BIOGRAFIE
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Ted Nugent, nato nel 1948 a Detroit, Michigan (Stati Uniti), entrò a far parte del suo primo gruppo, come chitarrista, all'inizio degli anni '60, gli Royal High Boys e nel 1962 si aggregò ai Lourds. Questi ultimi, dopo aver vinto un concorso Battle of the Bands, ebbero l'opportunità di aprire i concerti delle Supremes e dei Beau Brummels. Trasferitosi a Chicago nel 1965, Nugent fondò un nuovo gruppo e pensò di chiamarlo con il nome di un combo che si era sciolto da poco, Amboy Dukes. Una tesi, non confermata dal chitarrista, afferma che il nome provenga da una gang stradaiola di New York e che proprio per questo Nugent avrebbe inizialmente chiamato il suo gruppo The Detroit Amboy Dukes (dopo essere ritornato a Detroit). In quel periodo circolava un libro sulle gang di New York dal titolo The Amboy Dukes (il libro parlava dello stile di vita delle gang di New York, ma un'altra fonte afferma trattarsi di un romanzo), ma Nugent disse di non averlo mai letto. La genesi del gruppo è quantomai confusa, come i rapporti (personali e di forza) all'interno dello stesso.
Wikipedia fornisce una formazione precedente all'arrivo di Ted Nugent, ma non dice come si chiamasse prima il gruppo, mentre altre fonti parlano della band formata a Chicago, del trasferimento a Detroit e dei cambiamenti successivi di formazione dovuti al chitarrista stesso, scontento degli scansafatiche e dei tossici (Nugent non ha mai assunto droghe). Ad ogni modo, questo che seguirà è un tentativo di mettere ordine nella storia della band. La formazione citata da Wikipedia come pre-Nugent, era composta da Ron (chitarra, cognome sconosciuto), Dave Opatic (chitarra), James Jackson (basso) e Ben Vineyard (batteria). Nessuno dei musicisti citati resisterà all'arrivo di Nugent (quindi non capisco il senso della citazione, ma sarò io un po' duro di comprendonio). Il cantante di quella prima formazione è sconosciuto, ma dopo l'arrivo di Ted Nugent (con il gruppo ancora a Chicago, da quanto ho capito), la line-up era cambiata in questo modo: Bob Lehnert (voce), Ted Nugent e Gary Hicks (chitarre), Dick Treat (basso) e Gail Uptadale (batteria). Gli Amboy Dukes s'imposero in breve tempo come uno dei gruppi più torridi e potenti della scena live di Detroit e sull'onda di questa fama, firmarono un contratto con l'etichetta Mainstream Records di New York (1967).
Con la formazione rivoluzionata e composta da Ted Nugent (chitarra), John 'Brake' Drake (voce, già compagno di Nugent nei Lourds), Steve Farmer (chitarra), Rick Lober (tastiere), Bill White (basso) e Dave Palmer (batteria), il gruppo debuttò con il singolo Baby please don't go e con l'album senza titolo (novembre 1967), salito sino al numero 183 di Billboard. Dopo un'altra setacciata alla formazione (Ted Nugent, John Drake, Steve Farmer, Dave Palmer e i nuovi Greg Arama, basso e Andy Solomon, tastiere), gli Amboy Dukes arrivarono al loro titolo più famoso, l'album Journey to the center of the mind (aprile 1968), numero 74 di Billboard, mentre il singolo dallo stesso titolo salì sino al numero 16. Il terzo album (Migration, autunno 1968) vide un solo cambio nella formazione, con la nuova voce di Rusty Day (Russell Edward Davidson, anche armonica, già fondatore di Rusty Day & the Midnighters), ma il lavoro non entrò in classifica e dopo un ultimo singolo, You talk sunshine, I breathe fire, il gruppo lasciò la Mainstream. L'etichetta newyorkese cercò di sfruttare il catalogo della band pubblicando l'antologia The best of the original Amboy Dukes, ma senza molto successo.
