BIOGRAFIE
Al
Il chitarrista Bernie Marsden, già componente di un numero infinito di gruppi, dopo aver lasciato i Whitesnake, formò nel 1982 una propria band, S.O.S. e l'anno successivo i Bernie Marsden's Alaska, mutati in seguito in Alaska. Con Marsden, nella nuova esperienza, il batterista John Marter (già nei Marillion), il tastierista Richard Bailey (già con i Magnum), il cantante Rob Hawthorn e il bassista Neil Murray (già con Marsden nei Whitesnake). La formazione registrò e pubblicò il debutto "Heart of the storm" nel 1984, dopo il quale Bailey lasciò e fu sostituito da Don Airey, già nei Rainbow di Ritchie Blackmore. Rob Cass rimpiazzò Hawthorne alla voce, ma non è chiaro se la voce del secondo e ultimo album degli Alaska sia la sua o la precedente (The pack, 1985). Il gruppo compare nella raccolta Hell comes to your house.
Di seguito i gruppi che hanno visto almeno per un giorno Bernie Marsden in formazione: Skinny Cat, Juicy Lucy, UFO, Wild Turkey, Cozy Powell's Hammer, Babe Ruth, "Paice, Ashton & Lord", Whitesnake, Bernie Marsden Band, Bernie Marsden's SOS, Alaska, MGM, Moody Marsden Band, Borderline, Saints and Sinners, Bernie Marsden Allstar Band, Snakes e Company of Snakes.
Willie 'Loco' Alexander (classe 1943, nato a Philadelphia ed emigrato a Boston) è un protagonista assoluto del rock bostoniano degli ultimi quarant'anni. Alexander (tastierista e compositore) cominciò la sua carriera con il duo folk Baba & Willie Loco e poi formò i Lost, che comprendevano anche Ted Myers (chitarra), Hugh Magbie (chitarra solista e voce), Tony Pfeiffer (batteria) e Walter Powers (basso). Il gruppo si formò nel 1964 al Goddard College di Plainfield, nel Vermont e debuttò a Burlington (Vermont), in un locale chiamato Cave. In seguito i Lost si trasferirono a Boston, Magbie e Pfeiffer se ne tornarono in breve al college e al gruppo si unirono Lee Mason (batteria) e Kyle Garrahan (chitarra). Quest'ultima formazione registrò un demotape prodotto da Barry Tashian, il leader dei favolosi Remains. È lo stesso Willie Alexander a raccontare di aver visto i Remains suonare al mitico Rathskeller - o Rat - un club di Boston: "La band più potente che io abbia mai visto".
Il demo interessò la Capitol Records, i Lost firmarono un contratto e registrarono le due canzoni del singolo Maybe more than you/Back door blues (1965), un discreto successo nell'area di Boston e dintorni. Il gruppo supportò in concerto, in quel periodo, nomi come Sonny & Cher, James Brown, Supremes e Beach Boys. Il secondo 45 giri dei Lost uscì nell'agosto del 1966 (Violet gown), ma per qualche ragione che nessuno sembra ricordare (come racconta la fonte), il disco fu ritirato dal mercato dalla Capitol e sostituito con una versione diversa della canzone. L'etichetta non esercitò l'opzione sul gruppo e i Lost si trovarono senza un contratto discografico. L'ultimo ingaggio bostoniano dei Lost, gennaio del 1967 (a Henniker, nel New Hampshire), vide la band suonare con gli Hallucinations, un gruppo ospitante Peter Wolf e Stephen Jo Bladd, entrambi protagonisti, in futuro, della J. Geils Band. Dei Lost sono uscite due antologie: Early recordings: demos, acoustic and live 1965-1966 (1996) e The lost tapes '65-'66 (1999), pubblicate entrambe dall'etichetta Arf! Arf!.
Durante i concerti dei Lost, Willie Alexander, Lee Mason e Walter Powers, si esibivano anche come trio con il nome di Mere Bagatelle. Con lo scioglimento dei Lost, i Mere Bagatelle diventarono Bagatelle, guidati da Lee Mason e senza gli altri due compagni d'avventura precedenti. Solo in seguito Willie Alexander si unì nuovamente ai Bagatelle, sostituendo Bob Degan. Gli altri componenti dei Bagatelle: David Bynoe (basso), Mark Gould (tromba), Marshall O'Connell (chitarra), Steve Shrell (sax) e le voci di Fred Griffith, David 'Redtop' Thomas e Rodney Young. Il gruppo firmò un contratto discografico con la ABC e debuttò con il singolo Suck a fuss about Sunday (1968), un successo discreto che consentì di finanziare le registrazioni dell'album 11pm Saturday, prodotto da Tom Wilson (dice nulla Highway 61 revisited di Bob Dylan e White light/White heat dei Velvet Underground?). I Bagatelle furono tra i primi esempi di gruppo multirazziale (bianchi e neri). In quello stesso periodo, Willie Alexander militava anche nei Grass Menagerie, un gruppo durato lo spazio di qualche mese e nel quale il nostro Loco suonava la batteria, con Rennie Millican al piano, Walter Powers al basso (già nei Lost con Alexander), i due chitarristi Gill Glasser e John Hayden e la voce femminile di Lynn Sheffield (in qualche caso, anche chitarrista e compositrice).
