BIOGRAFIE

Be


BEAT

I Beat, secondo il sito ufficiale della band, suonarono il loro primo concerto nello stesso weekend dell'incidente nucleare di Three Mile Island: era il 1979 e la città, l'inglese Birmingham. "In un periodo di terremoti sociali, politici e musicali", come scrive qualcuno, "i Beat cercarono di calmare un po' le acque, con il loro semplice messaggio d'amore e la loro grande musica ballabile". La formazione: Dave Wakeling (voce e chitarra), Andy Cox (chitarra), David Steele (basso), Everett Morton (batteria), Ranking Roger (voce e toasting) e Saxa (sassofono). Constatazione un po' facile, ma i Beat furono indicati sin dai loro esordi come facenti parte del revival della musica ska, un piccolo movimento dal grande successo che portò nelle classifiche gruppi come gli stessi Beat, i Madness, i Selecter e gli Specials, solo per indicare i nomi più rappresentativi. Il primo singolo dei Beat (pubblicato da 2 Tone nel 1979) fu anche un buon successo, una cover di Tears of a clown di Smokey Robinson and the Miracles (è la canzone presente nel terzo capitolo di The indie scene, dedicato al 1979).

Seguirono i singoli Hands off... she's mine e lo straordinario Mirror in the bathroom, entrambi 1980 ed entrambi pubblicati dopo il passaggio alla Go Feet Records. Il primo album del gruppo uscì in quello stesso 1980, I just can't stop it, pubblicato dalla Go Feet e in sequenza uscirono anche il secondo e terzo, Wha'ppen? (1981) e Special Beat service (1982). Parte dei profitti dei loro dischi andarono a beneficio di varie cause (dal Comitato per il Disarmo Nucleare a Nelson Mandela, solo per nominarne un paio). Come disse una volta Dave Wakeling, ogni grande gruppo ha in serbo tre soli grandi dischi e forse proprio per questo, i Beat si sciolsero dopo la pubblicazione di Special Beat service. Dopo lo scioglimento, i membri del gruppo s'impegnarono in numerosi progetti musicali, che si allungano sino ai giorni nostri. I Beat sono presenti nella raccolta Music and rhythm, con la splendida (è bene ripeterlo) Mirror in the bathroom.

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BEAT HAPPENING

Per trovare le radici dei Beat Happening, bisogna scendere sino all'inizio degli anni '80, volare sino allo stato di Washington, Stati Uniti e arrivare nella città di Olympia, la capitale di quella stella tra le strisce situata nel profondo e freddo nord-ovest. A Olympia, nel 1980, nacquero i Cool Rays, il primo gruppo di Calvin Johnson (chitarra e voce baritonale, come specificato da qualcuno) ad arrivare all'appuntamento discografico (in due compilation pubblicate da SubPop e Mr. Brown: SubPop 5 e Absolute elsewhere, 1981 e 1982). Il gruppo, formato all'Evergreen State College di Olympia e formato da Calvin Johnson, Cathy (basso), Ed (sassofono e voce), Tony (chitarra) e Tracy (batteria), registrò un demotape con l'assistenza tecnica di Steve Fisk, fonte delle canzoni che finiranno nelle due raccolte citate. Con la fine dell'anno scolastico 1980/1981, i Cool Rays si sciolsero. Un'altra loro canzone finì in una raccolta della K Records, l'etichetta dello stesso Calvin Johnson (Let's together, 1984).

