BIOGRAFIE
Cra
Gruppo facente parte della scena Oi! Punk inglese, nato all'inizio degli anni '80 e vincitore di una battle of the bands televisiva nel 1982. Il gruppo è sempre stato guidato (anche oggi, da quel che si può capire - 3 febbraio 2007) dal chitarrista e cantante Steve Jones, omonimo del chitarrista dei Sex Pistols e influenzato dal cantante degli Slade Noddy Holder (dai quali i Crack ripresero il classico Cum on feel the noize). Il loro debutto su album, In search of the Crack, uscì nel 1989 e quasi nient'altro si riesce a scoprire, dato che anche il sito ufficiale reca un'unica pagina e un'unica scritta: sito in costruzione. [Aggiornamento 3 aprile 2008] Il sito ufficiale ha cambiato il suo status e dalla scritta 'In costruzione', è semplicemente scomparso: così si fa. La pagina di MySpace del gruppo riporta questi componenti: Steve Jones (voce e chitarra), Micky (chitarra), Dave (basso) e Mark (batteria). Del gruppo è uscita la raccolta All Cracked up - The demos & rarities (Captain Oi 2000). I Crack compaiono nella raccolta The punk generation, volume 1 (Punk rock will never die) e 2 (Nasty nasty).
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Nick Knox una volta disse: "Fammi una domanda e io ti risponderò con una bugia". La biografia dei Cramps, che il sottoscritto tenterà di stilare qui sotto, sarà influenzata dalla citazione vergata qui sopra. Si declina ogni responsabilità. Tenere lontani i bambini. Erick Lee Purkisher (nato ad Akron, Ohio, il 21 ottobre 1946) e Kristy Mariana Wallace, s'incontrano nel 1971/2 a Sacramento, California (dove lei è nata in data 20 febbraio 1953). Lui, Erick, è uno studente a Cleveland quando diventa il presidente del Mad Daddy's Fan Club, luogo di culto dedicato a un dj a dir poco particolare (la mitologia parla di un lancio con il paracadute, in pieno inverno, sulla superficie ghiacciata del lago Eerie, in tenuta da Zorro). Erick, che gli amici chiamano Angel o Raven Beauty (Bellezza Corvina), s'impasticca spesso e volentieri ed è un appassionato sfegatato dei film di serie Z, horror e fantascienza soprattutto, le pellicole girate con quattro soldi e quattro idee (spesso nemmeno quelle, ma ogni tanto da quei filmacci escono dei capolavori - Roger Corman, tanto per fare un nome - e non sto parlando delle pellicole cult per partito preso o per moda, vedi Ed Wood).
Una fonte dice che Erick e Kristy si conoscono mentre lei fa l'autostop e lui la carica in auto, una circostanza fortuita che farà scoppiare un colpo di fulmine a dir poco micidiale e duraturo (il fulmine non si è ancora spento: oggi, 8 agosto 2006). Kristy ha già una storia a dir poco turbolenta alle spalle, composta di minuzie come due espulsioni da scuola a causa dell'abbigliamento indecente, un tentato suicidio, la fuga da casa, cosette simili. I due vivono per un periodo a Sacramento e poi a Cleveland, ma a causa di un non precisato motivo, devono andarsene alla svelta dalla città dell'Ohio e si stabiliscono a New York (1974/1975, circa). Kristy, grande fan delle New York Dolls, scopre con rammarico che Malcolm McLaren ha appena dato il colpo di grazia al gruppo di David Johansen, che si è sciolto tra l'indifferenza generale. L'idolo di Erick, invece, è Marc Bolan, la star inglese di quegli anni, che vide in concerto a Cleveland con i T. Rex. Sarà quella la molla che spingerà Erick verso la musica. A New York Erick e Kristy conoscono un tizio proveniente da Detroit, dove faceva l'operaio, prima nell'industria automobilistica e poi in una centrale nucleare: Bryan Gregory è un collezionista di vecchi 45 giri, come Erick, anche se la sua passione sono i Rolling Stones e in particolare, Brian Jones.
