BIOGRAFIE

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MARY COUGHLAN

Mary Coughlan nasce a Galway, Irlanda, nel 1956 e sopravvive, diciassettenne, ad alcool, droga, a una depressione e a un tentativo di suicidio. A diciotto anni si trasferisce in Inghilterra e diventa madre all'età di venti. La sua carriera musicale inizia dopo il ritorno a Galway, nel 1984, con tre dei quattro figli avuti dal matrimonio fallito. Mary si esibisce nei pub e viene scoperta dal produttore e musicista olandese Erik Visser, leader dei Flairck e pubblica l'esordio su album nel 1985, Tired & emotional (WEA), venduto in centomila copie. Negli anni successivi, sino all'inizio dei '90, Mary mantiene il successo iniziale, ma nello stesso tempo, ripiomba nella spirale dell'alcool, che la porta a decine di ricoveri in ospedale. In questo periodo l'artista pubblica gli album Under the influence (WEA 1987), Ancient rain (WEA 1988), Uncertain pleasure (East West 1990) e Sentimental killer (East West 1992) e comincia pure la carriera di attrice (esordio in High spirits, di Neil Jordan), ma è l'alcool che le fa toccare il fondo nel 1993 (l'anno di Love for sale, Demon Records), quando l'interesse verso di lei è ormai al minimo.

Dopo una cura disintossicante, Mary Coughlan torna alla vita verso la metà degli anni '90, partorisce altri due bambini e pubblica l'album After the fall (Big Cat/V2 1997). L'anno prima era uscito Live in Galway, dal quale è tratta la canzone presente nella raccolta Big Cat collection. La carriera di Mary Coughlan si snoda anche oltre il passaggio di millennio (Sings Billie Holiday, Evangeline 2000, Long honeymoon, Evangeline 2001 e Red blues, Tradition & Moderne 2002), anche se la sua ultima 'impresa', da quanto ci dice Wikipedia, è la partecipazione a un reality-show, Celebrity farm.


COUNT

Questa è la storia di Joseph A. Viglione, fondatore nel 1969, quindicenne, di un magazine di fantascienza, Varulven e già all'epoca autore di un paio di cortometraggi. Siamo ad Arlington, Massachusetts (USA), nei dintorni di Boston. Nel 1971 (o '72) il magazine diventò un'etichetta discografica, definita da una biografia, "l'originale etichetta rock di Boston". Fu l'etichetta Varulven a pubblicare i primi lavori di Joe Viglione nelle vesti di Count. Nel gennaio del 1978 Viglione organizzò e lanciò il Rock & Roll Spectacular, al Paradise Theater di Boston, ospitando nomi come Mission of Burma, Lyres, Neighborhood e altri. Il locale, negli anni a venire, diventerà un punto di riferimento per il rock bostoniano. In quella fine anni '70 il magazine Varulven ospitava periodicamente scritti di Lou Reed e recensioni di Jonathan Richman, il quale dichiarò, parlando di un concerto dell'ex-Velvet Underground al Paradise, come fosse giunto il momento di fondare la The Velvet Appreciation Society, cosa che successe con la collaborazione dello stesso Viglione.

Viglione, in quello stesso periodo, aveva una spazio mensile su Musician e scriveva articoli per il Boston Globe, commenti per la bibbia del mondo discografico statunitense (e non solo), Billboard Magazine e scritti vari per altri giornali. Count pubblicò un EP in collaborazione con Maureen Tucker, la batterista dei Velvet Underground, dal titolo Another view, lo stesso che verrà utilizzato tempo dopo per un album di vecchi pezzi inediti degli stessi Velvet Underground (un furto di idee non nuovo per chi bazzica gli ambienti delle majors, in questo caso, la Polygram). Viglione diventò il responsabile Artisti e Repertorio della nuova etichetta di Patrick Mathè, la celeberrima New Rose e fece firmare uno dei primi contratti a Willie El Loco Alexander, dopo la rottura di questi con la MCA. Viglione, inoltre, portò alla New Rose anche Johnny Thunders e mai domo, formò poi un duo produttivo/manageriale con Jimmy Miller, la celebre mano che lavorò dietro ai migliori album dei Rolling Stones e con altri (numerosi) progetti sparsi negli anni, arriviamo in pratica ai giorni nostri.

Parlando di Count, l'alter ego musicale di Joe Viglione, troviamo un album del 1982, Love & flame, pubblicato da New Rose e suonato da Viglione (voce e piano), Jay Roewe (tastiere), Mike Baron, Rich Santapaga e Dana Eno (basso), Doug Osborne, George Z. e Jonathan Shade (chitarra), Yippa, Bill Allen e Chuck Stanton (batteria). Un altro album fu pubblicato ancora dalla New Rose nel 1984, Intuition element, con Viglione (tastiere e voce), Jeff Hill (batteria), Todd Carnes (basso) e Fudge Keegan (chitarra). Datato 1978, esiste un album di Count pubblicato da Flamingo Records (la vecchia etichetta di Patrick Mathè), I'm a star, che dovrebbe contenere le quattro canzoni di un EP del 1976, probabilmente l'esordio di Viglione nelle vesti di musicista (ma le notizie, da questo punto di vista, scarseggiano). Infine, le partecipazioni alle raccolte della New Rose, New Rose 83 (con due brani, entrambi firmati Viglione), The history of the world part 1 (picture disc del 1984) e Play New Rose for me - Rose 100 (1986), con un brano di Willie Alexander.