Il gruppo registrò qualche canzone per la RCA e la Vanguard, ma nulla è mai stato pubblicato. Altra esperienza contemporanea per Willie Alexander, i PPMWW, con il solito Walter Powers (basso), Peter Ivers (voce), Peter Malick (chitarra) e Michael Tsuchudin (batteria), ma null'altro si sa su questo gruppo. Si sa, invece, che dei Grass Menagerie ha fatto parte anche Doug Yule e che quando John Cale lasciò i Velvet Underground, il suo posto fu occupato proprio da Yule (che si occupò del basso, mentre dei Grass Menagerie era il chitarrista). Con l'abbandono dei Velvet Underground da parte di Lou Reed, il gruppo passò nelle mani di Doug Yule e questi, per sostituire il grande poeta, pensò a Willie Alexander. Quando anche Sterling Morrison si stancò di quella finta versione di uno dei gruppi più influenti e importanti nella storia della musica rock, Yule invitò un altro ex compagno dei Grass Menagerie, Walter Powers. Il gruppo intraprese una tournée europea con una formazione comprendente Doug Yule (tornato alla chitarra e anche voce), Willie Alexander (tastiere e voce), Walter Powers (basso) e Maureen Tucker (batteria).
I Velvet Underground di Yule girarono la Gran Bretagna e l'Olanda tra l'ottobre e il novembre del 1971, per promozionare l'uscita di Loaded, pubblicato da poco in Europa. I piani di Yule di registrare un secondo album per l'Atlantic (la grande etichetta distributrice di Loaded, tramite la sussidiaria Cotillion Records), furono frustrati dalla compagnia discografica, non interessata a un gruppo come i Velvet Underground senza Lou Reed. l'Atlantic pubblicò, invece, Live at Max's Kansas City, registrato nel 1970 dai Velvet di Lou Reed. Yule riuscì a trovare un contratto con la Polydor britannica, ma Alexander, Powers e Maureen Tucker furono rispediti negli Stati Uniti, cosa che fece del chitarrista l'unico Velvet Underground presente nel disco, l'ultimo del glorioso nome, Squeeze (1973). I soli altri musicisti noti in Squeeze, sono il batterista dei Deep Purple, Ian Paice e un sassofonista, probabilmente Malcolm Duncan, mentre Doug Yule suonò tutti gli altri strumenti e compose tutte le canzoni (il disco è a tutti gli effetti un album solista di Doug Yule): un triste epitaffio per un nome simile. Con lo scioglimento definitivo dei Velvet Underground, si crea un buco nella carriera di Willie Alexander: ho provato in tutti i modi, ma gli anni che vanno dal 1972 (quando i tre Velvet Underground furono rispediti a casa da Doug Yule) al 1975, è difficile riempirli.
Nel 1976 Willie Alexander fondò un nuovo gruppo, la Boom Boom Band, dopo un esordio solista su singolo dell'anno prima, ma capirci qualcosa nelle confuse biografie consultate (compresa quella del sito ufficiale), è impresa degna di ben altre cause. L'esordio di Willie Alexander & the Boom Boom Band può essere considerata la partecipazione al doppio album dal vivo Live at the Rat, con tre canzoni, ma in quel periodo il rocker pubblicò anche come solista pezzi che poi finiranno negli album del gruppo (come il retro del singolo Kerouac, Mass. Ave.). In ogni caso, Willie Alexander & the Boom Boom Band fu l'esordio su album (MCA 1978), seguito nello stesso anno da Meanwhile... back in the States, dopo il quale Alexander continuò da solo, firmando l'esordio solista su album di Solo Loco (Bomp 1981) e continuando con l'EP Taxi stand Diane (1984), dopo il passaggio alla francese New Rose, per la quale incise anche Tap dancing on my piano (1986), The dragons are still out (1988) e In the pink (1988). Saltando di qua e di là, troviamo un doppio album dal vivo attribuito a Willie Alexander and the Confessions (Autre chose, New Rose 1982) e con lo stesso nome, A girl like you (New Rose 1982), titolo dimenticato da altre fonti.
Della Boom Boom Band ci sarebbe anche un bootleg autorizzato (così viene definito), Sperm bank babies (Garage 1978), Loco live (2001) e Dog Bar Yacht Club (2005), probabilmente il risultato di una reunion del gruppo. A Willie Alexander and the Persistence of Memory Orchestra viene attribuito il lavoro omonimo (Accurate/Distortion 1993), Around the world (Rockarolla 1997) e The East Main St. Suite (1999). Concludiamo questa sterile lista con gli ultimi lavori solisti: Private WA (Tourmaline Records 1993), The holy babble (Tourmaline 1996), Loco in Beantown (Tendolar Records 1999) e Solo Loco redux (Captain Trip Records 2002, pubblicato in Giappone) e qui mi fermo. Willie Alexander compare nella raccolta Play New Rose for me - Rose 100.
