BIOGRAFIE
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Mark Feld nacque a Londra nel 1947. La sua prima esperienza musicale risale alla fine degli anni '50, quando, all'età di undici anni, fece parte del gruppo scolastico Suzie and the Hoola Hoops, con la futura bambina prodigio Helen Shapiro. In quel periodo il giovane Mark conobbe Keith Reid, futuro Procol Harum e autore di A whiter shade of pale. Dopo essersi trasferito con la famiglia a Wimbledon, Mark, quattrodicenne, fu espulso dalla scuola. Da quel momento, l'ossessione per la musica rock e per i vestiti diventò la sua ragione di vita, tanto che comparve sulla copertina di un magazine come Il Re dei Mods (con tanto d'intervista). Il primo tentativo discografico di Mark sembrò concretizzarsi nel 1963, quando incontrò il produttore Joe Meek, col quale, secondo alcuni, registrò un paio di canzoni, ma la storia non è proprio chiara. Il primo demotape vero e proprio, fu registrato dal giovane Mark nel 1964 (e un secondo all'inizio del 1965), con il nome di Toby Tyler.
I demotape non fruttarono il sospirato contratto e dopo un nuovo tentativo fallito con la Columbia, nell'agosto del 1965 Mark Feld firmò un contratto con la Decca Records e cambiò il nome in quello che sarà universalmente conosciuto da questo punto in avanti: Marc Bolan, con la c al posto della k e quel Bolan che sembra sia una semplice contrazione di Bo(b Dy)lan. Il primo singolo di Marc Bolan fu pubblicato nel novembre del 1965, The wizard, ma nonostante le critiche positive e la buona campagna promozionale (compresa l'apparizione al programma tv Ready Steady Go!), il disco fu un totale insuccesso, come il successivo The third degree. Rotto il contratto con la Decca e sciolto il sodalizio con i manager Mike Pruskin e Allan Warren, Bolan chiese e ottenne l'assistenza del già famoso produttore Simon Napier-Bell, col quale registrò il singolo Hippy Gumbo, ma ancora una volta, nonostante la campagna promozionale della Parlophone (la nuova etichetta del nostro), le critiche favorevoli e una nuova apparizione tv a Ready Steady Go!, l'artista collezionò un altro insuccesso. Una delle band seguite da Napier-Bell, i John's Children, aveva perso il chitarrista e fu così che il produttore convinse l'uno e gli altri ad unirsi.
Tra il febbraio e il giugno del 1967, dunque, Bolan fu il chitarrista e compositore dei John's Children e per la prima volta, entrò in classifica con una sua canzone, Desdemona. Il brano procurò qualche problema al gruppo per una riga di testo - 'solleva la gonna e vola' - che alla BBC giudicarono troppo spregiudicata (!): la canzone, nonostante la censura della BBC, che non trasmise mai il brano alla radio, raggiunse le prime cinquanta posizioni della classifica (anche grazie allo scandalo provocato). Insoddisfatto della sua condizione di membro di un gruppo, Bolan pubblicò un annuncio su Melody Maker e reclutò quattro musicisti, ma l'esordio dal vivo non fu dei più felici e inoltre, il gruppo si ritrovò senza la strumentazione, che apparteneva alla Track Records (conseguenza del contratto dei John's Children). I cinque elementi del nuovo gruppo si ridussero a un duo: i Tyrannosaurus Rex, composti da Marc Bolan, chitarra acustica e voce e Steve 'Peregrin' Took, bonghi. La storia dei Tyrannosaurus Rex (e dei successivi T. Rex) fa parte di qualcos'altro, pur essendo legata intimamente al nome di Bolan.
Marc Bolan diventò una star della musica pop inglese e uno dei creatori di quella particolare branca del rock anglosassone che risponde al nome di glam. Nelle prime ore del 16 settembre 1977, di ritorno con la sua compagna Gloria Jones da una cena, Marc Bolan morì in seguito allo schianto dell'auto guidata dalla donna (Marc Bolan non aveva la patente). Marc Bolan compare con il brano Hippy Gumbo nella raccolta The sixties to seventies in search of space, nel primo dei tre volumi.