COUNT FIVE

I Count Five nacquero nella prima metà degli anni '60 a San Jose, California. I prodromi del gruppo si possono rintracciare negli Squires, gruppo fondato da John 'Mouse' Michalski (chitarra solista) e Kenn Elner (voce e armonica), il quale (il gruppo...), dopo numerosi cambiamenti di formazione, diventò Count Five, con gli altri membri Roy Chaney (basso), John 'Sean' Byrne (irlandese nato a Dublino, chitarra ritmica e principale compositore) e Craig 'Butch' Atkinson (batteria). Il gruppo pubblicò un solo album e una manciata di singoli, ma il nome è passato alla storia della musica rock per un classico assoluto come Psychotic reaction, canzone uscita su 45 giri per la Double Shot nel luglio del 1966: il pezzo, un piccolo capolavoro di garage-punk con tutti i crismi, raggiunse il numero 5 della classifica statunitense dei singoli, impresa che i nostri cinque californiani (per modo di dire, visti i luoghi di nascita: Missouri, Irlanda, New York, Ohio e Indiana!) non riusciranno mai più a bissare.

All'epoca i cinque ragazzi avevano un'età media che si aggirava intorno ai diciotto anni. L'album Psychotic reaction (1966) fu seguito da una serie di 45 giri, l'ultimo dei quali potrebbe essere Mailman (1969), pubblicato nello stesso anno del loro scioglimento. Come giustamente ricorda Wikipedia, anche se il nome Count Five sprofondò nell'oblio fino all'epoca del garage-revival della fine anni '70, il loro nome fu immortalato da un lungo articolo di Lester Bangs, Psychotic reactions and carburetor dung, uno scritto fenomenale (come quasi tutta l'opera vergata dal pazzo-sano Bangs) dove lo scrittore spiega per filo e per segno (e anche oltre...) come potesse piacergli da morire un disco di merda come Psychotic reaction: tanto brutto da farlo impazzire. Io non arrivo a tanto (in tutti i sensi: come posso anche lontanamente pensare di accostarmi a Lester Bangs? Come disse quel tizio di Bruce Springsteen - forse Keith Richards - "io e lui abbiamo in comune due braccia, due gambe e un uccello, tutto qua", ma forse sto deviando pericolosamente), ma non posso che essere d'accordo con Lester Bangs sulla mediocrità dell'unico album dei Count Five (anzi, Bangs non lo considera mediocre, ma pessimo, ma lascio perdere ancora una volta: Lester Bangs mi fa sbiellare, non c'è nulla da fare), eccettuata la canzone che lo titola.

Il gruppo originale si riunì una sola volta, nel 1987, un concerto (uno solo pare, tenuto a San Jose l'11 aprile di quell'anno) che fruttò l'album Psychotic reaction live (pubblicato - forse... - dalla Performance). Dopo la scomparsa della band alcuni membri provarono a mantenere il contatto con il mondo della musica, come John Byrne e soprattutto, John Michalski, che pubblicò, in combutta con alcuni membri dei Bluesbreakers e degli Air Force di Ginger Baker, l'album To John Coltrane in heaven (sconosciuta la data di pubblicazione), giudicato dal solito Lester Bangs (un amante sfegatato di John Coltrane, se questo c'entrasse qualcosa) 'un album incredibile'. Alla fine degli anni '90 due eventi luttuosi colpirono i vecchi Count Five: la morte del batterista Craig Butch Atkinson (1999) e la ricostituzione della band con il nome di Count (1994), a cura del bassista Roy Chaney, autopromossosi a chitarrista solista nel nuovo progetto (per modo di dire: il gruppo, secondo una fonte, iniziò suonando i pochi classici  - uno? - dei Count Five).

I Count (nulla a che fare con l'alter-ego musicale del giornalista, produttore e talent-scout Joe Viglione), dopo diversi anni (2002), arrivarono pure alla pubblicazione di un album, Can't sleep, con una formazione che ha coinvolto anche il vecchio socio di Chaney, John Byrne (voce) e completata da Rocco Astrella (batteria), Dorise Ataide (voce), Phil Indovina (chitarra ritmica) e Vincent Lopez (basso). Penso sia abbastanza. I Count Five furono inseriti da Lenny Kaye nella storica raccolta doppia Nuggets (con il classico Psychotic reaction, ovviamente).