In quel periodo i tre si trasformano nei personaggi che interpreteranno nella vita reale, dimenticandosi dei tre tizi che li nascondevano sin dalla nascita. Erick diventa Lux Interior, dallo slogan di un automobile o qualcosa di simile, che Kristy aveva sognato (o qualcosa di simile...). Kristy si trasforma nella luciferina Poison Ivy Rorschach, il veleno combinato con il cognome dell'inventore del famoso test delle macchie. Bryan Gregory mantiene il suo nome, ma si ossigena i lunghi capelli, diventando una specie di Andy Warhol delle bidonville. Per completare la formazione, con Lux alla voce e Poison Ivy e Gregory alle chitarre, quest'ultimo chiama la sorella Pam (ribattezzata Pam Balam) e la invita a poggiare il proprio fondoschiena sul sellino della batteria: siamo nella primavera del 1976, Poison Ivy s'inventa un nome e i Cramps nascono. A proposito del nome, citiamo un paio di ipotesi: Cramps fu scelto perchè sembrava quello di una banda di teppisti e perchè il crampo è qualcosa di involontario, che non può essere controllato dalla mente; inoltre, la band era venuta a conoscenza che in francese la parola "crampe" sta ad indicare l'erezione sessuale.
I quattro non sanno assolutamente suonare e forse per questo si dimenticano di cercare un bassista. Pam Balam dura poco, sino all'agosto del 1976, quando viene sostituita da una giornalista e presidentessa di un Flamin' Groovies fan club, Miriam Linna. Il periodo, bisogna noiosamente ripeterlo, è quello straordinario del CBGB's e del Max's Kansas City, della rivoluzione che porterà al punk e alla new wave e i Cramps sono circondati da nomi come Television, Blondie, Suicide, Talking Heads, Dead Boys, Richard Hell, Ramones, Johnny Thunders and the Heartbreakers e finiamola qui. Come potrebbe il punk non influenzare i nostri dilettanteschi ragazzi? Appassionati di horror, come detto, i Cramps debuttano dal vivo al CBGB's in data 31 ottobre 1976, notte di Halloween e coincidenza o circostanza cercata, il mito si sposa perfettamente alla realtà. Il gruppo in concerto viene definito dal proprietario del CBGB's, Hillel Krystal, "uno scherzo vivente". A parte Marc Bolan, le New York Dolls e i Rolling Stones, i nostri sono affascinati dal rockabilly degli anni '50, dalla chitarra straordinaria di Link Wray, una delle più grandi influenze del loro suono e in misura forse minore, ma non meno importante, dai Velvet Underground e dagli Stooges.
I quattro vengono notati da un paio di frequentatori del CBGB's, il regista Amos Poe, che li ingaggia come comparse per una sua pellicola, The foreigner e il musicista Alex Chilton, rimasto senza i suoi Big Star e alla ricerca di qualcosa che possa dare un senso alla sua vita, oltre all'alcol. I Cramps suonano qualche concerto come backing-band di Chilton, poi si procurano qualche soldo per comprare un'auto, vi caricano anche lo squattrinato chitarrista e compositore e lo accompagnano nella sua città, Memphis, Tennessee, patria di Elvis, della Sun Records di Sam Phillips e del rock'n'roll bianco più nero che sia stato messo in circolazione: e patria di Alex Chilton, appunto. Siamo alla fine dell'estate del 1977, con i Cramps che hanno cambiato ancora batterista: al posto di Miriam Linna, un tizio di nome Nicholas Stephanoff, che si fa chiamare Nick Knox e che sembra infrangere la regola dilettantesca del gruppo, datosi il fatto che ha suonato in un gruppo giudicato fondamentale da molti scribacchini musicali, gli Electric Eels di Cleveland. Agli studi Ardent di Memphis i Cramps, con la supervisione di Alex Chilton, registrano una decina di canzoni, le loro seconde session in assoluto, dopo quelle di New York che fruttarono un demotape usato per trovare un ingaggio nei locali della Grande Mela.
Le due canzoni scelte per il primo singolo sono Surfin' bird, il celeberrimo successo anni '60 dei Trashmen e The way I walk, una canzone di Jack Scott che sarà ripresa anche da Robert Gordon nel suo album Fresh fish special, accompagnato dalla chitarra di Link Wray. I Cramps fondano anche l'etichetta che pubblicherà il singolo nel 1978, la Vengeance Records. Da un articolo di Rockerilla, n° 67 del marzo 1986, ricavo un aneddoto che più di ogni altra parola può spiegare i Cramps. Howie Klein scrive sul New York Rocker una recensione del concerto che i Cramps hanno tenuto al Napa State Mental Hospital, un istituto psichiatrico. Dal pubblico sconvolto e impegnato in un gigantesco pogo, si stacca un malato che "salì dal sovrintendente e disse: 'Questi sembrano appena usciti dal settore T'. Più tardi seppi che il settore T era quello d'isolamento, riservato agli incurabili". Tra la pazzia e il delitto (Nick Knox viene sospettato di un omicidio a Toronto), il gruppo arriva al secondo singolo, composto da Human fly, la prima canzone autografa a conoscere la pubblicazione e Domino, firmata da Sam Phillips nel 1957 per la voce oscura e lirica di Roy Orbison.