Gruppo inglese di Leicester (che dopo la formazione si spostò a Londra), i Bomb Party sono considerati i fondatori di quella particolare branca del rock inglese che prese il nome di grebo. Il grebo nacque verso la metà degli anni '80 (il nome sembra provenga da una tribù africana della Liberia e fu usato per la prima volta dal New Musical Express con il significato di 'gente stupida e schizzata' o qualcosa di simile) e fu caratterizzato da un'etica (!) grezza e violenta, accompagnata dall'immagine di bikers contrari (apparentemente) ad ogni regola. Passando alla mera descrizione musicale, siamo dalle parti di un rock'n'roll a tratti durissimo, sconfinante spesso nel metal e con qualche contatto con il garage. I Bomb Party nacquero nel gennaio del 1984 e presero il nome da un famoso racconto di Graham Greene. Sarah, Steve, Jesus e Mark esordirono con l'EP Ray gun, seguito da un altro disco nello stesso formato, New Messiah. Il primo album fu pubblicato nel 1986, Drugs, seguito da un tour europeo che consolidò la fama del gruppo.
Il secondo album, Liberace rising, precedette l'entrata di un nuovo membro, Leszek Rataj, col quale registrarono il terzo lavoro, Fish. Nell'inverno del 1989 i Bomb Party suonarono il loro ultimo concerto e nel 1990 pubblicarono il quarto e ultimo album, Nativity #3, senza l'apporto di Sarah, dopodichè si sciolsero. I Bomb Party sono tra i gruppi della tripla raccolta Flesheaters - The return of the undead.
Gruppo rockabilly di Catania, i Boppin' Kids si formano verso la metà degli anni '80 e arrivano all'esordio nel 1986, Go wild!, definito dal recensore del Mucchio Selvaggio che se ne occupò all'epoca (Ettore Cocina, Mucchio n° 100), 'il primo long-playing di rockabilly inciso da un gruppo italiano'. I Boppin' Kids di Go wild! avevano un'età media di 16 anni! Il bis giunge dopo addirittura quattro anni, Just for fun!, sempre con la medesima formazione a trio degli esordi: Boppin' Orazio (Grillo), chitarra e voce, Blasco 'The Razor' (Mirabella), contrabbasso e Emilio 'The Insane' (Catera), batteria. Il loro chitarrista e cantante, Orazio Grillo, dopo la fine del gruppo (difficile da definire, a livello temporale, in mancanza di fonti contemporanee), intraprenderà una carriera solista con il nome di Brando. Il gruppo, nel 1990, ha fatto parte della pattuglia degli ospiti illustri nella rassegna Arezzo Wave '90.
Gruppo completamente sconosciuto in Internet e anche le mie fonti cartacee tacciono. Bottle Ups è un gruppo svedese dedito (non so se totalmente, ma principalmente) alla musica strumentale alla Link Wray e alla surf music (strumentale) più dura. Due dischi sicuramente usciti a loro nome (come dice la scheda di A real cool time), entrambi mini-LP, Boppalina goes west (1984) e Frantic saloon hoedown (1985) e per il resto, ciccia.
I Bouncing Souls furono fondati nel 1987 a New Brunswick, New Jersey (USA), anche se non arrivarono al primo album prima del 1994 (The good, the bad & the argyle, Chunksaah Records), un lavoro seguito da Maniacal laughter (1996). Notati dalla Epitaph Records, i Bouncing Souls pubblicarono l'album omonimo nel 1997 e Hopeless romantic due anni più tardi, dopo il quale la formazione mutò con un cambio alla batteria. I Bouncing Souls si formarono con Greg Attonito (voce), Pete 'The Pete' Steinkopf (chitarra), Bryan 'Papillon' Kienlen (basso) e Shal Khichi (batteria), sostituito nel 1999 da Michael McDermott (proveniente dai Murphy's Law). La nuova formazione registrò e pubblicò How I spent my summer vacation (2001), seguito da un album in coabitazione con gli Anti-Flag, per le BYO Split Series e da un'antologia di b-sides e inediti, The bad, the worse and the out of print (Chunksaah Records 2002). Il nuovo lavoro arrivò nel 2003, Anchors Aweigh, mentre nel 2005 i Bouncing Souls riempirono i negozi con Live (Chunksaah Records, registrato nel 2004). L'ultimo titolo a tutt'oggi (19 marzo 2007) è Gold record (2006). I Bouncing Souls compaiono nella raccolta Punk-o-rama III.