La K Records, definita nel sito ufficiale "una cospirazione di becchini, spie, istruttori di nuoto e stelle internazionali del pop", era stata fondata da Calvin Johnson nel 1982. Ispirata dal magazine OP, dove lavorarono sia Calvin Johnson che Bruce Pavitt, il fondatore della SubPop, la K Records nacque come fanzine con audiocassetta allegata e debuttò con l'esordio dei Supreme Cool Beings, un trio di Olympia formato da Heather Lewis, Gary Allen May e Doug Monaghan. Il trio, secondo Calvin Johnson, fu fondamentale e particolare per molti motivi: due voci, femminile e maschile, una batterista femminile e una scelta sonora che spesso escludeva il basso. Nel 1983 nacque il trio Laura, Heather and Calvin, con Laura Carter (batteria), Heather Lewis (voce, batteria e chitarra) e Calvin Johnson. Come trio, Laura, Heather and Calvin parteciparono alla raccolta SubPop9 e con l'ingresso di Bret Lunsford (chitarra e batteria), diventarono Beat Happening (estate 1983). Non è chiaro quando se ne sia andata Laura Carter, ma sembra accertato che i Beat Happening siano nati come quartetto. Il loro esordio, sulla scorta dell'esperienza di Calvin Johnson, fu pubblicato su audiocassetta dalla K Records nel 1984, Beat Happening, seguito a stretto giro temporale da un altro nastro, Three tea breakfast (che già dal titolo sembra suggerire come il quartetto si sia ridotto a un terzetto).

L'esordio su vinile del gruppo è datato ancora 1984 e pubblicato, come sempre, da K Records, il 45 giri Our secret, due canzoni prodotte da Greg Sage dei Wipers. Arriviamo infine all'ultimo esordio dei Beat Happening, quello su album in vinile, Beat Happening (K Records 1985), prodotto che dovrebbe essere una raccolta del lavoro del gruppo negli anni precedenti (anche se qualcosa di molto più vicino a quanto descritto uscì nel 1991, l'antologia 1983-1985, pubblicata da K Records/Feel Good All Over). Il primo album vero e proprio, insomma, potrebbe essere considerato Jamboree (K Records/Rough Trade 1988), nello stesso anno della partecipazione alla raccolta SubPop 200 (nella quale i nostri facevano la parte dei veterani di lungo corso). La storia continua con BlackCandy (1989), Dreamy (1991) e You turn me on (1992), tutti pubblicati da K Records. Calvin Johnson, in quegli anni, imbastì numerosi altri progetti, come Halo Benders e Dub Narcotic Sound System, senza dimenticare i suoi album solisti (What was me, 2002 e Before the dream faded, 2006, K Records).

Dei Beat Happening è uscito un mastodontico box di sei (o sette) cd nel 2002, Crashing through, comprendente tutti gli album del gruppo e per non risparmiarsi nulla, nello stesso anno l'immarcescibile K Records ha dato alle stampe anche Music to climb the apple tree by, una raccolta di inediti, rarità e quant'altro. L'ultimo prodotto inedito del gruppo a tutt'oggi (6 novembre 2006) è il singolo Angel gone (1999).


BEATNIK FLIES

Impossibile, per il momento (18 febbraio 2007), tracciare una storia dei Beatnik Flies, da Arlington, Virginia (Stati Uniti), dei quali è disponibile quella che dovrebbe essere l'unica formazione (Joe Dolan, chitarra ritmica e voce, Kenny Bugg, basso, John Stone, chitarra solista e Britt Conley, batteria, citata come Britt Malmgren presso altre fonti). Il gruppo, nato presumibilmente all'inizio degli anni '80, pubblicò album nel 1986 (From parts unknown, New Rose) e nel 1988 (Behind these walls, New Rose). L'esordio From parts unknown, in verità, fu pubblicato già nel 1984 dall'etichetta Dacoit, di proprietà di Kim Kane degli Slickee Boys e prodotto dall'altro storico componente dello stesso gruppo, Mark Noone. La versione della francese New Rose di From parts unknown, non fu altro che la stampa europea di un disco con già due anni di vita sui solchi. Dopo il Behind these walls citato, i Beatnik Flies si sciolsero. Del gruppo uscì negli anni '90 (forse all'inizio...) una raccolta dal titolo PsychoMetalPop - The lost cause of the Beatnik Flies.

La band si è ritrovata nel 2004, forse solamente per dare un senso a un sito web ufficiale a dir poco pessimo e deficitario, che tra le poche cose, annuncia un album in uscita nel 2005 e che brilla ancora oggi per la sua mancanza. Questo per ora è tutto. I Beatnik Flies fanno parte dell'eccellente raccolta Play New Rose for me - Rose 100, della francese New Rose.