Musicista del Gambia, Alhaji Bai Konte (morto nel 1982) era il più famoso suonatore di kora, un'arpa a ventuno corde usata, principalmente, per accompagnare riti religiosi e preghiere. Secondo una fonte, l'artista sarebbe stato il primo suonatore di kora ad esibirsi negli Stati Uniti, al Newport Jazz Festival del 1973. Dopo la morte di Alhaji Bai Konte, la tradizione kora è continuata per opera dei figli Dembo e Sherrifo e di uno degli allievi dell'artista, Malamini Jobate. Alhaji Bai Konte compare nella raccolta Music and rhythm.
Vincent Furnier nacque il 4 febbraio 1948 a Detroit, Michigan (USA) e con la famiglia si trasferì a Phoenix, Arizona. Fu durante la scuola che il giovane Vincent formò la sua prima band, con alcuni compagni della squadra d'atletica: John Speer (batteria), Glen Buxton (basso), John Tatum (chitarra) e Vincent (sedici anni), alla voce, formarono gli Earwigs. Al gruppo si unì un chitarrista ritmico scontento della sua posizione gerarchica negli Our Gang: Michael Bruce si unì agli Earwigs che non erano più Earwigs, ma Spiders, sostituendo John Tatum e diventando chitarrista solista. Il gruppo, nel frattempo, era passato dalle parodie dei Beatles a un genere garage alla Rolling Stones/Yardbirds e riuscì pure a pubblicare un singolo, Don't blow your mind, diventato un successo locale nella zona di Phoenix e dintorni. I ragazzi cambiarono nome per l'ennesima volta, diventando Nazz, dalla canzone The nazz are blue degli Yardbirds e cercando fortuna a Hollywood, dove si stabilirono.
In quel periodo Neal Smith sostituì John Speer alla batteria, ma fu il nome a dover cambiare ancora una volta, quando ai ragazzi giunse la notizia che a Philadelphia agivano degli altri Nazz, guidati da un certo Todd Rundgren. In Arizona il termine Nazz, grazie (!?) ai concerti del gruppo, era diventato sinonimo di oltraggio, delinquenza e immoralità. Nel 1968, dunque, Vincent Furnier dovette trovare un altro nome per il suo gruppo. La versione più accreditata sulla genesi del nuovo nome è la seguente. Il gruppo fece visita alla casa del proprio manager, Dick Phillips, che abitava con la madre e fu quest'ultima a proporre una seduta con la Ouija board, la tavola con le lettere disposte in cerchio per contattare gli spiriti dei morti: beh, sembra che la tavola abbia indicato le lettere A-L-I-C-E-C-O-O-P-E-R. Dall'episodio nacque la leggenda che Alice Cooper fu un'antenata di Vincent Furnier, bruciata per stregoneria nel diciassettesimo secolo e della quale lo stesso Vincent sarebbe una reincarnazione. Una storia perfetta per la successiva reincarnazione di Vincent Furnier nel fenomeno discografico Alice Cooper.
Esistono altre teorie sul nuovo nome del gruppo, come chiarisce questa dichiarazione dello stesso Furnier: "Mi piaceva all'inizio l'idea che la gente pensasse a Alice Cooper come a una cantante folk bionda". Alice Cooper diventò il gruppo più odiato di Los Angeles e in base a questo, Shep Gordon volle diventare il loro manager. Durante l'esibizione al festival Rock'n'Roll Revival di Toronto, nel 1969, qualcuno dalla platea lanciò sul palco un pollo e Furnier, pensando che potesse volare, lo prese e lo lanciò in aria verso il pubblico. Il pollo planò da qualche parte sulle prime file e una volta atterrato, fu preso da qualche scalmanato e fatto a pezzi, lasciando di sasso Furnier e gli Alice Cooper. Il giorno dopo i quotidiani, nessuno escluso, interpretarono a proprio modo l'episodio, parlando di un depravato con un nome da donna che sul palco, durante un concerto, aveva preso un pollo, gli aveva staccato la testa e ne aveva bevuto il sangue. Un episodio che si ripeterà molti anni dopo, bugie comprese, con Ozzy Osbourne (volente o nolente, ma non è questo il punto).
Dopo aver firmato un contratto con la Straight Records di Frank Zappa, Alice Cooper debuttarono con l'album Pretties for you (1969), seguito da Easy action (1970). I due album non ebbero grandi riscontri commerciali (a parte una timida apparizione del primo tra i primi 200 di Billboard), ma con il terzo fu la svolta: Love it to death (1971, dopo il passaggio alla Warner Bros), prodotto da Bob Ezrin (personaggio fondamentale nella crescita della band), salì sino al numero 35 in USA e 28 in UK. In quel periodo il gruppo cambiò sede, spostandosi nella città natale di Furnier, Detroit e pubblicò Killer (numero 21 USA e 27 UK), consolidando un potenziale commerciale che raggiungerà lo zenit con la coppia School's out (1972: n° 2 USA e n° 4 UK) e Billion dollar babies (1973: n° 1 USA e n° 1 UK). L'ultimo titolo produsse anche tre singoli da top ten in Gran Bretagna. I concerti del gruppo diventarono sempre più sofisticati in termini di effetti speciali, tanto che come responsabile dei trucchi fu chiamato un illustre e abilissimo illusionista, James Randi.