I Boys nacquero sulle ceneri di un mito della musica inglese, gli Hollywood Brats. Dopo lo scioglimento dei Brats, il cantante e tastierista Casino Steel conobbe il chitarrista Matt Dangerfield, che si era costruito uno studio di registrazione al 47A di Warrington Crescent, a Londra, una sala diventata celeberrima, essenziale per lo sviluppo della scena punk inglese. Secondo il sito dei Boys, Damned, Generation X, Sex Pistols e Clash registrarono le loro prime canzoni nello studio di Dangerfield. Dangerfield, tra le altre cose, passò anche tra le fila di una delle tante formazioni dei London SS, la band che ospitò numerosi membri dei più importanti gruppi dell'esplosione punk inglese (tra i quali, Mick Jones, futuro Clash). Dopo aver abbandonato i London SS, Dangerfield si unì a Casino Steel, Andrew Matheson (voce) e Wayne Manor (basso), tutti provenienti dagli Hollywood Brats e al batterista norvegese Geir Waade. In seguito, ai cinque si unirà anche il chitarrista Honest John Plain. La formazione durò lo spazio di qualche prova: Matheson, Manor e Waade lasciarono ancor prima che un gruppo si sviluppasse.
Nel giugno del 1976 ai tre superstiti si unirono due ex-compagni di scuola di Plain, il bassista Duncan 'Kid' Reid e il batterista Jack Black. Dopo numerose audizioni andate a vuoto, i cinque decisero di lasciare la responsabilità della voce a Dangerfield e Reid. I Boys erano nati. Il primo concerto fu tenuto nel settembre del 1976 e nel gennaio del 1977 i Boys firmarono un contratto con l'indie NEMS, il primo gruppo punk inglese a siglare un accordo discografico che prevedeva la realizzazione di un album (i Damned avevano firmato con la Stiff per un solo singolo, mentre i Sex Pistols, all'inizio della loro pantomima discografica, erano ancora alle prese con la EMI). Il loro primo singolo, I don't care (presente nella raccolta The Indie Scene, capitolo 1977), fu pubblicato nell'aprile del 1977 e poi, i Boys supportarono in un tour inglese l'ex-Velvet Underground John Cale. Le sedici canzoni del primo album dei Boys furono registrate tra il 5 e il 6 maggio 1977, con la produzione insoddisfacente di Pete Gage. Dopo aver rimaneggiato i suoni, l'album fu pronto per la pubblicazione, ma a causa dell'imperizia della NEMS, il disco non fu nei negozi prima del settembre 1977, bruciandosi così la possibilità di diventare il primo album in assoluto del punk inglese.