BEAVIS and BUTT-HEAD

Beavis and Butt-Head debuttano su MTV nel 1993: trattasi di un cartone animato che risponde alla perfezione al momento musicale di quel periodo. Le puntate, di mezz'ora ciascuna, sono un collage di video musicali e dialoghi demenziali dei due protagonisti, che commentano pure le canzoni. In un sito, Beavis and Butt-Head sono definiti due adolescenti low-life, maleducati, stupidi, senza peli sulla lingua e per questo il programma crea qualche polemica, anche per il linguaggio farcito di parolacce, rutti e sfiati da altri orifizi. Il creatore è Mike Judge, nato in Equador, regista e sceneggiatore di cartoon e a tempo perso, ingegnere e musicista. La coppia di dementi ha generato anche un album compilation pubblicato nel 1993, The Beavis and Butt-Head experience, rappresentazione dell'ambiente musicale del programma. Oltre ai dialoghi inseriti tra brano e brano, nella loro compilation Beavis and Butt-Head partecipano con due pezzi un po' più lunghi, Come to Butt-Head e il finale dopo l'esibizione in accoppiata con Cher (I got you babe).


CHARLES BERNSTEIN & Co.

Charles Bernstein è un compositore di colonne sonore (al suo attivo più di venti pellicole musicate e un numero incalcolabile di partecipazioni tv), ma morissi se sono riuscito a trovare uno sputo di biografia. Tra le tante immagini commentate musicalmente, quelle di Dudes, film del 1987 di Penelope Spheeris, dove Bernstein compare anche con la canzone che funge da tema.


STEVEN J. BERNSTEIN

Steven Jay Bernstein nacque a Los Angeles nel 1950. Da bambino soffrì di poliomelite e in seguito, gli furono diagnosticati imprecisati problemi neurologici (aggravati dalla tossicodipendenza e dall'alcool). Trasferitosi a Seattle all'età di quindici anni, anno più, anno meno, Bernstein cominciò a scrivere poesie, ispirato dalla sua grande passione, William Burroughs e a esibirsi dal vivo nella lettura delle proprie opere (cambiando il proprio secondo nome da Jay a Jesse). Vivendo a Seattle, Bernstein fu coinvolto in prima persona nella rivoluzione sonora che interessò quella città negli anni '80. Un ricordo del figlio Daemon riguarda un concerto dei Big Black, a Seattle, aperto dalle poesie di Bernstein, presenti tra il pubblico, tra gli altri, Bruce Pavitt della SubPop, Kurt Cobain dei Nirvana e Mark Arm dei Green River/Mudhoney: il pubblico, durante la sua esibizione, cominciò a protestare e a gridare "Vogliamo musica!", al che Bernstein replicò, "Questa è musica, idioti" (asshole, che potremmo tradurre anche come stupidi, cazzoni o letteralmente, buci di culo).

La SubPop tentò di far registrare un album a Bernstein, sulla falsariga (racconta una fonte) di At Folsom Prison album di Johnny Cash, con il coinvolgimento di un gruppo di carcerati del Monroe Correctional Complex. Il problema che si presentò fu molto semplice e indicativo dell'intera vita di questo autore di spoemi (raccolgo la definizione dalla medesima fonte): egli non ha mai lavorato. Le session furono difficili da trattare, ma in seguito, Bruce Pavitt della SubPop le affidò a Steve Fisk. L'album Prison (SubPop) fu pubblicato nel 1992 e come documento postumo (come vedremo), è la più completa testimonianza dell'arte di questo complesso personaggio. Steve Fisk assemblò ciò che ritenne ascoltabile delle famose session registrate nella prigione, con altre registrazioni di readings passati, il tutto "completato" con sovraincisioni musicali dalla natura jazz o ambient. La SubPop inserì Bernstein nella raccolta SubPop 200 (1988), con un poema gridato e sputato, dal titolo di Come out tonight. Nell'ottobre del 1991 Steven J. Bernstein si suicidò tagliandosi la gola con un coltello (si colpì due volte prima di recidere l'arteria con la terza coltellata).