Alla fine del 1978 i Cramps si ritrovano in sala di registrazione con un altro oscuro perdente del rock'n'roll dopo Alex Chilton, Chris Spedding, ma le canzoni registrate non finiranno su vinile, pare per la loro inconsistenza e piattezza sonora. Nel 1979, a farsi vivo, attirato dalle voci sempre più consistenti sui loro concerti, è Miles Copeland, al tempo proprietario della Illegal Records (la I.R.S.), fratello maggiore dello Stewart che si occupava della batteria dei Police e figlio dell'omonimo Miles che fu un agente segreto di Sua Maestà la regina Elisabetta. I Cramps se ne vanno in Inghilterra, per suonare come supporto dei Police durante il tour del loro primo album, Outlandos d'amour. La IRS, per non perdere tempo, riunisce le quattro canzoni dei due singoli già usciti dei Cramps, vi aggiunge la cover di un brano di un altro artista anni '50 amato dai nostri, Rick Nelson (Lonesome town) e pubblica nel 1979 l'EP Gravest hits (invece di Greatest hits, i grandi successi, Gravest hits, i successi più tetri). Con i soldi della IRS e la produzione di Alex Chilton, i Cramps si chiudono nei Sun Studios di Sam Phillips e registrano l'album d'esordio, il fenomenale Songs the Lord taught us (1980), un disco che farei fatica a non portare sulla famosa isola deserta.
L'album entra addirittura in classifica in Francia e in generale, sorretto da recensioni quasi sempre positive, vende piuttosto bene. Ci sarebbero da raccontare gli screzi con Alex Chilton, le canzoni rimaste fuori dalla lista finale e altre inezie, ma lasciamo perdere (Chilton, a quanto ne so, riesce a litigare con tutti). Nell'estate del 1980 un Brian Gregory sempre più coinvolto da oscure pratiche satanico-religiose, lascia il gruppo e se ne va con un'amica in California, per entrare in una setta. Per qualche mese Gregory sarà sostituito da una certa Julien Griensnatch, nota anche come Julien Blond o Julien H, già nei Mad, ma sarà solo per un tour statunitense. Nel dicembre la bella Julien viene sostituita da Kid Congo Powers (al secolo Brian Tristain), già chitarrista nei Creeping Ritual, il gruppo che generò i Gun Club di Jeffrey Lee Pierce. Con questa formazione la band sforna il secondo album, Psychedelic jungle (1981), che pur vendendo bene secondo il metro dei Cramps, non soddisfa l'esigente Copeland, il quale, però, ha in mano un contratto che scadrà solo nel 1983. Con i Cramps fermi obbligatoriamente, la IRS pubblica due antologie, Off the bone (1983), raccolta dei brani usciti sui singoli ormai fuori catalogo e Bad music for bad people (1984), contenente brani già conosciuti e rimixati per l'occasione, più un inedito (Uranium rock).
Alla fine del 1983, pubblicato dalla Big Beat Records, esce un mini-album dal vivo registrato l'anno prima al Peppermint Lounge di New York, Real men's guts vs. smell of female (Le palle dei veri uomini contro l'odore di femmina), accorciato poi nel più semplice Smell of female (e basta guardare la copertina per sentirlo nelle narici...). Nel 1983 Kid Congo Powers torna alla corte di Jeffrey Lee Pierce ed entra nei Gun Club e nei Cramps, al suo posto, arriva il cugino di Nick Knox, Ike Knox (al secolo Mike Metoff, già nei Clocks), che rimarrà nel gruppo per un paio di mesi, tra l'ottobre e il novembre di quell'anno e poi, ancora, tra il gennaio e il luglio del 1984. Nel mezzo delle comparsate di Ike Knox, l'apparizione, come un fantasma, di Click Mort (non dico altro). Off the bone e Smell of female rimangono ai vertici della classifica indipendente britannica per un paio d'anni, ma la causa intentata contro la IRS non è ancora risolta e il gruppo non può tornare in sala d'incisione prima del 1985, quando dagli studi United West di Hollywood escono le canzoni che compongono il loro terzo LP, A date with Elvis (1986).