Con Muscle of love (1973, tra i primi in USA, ma lontano dalla vetta in UK) si concluse l'esperienza della band Alice Cooper e iniziò la carriera solista di Vincent Furnier, che tenne per sé il nome del gruppo. Il motivo dello scioglimento fu dovuto alle divergenze di opinione tra la band da una parte e Furnier dall'altra: quest'ultimo voleva aumentare l'effetto scenico, sbalordire sempre di più il pubblico dal palco, mentre il gruppo spingeva per dare una credibilità maggiore alla parte musicale, da gruppo serio e preparato. Le due parti non s'incontrarono. Il primo album solista di Vincent Furnier, ora Alice Cooper, uscì nel 1975, dopo il passaggio dell'artista all'Atlantic Records: Welcome to my nightmare aumentò le vendite del precedente prodotto (n° 5 USA e 19 UK) e presentò un gruppo, alle spalle del cantante, di tutto rispetto (tra i nomi, Dick Wagner e Steve Hunter, i due formidabili chitarristi di Rock'n'roll animal di Lou Reed e Tony Levin al basso, straordinario bassista, futuro collaboratore di Peter Gabriel e membro dei King Crimson anni '80). I due album successivi, Alice Cooper goes to hell (1976) e Lace and whiskey (1977), dopo il ritorno alla Warner Bros, non ebbero lo stesso impatto commerciale, fermandosi ben lontani dalle vette delle classifiche.
Alice Cooper concluse il primo decennio (più o meno) di attività con l'album dal vivo The Alice Cooper show (1977). All'epoca un album dal vivo serviva a chiudere una fase per cominciarne, possibilmente, una nuova: il primo album del dopo fu From the inside (1978), seguito da Flush the fashion (1980), album lontani dai riscontri commerciali della prima metà degli anni '70, ma i successivi Special forces (1981) e Zipper catches skin (1982), fecero ancora peggio (quest'ultimo, addirittura, non entrò nemmeno in classifica). Da da (1983) tornò timidamente nella classifica britannica (ma fallì ancora quella USA), mentre Constrictor (1986) fece tornare il nome di Alice Cooper tra i più venduti delle due parti dell'oceano (59 USA e 41 UK), complice, forse, il passaggio alla nuova casa discografica, la MCA. Ancora discreto il risultato di Raise your fist and hell (1987), ultimo album per la MCA, ma assolutamente sorprendente il successo di Trash (Epic 1989), salito sino al numero 20 in USA e addirittura al numero 2 in UK. Anche Hey stoopid (1991) e The last temptation (1994) salirono vertiginosamente le classifiche (sino al numero 4 USA e 6 UK).
Per trovare un nuovo album di Alice Cooper bisognerà aspettare il 2000 di Brutal planet (Spitfire Records), seguito nel 2001 da Dragontown, nel 2003 da The eyes of Alice Cooper (Eagle Records) e nel 2005 da Dirty diamonds (New West Records), tutti album dallo scarso rendimento commerciale, ma che mantengono perfettamente in carreggiata l'attempato Vincent Furnier, ormai da più di quarant'anni immerso nella musica. Una curiosità tra le tante riguardanti Alice Cooper: il 14 maggio 2006 al cantante sono state consegnate le chiavi della città (?) di Alice, North Dakota, a cinquanta miglia da Fargo, dove avrebbe tenuto un concerto la sera successiva. Alice, North Dakota, ha 56 abitanti. Parlando dell'influenza di Alice Cooper sul mondo del rock, bisognerebbe stilare una lista infinita di nomi che si sono dichiarati e si dichiarano ancora, suoi fans, soprattutto dal punto scenografico e d'immagine (basta dare un'occhiata al pagliaccio Marilyn Manson e poi rivedere una vecchia fotografia di Alice Cooper, senza contare il dettaglio del maschio con un nome da femmina). Nessuna lista di nomi musicali in questo caso, ma un fan insospettato da quando vide un suo concerto nel 1973, Salvador Dalì e con questa notizia, chiudiamo. Alice Cooper compare nella colonna sonora del film Rock'n'roll high school (con School's out, ovviamente) e nella raccolta The sixties to seventies in search of space (volume tre).
Introduzione doverosa
Alice In Chains si formano a Seattle all'inizio del 1988, ma sulle loro precedenti imprese musicali la confusione regna sovrana: secondo Brad Morrell (Nirvana e il sound di Seattle, libro del 1993), Jerry Cantrell e Layne Staley compaiono per la prima volta dietro il nome di Fucks, nel 1987, trasformato prima in Alice 'N Chains e poi in Alice In Chains (1988). Secondo Beppe Riva (Rockerilla n° 145), quella prima band si chiamava Diamond Lie, il gruppo nel quale militava anche Nick Pollock, più tardi fondatore dei My Sister's Machine. La rete non aiuta: Scaruffi salta a piè pari il passato del gruppo, mentre Onda Rock, per penna (tastiera) di Emiliano Merlin, aggiunge confusione a confusione e parla di due band differenti per Cantrell e Staley, Diamond Lie e Alice 'N Chains, confluite nel nome in comune Alice In Chains. Fantastico!
