kay al basso) e la discografia, composta di ben quindici album: è un'operazione un po' sterile, ma in mancanza d'altro, stilerò la lista dei dischi. Earthshaker (1983), Fugitive (1984), Midnight flight (1984), Passion (1985), Live in Martial Arts Mansion (1986), Overrun (1986), After shock (1987), Smash (1988), Treachery (1989), Pretty good (1990), Earthshaker (1992), Real (1993), Yesterday & tomorrow (1993), Earthshaker in Vancouver (2000), Birthday (2001), earthshaker.jp/type A (2002) e l'ultimo, che non è tradotto in inglese, そこにある詩 (2003).
Dopo altre ricerche affannose, sono venuto in possesso della formazione del secondo album, Fugitive: Masafumi Nishida, detta Marcy, alla voce; Shinichiro Ishihara, detta Shara, alla chitarra; Takayuki Kai al basso e Yoshihiro Kudo alla batteria, in pratica, la stessa formazione delle Earthshaker attuali stilata qui sopra (ma con i nomi completi, quantomeno). [Integrazione] Il gruppo si formò a Osaka, Giappone, nel 1978 e oltre alla formazione già stilata due volte qui sopra, vide transitare anche la tastierista Toshio Egawa e la bassista e cantante Minoru Niihara, in passato anche nei Loudness. La sorpresa è la presenza di Mitchell Froom (Los Lobos e Del Fuegos) come produttore e musicista in alcuni dischi delle ragazze nipponiche. Una fonte riferisce che dopo l'album Y&T il gruppo cambiò nome in Shara, come la chitarrista, ma la stessa fonte sbaglia il titolo del disco interpretando erroneamente la sigla: il sito del gruppo riferisce che il disco s'intitola Yesterday & tomorrow (stesse iniziali, dunque). La confusione dovrebbe essere data dal collegamento con il gruppo hard-rock statunitense Yesterday & Today (poi mutato in Y&T), del quale la suddetta Shara era una fan accanita (soprattutto del chitarrista e cantante Dave Meniketti).
Nel primo album delle ragazze è presente una canzone scritta da Adrian Smith degli Iron Maiden. Il gruppo si sciolse nel 1994 e poi si riformò in data imprecisata (dando un'occhiata alla discografia, probabilmente alla fine del millennio). Le Earthshaker compaiono nella raccolta Hell comes to your house.
Il leader del gruppo funk di Chicago, Maurice White, iniziò la carriera negli anni '60 come batterista di studio per la Chess Records (lo si trova nei dischi di Fontella Bass, Billy Stewart, Etta James e molti altri). Dopo aver fatto parte del Ramsey Lewis Trio, White fondò i Salty Peppers (con il tastierista Don Whitehead e il cantante Wade Flemons), firmò un contratto con la Capitol Records ed ebbe un successo locale con il singolo La la time. Con il trasferimento a Los Angeles, i Salty Peppers diventarono Earth, Wind & Fire, tre dei quattro elementi primari, terra, vento e fuoco (escludendo l'acqua), che farebbero parte delle caratteristiche del sagittario, il segno zodiacale di White (mi sarò spiegato male, ma quando m'imbattò nei segni zodiacali e dintorni mi prende una specie di paresi fisica e mentale). Il gruppo trasferitosi in terra californiana comprendeva i fratelli Maurice e Verdin White (basso), i già nominati Whitehead e Flemons, la cantante Sherry Scott, il chitarrista Michael Beal, il sassofonista Chet Washington, il trombonista Alex Thomas e il percussionista Yackov Ben Israel.
I primi due album del gruppo furono pubblicati con grande favore della critica, ma poco entusiasmo da parte del pubblico (Earth, Wind & Fire, 1970 e The need of love, 1971). Della prima formazione, dopo i primi due album, restarono i soli fratelli Maurice e Verdin White e a loro si aggiunsero la cantante Jessica Cleaves, il fiatista Ronnie Laws, il tastierista Larry Dunn, il percussionista Ralph Johnson, il chitarrista Roland Bautista e il cantante Philip Bailey, proveniente, quest'ultimo, da un gruppo rhythm'n'blues di Denver, Friends & Love. I nuovi Earth, Wind & Fire firmarono un contratto con la CBS, per la quale debuttarono con l'album The last days of time (1972). Laws e Bautista lasciarono alla fine del 1972, rimpiazzati da Andrew Woolfolk e dai chitarristi Al McKay e Johnny Graham. Head to the sky (1973, l'ultimo album con Jessica Cleaves in formazione) diede la prima scossa alla carriera del gruppo (numero 27 di Billboard) e il successivo Open our eyes (1974, numero 15 di Billboard e con un terzo fratello White, Fred, alla seconda batteria) fece ancora meglio. In quel periodo gli Earth, Wind & Fire ebbero il loro primo successo da top ten nella classifica rhythm'n'blues, Mighty mighty.