L'album è preceduto dal singolo Can your pussy do the dog?, momento imbarazzante per qualsiasi dj timorato di dio e contento della propria repressione sessuale (pussy è il gattino, ma anche uno dei nomignoli più usati per l'organo sessuale femminile: come leggere allora il titolo geniale? Il tuo micio può abbaiare - fare il cane - o La tua fica può abbaiare? Uso il verbo abbaiare, che sarebbe bark, anche se il titolo parla di cane, perché nella canzone si sente 'qualcosa' che bercia come un cane, non per altro). Qual è la formazione dei Cramps di questo periodo? Difficile dirlo. Nella foto di copertina del singolo Can your pussy do the dog? compare ancora Ike Knox, in quella del retro-copertina di A date with Elvis, accanto ai tre Cramps obbligatori, c'è una tizia con una mise che poco lascia all'immaginazione (a parte la luce traditrice) e che non viene nemmeno citata nelle note. La ragazza potrebbe essere certa Fur, citata in un sito come bassista dei Cramps dal marzo del 1986 al giugno dello stesso anno, ma dalla foto è difficile capire se si tratti della stessa ragazza discinta di A date with Elvis (bisognerebbe datare la foto del sito, ma non riesco ad arrivare a tanto). Wikipedia chiarisce che trattasi di certa Fur Dixon, al secolo Jennifer Token, ma quel che è sicura è la sua partecipazione al tour di A date with Elvis, non al disco.
Un altro dato è sicuro: a sostituire Fur ci penserà, nel luglio del 1986, Candy Del Mar, che rimarrà nella formazione sino al 1991. E ancora un altro dato per finire la sezione: A date with Elvis è il primo lavoro dei Cramps in cui compaia il basso. Ancora 1986, per l'uscita del secondo singolo tratto da A date with Elvis, Kizmiaz, luogo immaginario che letto secondo le regole della lingua inglese, darebbe Kiss my ass, Baciami il culo. Per notizia. 1987 per l'uscita di un bootleg semi-ufficiale, dal titolo (prendete fiato) di Rockinnreelininaucklandnewzealandxxx, pubblicato dalla tedesca Vengeance (stesso nome della prima etichetta dei Cramps...). A questo punto potrebbe anche interrompersi la biografia, in quanto degli anni successivi si hanno poche informazioni e detto con sincerità, ciò che i Cramps avevano da dire con la loro storia e i loro dischi, lo hanno già detto. Cosa resta da raccontare o meglio, da elencare? Il disco del 1989, Stay sick! (Enigma), quello del 1991, Look mom no head! (Big Beat), il successivo del 1994, FlameJob (Creation in UK e Epitaph in USA) e ancora, Big beat from Badsville (1997, Epitaph) e gli album del nuovo millennio, Fiends of Dope Island (2003, Vengeance) e How to make a monster (2004), raccolta di rarità.
A proposito di rarità, devo segnalare un album che fa bella mostra nella mia discoteca, Unleashed & unreleased, pubblicato nel 1989 (forse, non si sa), una specie di bootleg contenente rarità dai primi demo registrati dal gruppo, versioni live (una di queste proveniente dal Max's Kansas City, 1977) e inediti. Capitolo formazioni per quanto riguarda gli ultimi anni, spinoso a dir poco. Look mom no head! presenta Lux Interior, Poison Ivy, Jim Sclavunos alla batteria (trattasi di un batterista transitato anche nei Sonic Youth) e Slim Chance al basso. FlameJob presenta il nuovo Harry Drumdini, batterista dal 1994 al 2003. L'ultima formazione, dal poco che se ne sa, è composta da Lux Interior, Poison Ivy, il bassista Chopper Franklin e un 'certo' Bill Bateman, membro storico e batterista dei Blasters dalla loro formazione. Prima di Bateman era transitato da quelle parti anche Jungle Jim, al secolo Jim Chandler e in un periodo imprecisato, anche Terry Graham, di cui nient'altro si sa.