Il sito di VH1 non nomina i Diamond Lie e parla di Alice 'N Chains sin dal primo incontro di Cantrell e Staley. Sing365 è sostanzialmente sulla linea "Cantrell e Staley s'incontrano nel 1987" (in questo caso a una festa: VH1 racconta che i due s'incontrarono nella sala prove di Music Bank, una sorta di spazio libero definito anche warehouse, deposito, magazzino; da quel che si può capire, potrebbe essere una specie di comunità musicale), ma la storia successiva è ben diversa. I due decidono di formare una band (Staley era già in un gruppo di derivazione glam, ma non ne viene citato il nome), si aggregano un bassista nella persona di Mike Starr - già nei Sado - e alla ricerca di un batterista (Cantrell era già un chitarrista provetto, secondo il racconto e Staley, che avrebbe potuto suonare la batteria "naturalmente" - avverbio che non viene spiegato - era orientato verso il canto), trovano Sean Kinney, il moroso della sorella di Starr. Il gruppo si chiama Alice 'N Chains, ma a breve diventerà Diamond Lie per poi stabilizzarsi in Alice In Chains.
Il sito aliceinchains.net salta d'un balzo Mike Starr e cita come bassista Mike Inez, subentrato nel 1994 e d'altro canto, la storia primordiale del gruppo non esiste (così viene sbrigata: "INIZIO 1987 - Alice In Chains si formano a Seattle"), mentre un sito italiano dedicato al gruppo, sembra scopiazzare e tradurre alla bell'è meglio una qualche biografia inglese. Restando sul discorso, la stessa biografia citata nel caso di VH1, firmata da Stephen Thomas Erlewine e Greg Prato di All Music Guide, si ritrova fotocopiata presso decine di altri siti specializzati (mp3.com, MTV, Yahoo, isound.com, MusicMatch e decine di altri). Si distacca da questa pattuglia il sito music.lycos.com, con una biografia che è proprio quella tradotta dal sito italiano. Il traduttore italiano (che sembra uno straniero alle prese con un nostro vocabolario, ma potrei sbagliarmi), salta una brevissima riga alla fine dell'introduzione della biografia di Lycos, quella dove si parla, unico caso rintracciato dal sottoscritto in rete, di un gruppo dal nome Fuck (al singolare, mentre Brad Morrell, nel libro citato all'inizio, parla di Fucks).
Paura d'impressionare i cuoricini di noi italiani con un termine come fuck? Alla fine di questa estenuante carrellata (e non è che una minima parte di quel che si sarebbe potuto citare), è doveroso ricordare come Brad Morrell abbia scritto il suo libro nel 1993, subito dopo la pubblicazione di In utero dei Nirvana. La sua storia affronta tutti gli incroci tra le band di Seattle ed è documentata in maniera esauriente e proprio alla luce di tutto questo, non capisco come possa non citare i Diamond Lie e parli invece solo dei Fucks.
[Integrazione, 22 giugno 2008]. Citiamo anche Wikipedia in questo marasma di fonti diverse. La parte biografica della libera enciclopedia, comincia dagli Sleeze, il gruppo di Layne Staley sciolto nel 1986 per formare gli Alice n' Chainz, una nuova band i cui membri indossavano abiti femminili suonando cover di Slayer e Armored Saint. Sciolti anche gli Alice n' Chainz, Staley si unì a un gruppo funk bisognoso anche di un chitarrista (come session-man) e fu così che il cantante coinvolse l'amico Jerry Cantrell. Cantrell accettò con la condizione che Staley si unisse alla sua band, i Diamond Lie, nei quali militavano Mike Starr e Sean Kinney. Con lo sfumare del gruppo funk (potrebbero essere i Fucks?), Staley si unì stabilmente ai Diamond Lie, riesumando il moniker Alice n' Chainz, con l'unica modifica della lettera finale (Alice 'n Chains). Qualche passaggio potrebbe essersi chiarito, ma anche no.
Biografia doverosa
Cominciamo a raccontare la storia degli Alice In Chains veri e propri (forse...) a questo punto. Il gruppo registrò un demo, che Morrell definisce "disastroso", alla fine del 1989: dall'ascolto di quel demo la Sony si convinse e ingaggiò gli Alice In Chains tramite la divisione Columbia Records, all'interno, a sua volta, di un settore denominato Progressive Music Marketing Managers. Tremendo! Da notare come quel demo primitivo fosse considerato con orgoglio dal gruppo (Beppe Riva, 1992) o "registrato su un merdoso otto piste" (Morrell, 1993). L'esordio su album di qualche mese più tardi (settembre 1990) fu Facelift, preceduto dall'EP We die young (profezia avverata per uno di loro...). Le recensioni entusiaste, la promozione accorta, il management attento (di Susan Silver, responsabile in quel periodo anche di Soundgarden e Screaming Trees: io ricevetti una lettera dagli Alice In Chains richiedendo i testi di un album dei Soundgarden!), portarono Facelift molto in alto nelle classifiche (n° 42), un po' a sorpresa forse: Facelift conquistò il disco d'oro (500.000 copie vendute; a tutt'oggi, giugno 2008, sono più di due milioni) nel settembre del 1991, a un anno esatto dalla pubblicazione e contemporaneamente all'uscita di Nevermind dei Nirvana. È il primo, vero e proprio successo tangibile di una band di Seattle.