Con il marchio Polydor gli Amboy Dukes diedero alle stampe il loro quarto album, Marriage on the rocks/Rock bottom (tardo 1969), numero 191 di Billboard, con una formazione ridotta a quattro componenti, Ted Nugent (chitarra solista e voce), Andy Solomon (tastiere e sax), Greg Arama (basso) e Dave Palmer (batteria). Andò un po' meglio, in termini di vendite, a Survival of the fittest (Live at the Eastown Theatre, Detroit), salito sino al numero 129, ma attribuito a Ted Nugent and the Amboy Dukes (formati da Andy Solomon, Rob Ruzga, basso e K.J. Knight, batteria). Ted Nugent si lamentò dei propri musicisti, raccontando di essere stato per loro una specie di babysitter (mentre la visione di questi ultimi era diametralmente opposta) e questo spiega (secondo il troglodita delle sei corde) l'ennesima cacciata (quasi) generale del 1971, con gli Amboy Dukes diventati Ted Nugent, Dave Gilbert (voce), Rob Grange (basso) e Joe Vitale (batteria). Tra il 1972 e il 1973 il chitarrista mischiò ancora le carte, richiamando K.J. Knight alla batteria, tenendo Rob Grange al basso e reclutando un nuovo cantante, John Angelos.
Il gruppo lasciò la Polydor per approdare alla Discreet Music di Frank Zappa, licenziataria degli ultimi due album degli Amboy Dukes, Call of the wild (1973) e Tooth, fang & claw (1974), senza riscontri nelle classifiche. Questi ultimi titoli furono registrati da un terzetto composto dal solito Nugent (anche voce, ma forse un cantante era presente, Andy Jezowski, anche se non ufficialmente in formazione), Rob Grange e Vic Mastrianni (batteria). Una delle tarde lamentazioni del chitarrista fu che un suo viaggio in Colorado di pochi mesi (a caccia di cervi...) segnò la fine degli Amboy Dukes: il discorso già sentito sulla babysitter, ecc. Nel 1975 Ted Nugent esordì come solista e da quel momento cominciò una nuova carriera dal successo straordinario (e inspiegabile, secondo alcuni...). Il bassista Greg Arama morirà in un incidente motociclistico nel 1979, all'età di 29 anni. Gli Amboy Dukes fanno parte della doppia raccolta Nuggets, curata da Lenny Kaye e pubblicata nel 1972.
Ambrosia si formarono nel 1970 nell'area di San Pedro, California del sud, con questa formazione: David Pack (voce e chitarra), Joe Puerta (basso), Burleigh Drummond (batteria) e Christopher North (tastiere). Il gruppo fu scoperto nel 1971 dal direttore d'orchestra Zubin Mehta, della Los Angeles Philarmonic (e questo la dice lunga sul gruppo stesso...), che li coinvolse in un progetto concertistico chiamato All American Dream Concert. L'esordio su album non arrivò prima del 1975, Ambrosia, pubblicato dalla 20th Century Fox Records e prodotto da Alan Parsons, medesimo modus operandi del bis del 1976, Somewhere I've never traveled. Dopo il passaggio alla Warner Bros, Ambrosia pubblicarono Life beyond L.A. (1978), One eighty (1980) e il quinto e ultimo album, Road Island (1982). Dopo un periodo di stasi, il gruppo è ritornato sulle scene all'inizio degli anni '90, anche se non ha registrato nuovi album e continua tutt'ora a calcare le scene statunitensi, sullo slancio di una serie di antologie pubblicate dalla Warner Bros. Il gruppo compare nella raccolta Let your feelings show.
Amon Düül nacque come una comune politica tedesca di estrema sinistra, di tipo radicale, nel periodo delle contestazioni studentesche di fine anni '60. Il nome univa il dio egizio del Sole (Ammone, ma la questione non è così semplice, come sa chiunque abbia un'infarinatura di storia e/o mitologia egizia) e un dio turco della musica (un termine, Düül, che starebbe a indicare anche la Luna, ma secondo Wikipedia esso si riferirebbe a un personaggio di fantasia turco, non si sa se moderno o della tradizione). Sempre accomunati ai compagni hippies californiani, i ragazzi della comune si esibivano sul palco in happening psichedelici che potevano contare anche su una ventina di elementi, una "tribù dove chiunque poteva suonare qualcosa". Un'unica fonte cita un remoto trio dal nome di Amon Düül 0, che dovrebbe essere la base di tutta la storia successiva: Scaruffi scrive di un trio free-jazz formato a Monaco di Baviera nel 1966, composto da Chris Karrer (violino e chitarra), Lothar Meid (basso) e Christian Burchard (batteria), in futuro, fondatore degli Embryo.