Nulla si sa nemmeno di Touch Hazard, bassista, nei Cramps da non si sa quando e fino a quando. Della rossa Sugarspice Jones, invece, si sa che è stata la bassista del gruppo nel 2000. Restano fuori Dave Stackey, basso e Nikki Alexander, batteria, che non si sa dove inserire, ma sopravviveremo. Non è sopravvissuto, invece, Bryan Gregory, morto per un attacco cardiaco il 10 gennaio 2001. Nemmeno i Cramps sopravviveranno, data la ferale notizia giunta nel 2009: Lux Interior è morto il 4 febbraio, ponendo fine alla saga della band e soprattutto, a una delle storie d'amore più coriacee (non mi viene un aggettivo più consono) a memoria d'uomo. I Cramps nelle raccolte di casa mia: la splendida Rockabilly psychosis & the garage disease, Urgh! A music war e Punk-o-rama III.
Una delle prime band della scena garage di San Diego, i Crawdaddys si formarono nel 1977 e furono attivi discograficamente dal 1979, anno del loro debutto su singolo, Crawdaddy Express e dell'EP 5x4 (Voxx). Al 1981 è datata la partecipazione della band alla prima Battle of the garages di Greg Shaw. Nel 1982 fu pubblicato in Europa, dalla Line Records, Still steamin', un mini-LP comprendente il primo 45 giri e il primo EP. Il gruppo, già sciolto, si riformò nel 1982 e nel 1984 registrò l'album Here 'tis! che, per motivi a me sconosciuti, restò a impolverarsi in un cassetto della Voxx fino al 1987, anno della pubblicazione, a gruppo ormai morto e sepolto (i componenti dei Crawdaddys che suonano nell'album, secondo una fonte, erano cambiati quasi totalmente rispetto alla formazione originale). I Crawdaddys erano guidati da due chitarristi e cantanti, Ron Silva e Steve Potterf; il batterista Dan McLain fonderà i Beat Farmers e sarà universalmente conosciuto come Country Dick Montana, mentre il bassista inglese Mike Stax (nato Michael Dixson, che lasciò la terra natale per entrare nel gruppo californiano) farà parte in seguito dei Tell-Tale Hearts, altra storica band di San Diego.
Gruppo inglese nato per iniziativa di Stan Stammers, diventato bassista solo perché nella formazione della sua prima band, ai tempi della scuola, non c'era qualcuno disposto a prendere in mano lo strumento. Dopo altre esperienze, Stammers entrò a far parte dei Theatre of Hate di Kirk Brandon, seguendo il leader anche nella sua creatura successiva, gli Spear of Destiny. Stammers lasciò questi ultimi nel 1986 per formare i Crazy Pink Revolvers, gruppo che si sciolse nel 1989. I Crazy Pink Revolvers (nome che un'amica di Stan usava per designare i negozi nei quali cominciava a lavorare come vetrinista o qualcosa di simile), potevano contare sulla chitarra di Adam Bolton, sulla batteria di Jack Slee e sulla voce di Daniel Drummond. Pubblicato dalla Chainsaw Records, nel 1987 uscì il primo album dei Crazy Pink Revolvers, First down e subito dopo il gruppo debuttò in concerto al Fulham Greyhound di Londra.
Cambiato il batterista, con l'arrivo di Laurent Reignier e la voce, che con la partenza di Drummond diventò pertinenza di Stammers (e con l'aggiunta di un altro bassista, Colin Brown), i Crazy Pink Revolvers firmarono un contratto con la ABC Records e registrarono l'EP Timeless smile (1987). Colin Brown lasciò la compagnia e fu sostituito dal fratello del batterista, Tristan Reignier, per la registrazione del secondo album, At the rivers edge (1988), seguito da un tour europeo. Nel marzo 1989 Stan Stammers lasciò la band e l'Inghilterra per trasferirsi negli Stati Uniti, a Philadelphia. Per quanto ne so, i Crazy Pink Revolvers si sciolsero con la partenza di Stammers. Il gruppo è tra la pattuglia della raccolta Crazy Nouveaux.