Il secondo album, Dirt (n° 6 di Billboard e 42 in UK), giunse dopo l'EP Sap e l'inserimento del gruppo nella colonna sonora del film Singles (di Cameron Crowe, pubblicata qualche mese prima dell'uscita del film stesso). Mike Starr lasciò la band per stanchezza dopo la pubblicazione di Dirt, e fu sostituito da Michael Inez, già nel gruppo di Ozzy Osbourne. Nel 1993 gli Alice In Chains parteciparono al terzo tour di Lollapalooza e all'inizio del 1994 pubblicarono l'EP Jar of flies, il primo della storia, in questo formato, secondo il sito Lycos, a raggiungere il primo posto della classifica statunitense. In quello stesso anno, Staley partecipò al progetto Mad Season, con Mike McCready, chitarrista dei Pearl Jam, Barrett Martin, batterista degli Screaming Trees e il bassista Baker Saunders, mentre voci insistenti davano per prossimo lo scioglimento degli Alice In Chains. Di sicuro, la salute del cantante non era delle migliori, tanto che l'esibizione al Festival di Woodstock e una serie di concerti, dovettero essere annullati. Ancora 1994, per la partecipazione alla colonna sonora del film Clerks.
Nel 1995 la pubblicazione dell'album Alice In Chains (n° 1 di Billboard) sembrò scongiurare le voci funeree e nel 1996, il ritorno in concerto dopo tre anni sembrò confermare gli scongiuri, ma fu un'esibizione unica, in occasione di un MTV Unplugged che fu pubblicato quello stesso anno (Unplugged, n° 3 in USA). L'album solista di Cantrell (Boggy depot, 1998) sembrò confermare, in questo caso, che gli Alice In Chains erano ormai morti, anche se non ci fu mai un annuncio ufficiale. Layne Staley, sprofondato nella droga e nella depressione, anche a causa della morte della propria ragazza per ragioni inerenti alla tossicodipendenza, si isolò dal mondo e morì in completa e triste solitudine il 5 aprile 2002. Particolare raccappricciante, indicativo del completo distacco del cantante da tutto e da tutti, il corpo fu trovato in avanzato stato di decomposizione quindici giorni dopo la morte.
I gotici Alien Sex Fiend si formarono a Londra nel 1982, per iniziativa del cantante Nick Wade (conosciuto come Nick Fiend e già membro di gruppi come Earwigs e Mr. and Mrs. Demeanour), con Christine (moglie di Wade e nota come Mrs. Fiend) ai sintetizzatori, il chitarrista Yaxi Highrizer e il batterista Johnny 'Ha Ha' Freshwater. Il debutto su singolo è datato 1983 (Ignore that machine, Anagram Records; è una delle due canzoni del gruppo presenti nella raccolta Flesheaters - The return of the undead, volume tre; l'altra s'intitola I walk the line, volume uno) e lo stesso vale per l'album (Who's been sleeping in my brain?, Anagram Records come i successivi, eccetto dove indicato; Relativity Records negli Stati Uniti). Il secondo lavoro, Acid bath (1984), fu pubblicato ancora dall'Anagram Records (Epitaph negli Stati Uniti) e fece dei nostri delle piccole stelle, soprattutto in Giappone. Maximum security (1985) e It - The album (Plague/Anagram Records 1986) confermarono il successo degli Aliex Sex Fiend, divenuti nel frattempo un trio per la perdita del batterista. La successiva partenza del chitarrista, dopo Here cum germs (1987), portò gli Alien Sex Fiend verso un duo marito-moglie (gli album Another planet, 1988 e Curse, 1990).
Gli anni '90 rividero il gruppo con una formazione a quartetto, con l'arrivo del tastierista Doc Milton e del chitarrista Rat Fink jr. (Open head surgery, 1992). Altered States of America (live del 1993), l'EP Evolution (13th Moon Records 1996) e l'album canonico Nocturnal emissions (13th Moon Records 1997), concludono gli anni '90 degli Alien Sex Fiend. La storia non è ancora finita, perché gli Alien Sex Fiend sono tornati con un nuovo album nel 2004, Information overload (13th Moon Records).
ALL nacquero dai tre quarti dei Descendents rimanenti dopo l'abbandono della band da parte del cantante Milo Aukerman (che se ne andò a studiare per conseguire la laurea in biochimica: d'altronde, il primo album dei Descendents s'intitolava Milo goes to college...). Era il 1987 quando Stephen Egerton (chitarra), Karl Alvarez (basso) e Bill Stevenson (batteria), decisero di continuare senza il loro compagno, reclutando la voce di Dave Smalley (proveniente da Dag Nasty, D.Y.S. e Down By Law) per i primi due lavori, l'album Allroy Sez (1988) e l'EP Allroy for Prez (pubblicati entrambi da SST/Cruz). Da Allroy saves (Cruz Records 1990) la voce passò a Scott Reynolds, ugola anche del seguente Percolater (1992). Tra i due ultimi titoli s'inserisce l'avventura Tonyall, un progetto che vedeva gli ALL come gruppo di accompagnamento di Tony Lombardo, ex-bassista dei Descendents (e che fruttò l'album New girl old story, 1991). L'album Breaking things (1993) vide il cambio alla voce (Chad Price al posto di Reynolds) e il ritorno, in veste di ospite (ai cori), di Milo Aukerman.