CHUCK BERRY

Charles Edward Anderson 'Chuck' Berry è nato il 18 ottobre 1926 a St. Louis, Missouri. La prima canzone che Chuck Berry cantò davanti a un pubblico, ai tempi della high school, fu Confessin' the blues, di Jay McShann e il successo ottenuto lo convinse ad abbracciare la musica. Berry pensò che se avesse imparato a suonare la chitarra sarebbe stato in grado di riproporre i successi che sentiva alla radio. L'insegnante di chitarra del giovane Chuck fu l'amico Ira Harris. Prima di cominciare la carriera di musicista, Chuck Berry fu arrestato per rapina e poi, iniziò a suonare nei club di St. Louis, sviluppando lo stile da palcoscenico che lo renderà celebre negli anni successivi. Nel 1953 si unì al Sir John's Trio, un gruppo che diventò molto popolare nei locali di St. Louis e che in seguito diventerà il Chuck Berry Combo (con lui, tra gli altri, il compagno di musica di una vita, il pianista Johnnie Johnson). Data la popolarità della musica country and western, Berry decise di provare a mischiare la tradizione nera con la musica bianca e seppur incontrando resistenze all'inizio da parte del pubblico, la mossa ebbe un successo insperato: in poche parole, con il contributo essenziale di Chuck Berry, stava nascendo il rock'n'roll.

Nel 1955 Berry si spostò a Chicago, conobbe il grande bluesman Muddy Waters e con il suo tramite approdò alla Chess Records. Dopo aver firmato un contratto discografico, nel settembre di quell'anno debuttò con il 45 giri Maybellene, una versione personale e riadattata di un classico del country, Ida Red. Contro ogni previsione, il 45 giri salì sino al numero cinque della classifica di Billboard. In Maybellene accompagnarono Chuck Berry e la sua chitarra, il piano di Johnnie Johnson, il basso di Willie Dixon e la batteria di Jasper Thomas. Al primo seguirono una serie di 45 giri dal successo altalenante, ma dall'influenza decisiva su tutto il rock a venire, tra i quali Thirty days (1955), Roll over Beethoven (1956), School days (1957), Sweet little sixteen e Johnny B. Goode (1958). Il primo maggio del 1957 uscì il primo album di Chuck Berry, After school sessions. Nel 1959 il rocker fu arrestato in base a una legge che proibiva di trasportare prostitute da uno stato all'altro. L'artista aveva conosciuto una ragazza apache quattordicenne in Messico e la portò a lavorare nel suo club di St. Louis, ma quando fu licenziata, la giovane si mise a battere i marciapiedi, fu arrestata e con lei, colui che l'aveva portata in Missouri.

Il rocker uscì di galera nel 1963, in tempo per godersi i riconoscimenti che gruppi come Beatles, Rolling Stones e altri di quella che sarà definita British Invasion, tributeranno alla sua arte. Nel 1966 Chuck Berry lasciò la Chess Records per accasarsi presso la Mercury, ma senza alcuna parvenza del successo che aveva raccolto con i suoi primi singoli. Nel 1970 Berry ritornò alla Chess. Nel 1972, durante un concerto in Inghilterra, fu registrata una canzone che Berry aveva già inciso nel 1958 come My tambourine e che Dave Bartholomew (celebre come compositore in coppia con Fats Domino) avrebbe scritto e inciso per la prima volta nel 1952 (ma la storia non è chiara): con la partecipazione straordinaria di un pubblico straordinario (anche troppo...), My ding-a-ling centrò il primo e unico numero uno statunitense (e britannico) di Chuck Berry. L'album che comprende la canzone, The London Chuck Berry sessions, raggiunse il numero otto della classifica di Billboard, diventando il suo più venduto e guadagnando all'artista il disco d'oro. Il rocker continuò a incidere saltuariamente e a suonare concerti in tutto il mondo, sino all'ultimo album di studio, Rockit, del 1979, pubblicato dalla Atco Records.