Arthur Wilton è nato a Whitby, nello Yorkshire inglese, il 24 giugno 1942. Pur essendo uno studente dall'ottimo profilo, un Arthur Brown apatico lasciò il Kings College di Londra, dove studiava legge e s'iscrisse alla facoltà di filosofia dell'università di Reading, anche se la musica, in quel periodo, coinvolse sempre più i suoi pensieri. A Reading, il giovane si unì ai Black Diamonds per registrare un flexi-disc. Con il gruppo, prodotto da Paul Samwell-Smith degli Yardbirds, Arthur Wilton suonò dal vivo anche al Marquee di Londra. Il disco (pubblicato da Reading Rag Records nel 1965), da una fonte, viene attribuito ai Diamonds, mentre il nome Black Diamonds ci viene fornito dalla biografia più estesa e dettagliata rintracciata in rete. Arthur Wilton comparve solo sul lato B, con la canzone You don't know. Poco tempo dopo, il nostro entrò a far parte di quella che lui stesso definisce la sua prima vera band, gli SW5 di Fulham, diventati, nel giro di qualche settimana, Arthur Brown Union (non è chiaro quando il nostro si sia ribattezzato Arthur Brown). Sfumata la possibilità di un contratto con la Polydor, l'Arthur Brown Union si sciolse e il nostro accettò la proposta di trasferirsi a Parigi.
Secondo le parole della biografia citata, durante il periodo francese successe di tutto, compreso lo stravolgimento della scena musicale del paese (o quantomeno parigina) e l'interessamento della Mafia, incazzata per l'abbandono dei locali di strip-tease in favore dei concerti del nostro. Il racconto sembra davvero incredibile, soprattutto nei dettagli, ma proseguiamo. Dopo aver lavorato alla colonna sonora di un film di Roger Vadim, La curée, con Jane Fonda, Arthur Brown fu 'costretto' a tornare in Inghilterra, visti i problemi con la mafia, la polizia e chissà cos'altro e dopo essere stato l'artista rock di maggior successo in Francia in quel periodo. Non so se prima o dopo il periodo francese, Brown fece parte dei Ramong Sound, un gruppo che dopo la sua dipartita diventerà Foundations e firmerà successi come Baby now that I've found e Build me up buttercup (singolo n° 2 in UK e n° 3 in USA), un pezzo ripreso anche dallo straordinario David Johansen di Live it up. In ogni caso, ciò che sconvolse gli spettatori degli spettacoli di Arthur Brown, furono le trovate sceniche, il trucco e la provocazione senza limiti (il tutto unito a copiose quantità di droghe). Tornato in patria, Brown si stabilì a Kensington e con il pianista, tastierista e arrangiatore Vincent Crane, cominciò a costruire la sua creatura più famosa, Crazy World of Arthur Brown.
Con un annuncio su un giornale, Brown trovò il batterista Drachen Theaker, reduce dai provini per la costituenda Experience di Jimi Hendrix: come racconta la biografia, "Hendrix prese Mitch Mitchell e Drachen si unì al gruppo di Brown". Con il bassista Sean Nicholas, il gruppo debuttò dal vivo come Crazy World, con il leader sempre più estremo nelle sue esibizioni, tanto che diventò sempre più difficile trovare dei locali che lo accogliessero. Il seguito da culto, in ogni caso, si espanse sempre più, anche grazie ai concerti allo Speakeasy e all'UFO Club di Joe Boyd: il gruppo, diventato nel frattempo Crazy World of Arthur Brown, diventò uno dei fulcri del movimento psichedelico inglese, corteggiato da manager quali Chas Chandler e Robert Stigwood e con fans del calibro di Beatles, Rolling Stones e Who (Pete Townshend fece usare a Arthur Brown il suo appartamento di Soho e secondo una fonte, lavorò in veste di produttore o assistente, all'unico album dell'ensemble). Le proposte discografiche e manageriali, in ogni caso, riguardavano il solo Arthur Brown, ma l'artista dell'eccesso non ne volle sapere di lasciare il gruppo. Alla fine, furono i manager degli Who e proprietari della Track Records, Kit Lambert e Chris Stamp, ad aggiudicarsi il Crazy World of Arthur Brown, con le spalle coperte dal gigante Polydor.