L'album del 1975, That's the way of the world, colonna sonora di un film che fu un fiasco commerciale, scalò la classifica sino al numero 1. L'organico aumentò ancora, con una sezione fiati composta dai Phoenix Horns, guidati dal sassofonista Don Myrick. Il doppio album dal vivo Gratitude (1975) diede testimonianza dei loro incredibili spettacoli e raggiunse ancora un numero 1 nella classifica di Billboard. Durante la lavorazione dell'album Spirit (1976), il collaboratore, produttore e arrangiatore Charles Stepney morì per un infarto; l'album salì sino al numero 2. In quel periodo Maurice White diventò il produttore di un gruppo agli inizi della carriera, gli Emotions e di una cantante, Deniece Williams. All n' all (1977) ottenne un terzo posto nella graduatoria di Billboard, confermando e continuando la ormai lunga scia di successi degli Earth, Wind & Fire e anche gli Emotions scalarono la classifica, nello stesso periodo, con una canzone di White, Best of my love. Nel 1978 Maurice White fondò l'etichetta ARC e nel 1979 il gruppo ritornò con I am e sonorità molto vicine alla disco-music (3° posto di Billboard).
I successivi Faces (1980, numero 10) e Raise!, (1981, numero 5) raffreddarono leggermente l'impatto commerciale degli Earth, Wind & Fire, proprio con lo scemare del ciclone disco-music. Dopo Faces, il chitarrista McKay lasciò la band. Powerlight (1983) segnò il ritorno alla CBS, dopo il fallimento della ARC, un 12° posto di Billboard e la dipartita dei Phoenix Horns. Dopo Electric universe (ancora 1983), arrivato a malapena al numero 40, Maurice White sciolse i ranghi. Philip Bailey raccoglierà un successo mondiale in coppia con Phil Collins, Easy lover (1985; il cantante dei Genesis usò a piene mani, in quel periodo, la sezione fiati dei Phoenix Horns, sia per i lavori solisti che per quelli dei Genesis). White riformò gli Earth, Wind & Fire con i due fratelli Verdin e Fred, Ralph Johnson, Andrew Woolfolk e il nuovo chitarrista Sheldon Reynolds, per l'album Touch the world (1987), numero 33 nella classifica degli album, ma anche successo sorprendente nella classifica rhythm'n'blues, con i due singoli Thinking of you e System of survival (numero 1).
Il successivo Heritage (1990) fu l'ultimo album della lunghissima collaborazione con la CBS/Columbia e vide come ospiti MC Hammer (rapper di grandissimo successo in quegli anni) e un redivivo Sly Stone, in una delle rarissime apparizioni (se non l'unica) dopo lo scioglimento della sua Family Stone e gli album solisti degli anni '70. Il nuovo contratto con la Reprise fu inaugurato nel 1993 con l'album Millennium (un buon numero 39, dopo il numero 70 del precedente). In quell'anno il leader dei Phoenix Horns, Don Myrick, fu ucciso a Los Angeles. La piccola etichetta Pyramid pubblicò nel 1997 l'album del ritorno nel gruppo di Philip Bailey, In the name of love, nemmeno entrato nella classifica di Billboard (e lontano dai vertici in quella rhythm'n'blues). Earth, Wind & Fire, come gli elementi dai quali prendono il nome, sembrano eterni e nel 2003 sono tornati con l'album The promise, pubblicato da Kalimba Records (il kalimba è uno strumento tribale africano del quale White è un esperto suonatore sin dagli inizi della carriera) e con l'ultimo Illumination (Sanctuary 2005). Earth, Wind & Fire compaiono nella raccolta Let your feelings show.
Gruppo punk londinese fondato da ragazzi giovanissimi nel 1975 e dunque, una delle prime punk band inglesi in assoluto. Gli Eater si formarono con Andy Blade (nato Ashie Radwan, voce, 15 anni), Brian Chevette (nato Brian Haddock, chitarra, 15 anni) e Social Demise (batteria), quest'ultimo sostituito nell'ottobre 1976 da Dee Generate (Roger Bullen, 13 anni!), presentato al gruppo con la raccomandazione di Rat Scabies dei Damned. Con un annuncio su Melody Maker fu reclutato il bassista Ian Woodcock (17 anni, il vecchietto della compagnia). Dee Generate fu rimpiazzato da Phil Rowland nel giugno 1977, mentre, verso la metà del 1978, fu Chevette a essere sostituito da Gary Steadman. Il debutto discografico avvenne all'interno della raccolta The Roxy, London W.C.2, con il brano 15 (una versione personale di 18 di Alice Cooper), pubblicata nella primavera del 1977. Dopo la firma con l'etichetta Label (che significa Etichetta), gli Eater pubblicarono due 45 giri rimasti tra le opere indispensabili del primo punk londinese (questo secondo i critici), Outside view e Thinking of the USA.
L'unico album del gruppo s'intitola Album (come dubitarne?... e otto anni prima che i PIL di John Lydon usassero la stessa idea), al quale seguirono i 45 giri Lock it up, Public toys, No more e l'EP dal vivo Get your yo yo's out (1979, riferimento ovvio, i Rolling Stones di Get yer ya-ya's out). Dopo lo scioglimento del gruppo, Rowland si unì agli Slaughter and the Dogs e Andy Blade intraprese la carriera solista. Gli Eater compaiono nella raccolta Indie punk classics.
Riepilogo biografie della e nella pagina
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►Damned - ►Del Fuegos |
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►Earthshaker - ►Earth, Wind & Fire - ►Eater |
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►Slaughter & the Dogs - ►Sly & the Family Stone - ►Billy Stewart |