La comunità artistica nata come Amon Düül dopo l'esperienza del trio free-jazz, si sviluppò in un'atmosfera di sfrenato libertinaggio, a base di sesso e droga, che con il tempo si trasformò in una società maniacale e repressiva. Andy Gill, storico componente della Gang of Four e valente produttore, scrivendo un articolo sul gruppo nel 1997, citava direttamente lo stesso Kerrer e raccontava come questi fosse stato ripreso da qualcuno dei capi della comunità per non essere stato visto "fare sesso da quattro settimane: sei gay o impotente?". Kerrer continua così: "Io dovevo prendere una donna e fotterla lì per terra, davanti a venti persone". Quando la cantante Renate Knaup-Krôtenschwanz e il tastierista Falk Rogner, se ne andarono per qualche tempo nel sud della Francia, furono accolti al ritorno da un membro della comunità che li avvisò sull'incazzatura degli altri nei loro confronti: erano partiti senza il permesso della comunità. Nell'ottobre del 1968, al Sonntag Pop Festival di Essen, la comunità Amon Düül si era già divisa in due parti che suonavano separatamente. Wolfgang Krischke, rimasto con gli Amon Düül, diventò il simbolo degli Amon Düül II per la foto di copertina del doppio album del 1970, Yeti (foto scattata da Rogner). Krischke era morto poco tempo prima: dopo essere tornato a casa dai genitori, assunse una dose di acido così massiccia, che non si risveglio mai più.
Alla fine del 1968, quando la comunità era già divisa, Amon Düül registrarono parti di una session durata ben 48 ore, fonte di tre album del gruppo: Psychedelic underground (Metronome 1969), ristampato come This is collapsing o meglio, Collapsing/Singvögel Rückwarts & Co. (Metronome 1970), Disaster (BASF 1971) e il bootleg Experimente (pubblicato nel 1983). Un altro album del gruppo uscì nel 1970, Paradieswärts (Ohr). La formazione di quella session e in definitiva, degli Amon Düül puri e semplici, era composta da Rayner Bauer (chitarra e voce), Wolfgang Krischke (tastiere e batteria), Ulrich Leopold (basso), Peter Leopold (batteria), Angelika Filanda (batteria e voce) e le percussioniste e cantanti, Ella Bauer, Helga Filanda e Eleonora Romana. Fu alla fine del 1968 che Chris Karrer, Renate Knaup-Krôtenschwanz, Falk U. Rogner, il chitarrista Johannes Weinzierl e il batterista Peter Leopold, lasciarono la comunità per fondare Amon Düül II. La nuova entità musicale esordì con l'album Phallus Dei, con i musicisti citati, più i seguenti nomi: Dieter Serfas (batteria), Christain Thierfeld (percussioni, violino e voce, citato come Shrat da un'altra fonte) e Danny Secundus Fichelscher (batteria).
Il disco, pubblicato da Liberty/United Artists nel 1969, sconvolse non poco critica e pubblico del periodo, per la sua natura sonora estrema e variegata e portò agli Amon Düül II una notorietà internazionale insperata. All'esordio seguì il doppio album Yeti (1970, con Dave Anderson al basso e Lothar Meid alle tastiere), Tanz Der Lemminge (1971, con tutti i musicisti citati per l'album precedente, più Alois Gromer al sitar, Karl-Heinz Hausmann e Jim Jackson alle tastiere, Henrietto Krôtenschwang e Rolf Zacher alla voce) e Carnival in Babylon (1972). Carnival in Babylon presentò la seguente formazione: Peter Leopold, Chris Karrer, John Wienzierl, Lothar Meid, Shrat, Falk U. Rogner, Dave Anderson, Renate Knaup Krôtenschwanz, Dieter Serfas, Danny Secundus Fichelscher, Karl-Heinz Hausmann e i nuovi Olaf Kubler (sassofono) e Joy Alaska (voce). Sin dall'inizio la comunità Amon Düül fu presa di mira dalla polizia, con controlli continui, perquisizioni e quant'altro, ma la situazione peggiorò quando gli Amon Düül II furono sospettati di ospitare membri del gruppo terroristico RAF (Rote Armee Fraktion), cosa che loro stessi ammettono, ma fu per una serie di circostanze e a loro insaputa, che i terroristi dormirono a casa loro (fonte: Chris Karrer).