L'avventura nel dorato mondo delle major, per gli ALL fu molto breve: firma per la Interscope Records, l'album Pummel (1995), litigi in merito alla promozione scadente, scissione del contratto. Il gruppo passò alla più nota etichetta musicale nel loro campo sonoro, la Epitaph e a ruota seguirono i lavori Mass nerder (1998), l'antologia ALL (1999, pubblicata dall'etichetta del gruppo, Owned & Operated), Problematic (2000) e il doppio album dal vivo Live plus one (2001), diviso tra ALL e Descendents (diviso per modo di dire: tra gli ALL e i Descendents l'unica differenza è nel cantante: Chad Price negli ALL e il vecchio Milo Aukerman nei Descendents). Le notizie, a tutt'oggi (11 marzo 2007), parlano di due nuovi album in lavorazione. ALL fanno parte della raccolta Punk-o-rama III.
Classe 1938, nato a Melbourne, Australia, Christopher David Allen è uno dei personaggi centrali della musica inglese di fine anni '60 (e non solo, secondo gli esperti). Dopo aver fatto lo scenografo, l'attore e il decoratore d'interni, Allen lasciò l'Australia nel 1960 e si trasferì in Gran Bretagna, dove conobbe Robert Wyatt e con il batterista e il bassista Hugh Hopper, formò il Daevid Allen Trio. Dopo un periodo passato a Parigi, Allen tornò in Inghilterra nel 1966, dove ritrovò il vecchio amico Robert Wyatt e con lui, Kevin Ayers e Hugh Hopper formò i Soft Machine. La formazione originale del gruppo durò il tempo di un 45 giri e in seguito a un viaggio in Francia, a Daevid Allen fu negato il rientro in Gran Bretagna (1967). I Soft Machine continuarono come trio e Allen, rimasto tra i galletti, formò i Gong, coi quali rimase sino al 1975. Nel 1971 il chitarrista aveva già debuttato con l'album solista Banana Moon (BYG), l'anno successivo del debutto dei Gong (Magick brother mystick sister, BYG). Gli altri album dei Gong con Daevid Allen furono Camembert electrique (BYO 1971), Continental circus (Philips 1971), Obsolete (1971) e la trilogia di Radio Gnome (Flying teapot, Angel's egg, entrambi 1973, e You, 1974, tutti pubblicati dalla Virgin).
Con i componenti degli Here & Now e la compagna Gilli Smyth, Allen pubblicò un album come Planet Gong (Planet Gong live floating anarchy 1977, Charly Records 1977), seguito da un'esperienza newyorkese come New York Gong (con Bill Laswell: About time, Charly Records 1980). Dopo una sortita come Gongmaison (l'album omonimo del 1989 pubblicato da Demi Monde), Allen riformò i Gong all'inizio degli anni '90 per l'album Shapeshifter (Celluloid 1992), ribattezzato in seguito Radio Gnome part 4, mentre in occasione del 25° anniversario dalla formazione della band, fu registrato e pubblicato in doppio cd un concerto reunion, 25th birthday party (Voiceprint 1995). La quinta parte della serie Radio Gnome fu pubblicata nel 2000 da Snapper, Zero to infinity. La carriera solista di Allen ha prodotto una serie copiosa di album, collaborazioni e nomi di gruppi. Dopo il primo album solista già citato, Allen pubblicò il secondo lavoro nel 1977, Now is the happiest time for your life (Affinity Records), seguito nel 1978 da N'existe pas! (Charly Records). Nel 1982 Allen pubblicò un paio di lavori a dir poco originali: Divided Alien Playbax '80, che l'enciclopedia 24.000 dischi di Bertoncelli definisce 'Sonorità drums & bass in grande anticipo sui tempi' e The death of rock (And other entrances), dedicato ai morti del circo rock e alla morte del rock stesso.
Dopo essere ritornato in Australia, Allen formò gli EX, con David Tolley e pubblicò il mini Stop/Don't (Shangai 1983). Una lunga assenza e il ritorno nel 1989, con l'album The owl and the tree (Demi Monde), in coppia con la compagna Gilli Smyth, seguito da un disco registrato in Galles con Harry Williamson nel 1990, Australia acquaria/She (Demi Monde). A seguire, una serie di prodotti più di nicchia che di avanguardia (a leggere le opinioni), come Stroking the tail of the bird (Amp 1990), The seven drones (Voiceprint 1991) e Who's afraid (Shimmy Disc 1993), con l'intermezzo di Live at the Witchwood 1991 (GAS 1992). Ancora: Twelve selves (Voiceprint 1993), 22 meanings, ancora con Harry Williamson (Gliss 1998), Eat me baby, I'm a jellybean (GAS 1998), un album in coppia con Russell Hibbs, Nectans Glen (Voiceprint 1999), il primo album dell'University of Errors, Money doesn't make it (Inner Space 1999), Sacred geometry (No Meat 2001), il secondo e il terzo University of Errors, E2x10=Tenure (Inner Space 2001) e Ugly music for Monica (ERR 2002).