Nell'agosto di quell'anno i Boys registrarono la loro prima John Peel session, ma in quel mese successe qualcosa di epocale nel mondo del rock: la morte di Elvis Presley. La NEMS era distribuita dalla RCA, la casa discografica del rocker di Memphis e questa circostanza ebbe un effetto deleterio sulle vendite dell'album e del secondo singolo del gruppo, First time: impegnata anima e corpo a sfruttare la morte di Elvis, la casa discografica abbandonò ogni altra priorità e i dischi dei Boys rimasero sugli scaffali. Nel novembre del 1977 i Boys registrarono il secondo album, in questo caso, autoprodotto: Alternative chartbusters uscì nel febbraio del 1978, ma ancora una volta, a causa dei problemi distribuitivi della NEMS, sorse un problema non da poco: l'album non uscì sul mercato prima del tour che doveva promozionarlo! Nel maggio del 1978 i Boys registrarono la seconda John Peel session. Continuando nella saga della stupidità, la NEMS ne combinò un'altra in occasione della registrazione del terzo album, prevista ai Rockfield Studios: l'etichetta non pagò il conto allo studio e la proprietà si rifiutò di rilasciare i nastri registrati. Dangerfield salvò in qualche modo le registrazioni e le canzoni di quell'album, abortito all'epoca, uscirono su due diverse raccolte molti anni dopo (Punk rock rarities, 1999 e To original hell with/Odds n'sods, 2000).
Dopo tutti i guai procurati dall'etichetta, i Boys pensarono bene di sbarazzarsi di un fardello che stava loro bloccando una possibile carriera luminosa. Scartata la possibilità di un accordo amichevole, i ragazzi (Boys, non per niente) decisero di entrare in sciopero, sino al momento in cui la NEMS, finalmente, li lasciò andare per la loro strada. I Boys firmarono un contratto con la Safari Records e dopo diciotto mesi d'inattività, tornarono sul mercato con il nuovo album, To hell with the Boys (fine 1979) e poco tempo dopo, supportarono i Ramones in un tour britannico. Nel 1980 una canzone firmata da Casino Steel, Jimmy Brown, registrata dai Boys per un singolo, poi ritirato, arrivò al primo posto della classifica finlandese nella versione di Pojat. Dopo un altro 45 giri, Casino Steel lasciò la band e se ne andò in Norvegia. Nell'ottobre del 1980 i Boys registrarono e pubblicarono il loro penultimo singolo, Weekend, il quale, nonostante fosse diventato il singolo del mese per la trasmissione di Peter Powell su Radio One, fallì ancora una volta l'appuntamento con la classifica. Alla fine di gennaio del 1981, i Boys pubblicarono il loro ultimo album, Boys only e l'ultimo singolo, Let it rain, stroncati dalla critica e nuovi insuccessi commerciali.
La Safari Records sciolse il contratto, i Boys intrapresero una serie di concerti in Italia, a New York e in Spagna e dopo alcuni cambi di formazione, si sciolsero, ma non definitivamente. Dalla fine degli anni '80 il gruppo usufruì di una lenta riscoperta e nel 1998 Michelle Gun Elephant ebbe due grossi successi in Giappone con due cover dei Boys, Soda pressing e Sick on you. Gli album della band furono ristampati, comprese le Peel session e infine, i Boys furono omaggiati da ben due raccolte tributo, Satisfaction guaranteed e You wanna know what it's like? Il gruppo, invitato in Giappone per una serie di concerti celebrativi, mise assieme quattro dei cinque membri, eccettuato il batterista Jack Black, sostituito da Steve 'Vom' Ritchie. La riunione prese la mano e i Boys continuarono con una serie di date spagnole, inglesi e tedesche e in seguito al grande successo riscosso in terra teutonica nel 2002, si cominciò a parlare addirittura di un nuovo album. Per il momento, però, la storia si conclude.
Da Youngstown, Ohio (dintorni di Columbus), Boys from Nowhere nacquero nel 1984, formati da Mick Divvens (voce, organo), Charlie McNeil (chitarra), Ted Nagel (basso) e John Bernardo (batteria). I loro esordi discografici, come per molte band dello stesso genere, furono indirizzati verso le compilation (nel loro caso, la cassetta Garage Sale, pubblicata dalla ROIR, all'epoca etichetta rivolta unicamente ai nastri) e poi arrivarono i singoli Beg (per la loro etichetta, la Young Lion), Jungle boy (la canzone che apre la compilation della tedesca Glitterhouse Declaration of fuzz) e Goin' too far. Un album fu pubblicato nel 1991 dalla Skyclad, The bridal album, dopo il quale il gruppo si sciolse.
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