Dal punto di vista musicale, Amon Düül II continuarono con Wolf City (1972, con Karrer, Knaup-Krötenschwanz, Fichelscher, Meid, Rogner, Weinzierl, Kubler, Alaska, Gromer, Jackson, Kramper, Zacher, Lakshminarayana Shankar e Liz VanNeienhoff alle tabla e Paul Heyda alla voce), Utopia (1973, citato solamente da Scaruffi), Live in London (1973), Viva la Trance (1973, con Leopold, Karrer, Wienzierl, Knaup-Krôtenschwanz, Rogner, Kubler, Kramper, Robby Heibl alla chitarra, basso e violino, Desmond Bonner alla voce e Keith Forsey alla batteria; quest'ultimo, in seguito lavorerà con Giorgio Moroder e Donna Summer) e Hijack (1974, con una formazione rivoluzionata, composta da Karrer, Knaup-Krötenschwanz, Rogner, Kubler, Wild Willy Barrett alle tastiere e voce, Thor Baldursson alle tastiere, Chris Balder agli archi, Bobby Jones e Rudy Nagora ai sassofoni, Bob Chatwin e Lee Harper alla tromba, Ludwig Popp al corno e Hermann Jalowitzki alle percussioni). Made in Germany (Nova in Germania, Atlantic in UK e Atco in USA, 1975), una sorta di opera rock e Pyragony (1976, Nova-RCA-Castle), presentarono questa formazione: Chris Karrer, Rogner, Knaup-Krôtenschwanz, Baldursson, Jones, Harper, Heibl, Nando Tischer alla chitarra e voce, Helmut Sonnleitner al violino, Heinz Becker alle percussioni e Jurgen Koruletsch alla voce).
Almost alive (1977, con la stessa formazione precedente, forse e l'aggiunta di Keith Forsey e Claudja Barry alla voce) e Only human (Strand-Castle 1978, con Ebert, Karrer, Leopold e Zauner), dovrebbero concludere le trasmissioni del pianeta Amon Düül II, anche se le fonti danno versioni così diverse che è difficile capirci qualcosa. Vortex (Telefunken-Castle 1981) è dato come album ufficiale da alcuni e dimenticato da altri (con Jörg Evers, basso, chitarra e sintetizzatore, Karrer, Fichelscher, Renate Knaup, ora Aschaner, Meid, Rogner, Weinzierl e Zauner). Scaruffi cita un album del 1983, Meeting with Meanmachines (Charly Records 1983), ignorato dal sito ufficiale degli Amon Düül II, riformati e attivi ancora oggi (29 giugno 2007), che continua con Nada moonshine# (Schneeball/Indigo in Germania, Mystic Records in UK, 1995, con Karrer, Knaup, tornata Krôtenschwanz, Leopold e Meid), ritenuto dallo stesso Scaruffi un'offesa alla storia della band (e arrivato dopo una battaglia senza esclusione di colpi per il possesso sui diritti del nome). Concludiamo con gli ultimi titoli: Live in Tokyo (Bell Music-Mystic 1996, con Karrer, Renate Knaup Krôtenschwanz, Meid, Felice Occhionero, chitarra e voce, Michael 'Mufty' Ruff, tastiere, Jan Kahlert, percussioni e voce e Wolf Wolff, batteria) e Flawless (1998, album dimenticato da tutti, compreso il sito ufficiale del gruppo), con Karrer, Leopold, Meid, Knaup-Krôtenschwanz, Wienzierl, Rogner, Occhionero, Ruff, Wolff, Kahlert e Roland Skommodau, chitarra).
Da precisare che tutte le formazioni sono state rilevate dal sito che sembra il più preciso e completo, ma che le altre fonti, nella quasi totalità, citano nomi diversi (in qualche caso, non sembra nemmeno lo stesso gruppo). Il batterista Peter Leopold è morto l'8 novembre 2006. Attualmente, gli Amon Düül II sono composti dai membri storici (chi più, chi meno) Karrer, Knaup-Krôtenschwanz, Fichelscher, Meid, Weinzierl e Kahlert. Amon Düül II compaiono nella raccolta The sixties to seventies in search of space, volume due, con un brano in compagnia di Robert Calvert.
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