Il primo 45 giri, Devil's grip/Give him a flower, fu un insuccesso a causa di non meglio specificati problemi accampati dalla Polydor. Lambert e Stamp spedirono Arthur Brown e il suo Pazzo Mondo negli Stati Uniti, dove i quattro suonarono a fianco di Frank Zappa, Doors e Jefferson Airplane. Al successo statunitense seguì un tour europeo e le session all'Independent Studios di Londra, per le registrazioni del primo album. Screzi e incomprensioni con Kit Lambert (produttore del disco), portarono Brown verso Robert Stigwood, ma la questione si risolse e il manager degli Who continuò ad occuparsi dell'esordio discografico del Pazzo Mondo. L'album fu terminato nel periodo di Natale, dopo due settimane di missaggio, cosa mai sentita prima, secondo una fonte. Lambert, tra l'altro, si prese la libertà di aggiungere archi e orchestrazione in alcuni pezzi, e senza rivelare la cosa al gruppo. Brown s'incazzò non poco dell'iniziativa unilaterale del produttore, ma fece buon viso a cattivo gioco quando l'album (Crazy World of Arthur Brown, Track Records 1968) scalò le classifiche di Gran Bretagna e Stati Uniti (numero 7 di Billboard e forse, numero uno in UK) e tacque del tutto quando il singolo Fire raggiunse il numero uno in entrambe le classifiche. Arthur Brown, forse, avrebbe fatto meglio a dire qualcosa, dato che, secondo una fonte, il gruppo non guadagnò un centesimo da tutto quel successo di vendite.
Il successivo tour statunitense, con il batterista Jeff Cutler (forse...), fu un bagno di folle, a fianco di nomi come Janis Joplin, Blue Cheer, Iron Butterfly, Cream e altri ancora. A proposito della batteria, è doveroso precisare che Drachen Theaker, secondo una voce, aveva una paura fottuta di volare e per questo, per i concerti di quel periodo, sul sellino sedette Carl Palmer prima (quello di Emerson, Lake & Palmer) e Jeff Cutler poi. Nel periodo in cui il gruppo si sfaldò, con l'uscita definitiva e temporanea di Theaker e Crane (quest'ultimo per non meglio precisati "problemi mentali"), Jimi Hendrix contattò Arthur Brown per formare quella che sarebbe diventata la Band of Gypsies, con Crane, Mitch Mitchell e un bassista ancora sconosciuto. Tutto questo successe durante i bagni di folle statunitensi (ma le fonti differenti dal sito ufficiale o quello che è, dicono che Theaker, appunto, negli Stati Uniti non c'era nemmeno) e il risultato fu che Arthur Brown si ritrovò al di là dell'Atlantico senza band, senza soldi e con due manager irreperibili: "oh certo", conclude il paragrafo il biografo, "e con un album e un 45 giri al numero uno!". La triste e pazzesca vicenda, si concluse con il nostro Arthur che si fece prestare dei soldi dal critico jazz Ralph Gleason e dal promoter Bill Graham, per poter tornare a casa, quando i dischi, album e singolo, fino a quel momento, avevano venduto qualcosa come cinque milioni di copie.
La voce, il make-up e gli atteggiamenti di Brown sul palco, secondo la stessa fonte, avevano già cominciato ad influenzare il mondo del rock, in special modo, la sfera hard-rock (bacilli arthuriani sarebbero caduti su Black Sabbath, Black Widow, Deep Purple, Alice Cooper e molti altri). La formazione si ricompose in Inghilterra, con Carl Palmer alla batteria (non provo nemmeno a ricomporre la cronologia, differente a seconda della fonte) e Crane ristabilito dopo una cura. Il terzo tour statunitense ripresentò i medesimi problemi, soldi e manager virtualmente assenti, e dunque, il nostro Arthur ripeteva pedissequamente gli errori passati senza alcun problema. Gli scazzi interni portarono Crane e Palmer a lasciare Brown, per formare gli Atomic Rooster. Dopo il cambio di manager (Giorgio Gomelsky) e un tour francese con il ritorno di Drachen Theaker alla batteria, i problemi manageriali si fecero talmente intollerabili (per opera di Lambert e Stamp), che Brown firmò un documento (senza alcun rappresentante legale presente) col quale rinunciava ad ogni diritto (e soldo) sull'album e sul singolo Fire. Il secondo album del Crazy World, che aveva già un titolo, The trial of the magicians, non fu mai completato, mentre l'ennesimo tentativo, Strangelands, conoscerà la pubblicazione solo nel 1988 (Reckless Records). Crazy World of Arthur Brown scomparve e nacque Kingdom Come, ma possiamo affermare che questa è un'altra storia. Crazy World of Arthur Brown compaiono nella raccolta The sixties to seventies in search of space (volume tre), con una cover di A hard rain's a-gonna fall di Bob Dylan.
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