Nel 1986, in occasione del suo sessantesimo compleanno, Chuck Berry fu omaggiato con un grande concerto con ospiti, ripreso dal regista Taylor Hackford per il film Hail! Hail! Rock'n'roll. La colonna sonora con lo stesso titolo, prodotta da uno degli allievi più famosi del nostro, Keith Richards, fu pubblicata nel 1987. Da quel momento l'attività musicale di Chuck Berry si è sempre più diradata, eccettuati alcuni concerti in occasione di eventi speciali. Il pianista Johnnie Johnson, con Berry per quasi un trentennio, citò in giudizio il rocker nel 2001, sostenendo di aver contribuito fattivamente a molte canzoni che poi furono firmate Chuck Berry, ma il tribunale respinse l'istanza. Chuck Berry compare nella colonna sonora del film Rock'n'roll high school.

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EDDY BEST

Non si riesce a scoprire nulla di questo tizio, se non che dovrebbe aver accompagnato Stiv Bators in una delle sue imprese, subito dopo lo scioglimento dei Dead Boys. Anche in Internet, il nome Eddy Best è associato unicamente alla canzone presente nel primo capitolo delle Battle of the garages di Greg Shaw e della sua Voxx.


BEVIS FROND

Bevis Frond è il nome d'arte (che funge anche da nome del gruppo) di Nick Saloman, un londinese appassionato a livello maniacale della musica degli anni '60 (e con maniacale s'intende anche collezionista). Sembra che gli esordi discografici di Saloman risalgano al 1974 (da quanto scrive Scaruffi), ma l'ingresso vero e proprio nel mondo musicale avvenne verso la metà degli anni '80, quando la riscoperta di un certo tipo di suono a bassa fedeltà e di tipo psichedelico, favorì l'esplodere del nostro a livello di culto underground. Da quel momento la produzione discografica a nome Bevis Frond (spesso costituita da dischi quasi interamente suonati da Nick Saloman) si fece frenetica, parallelamente all'attività dell'etichetta del nostro, la Woronzow Records. L'esordio a nome Bevis Frond (inizialmente il nome completo era Bevis Frond Museum, suggerito dal regista e amico Julien Temple per la meticolosa ricerca storico-musicale e la riproduzione appassionata dei suoni anni '60) è datato 1987, Miasma (Woronzow Records, come tutti i successivi, eccetto dove indicato): da quel momento, nel giro di un paio d'anni, uscirono Inner Marshland (1987), la raccolta antologica Bevis through the looking glass (1987), Triptych (1988) e una seconda raccolta di vecchi nastri (The auntie Winnie album, Reckless 1988).

L'attività di quegli anni come Bevis Frond s'incrociò con altri progetti, come il gruppo formato con il chitarrista Bari Watts, gli Outskirts of Infinity. Esaurita la prima, intensissima fase, Bevis Frond riprese le pubblicazioni nel 1990 (Reckless), con Any gas faster e continuò l'anno successivo con il doppio album New river head. Ancora una raccolta di registrazioni scartate nel 1992 (A gathering of Fronds), prima di London stone e Just it us, la coppia di album del 1993. La sequenza di album annuali continuò senza tregua: Sprawl (1994), Superseeder (1995), Son of Walter (1996), il doppio North circular (1997). Il 1998 restò senza novità da parte di casa Saloman e questa è una novità, ma bastò attendere l'anno successivo e Vavona Burr (Flydaddy) e l'album dal vivo Live at the Great American Music Hall. Valedictory songs (Rubric) chiuse il vecchio millennio (2000), What did for the dinosaurs aprì il nuovo (2002); l'ultimo album dovrebbe essere datato 2004, Hit squad (Rubric). Tra le decine di partecipazioni, quella del 1988 alla raccolta Acid jam, in verità, quasi un album di Bevis Frond data la sua natura (e l'etichetta, la solita Woronzow).

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Riepilogo biografie della e nella pagina

Beat - Beat Happening - Beatnik Flies - Beavis and Butt-Head - Charles Bernstein & Co. - Steven Jesse Bernstein - Berry Chuck - Eddy Best - Bevis Frond

Big Black


Johnny Cash - Cher


Dead Boys


Steve Fisk


Green River


Madness - Mudhoney


Nirvana


Outskirts of Infinity


Greg Sage - Selecter - Slickee Boys

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