Gli ultimi titoli: un secondo disco in coppia con Russell Hibbs, Bards of Byron Bay (Voiceprint 2004), una serie di volumi di Playbax, un numero infinito di album dal vivo, recenti e antichi, il secondo capitolo di Sacred geometry (II, No Meat 2005) e chissà quanto avrò tralasciato. Daevid Allen compare nella raccolta The sixties to seventies in search of space, volume uno.
Trio fondato a Los Angeles, poco dopo la metà degli anni '70, da Randy Stodola, chitarrista, cantante e autore, con la moglie Dianne Chai (voce e basso) e John McCarthy (batteria). Il gruppo esordì nel 1977 con il 45 giri Nothing means nothing anymore (Dangerhouse), seguito da Too much junk (Time Coast Records, l'etichetta della band, 1980) e dal primo album, Nightmare City (Faulty Products/Time Coast 1981). Dopo la firma per la major MCA Records, gli Alley Cats pubblicarono il secondo e ultimo Lp, Escape from planet Earth (1982), dopo il quale giunse lo scioglimento. Stodola, Chai e McCarthy ci riprovarono nel 1985, cambiando nome in Zarkons e pubblicando due album, Riders in the long black parade (Time Coast/Enigma 1985) e Between the idea and the reality... falls the shadow (Atlantic 1988), con il nuovo batterista Terry Cooley e una cantante solista, Freda Rente. Gli Alley Cats fanno parte della doppia raccolta in vinile Urgh! A music war.
Mark Perry, impiegato di banca londinese, rimase sconvolto dalla visione dei Ramones in concerto e nell'estate del 1976 fondò la fanzine Sniffin' glue (nome ispirato dalla canzone Now I wanna sniff some glue degli stessi Ramones, dal loro primo album), foglio amatoriale che risulterà di capitale importanza per la definizione ideologica di quel movimento punk che stava invadendo le isole britanniche (Perry pubblicò il foglio con il nome di Mark P., sembra per la paura di essere riconosciuto dai datori di lavoro). Dopo aver lasciato il suo impiego ordinario, Perry, con la collaborazione di Miles Copeland, all'inizio del 1977 fondò la Step Forward, una delle innumerevoli etichette indipendenti che in quel periodo diedero voce al maremoto musicale dei giovani britannici. Nello stesso periodo nacquero gli Alternative TV (marzo 1977, primo concerto a Nottingham, nel maggio successivo), con Mark Perry, chitarra e voce, Alex Fergusson (chitarra), Micky Smith (basso) e John Towe (batteria, in quel periodo impegnato contemporaneamente anche con i Generation X).
La sezione ritmica cambiò in breve tempo (Tyrone Thomas, basso e Chris Bennett, batteria) e fu con questa formazione che gli Alternative TV esordirono con un flexi-disc allegato alla fanzine di Perry, Sniffin' Glue (trattasi di Love lies limp, agosto 1977). I sommovimenti continuarono, con Fergusson che lasciò per andare a formare i Cash Pussies e un nuovo cambio di bassista (Dennies Burns il nuovo). Il vero esordio su vinile degli Alternative TV è datato novembre 1977, il 45 giri How much longer?, pubblicato dalla Deptford Fun City, altra etichetta di Miles Copeland nella quale, in qualche modo, era coinvolto lo stesso Perry. The image has cracked è il primo album, pubblicato nel 1978, seguito da una serie di singoli e dal secondo lavoro (Vibing up the senile man, 1979), dopo il quale Perry sciolse gli Alternative TV e si unì ai Good Missionaries. Impegnato in innumerevoli progetti laterali (compreso il primo album solista del 1980), Mark Perry ritroverà Alex Fergusson per il terzo album di studio degli Alternative TV, Strange kicks (1981).
Tra scioglimenti e ricostituzioni, il gruppo di Mark Perry continuò per tutti gli anni '80 (altri due album, Peep show, Anagram 1987 e Dragon Love) e come band da concerto, anche per buona parte degli anni '90, ma è difficile districarsi o capire qualcosa quando si hanno come fonti le pessime biografie rintracciate dal sottoscritto (nel gruppo, tanto per fornire un dato, hanno suonato qualcosa come trentacinque musicisti!). Alternative TV compaiono nella raccolta Indie punk classics.
Riepilogo biografie della e nella pagina
|
►Alaska - ►Willie Alexander - ►Alhaji Bai Konte - ►Alice Cooper - ►Alice In Chains - ►Alien Sex Fiend - ►ALL - ►Daevid Allen - ►Alley Cats - ►Alternative TV |
|
►Deep Purple - ►Descendents - ►Down By Law ►Gong ►Rainbow - ►Ramones - ►Lou Reed - ►Remains ►Screaming Trees - ►Soundgarden ►UFO |