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WAYNE (JAYNE) COUNTY

Wayne County, nato nel luglio del 1946 a Dallas, Texas (USA), lasciò la propria città per spostarsi a New York nel 1968. Nel 1969, tramite l'interessamento di Andy Warhol, County recitò nella pièce teatrale Femme fatale, accanto a Jackie Curtis e Patti Smith e in seguito a quell'esperienza, ne scrisse una di proprio pugno, World - Birth of a nation (qualche riferimento al capolavoro controverso di David Wark Griffith?). Il lavoro tenne la scena a lungo nei teatri newyorkesi e per qualche mese, anche a Londra. Dopo aver recitato in un altro lavoro teatrale, Island, di Tony Ingrassia, ancora con Patti Smith, nel 1972 Wayne County fondò la sua prima band musicale, i Queen Elizabeth, proto-esempio di glitter-rock tutto lustrini ed eccessi (qualcuno dice che del gruppo faceva parte anche Jerry Nolan, il futuro batterista delle New York Dolls). La band non arriverà ad alcuna pubblicazione discografica.

Altro gruppo per l'artista a partire dal 1975, i Backstreet Boys e debutto discografico per il nostro, con tre canzoni inserite nella raccolta Max's Kansas City: New York New Wave, pubblicata nel 1976 e inoltre, un album registrato e mai pubblicato. Vale la pena citare due dei tre compagni di compilation, Suicide e Pere Ubu (oltre ai Fast). Il Max's Kansas City e il CBGB's ospitavano regolarmente i concerti dei Backstreet Boys (Wayne lavorava nei due locali anche come dj) e dunque è chiaro come il gruppo fosse pienamente immerso in quel periodo confuso e straordinario che rivoluzionerà per sempre la musica rock. Ancora nel 1976, Wayne comparve nel film documentario The blank generation, di Ivan Kral (del gruppo di Patti Smith) e Amos Poe, a fianco di tutti o quasi, i protagonisti di quella stagione che darà vita al punk-rock e alla new wave. Nel 1977 Wayne County lasciò New York e si trasferì armi e bagagli a Londra, dove il punk-rock era già letteralmente esploso, fondò il gruppo Wayne County and the Electric Chairs e debuttò con un EP senza titolo (pubblicato da Illegal Records). Gli Electric Chairs erano composti da Wayne County (voce), Greg Von Cook (chitarra), Van Haller (basso) e J.J. Johnson (batteria).

Dopo poco fu la volta del famoso singolo Fuck off (Safari Records) e della parte di Lounge Lizard nel film Jubilee, di Derek Jarman (dove compaiono anche Adam Ant e Toyah Willcox). Il primo album, The Electric Chairs, uscì nel febbraio del 1978, ancora per la Safari, seguito dall'EP Blatantly offensive e da un altro album, Storm the gates of heaven (1978, con Henry Padovani - già fuoriuscito dai Police - al posto di Von Cook e una breve comparsata del tastierista Jools Holland). Dopo il terzo lavoro in meno di un anno, Things your mother never told you e la pubblicazione di una raccolta, Man enough to be a woman (Abbastanza uomo per essere una donna), Wayne County ritornò negli Stati Uniti e nel 1979/1980 cambiò ufficialmente sesso, diventando Jayne County. Alla fine del 1980 Jayne County e un gruppo composto da Elliott Michaels (chitarra), Peter Jordan (basso) e Sammy Minelli (batteria), registrò un album dal vivo suonando la notte dell'ultimo dell'anno a Toronto (Rock'n'roll resurrection, 1981).

Da quel momento la carriera di Jayne County si concentrerà sulla recitazione, con ancora qualche excursus musicale (Private oyster, Revolver Records 1987 e due lavori negli anni '90, Goddess of wet dreams, ESP 1993 e Deviation, RPM Thunderbird, 1995). Nel 1995 Jayne County pubblicò la propria autobiografia, Man enough to be a woman. Wayne County e gli Electric Chairs compaiono nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1978.


COURTNEY & WESTERN

Molto poco si riesce a sapere di Courtney Lee Adams Jr., cantante folk newyorkese che ha passato i quaranta e che ha raccolto un successo da classifica con la canzone Know what I mean? Sembra che Courtney & Western sia stato il gruppo che ha preceduto la carriera solista della nostra Courtney, con all'attivo alcuni singoli pubblicati dall'etichetta Diesel Only. Queste sono le uniche e poche informazioni in merito a Courtney & Western, raccolte, per inciso, dal sito della stessa cantautrice, poche parole, nessuna discografia e nulla che possa assomigliare a una pagina web che dovrebbe attirare chi legge verso i propri prodotti musicali. Contenta lei. Courtney & Western fanno parte della colonna sonora del film Love & a .45.


Riepilogo biografie della e nella pagina

Willie Alexander

Mary Coughlan - Count - Count Five - Wayne (Jayne) County - Courtney & Western

Jools Holland


New York Dolls


Pere Ubu - Police


Lou Reed - Jonathan Richman


Bruce Springsteen


Johnny Thunders - Toyah

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